Vincenzo Bellini: "Il pirata"
Montserrat Caballé (soprano): Imogene
Piero Cappuccilli (baritone): Ernesto
Firenze, 1967
ERNESTO (ad Imogene che vuol ritirarsi)
Arresta: ognor mi fuggi!... Omai venuto è il tempo
ch'io mi ti ponga al fianco, e squarci il velo
di cui ti copri del tuo sposo al guardo.
Morbo accusar bugiardo.
Più del tuo duol non vale...
egro è il tuo cuore, il tuo cor solo.
IMOGENE Ah! sì d'affanno ei muore.
Lontana, il sai, profonda
e inesauribil fonte hanno i miei mali.
Una famiglia oppressa, un genitor estinto...
ERNESTO
E un nodo, aggiungi,
un detestato nodo, e il non mai spento
pe 'l tuo Gualtiero amor...
IMOGENE
Oh ciel! che sento?
Che mai rimembri? Ahi crudo!
Ti basti ch'io son tua, che madre io sono
del figlio tuo; né ritentar mia piaga...
ch'ella gema in segreto almen t'appaga.
Duetto
ERNESTO
Tu mi apristi in cor ferita
della tua più sanguinosa
empia madre e iniqua sposa,
mal tu celi un cieco amor.
IMOGENE
Quando al padre io fui rapita
questo amor non era arcano:
tu volesti la mia mano,
né curasti avere il cuor.
ERNESTO
Oh furore! E il vil Gualtiero
ami dunque... ed io t'ascolto!
L'ami? parla...
IMOGENE (con somma espressione sempre crescendo)
Io l'amo, è vero;
ma qual s'ama un uom sepolto;
ma d'amor che non ha speme,
che desio, che ben non ha:
col mio cuor si strugge insieme,
col mio cuore insiem morrà.
Insieme
ERNESTO
Ah! lo veggo; per sempre mi è tolta
ogni speme di un tenero affetto:
non mi resta che il tristo diletto
di straziar chi dolente mi fa.
IMOGENE
Ah! Lo sento: fra poco disciolta
fia quest'alma dal fragil suo velo;
e trovar le fia dato nel cielo
quel riposo che in terra non ha.