Libretto list

Medea Libretto

SINFONIA


ATTO PRIMO 


(Presso la reggia di Creonte, in vista del mare 
a Corinto. Ancorata al fondo e la nave Argo)

Introduzione

PRIMA ANCELLA
(a Glauce)
Che? 
Quando già corona Amor i vostri sospir, 
Sugli occhi ancor vi sta si profonda tristezza?
Su, venite a gioir della nostra allegrezza:
Il cielo a voi darà i dolci suoi favor,
A voi il ciel darà

SECONDA ANCELLA 
(a Glauce)
Domani , allor che in ciel l'aurora
Sul lieto patrio suol verrà compagna al sol,
Faranno Imene e Amor
A vostra legge schiavo il cor
Di lui che v'ama e adora
 
CORO
Che? Quando già corona Amor, ecc 

GLAUCE
Ahimè! Gioir vorrei;
Ho timor del domani;
Invan gli dei su me piover fanno
Dolce gaudio d'amor.
Al mio pensier Imen
Ormai non è che affanno: 
Imen sarà domani
Cagion d'aspre lagrime al cor

PRIMA ANCELLA
Gettate lungi l'infausto presagio,
E date lieto il cor
Alle gioie d'amor:
Presagio amaro duol
Non è che nube vana,
Che mai potrà velar
Di si bel giorno il sol.

PRIMA, SECONDA ANCELLA, CORO
La rea vision crudel scordar farà l'Imene!
Amor d'un cor fedel ben può sanar le pene.
Illusion , sogno
Che vi offese il cor:
Imene avrà virtù di farvi lieta ancor.

CORO
Il reo dubbiar così da voi sia ognor lontano;
Il dio d'amor gentil
Dal ciel pregar v'udì;
Ne invan sperò giammai chi il dio d'amor pregò.

Recitativo  

GLAUCE
Io cedo alla buona preghiera:
Cara amistà, tu conforti il mio cor!
E tu, che a me divin prometti il destin,
O Amore, sii fido a me,
Sii fido a un cor che spera

Aria

O Amore, vieni a me! Fa cessar questo duol;
Si confida in te sol la tua Glauce fedele.
Vien! Penetra i sensi miei;
Vien, vien! Accendi il mio cor
Del tuo divino ardore!
Amor, tua fiamma accendi, in me discendi,
Amore! E per te, sol beata sarò!
Scendi in me, sì,
Per te sol lieta un dì io sarò!
Deh, bel foco d'amor, i sensi miei ravviva:
Al tuo calor il reo dubbiar dileguar io vedrò.
Scendi in me, vieni, Amor, ecc.

Da me sia lungi ognor la fatal maga torva
Che a sua malia legò
D'un eroe l'alto cor!
La rabbia sua, la sua presenza
Non turbi mai il nostro amor.
A noi l'Imen ponga ristor!

Amor, deh vieni a me! Ecc.

Se tu in me scendi, amor,
Ogni dubbio si parte dal cor;
È per te sol ch'io spero ancor e tremar più non so!
No, Medea non può spezzar i dolci nodi;
Forza più su Giason, Medea non avrà
La virtù sua fatal vinta è già,
Vien, ah vieni, amor,
Solo in te spera il cor!

Recitativo 

CREONTE
(Entrando con Giasone.)
No, non temer: t'affidi il mio parlar.
Del figli tuoi proteggerò la vita.
Son cari, sono senza colpa ancor;
Dovranno espiar 
La colpa della madre?

GLAUCE
(A Creonte)
Incontro a me tu vieni incerto:
Soffrir mi fa la lunga attesa!

CREONTE
Tu sai che i figli di Giasone diedi
Al tempio già per educar;
Gentil, ardente è il cor
Del popol mio fedel: egli odia ed ama;
Ed or la vil maliarda a morte vuol:
E poiché aver la madre ancor non può; 
Domanda i figli a far giustizia pronta!

GLAUCE
Li salva, padre mio!

CREONTE
Qual pegno gentil li presi un dì,
Ed io li salverò da fido amico.

GIASONE
O re, ti fanno omaggio
Qui gli eroi,
Recanti il vello d'oro, gli Argonauti.
Deh, lascia que porgiamo il bel tesor
A grande onor
Di Glauce bella ai piedi.

Marcia e Coro

CORO
O bella Glauce, il grande Giason
Dell'alta impresa reca a voi le spoglie;
Le sue glorie e l'allor
Offre a voi per omaggio,
Col vello d'oro che a Colco strappò.

GLAUCE
Ah, Colco!

CORO
O bella Glauce, ecc

Recitativo 
 
GLAUCE
Colco! Pensier fatal!
O funesto presagio!

GIASONE
Che vedo? Che triste pensiero
V'oscura gli occhi così?

CREONTE
Che mai ti turbò?
Perché ti fai smorta in viso?

GLAUCE
Ahimè!
Lo splendor di questa eroica gesta
Grave il duol mi fa!
È di Colco il suol fatato dove il drago fu domato
Il potere di Medea del gran mostro avea ragione.
La vedremo presto giunger qui,
Chiederà Giasone;
Preci e astuzie adoprerà
Se non valgon sue minacce,
Della maga l'arte fosca
Struggerà paese e reggia!

GIASONE
Sparito, o buona Glauce, è il suo poter:
No, no, contro l'amor non può lottare.

GLAUCE
Mio protettor sei tu:
Da te nel perigli avrò coraggio

Aria

GIASONE
Or que più non vedrò
Quella sposa crudele,
Che a me vergogna e pianto fu,
Del lungo error non ho la memoria più,
Il mio destin si rinnovella.
Fu Imene il mio dolor,
Avrò gioia da Imen!
Felice ai vostri piè Giasone or vuol giurar:
Forza umana giammai
Da lui vi può strappar!

Recitativo 
 
CREONTE
Ah, già troppo turbò
Questo dubbio la mente:
Aiuto a voi verrà
Solo dal ciel clemente.
Agli dei appartien i sacri nodi unir;
A lor del vostro imen
Noto è già l'avvenir

Terzetto e Coro

CREONTE
Pronube dive, dei custodi,
Vegliate i figli miei:
Discenda sopra lor la grazia vostra ognor!
Non sdegnate , o dei , questa prece!
Deh, sia felice il loro Imen,
Così sarò anch'io felice appieno! Ecc
Ed io sarò il padre più beato.

CORO
Dio d'amor! Dolce Imen!
Scendi e lega con mite virtù
Tue catene qua giù!
Ascolta, dio d'amor, nostre lodi:
Ascolta , Amore, dolci nodi lega, Amore!

GLAUCE, GIASONE, CORO
Vieni  Imen! Dolce Imen!
Dei belli amanti
in cor accendi il divo ardor!
Un serto al capo lor
D'Immortal mirto posa!
Gran  gioie promette l'amor,
Ma sol per te il cor riposa,
È sol in te, perfetto amore, ecc

Recitativo 
 
UN CAPO DELLE GUARDIE
Signor! Ferma una donna
A vostre soglie sta:
L'aspetto suo è strano e misterioso:
Un fitto velo copre il volto suo,
Ha breve e dura al labbro la parola.

CREONTE
Il nome?

UN CAPO DELLE GUARDIE
Non so. Aveva il braccio teso a minacciar!
Signor! Già vien!
L'udremo alfin parlar.

MEDEA
È forse qui
Che il vil sicuro sta?
È qui che amor dà gioie ai traditor?

GIASONE
Ah! Quale voce!

CREONTE
Chi sei tu?

MEDEA
Io? Medea

GLAUCE, GIASONE, CREONTE, CORO
Medea, Ah!

MEDEA
Popolo, no! Non devi tu tremar:
Ti fida in me.

(indicando Giasone e Glauce.)

Per essi io sono qui!
CORO
La rea scacciam!
Ah, no! Fuggiam!
Che qui restar è sciagura!

MEDEA
(A Giasone)
Or parla tu! Perché muto stai?
Nulla hai tu da dire a me, tua donna?

CREONTE
Perché sei tu venuta al regno mio?

MEDEA
Con quel poter che il mio dolor mi dà!
Col dritto mio che a me strappar si vuol!
Perché Giasone è mio!

GIASONE
Tuo sono? Io?
Davvero un di
La tua malia mi vinse!
Or sciolto son da te!

CREONTE
Medea, va!
Ascolta per tua norma il mio voler.
Scende su te, non schiava ancor,
Il sole:
All'alba il sol
Ti può trovar prigione!

MEDEA
Minacci tu , minaccio anch'io!
Se sposo sarà Giasone
A Glauce tua figliuola
Io giuro qui
La sposa a lui strappar,
E lei straziar così
Che alfin ne muoia.

Aria

CREONTE
Qui tremar devi tu, donna rea, empia maga!
Empia donna crudele!
Creonte in suo poter
Dell'arte tua fatal il corso arresterà.
Fremer tu devo ormai
Del destin que t'aspetta:
Su di te più crudel scenderà la vendetta!
Sotto i pie s'apre a te
L'infernal bolgia orrenda:
Doman sarà il supremo tuo di!
Empia maga crudele, 
donna rea senza cor,
Già l'averno ti chiede!
Ormai tremar, donna rea, devi tu!
Doman sarà il supremo tuo dì!

GLAUCE
Infelice!

CORO
Numi!

CREONTE
Trema, empia donna fatale,
Fosca maga crudele!
Dell'opra vil il corso arresterò!

GLAUCE
Infelice!

CREONTE
Donna rea, te ormai l'infernal bolgia attende!
Te doman ingoiar dee la bolgia infernal!
Fremer tu devi ormai del destin que t'aspetta

GLAUCE
O ciel! Sol mi puoi tu salvar!

CREONTE
Per te spuntò....il supremo tuo dì!

CORO
O ciel! Glauce tu puoi salvar!

CREONTE
Ah, venne il dì tuo fatal!
Empia donna funesta,
Crudel, aspro duol, già l'averno t'aspetta! Per te
Spuntò il fatal dì mortal! Trema ormai...ecc

(Creonte esce con Glauce.)

Recitativo

MEDEA
Taci, Giason, e affissi immoto il suolo?
Un'aspra guerra si combatte in te:
Il nuovo e il vecchio
Amore in te fan guerra.

GIASONE
Non più! 
Me stesso un di tradii,
Quel dì que amore a te giurai!
Del mio valor fu traditor,
Nel fango l'onor mio gettai!

MEDEA
Falsa è la tua parola
E ben crudel:
Indegna di Giason!
Ricordi il giorno tu
La prima volta
Quando m'hai veduta?
Sognato abbiam celesti gioie in terra,
Insiem legati in sacro eterno amor!
Non io vegliai allor a tua difesa?
Non io spezzai de tuoi nemici il vanto?
E man regal, per darmi a te, sdegnai?
Non mio fratello a te sacrificai?
Giasone ascolta!
Senti, senti ancor!

Aria

Dei tuoi figli la madre
Tu vedi vinta e afflitta,
Fatta trista per te,
E pur da te proscritta.
Tu lo sai quanto un giorno t'amò, crudel,
A te fu cara un dì, crudel! Ecc
Sola qui, senza amor, scacciata, dolorosa,
Se mai mi fossi apparso,
Io sarei buona ancora, ecc
Sarei pietosa!
Il cor non sapea le orrende passioni;
Scorrea la notte in sogni buoni,
Splendea a me sereno il dì.
Ero felice allor,
Avevo un padre, un nido,
Ho dato tutto a te;
Torna sposo per me!

Crudel! Io non voglio che te,
Lo sdegno mio dimentico;
Medea t'implora qui,
Medea ai piedi tuoi starà!
Pietà! Per tanto amor che volli a te.
Torna a me! Torna sposo per me! Ecc
Torna ancor! Pietà!

Recitativo

GIASONE
Son vane qui minacce, prieghi, duol!
Va via di qui!
Creonte minacciò;
Rammenta il suo parlar!
Me lieto aspetta l'alba
Al talamo di Glauce mia diletta.

Duetto

MEDEA
Nemici senza cor, astuta mia rival,
Che me straziar volete,
Dell'orco i numi qui io chiamo a testimon
Del giuro mio fatal d'Olimpo ancor gli dei!
Questo Imen traditor
Niun verrà a benedir! No!
Io ne atteso gli dei, benedir niun potrà
Questo Imen traditor, ecc.

GIASONE
Fate o numi,
Cader la feral sua minaccia:
Serbate immune ognor
Da sue vendette il re!
E reggia e sacro suol,
O dei salvate ognor!

MEDEA, GIASONE
O fatal vello d'or,
Trionfal gloria amara!
Di sangue e pianto
Un di molto hai tu da costar!

MEDEA
Per far penar l'ingrato ch'io detesto,
I tuoi più crudi orror m'ispira, o Colco, tu!

GIASONE
Fatal maliarda vil, crudel dal cor reietta,
Va via, va via di qui!
Il tuo castigo aspetta.

MEDEA
Fuggir?

GIASONE
Te vai, di qui!

MEDEA
Fuggire?

GIASONE
Il tuo castigo aspetta, ecc
Va via!

MEDEA
Ah fuggir! Fuggir?
Se questo è il suo destin, crudel,
Medea col suo fuggir
Il cor ti strapperà!
Crudel!

GIASONE, MEDEA
O Fatal vello d'or,
Trionfal gloria amara, ecc

GIASONE
Possente è il re:
Gli sdegni temer tu ne devi!
Corinto ed il suo re siano,
O dei, salvi ognor!

MEDEA
Giammai per te verrà il nuzial dì per te!

GIASONE, MEDEA
O tu fatal Toson,
Gran dolor dèi costar.
Ah! D'eroi gentil virtù fatal,
Gran dolor dei costar!
O fatal vello d'or!
ATTO SECONDO 

(Un'ala del palazzo di Creonte. 
Il tempio di Giunone è al fondo)

Introduzione

Recitativo  

MEDEA
Soffrir non posso,
Troppo è l'offesa!
Si vuol ad una madre i figli strappare!
L'onta ho sofferto d'una menzogna;
L'esilio ancor nulla è per me!
Solo uno strazio regger non posso:
Che ai figli s'apprenda d'odiare la madre,
È tale dolor soffrire non so!

NERIS
Ahimè, mia signora!

MEDEA
Che nuove mi porti?

NERIS
Alla reggia urlando corre fiero
Il popolo in tumulto:
Con grida funeste chiama la vendetta più crudel:
Di Medea il sangue vuol!
Fosco al tuo calcagno l'odio sta!
Raminga sulla terra,
Maledetta su nel ciel!
Non tardar, veloce va;
Fuggi via o sei perduta!

MEDEA
Io resto!

NERIS
Vuoi restare! O dei! Ei viene!
Ecco già Creonte!

CREONTE
Vanne, lascia questo suolo,
Che del popol l'ira giusta
Si rovescia già su te!
Fuggi, va! Ti può salvar
Oggi il braccio mio,
Domani forse più nol può!

MEDEA
Se cagionai gravi lutti,
Mio signore, sol da voi,
Nobil re, avrò perdono;
Sperando in voi qui restai.

CREONTE
Non più! Chi compié tal gesta,
Se pur prega,
Niuno gli crede.

Concertato

MEDEA
Date almen per pietà
Un asilo a Medea!
Nel mio mister così
Morirò tutta sola:
Felice s'io talor,
Figli miei, vi vedrò,
Se abbracciar vi potrò!
Scorderò di Giason il giurar menzogner!
Vo' scordare Giasone,
che il giuro tradì!

CREONTE
Con tue false lusinghe
Tu credi sedurmi?

MEDEA
Imploro ai vostri piè!
Signor, udir vogliate la mia preghiera!
Pei figli vostri, o re,
Abbiate di me pietà!

CREONTE
Dal regno mio ten va!

MEDEA
Un asil date...a me,...

CREONTE
Dal regno mio ten va!
Nulla può me piegar!

MEDEA
Care sponde del Fasi, o mia patria lontana!
Oh, d'un ben ch'io perdei
Ricordanza dolente al pensier!

CREONTE
Empia sorella, figlia indegna!
Ten va! Va fuor dal regno, va!

MEDEA
Pietà!
Un asil date a me!

CREONTE
Va fuor!
Nulla può me piegar;
Non avrò mai pietà!
No, nulla può, ecc.

MEDEA
Re degli dei!
Chi mi diè tal dolore,
Fuggir non possa, no,
L'occhino tuo scrutator!

NERIS
Fuggir!

CORO
Disperdi, o Giove tu, il presagio suo feral.
Del reo presagio mai non punti il dì fatal!
No, giammai, ecc.

NERIS
Fa cessar, se tu puoi,
Il furor suo fatal, o ciel! Ecc

MEDEA
Prostata ai vostri pie' imploro,
O mio signor, mio re, udir vogliate,...

CREONTE
Con tue false lusinghe 
Tu credi sedurmi?

MEDEA
Signor, la mia preghiera!
Pei figli vostri, o re,
Abbiate di me pietà!

CREONTE
Del regno mio ten va!

MEDEA
Un asil date a me! Ecc

CREONTE
Del regno mio ten va!
Nulla può me piegar!

MEDEA
ebben! Tutto mi manca!
Mi piego alla sorte!
Ecco, in esilio andrò,
Io subirò il destin,
Che m'offre il mio consorte!
Ma vogliate tardar ancora un solo dì,
Ahi, che il mio triste cor
Si appresti al suo destin

CREONTE
Tu chiedi un altro dì
Per qualche infamia nuova!

MEDEA
che mai vi posso far,
se il duol mi frange il cor?
Come mai rifiutar
Un giorno al mio dolor?

CREONTE
So che da mia bontà
Potrò aver sventura;
Ma so che in cor
Non ho d'un tiranno il rigor.
Ti concedo un sol dì,
E sia fatto così
Il voler degli dei!

MEDEA, NERIS
Tale gentil bontà in ciel a voi compensi!

CREONTE
Di mia clemenza tu trionfi,
Ma potrai aver nuova pena!
Se al terzo giorno
Ancor nel regno mio sarai,
Guai a te!
Crudel castigo avrai!

MEDEA
Oh mio padre!
Patrio suol!, o mia Colco diletta!

CREONTE
Tosto tu dèi tornar
A Colco che tradisti!!

CORO
Rendete alfin la calma
Al nostro sacro suol!

MEDEA
Re degli dei, Giove immortal!
Chi me diè tal dolore,
Fuggir non possa, no,
L'occhio tuo scrutator!

NERIS
Ah no, per ciel!

CORO
Disperdi, o Giove tu, ecc

(Creonte esce col seguito)

Recitativo  

NERIS
Medea, o Medea!
È tutta vinta e affranta!
Non m'ode più.
Chi mai soffrì sì come te , Medea?
Divisa dal consorte e dai figliuoli,
Da terra in terra devi trista errar,
Cercando pace senza mai trovarla!
Il cor mio sol è aperto al tuo dolore;
Ovunque andrai, ti seguirò fedele.

Aria

Solo un pianto con te versare,
Ogni lutto, ogni duol divider vo' con te! Si!
Fedel mi trovò la sciagura,
In morte a te fedel sarò,
Fin che vivrò.
Principessa cara e infelice,
Chi potria rifiutar il pianto al tuo destin?
Infelice!
Ben fu la sorte a te crudele!
Vicina a te ognor sarò,
Io piangerò, con te starò,
Ti seguirò fedele.
Ti seguirò ognor fedel, con te sarò ognor fedel,
In morte a te fedel sarò! A te sarò sempre fedel!

Recitativo  

MEDEA
Creonte a me solo un giorno dà?
Sta ben; Medea saprà usarne.
Morrà! Perisca quella mia rival,
Che fece sue le gioie mie più care!
No, grave, più, orrido
Il colpo cadrà!
All'onta crudel la vendetta sia par.
Ah, s'egli un padre, se fratelli avesse!
Che? Non ha dei figli?
Ah, dove mi porti,
Sdegnato mio cor?

NERIS
Va, Medea! Fosco viene e minaccioso
A te Giason!

MEDEA
Io voglio a lui parlar!
GIASONE
Novella strana  appresi or or!
Un giorno ancor ti diè Creonte!
Per qual cagion? che giova un giorno a te?

MEDEA
Dei figli miei l'amor mi rendi!

GIASONE
No, più tosto il mio sangue e la vita,
Che darti i piccoli cari innocenti!

MEDEA
(fra sè)
Oh gioia! Ei li ama ancor!
Or so che far dovrò!
Finzione, sol tu puoi
Aiuto dare a me! Ch'io menta!

Duetto

MEDEA
Figli miei, miei tesor,
Lungi a voi il reo destin mi chiama!
Ahimè! Mai più vi avrò con me!
Mai più potrò, no, mai potrò,
Serrarvi stretti al cor!
Da voi lungi vivrò, 
Vostro padre lo brama!
Io morrò senza voi,
Mai più con voi sarò!
Senza voi io vivrò,
E Giason che lo vuole!
Io morrò, là, lontan,
Mai più vi rivedrò!

GIASONE
Ancor potrai gioir della cara lor presenza:
Sino al tuo dipartir resteran 
Presso a te!

MEDEA
Ah, signor! Sì gentil favor
Giammai cadrà dal mio ricordo!
Ahi, cari miei tesor! 
Vedervi posso ancor,
Sì, vi potrò veder,
Bei frutti dell'amor...
Amor, oh sovvenir!

GIASONE
Oh dolor! Oh pensier triste al cor!

MEDEA
Oh giustizia del Fato!

GIASONE
Oh memoria crudel! 

MEDEA
Oh ripudio esecrato!

GIASONE
Cerco invano da me scacciare quel pensier.

MEDEA
(fra sè)
Pagar ben tu dovrai i miei falsi sospir!

GIASONE
Cerco invano, ecc.

MEDEA
Pagar ben tu dovrai questo mio falso duol!
Oh giustizia!

GIASONE
Dolce amor d'altri dì!
Oh dolor grave al cor!

MEDEA
Oh ripudio esecrato!

GIASONE
Io da me cerco invan di scacciar quel pensier!
Quel pensier non so da me scacciar.

MEDEA
(fra sè)
Cari pagar dovrai
Questi miei falsi sospir!

GIASONE
Verrà presto all'altar
Il re pel sacrifizio:
Benigni ai figli miei pregar ei vuol gli dei!
Io vo' pregare il ciel,
Che a Medea sia propizio!

MEDEA
Così tu vai, Giason? Così mi lasci tu?
Triste addio! Fiero duol!

GIASONE
Che ognor tu sia felice! Ecc.

MEDEA
Da te divisa, crudel,
Che gioia aver potrò?

GIASONE
Oh pianto d'una madre!

MEDEA
Grazie a voi, giusti Numi!

GIASONE
Io da me cerco invan di scacciar quel pensier.
Cerco invan di scordar
Il dolce antico amor, ecc

MEDEA
Caro pagar dovrai i miei falsi sospir,
Il mio falso dolor, ecc.

Recitativo  

MEDEA
(fra sè)
Hai dato pronto ascolto al mio pregar:
D'amaro pianto a te sarò cagion!

(a Neris)

O buona Neris, va, mi porta i figli miei!

NERIS
Io temo che Giasone...

MEDEA
Ei tutto sa: son miei per tutto il dì.

NERIS
Perchè volesti ancora i figli tuoi?
Più grave in rivederli è il tuo dolore.

MEDEA
Taci, e ascolta di Medea l'ultimo voler.
Diadema e peplo sono noti a te,
D'un infernal magia dotati,
Che Febo Apollo a me dono;
Di Glauce a nozze
Offrirli or tu dovrai!

NERIS
Un dono mandi
A chi ti strazia il cor?

MEDEA
Il mio segreto tu saprai tra poco. 
T'affretta!

Marcia e Coro

(Medea e Neris sul davanti della scena, 
Creonte il corteo entrano nel tempio)

MEDEA
Ah, triste canto! In suon festoso
Il corteo nel tempio va!
Fatal gioir! Invan cantate vittoria qui.
Il dono mio contien la morte!...
Neris, vien!

(si nascondono)

CORO
Dio dell'amor! Deh, vien dal ciel!
Discendi a noi cinto di Fiori!

MEDEA
Oh, maledetti questi canti ognor!

CORO
Dio dell'amor!, ecc
Dio d'amor, propizio sii tu!
Amor, accetta i nostri doni!

MEDEA
Quei canti, ahimè!
Oh rabbia infernal!

CORO
Dolce Nume, dal ciel compi il voto d'amor!
Corona dolce Imene, questo giorno beato!

MEDEA
Ascoltate ancor la mia preghiera, o dei!

CORO
Dolce Nume, ecc

CREONTE
Ascolta il mio pregare!

GLAUCE
Ascolta il giuro fedel!

MEDEA
Ah, mal trionfi tu!
Se cigni il mio diadema, il sogno va,
E a te la morte viene!

CREONTE
Accogli il voto mio!

GLAUCE
Ascenda il giuro a te!

GIASONE
Imen, ascolta il mio pregar!
Veglia sui figli miei!

MEDEA
Il mio furor la vostra gioia affina,
E terra e ciel in suo  poter trascina!

CORO
Deh, posa al crin
Del sacro mirto il fior!
Scendi a noi, dolce Imen,
Compi i voti, Dio d'Amor, ecc

MEDEA
Io pur, Amor, io pur qui sto!
Mi stringo ai tuoi altar! Io vengo a te!
Chiedo ancor quella fè, che Giason mi giurava,
Che Giasone ha tradita!

(il corteo e torna lentamente al palazzo di Creonte)

CORO
Deh, posa al crin, ecc
Al lieto rito vien, dolce Amor!
Dolce Imen!
Eterna la virtù dei loro giuramenti! Ecc

MEDEA
Questa promessa un dì tu l'avesti per me,...
Amor! La mia vendetta appresta! Imen!
Questa promessa un dì sol per me
Diede a te l'infedel!
Sorridi al mio furor, Amor! Ridi con me!

(si slancia verso l'ara che è al proscenio, 
ne strappa una face).
ATTO TERZO


(Un luogo montuoso, al fondo s'alza un tempio)

Introduzione

(Neris e i due fanciulli rientrano nella reggia)

Recitativo  

MEDEA
Numi venite a me, inferni Dei!
Voi tutti che aiutaste il mio voler!
La vostra forza ancor m'assista,
Voi l'opra mia compier dovete.
Distenda in ciel la nera morte il velo,
E popol strugga
E re in  sua rovina orrenda!
O cari figli, strazio mio supremo,
Ch'io sacro qui
Dell'odio all'altre Dive,
Non debba io mai il sangue vostro espiar!
Si! Vostro padre fu che v'uccise!
Reietto in terra il vil,
Lo sperda il ciel,
S'appressan, ahimè! Quale tormento!
Il cor di madre batte nel mio petto.
Natura, or tu invano parli a me.
Morir dovran, vita è a lor negata!
Votati son dell'atra
Erinni al nume!
Il suo volere sol comanda in me!

NERIS
Compiuto fu, Medea, il tuo voler;
Il peplo già ed il diadema ha Glauce.
Ti rende grazie...ma perchè taci tu?
Guarda, sono i figli tuoi!

MEDEA
I figli! Ah!
Lontan! Lontan! Serpenti, via da me!
Dal collo mio lontan! Mi soffocate!

NERIS
Che dici?

MEDEA
Guarda ei pur così! Così Giasone
Falso ha lo sguardo!
A morte, orsù!

(Afferra i bambini levando il pugnale)

No, cari figli, no!

NERIS
Oh dei del cielo! Che vuoi fare?
Levar la mano tu puoi
Sul sangue tuo?
Ritorna in te, Medea, torna in te!
Pel reo soffrirà chi è senza colpa?

MEDEA
Son vinta già!
Cessò del cor la guerra;
Sul ciglio mio il pianto alfin tornò!
Li vedo ancor;
Ancor li stringo a me;
Non penso più al duol
Che m'arde in seno;
Ritorna ai lieti
Dì il cor sereno.

Aria 

Del fiero duol che il cor mi frange,
Nulla mai vincerà l'orror! No! Ecc.
O figli miei, io v'amo tanto! 
Ah! Miei tesor!
E pensai di passarvi il cor!
O Dei del ciel! Santa giustizia!
Fu per voi se mia man
Dal colpir ristò;
Se al furor disuman si frenò l'ardor!
Fate, o dei, ch'io non voglia mai
Questo folle orror!
Non permettete questo feroce lor tormento:
Lungi ognor si da me questo folle orror!
Spegnete in cor le furie orrende, giusti dei!
A morte l'esecrato autor del mio tormento
Dee penar, dee soffrir: ciò basta al mio contento!
Spergiuro!
Ah, il pensier di Giason raccende il mio furor!
Questo sol raccende il mio furor!
Del fiero duol che il cor mi frange, ecc
E pur in me io sento ancora
A voi guardando, ahimè, rinato il mio furor!

Recitativo

NERIS
D'amore il raggio ancora in lei s'è spento
Che breve tempo ai figli suoi brillò,
E sol potrà nel sangue ciò finire!

MEDEA
Neris, che hai fatto tu del dono mio?

NERIS
Il tuo diadema Glauce assai gradì:
Chiamò le ancelle a sè contenta e lieta;
Volle del dono tuo la fronte ornare,
Perchè di lei Giasone
Andasse altero!

MEDEA
La uccida, o Numi,
L'empio giubilo!
Ascolta! Quel diadema un dì
Con l'arte mia dotai di forza arcana:
Mortal veleno Glauce struggerà
Se posi al crin il bel diadema d'or!

NERIS
Medea, aspra ben punisci tu,
L'orrenda pena basti alfine a te!
Risparmia i figli!
Ah! S'invola il dì, e presto
Tu sarai da lor divisa!

MEDEA
E tempo già! Tu salva i figli miei!
Il ciel li assista ora contro me!

Finale

MEDEA
E che? Io son Medea!
E li lascio in vita?
Che mai fu? Dove son?
Son ciechi gli occhi miei!
Pei figli di Giason potrei aver pietà?
Son figli miei..
Se sono figli a me,
Padre è Giasone a loro!
Infelice! Infelice!
Come puoi tu pensar 
d'esser madre?
Come puoi ascoltar 
Del cor la voce arcana?
Come mai puoi sentir materne ebbrezze tu,
Materne ebbrezze al cor?
Or che far? Ah! Vo' fuggir.
Io lascio i figli miei,
Il sangue mio diletto,
In man dell'infame!
Preceder ei mi può,
Può ferir pria di me!
No! Compierò l'impresa
Che il fato mi diè!
Oh, fosca Erinni! Implacabile dea!
Distruggi nel mio sen l'amore e la pietà!
Rendi il pugnal!
Che di man mi sfuggi!
Ben io scordar farò
Un vile instante sol d'incertezza!
Oh debol cor! Tremante man!
Non sempre tu sarai dubbiosa!
La sposa di Giason da lui appreso avrà
A non  tremar d'alcun delitto!
Oh vile mio cor! Tremante man! Ecc
No, giammai, non trionfi l'amor! Ecc
CORO
Oh dei pietà di noi!
Orribile vendetta!

MEDEA
Oh, grido di dolor!
Oh, voce dolce al
CORO
Orrore! Traditi siam!
Oh, feroce vision!

MEDEA
Oh, voce dolce al cor più del canto!

GIASONE
Trista Glauce fedel,
Qual crudel sorte, ahimè,
Questo amor diede a te!

CORO
Muoia la fosca maga!
O sacra folgor, piomba!

GIASONE
Quel misfatto crudel te condanna a morir,
E strappa a me la tua carezza!

MEDEA
Tu Glauce piangi sol, spietato!
E i figli tuoi?
A lor non pensi più?
Scordato hai forse tu
Ch'ei sono in m io potere?
Rispondi a lor più lunghi pianti ancor!
No, sospettar non puoi,
Dove andrà la vendetta!
Non più dubbiezze nè timor!
Sorpassar io mi vo',
Vo' compir l'opra mia funesta!
Atre furie, volate a me,
La man a piombar già s'appresta!
Figli miei, ch'io v'uccida!
Non più dubbiezza nè timor, ecc
Atre furie, a me date orsù questo sangue! Ecc

(Medea corre a chiudersi nel tempio.
Accorrono in tumulto Giasone e il popolo)

GIASONE
O ciel, o ciel
Il vil delitto punire non saprai?
Dei, i figli ove son?
Dei, ridateli a me!
La vostra bontà li protegga!
Oh mia Glauce fedel!
Oh destino fatal!

CORO
Vendicar, giusto ciel, dovrai l'orrenda colpa!
O padre sventurato!
Disperdiam la crudele!

GIASONE
Oppressa cada al suolo,
La vita a lei sia spenta!

CORO
Col suo sangue, col suo tormento
L'orrendo duol scontar dovrà!

GIASONE
Sconterà questo duol con il suo martir,
La viltà sua cruenta
Scontar col suo sangue dovrà!

CORO
Dovrà questo duolo scontar! Ecc

NERIS
(esce dal tempio)
Ah, signor, la crudele...

GIASONE
Parla, orsù!

NERIS
...Vostra  donna or nel tempio, la crudel,..

GIASONE
Per pietà, che mai fece?

NERIS
..persegue i figli ancor!
È pronta già a ferir.

CORO
Oh dei!
Oh madre snaturata!

GIASONE
Se siamo in tempo ancor,
L'opra sua, deh, tronchiam!

(Medea apparendo sulla porta del tempio, brandisce 
alto il pugnale, ed e circondata dalle tre Eumenidi)

MEDEA
T'arresta!
E affissa ben la tua sposa schernita!

GIASONE
Oh visione d'orror!

CORO
Oh, terror! Giusti dei!

GIASONE
Barbara! E i figli miei?

MEDEA
Mi vendicò il lor sangue!

GIASONE
Che ti fecer, crudel?

MEDEA
Eran figli tuoi!

GIASONE
Dei!

MEDEA
Al sacro fiume io vo! 
Colà t'aspetta l'ombra mia!

(una vampata di fiamme esce dal tempio)

GIASONE, NERIS, CORO
Giusto ciel! Oh terror!
Terra e ciel fiamme son!
Fuggiam, fuggiam
L'arso ciel,
L'atro duol!
Già l'abisso s'apri!
Fuggiam da questo infausto suol! Ecc