Libretto list

Fedora Libretto

ATTO I


(Pietroburgo d'inverno, in casa del Conte Vladimiro
Andrejevich, Capitano della Guardia. Salotto
ottagonale elegantissimo nello stile del tardo
Ottocento. Desire, il cameriere del Conte, e Nicola
seduti al tavolino, giocano a domino. Sergio e due altri
staffieri in livrea seguono in piedi la partita. Dimitri,
sprofondato nel seggiolone, dorme profondamente)

DESIRE
(giuocando)
Quattro!

NICOLA
Sei!

DESIRE
Doppio zero!

NICOLA
Vittoria!

DESIRE
(alzandosi)
N'ho abbastanza!

(a Sergio)

Da bere!

SERGIO
(indicando la pendola)
Non è tardi?

DESIRE
(versando parecchi bicchieri di vino)
Nessun timor!
Il Conte rincaserà col sole.
É l'ultima sua notte di libertà.
Domani prende moglie...

SERGIO, NICOLA
(stupiti)
Di già!

DESIRE
(con intenzione)
La Principessa Fedora Romazoff,
quella vedova... ha fretta.

SERGIO, NICOLA
Ricca?

DESIRE
Passabilmente... quattordici milioni!

SERGIO, NICOLA
(togliendosi il berretto)
Salute!

DESIRE
Era tempo!
II Conte é un capo scarico!
Le donnine...

SERGIO
Le carte...

NICOLA
Le bottiglie...

DESIRE
I cavalli...

DESIRE, SERGIO, NICOLA
Gli ebrei...

DESIRE
Si stava freschi!

SERGIO, NICOLA
Si stava freschi!

DESIRE, SERGIO, NICOLA
Ed or siam salvi!

(alzando i bicchieri)

DESIRE
Al padrone!

SERGIO
Alta sposa!

NICOLA
Alta dote!

DESIRE, SERGIO, NICOLA
A noi!

(Un campanello elettrico suona
rumorosamente nell'ingresso.)

DESIRE
(ascoltando)
Silenzio!

SERGIO, NICOLA
È il Capitano!

DESIRE
No!

SERGIO
(corre a spiare; ricomparendo; vivamente)
La Principessa!

DESIRE
(scuotendo Dimitri)
Su! Svegliati, poltrone!

(Gli uomini corrono di qua e di là, cercando
freneticamente di mettere riparo al disordine
che hanno creato durante le parecchie ore di baldoria.
Sergio e Nicola poi scappano dalla stanza, lasciando
Desire ad accogliere la principessa, arrivata
d'improvviso. Con un'aria regale che nasconde a
malapena l'emozione, entra Fedora seguita da Dimitri,
ancora un po' assonnato. La principessa è una visione
di bellezza imperiale, avvolta in una pelliccia che mette
in splendido a salto i gioielli scintillanti della toilette
de sera. Desire la saluta con un profondo inchino.)

FEDORA
Assente è il Capitan?

DESIRE
(ossequioso)
Non tornò!

FEDORA
(turbata)
Lungamente l'attesi...

DESIRE
(a Dimitri)
Corri al Circolo!

DIMITRI
(inchinandosi, esce di corsa dal fondo)
Corro, Eccellenza...

FEDORA
(un po imbarazzata)
Rigida `è assai la sera.

(Desire attizza il fuoco. Fedora guarda intorno
curiosa; tra sé)

Quanti fior!
Quanti ninnoli deliziosi!
È questo il suo salotto..  
E quella?

DESIRE
La camera da letto.

FEDORA
(sopra una mensola è una fotografia in
un astuccio: la prende e la bacia)
Ed ecco il suo ritratto...
O grandi occhi lucenti di fede!
O vasta fronte di me pensosa!
O schiette labbra!
O riso ammaliator!
L'effluvio qui respiro
Dei dolci suoi pensieri:
Ascolto qui gli appelli
Del labbro suo fedel.
E già un'ignota ebbrezza
Mi turba... Ah!
Sento che qui
Comincia un'altra vita in me.

DIMITRI
(trafelato, ma gaio)
Signora, è qui la slitta del padron!

FEDORA
(con un grido di gioia)
Finalmente!

(gli getta un portamonete)

(Gretch, un ufficiale di Polizia, entra bruscamente.
De Siriex, il diplomatico, lo segue con
due portatori che trasportano Vladimiro ferito.)

GRETCH
(a Desire stupefatto)
La camera del conte!

DESIRE
(additandola senza capire)
La!

(esce vivamente insieme al due poliziotti)

FEDORA
(la quale stava guardando dalla parte opposta alla
porta. Si volta, vede ciò che è successo e lancia un
grido di terrore)
Vladimiro!

GRETCH
Ferito!

FEDORA
Ah! Vladimiro!

(corre nella camera da letto, di cui richiude l'uscio.
Ivan un agente di polizia, viene a deporre sulla
scrivania una rivoltella e un portafoglio. De Siriex
osserva da un angolo.)

GRETCH
(a mezza voce, a Desire, che rientra dal fondo,
additando Fedora)
Quella donna chi è?

DESIRE
(desolato)
Fedora Romazoff!

GRETCH
(sorpresa)
La Principessa?

DESIRE
Si!

(Loreck, un chirurgo, entra frettolosamente
con un assistente.)

GRETCH
(a Loreck)
Dottore!

LORECK
Una disgrazia?

GRETCH
Un assassinio...

LORECK
(esterrefatto)
Il Conte?

GRETCH
Il Conte!

(L'assistente prende dalle mani d'Ivan la
busto chirurgica e un'ampolla.)

LORECK
Dov'è?

GRETCH
(Indicando la camera da letto)
La...

FEDORA
(comparisce per la portiera)
Un medico, in nome di Dio!

LORECK
(prendendo la busto portatagli dall'assistente)
Eccomi!

(Mentre Fedora, Loreck e il suo assistente entrano
nella camera da letto, Gretch si avverte di De Siriex,
il quale é stato appoggiato al camino a guardare gli
sviluppi. Con garbo, ma senza mai dimenticare il
proprio dovere di poliziotto, Gretch si rivolge al
diplomatico in tono pacato.)

GRETCH
Il signore?

DE SIRIEX
(anche a mezza voce)
Giovanni de Siriex.. .

(Gretch comincia a scrivere sul taccuino, e Fedora
compare nella porta della camera da letto, gridando
ordini.)

FEDORA
Acqua! Presto!

DE SIRIEX
... addetto all'Ambasciata di Francia...

GRETCH
(scrivendo, dopo un inchino)
La ringrazio.

(Desire e Ivan passano vello spogliatoio il cui uscio
rimane aperto. si vedono prendere una brocca, un
catino, delle spugne, dei pannolini, porgendoli a
Fedora attraverso la porta di comunicazione.)

LORECK
(rientra: corre alla scrivania e si mette a scrivere
in fretta senza sedere)
Dal farmacista...
E subito un prete...

(Dando un foglio all agente che s'inchina e parte per
il fondo, Loreck s'avvia di nuovo alla camera di
Vladimiro, e s'incontra in Fedora che a lui ritorna
ansiosa.)

FEDORA
(febbrilmente)
Ebbene?

LORECK
(tentando di sfuggirle)
Grave.

FEDORA
(trattenendolo con ansia)
lo que vi prego,
come si prega Iddio

(supplichevole)

salvate l'amor mio,
salvate la sua vital

(Entra dal fondo il dottor Müller. Loreck, felice di
liberasse per un momento dalla principesca isterica,
saluta calorosamente il collega.)

LORECK
Caro dottor, venite!

(Mentre entrano nella camera da letto, Fedora
afferra la mano di Loreck.)

FEDORA
Lasciate che vi segua...

(seguirendoli)

LORECK
(chiudendole lentamente la porta in faccia)
Al contrario, eccellenza!

FEDORA
(con esaltazione)
Sono forte...
ho coraggio...

(con voce di piango)

Non piango più... Vedete...

LORECK
Vi chiamerem tra breve...

(Riesce a chiudere la porta. Fedora lo segue collo
sguardo atterrita, poi si lascia cadere sul seggiolone,
e piange silenziosamente.)

GRETCH
(a Desire, che entra dal gabinetto,
accennando a Fedora)
Permette Sua Eccellenza una domanda sola?

DESIRE
(accostandosi a Fedora, timidamente)
Eccellenza!
il signore, ch'è della Polizia...

FEDORA
(interrompendo Desire e guardando
Gretch fisso negli occhi)
L'assassino dov'è?

GRETCH
(momentaneamente imbarazzato dalla sua franchezza)
Non cadde ancora in nostra mano!

(accostandosi a Fedora)

Il Conte non proferiva un nome?

FEDORA
(scuotendo negativamente il capo)
Neppure il nome mio!

GRETCH
Avea qualche nemico?

FEDORA
(con stupore doloroso)
Lui!
Giusto cielo! E chi?

GRETCH
(s'avvia)
Vo' interrogare
i servi nell'altra stanza...

FEDORA
(vivamente)
No! Restate qui.

GRETCH
(rispettosamente cedendo, Gretch fa censo ad Ivan
di accomodarsi alta scrivania. A Ivan, sottovoce)
Scrivete.

(Ivan siede alla scrivania e vi stende su le sue carte.
Fedora leva da intorno al collo una grosso croce
bizantina ingioiellata, e la pone con cerimonia sulla
scrivania. Gretch fa segno a Desire e a Dimitri di
avvicinarsi. Gli altri servi si aggruppano nel fondo
sulla soglia dell'anticamera.)

GRETCH
(a Desire)
A qual'ora il padron lasciò la trattoria?

DESIRE
(a Dimitri)
Dimitri, tocca a te...

DIMITRI
(con timidezza, dopo aver toccato la croce ed essersi
l'atto il segno della croce, come se stesse per fare un
giuramento in tribunale)
Signore, alle otto e mezzo
m'ero recato a prendere
gli ordin del padrone.
"Torna a casa, piccino
"mi disse egli salendo
in slitta, "nulla io vo'..."

GRETCH
(a Desire)
Il cocchiere è costà?

DESIRE
Si, signore...

(chiamando verso l'anticamera)

Cirillo!

DIMITRI
(risalendo)
Cirillo!

SERVI
(a mezza voce, voltandosi)
Cirillo!

(Cirillo, vestito alta foggia dei cocchieri russi di
grandi case, s'avanza lentamente dal fondo e si pianta
dinanzi la scrivania. Fedora abbandona l'uscio e
viene a sedersi presso la tavola di destra, sul divano,
il lazzoletto alla bocea e l'occhio fisso, tuta posseduta
dal suo dolore. Dapprima ella ascolta distrattamente;
indi man mano la sua attenzione si ridesta e  
ingrandisce.)

GRETCH
(a Cirillo)
Orsù, il tuo nome? Cirillo...

CIRILLO
(commosso)
Nikolajevich...

(Ivan scrive.)

GRETCH
Che ti disse il padrone,
salendo nella slitta?

DESIRE
(cercando di convincere Cirillo, alquanto esitante)
Parla!

FEDORA
Parla!

SERVI
Parla!

CIRILLO
Egli mi disse:
"Andiamo al Tiro!"
Andammo...
Attesi un quarto d'ora.
Subitamente nel gran silenzio,
s'odon due spari...
Ascolto...
Nulla!... più nulla!...
tranne lunghi latrati.
O mio stupore!...
Un forsennato, spinto il cancello,
correa si ratto,
che ravvisarlo non seppi!

GRETCH
(spazientito)
E poi?

CIRILLO
(con commozione crescente)
Quell'uom correndo,
avea lasciato sulla neve stille di sangue.
Come in periglio,
prego il mio dolce Santo Patrono
e la pietosa Madre di Dio...
né prego invano...
Ecco una slitta.
lo chiamo, chiamo...

(additando De Siriex)

Era il signore.
Dica egli il resto...

(lottando contro la propria emozione)

lo più non posso!

(tra i singhiozzi)

O padron mio! O nostro padre!

(risale verso l'anticamera. passando vicino a Fedora,
s'inginocchia e le bacia la mano piangendo, poi va a
nascondersi nel gruppo dei servitori)

GRETCH
Cosi, adunque, signore?

(De Siriex, avvitandosi il monocolo, si avanza  del caminetto.)

DE SIRIEX
Quelle macchie vermiglie
guidano a un padiglione solitario:
Saliamo.
Lordo di sangue
giace il Conte.

(Movimento generale. Tutti inorridiscono. Gretch
prende una rivoltella già deposta sulla scrivania
da Ivan)

GRETCH
Avea quest'arme in pugno?

DE SIRIEX
A terra stava.

GRETCH
(esaminando la rivoltella)
Un solo colpo esplose.

(a Desire)

Apparteneva al Conte?

DESIRE
(osservandola)
Si... Inerme ei non usciva,
poi ch'era minacciato...

FEDORA
(scattando)
Minacciato?

GRETCH
(alzando le sopracciglia con aria interrogativa)
Minacciato?

DESIRE
(spiegando)
Qual figlio
al Generale vostro capo...

GRETCH
(scattando)
É un nichilista.

(resta pensoso)

CORO
(con terrore)
I nichilisti!

GRETCH
(a Ivan, bruscamente)
Date gli appunti.

(leggendo un taccuino portatogli da Ivan)

Il padiglione fu preso
da una vecchia in affitto..."

FEDORA
(sobbalzando)
Silenzio!... Grida?

(corre all'uscio della camera di Vladimiro e sta
in ascolto. Tutti si voltano a quella parte tendendo
l'orecchio. Breve silenzio. L'agente di polizia, uscito
con la ricetta, torna con un Ampolla dal fondo.
Fedora si slancia verso di lui, gliela strappa e corre
a bussare pianamente con quella alla porta delta
camera da letto; ma la porta non s'apre. Il Dottor
Müller appare nello spogliatoio che resta illuminato
dalla luce rossastra delta stanza di Vladimiro filtrante
attraverso l'usciolo lasciato socchiuso dal dottore.
Questi prende l'ampolla dalle mani di Fedora, la
quale lo interroga affannosamente; ma l'altro non
risponde e si ritira rinchiudendo 1'usciolo. Fedora
rimane immobile nel gabinetto, origlia un momento
indi ridiscende abbattuta e si fascia ricadere sul
canapè. A Gretch, con voce solforata)

Continuate...

GRETCH
(ripigliando la lettura)
"Il padiglione
fu preso da una vecchia..."

DESIRE
(battendosi la fronte)
Una vecchia...
Una vecchia oggi
recò una lettera al Conte!

GRETCH
E questa lettera?

DESIRE
(additando il tavolo presso Fedora)
É in quel cassetto...

(Fedora corre al tavolo. Tutti si voltano curiosamente
verso Fedora, che apre il cassetto e vi fruga dentro.
Fedora leva il cassetto e lo mette sopra la tavola.)

FEDORA
Nulla!

(disperatamente)

L'hanno rubata!

GRETCH
(ai servi)
Chi venne ancor?

DIMITRI
(titubando)
Stamane, ero solo.
Un signore entrava

(indicando la scrivania)

e là sedette...
Ma d'improvviso,
Senza palesarmi il suo nome,
Usci di corsa.

FEDORA
(con un grido rauco)
É lui! lui, l'assassino!...

GRETCH
(in atto di dubbio)
Perché tanta imprudenza?

FEDORA
(altezzosamente)
Dite coraggio...
Son gente risoluta
que i tenebrosi.

(alle servi)

Voi pigri, stolti, ciechi!
Non vi riscalda l'odio,
la fede non vi sprona!
Del vostro Capo il figlio,
il fidanzato mio,

(con impeto)

Voi non vendicherete!

(con tenerezza angosciosa)

Mio dolce Vladimiro!
Sogno d'amor, di pace, di poesia!
Glorio della mia vita!
Sorriso del pensier!

(Fedora colta da un pensiero improvviso afferra
la croce bizantina già deposta sulla scrivania, con
esaltazione)

Su questa santa croce,
Ricordo di mia madre,
di vendicarti io giuro!
io voto la giovinezza mia
a castità perenne,
a eterno lutto il cuor...
M'assistan la Madonna
e i Santi.
E così sia!

(Si fa il segno al modo ortodosso,
indi bacia la croce e se la ripone in
petto. Tutti si segnano insieme a lei.)

GRETCH
(a Dimitri)
Altra volta quell'uomo vedesti?

DIMITRI
(senza esitare)
Si...

GRETCH
Il suo nome?

DIMITRI
(cercando nella memoria)
Non rammento.

FEDORA
(sedendo a un tratto e tirando a sé il fanciullo)
Piccino, prova...
Sforzati... cerca!

GRETCH
(a Dimitri)
Cerca!

DESIRE
Cerca!

CORO
Cerca!

DIMITRI
(piagnucolando)
Non trovo.

TUTTI
Cerca!

DIMITRI
(dolorosamente)
Se m'aiutaste!

FEDORA
(alzandosi di scatto e respingendolo
sdegnosa)
Sciocco!

(ai servi)

Nessun di voi lo vide?

DIMITRI
Il portinaio forse.

(a Michele)

Nel giorno di Natale
un uomo sulla soglia
parlò col Conte a lungo.

MICHELE
(Si sforza a ricordare. Tutti lo guardono ansiosi.
Ricordandosi ad un tratto)
Ipanoff!

DIMITRI
(con un grido di gioia)
Ipanoff!

TUTTI
Ipanoff!

DE SIRIEX, GRETCH
Loris?

GRETCH
Che abita?

DESIRE
Rimpetto.

GRETCH
(si alza dalla scrivania, e cava di
tasca una rivoltella, ai suoi uomini.)
Andiamo!

(Movimento generale. Gretch, Ivan e l'altro agente
escono dal fondo. Tutti i servi e le cameriere si
ritirano silenziosamente uno ad uno nell'anticamera.
Fedora guarda dalla finestra, poi che ne ha sospinto
un battente. De Siriex e Desire, dietro le sue spalle,
osservano anch'essi)

DESIRE
(accennando con la mano)
Ecco le sue finestre.

FEDORA
Tutto è buio.

(scattando)

Dorme l'assassino!

DE SIRIEX
(a Fedora, osservando)
Guardi quell'ombre che s'inseguono
Dall'una all'altra stanza.

DESIRE
Lo cercano!

FEDORA
(gridando, fuori di sé, come se potessero udirla)
Prendetelo!

DE SIRIEX
(con l'indice teso)
L'ombre si son riunite!

FEDORA
(con gioia)
L'han preso!

DESIRE
L'han preso!

(L'uscio della camera da letto si spalanca e Loreck
compare sulla soglia e si avanza lentamente. Tutti gli
altri continuano a guardare fissi dalle finestre.)

LORECK
(con voce sommessa e grave)
Signora!

FEDORA
(corre nella camera)
Vladimiro!

DE SIRIEX
(a Loreck, sottovoce)
Dunque?

LORECK
(con gesto disperato)
Morto!

DESIRE
Morto!

GRETCH
(entra frettoloso dall'anticamera, asciugandosi
la fronte. Tutti si volgono ansiosi verso lui.)
Fuggito!

(De Siriex gli accenna di tacere, indicando la
camera di Vladimiro. Gretch allibito, si leva il
cappello. Desire corre nell'anticamera a parlare
coi servi. Questi lentamente e silenziosamente
rientrano, restano pero aggruppati
verso il fondo e interrogandosi a gesti l'un l'altro.
Dall'uscio aperto della camera del Conte si vede
Fedora buttarsi in ginocchio appiè del letto.)

FEDORA
Vladimiro! Diletto mio,
Son io la tua Fedora
che t'ama e che t'adora.
Parla... parla... rispondi!
Ah!

(Con un urlo lancinante di dolore, Fedora si getta di
traverso sul corpo di Vladimiro. Profondo cordoglio
nei famigli, le donne piangono. De Siriex e Loreck
sono costernati. Desire si nasconde il volto tra le
mani. Fedora cade priva di sensi al suolo. Tutti,
meno Loreck, Gretch e De Siriex, s'inginocchiano
e si segnano devotamente.)

ATTO II


(Ricevimento in casa della principessa Fedora
Romazoff a Parigi. Un'arcata, sorretta da snelle
colonne, divide il Salone propriamente detto
dall'antisala, che serve da sfogatoio. Nel fondo
si scorge l'entrata d'una serra a cristalli ricca di
piante rare. Di là dall'arcata, sopra un rialzo un
pianoforte a coda: intorno molte poltroncine.
Quando si alza il sipario, vediamo che il ricevimento
è in pieno svolgimento. Fedora dirige il servizio del
thé, assistita dal conte Loris Ipanoff)

OLGA
(presentando Boleslao Lazinski agli invitati. È un
bellissimo dammeno dai capelli biondi alla Liszt, ed
è ovvio che sta facendo la corte ad Olga per
raggiungere i propri fini. Lei è una farfalla madonna,
che si prefigge il piacere come unico scopo della vita.)
Signori, vi presento Lazinski.
Basta il nome nevvero?

(a Lazinski)

Il dottor Boroff...
Il barone Rouvel...

ROUVEL
(ironico)
Felice!

BOROFF
(scientemente)
Lusingato!

OLGA
Un esule, sapete.

ROUVEL, BOROFF
Come voi?

OLGA
Come me.
Vedete, la politica
é la mia passione.

BOROFF
(assecondandola)
Davvero?

OLGA
(con entusiasmo)
Come é bello il cospirar!

ROUVEL
(celiando)
Vi cercano.

OLGA
(Infervorandosi)
V'ascondete.

BOROFF
(celiando)
Vi arrestano.

OLGA
Fuggite.

ROUVEL
E vi ripigliano!

(Tutti ridono.)

FEDORA
(tendendo la mano a De Siriex)
Oh! II signor de Siriex.. .

(a Loris con un sorriso)

Vecchi amici di Russia.

(a De Siriex)

Ed ecco uno recente...
Il conte Loris Ipanoff...

(a Loris)

II signor de Siriex,
segretario degli Esteri.

(De Siriex esce al sentir nominare Ipanoff,
ma si riprende subito mentre Fedora gli offre
una tazza di thé.)

BOROFF
Loris...

(conduce Loris alla sinistra in modo che
possono parlare in privato)

LORIS
Che vuoi?

DE SIRIEX
(a Fedora, con riferimento a Loris)
Egli è qui?

FEDORA
Lo tengo.

DE SIRIEX
Come faceste?

FEDORA
Semplicemente.

(A questo punto, le due conversazioni cominciano
a sovrapposi musicalmente.)

So ch'è a Parigi;
lo cerco, lo spio,
lo adesco,
l'inebrio...

BOROFF
(a Loris, gravemente)
Giurato avevi
di non riporre piedi qui dentro.

LORIS
La cortesia!

DE SIRIEX
Ed egli?

FEDORA
E innamorato!
Ignoto a tutti.

BOROFF
Mio Loris,
del fulgido sguardo diffida.

DE SIRIEX
E il suo delitto?

FEDORA
Ignoto a tutti...

(Le due conversazioni distinte - L'una tra Fedora
e De Siriex, l'altra tra Loris e Boroff- procedono in
questo brano concertato; tra poco vi si unisce una
terza conversazione tra Olga e il Barone Rouvel)

DE SIRIEX
(a Fedora)
Ed ora?

LORIS
(appassionatamente. A Boroff)
L'amo.. .

FEDORA
(A De Siriex)
Aspetto...

DE SIRIEX
(a Fedora)
Che mai?

FEDORA
(A De Siriex)
La prova.

DE SIRIEX
(a Fedora)
Come?

BOROFF
(A Loris)
Questa notte io parto...
Pensa a tua madre!

FEDORA
(A De Siriex)
Dalla sua bocca.
Oh! se lo fosse!
Non l'odio
quanto dovrei...

LORIS
(A Boroff)
L'amo, l'amo!

DE SIRIEX
(a Fedora)
E se innocente?

ROUVEL
(ad Olga)
Non comprendo...

OLGA
(spensieratamente. A Rouvel)
Lo sono il capriccio leggiero,
veloce, che invidia le rondini,
e ignora il perché!

DE SIRIEX
(a Fedora)
L'amate?

FEDORA
(A De Siriex)
Forse!

BOROFF
(A Loris)
Sei vinto!
Ti assista il ciel!

DE SIRIEX
(a Fedora)
Se parla?

FEDORA
(A De Siriex)
Senza pietà!

LORIS
(a Boroff)
Forte io son!

ROUVEL
(ad Olga)
Il vostro cuor.

(Fedora e De Siriex risalgono parlando sempre.)

OLGA
(continuando a civettare con Rouvel)
Lo son, io son lo sbadiglio molesto,
tenace, che dissipa il bacio,
che uccide la gioia,
e ignora il perché!

ROUVEL
Voi siete un bisticcio!

(galantemente a Fedora)

Principessa,
ci fate languir!

FEDORA
(sorridendo gravosamente)
Ognuno porta la sua Croce.

(toccandosi quella bizantina che le pende sol petto)

Vedete, anch'io!

ROUVEL
É un talismano?

FEDORA
(facendosi seria subitamente e indicando col
dito un piccolo scompartimento nel ciondolo)
In quest'antica Croce,
era una pia reliquia;
io vi riposi un farmaco,
che sana ogni malor...

LORIS
(con intenzione)
Per voi o per gli amici?

FEDORA
(Sorridendo)
Chi lo sa!

LORIS
(con un inchino)
Grazie.

ROUVEL, DE SIRIEX, BOROFF
(ridendo)
Grazie.

OLGA
(presentandolo a Fedora)
Vi presento Lazinski,
il maestro polacco,
nipote e successore di Chopin...
un poeta del pianoforte,
un principe del sentimento,
un mago...

FEDORA
(interrompendo Olga con un saluto a Boleslao)
Vi applaudirem stasera?

OLGA
(con entusiasmo)
Naturalmente!

FEDORA
Bene!

(Mentre si allontanano Fedora e Loris, De Siriex e
Boleslao offrono entrambi il braccio ad Olga, la quale,
dopo alquante moine, si decide per quello di Boleslao)

DE SIRIEX
(tra l'offeso e il galante, ad Olga, che
si discosta a braccio di Boleslao)
Cosacca!

OLGA
(attirando l'attenzione degli invitati
maschi allo scopo di fare una scenata)
Miei signori, venite...
M'hanno offesa!

ROUVEL
(comicamente)
Chi mai?

BOROFF
(comicamente)
Chi mai?

CORO
Chi mai?

OLGA
II signor de Siriex.

ROUVEL, BOROFF, CORO
(con stupore)
Lui?

DE SIRIEX
(piegandosi come un colpevole)
lo stesso.

OLGA
(sempre comicamente)
Osò chiamarmi cosacca!
Ma perché?

ROUVEL, BOROFF, CORO
(sempre comicamente, a De Siriex)
Risponda il reo!
Risponda!

DE SIRIEX
(con motteggievo le eleganza, canta una canzone russa)
La donna russa è femmina
due volte,
doppiamente adorabile ed ostil.. .
Essa é la vera donna,
d'Eva la figlia vera,
con le dolcezze e gl'impeti,
le audacie e le viltà,
l'ali e gli artigli,
l'estasi e le frodi,
pronta a immolarsi
e facile a tradir.
Tutto il suo sesso è in lei,
tutto l'esser umano:
un altare, un abisso,
un mistero!
Angelo e serpe, zingara e regina,
sol d'oriente e gelo boreal!
Ecco la donna russa,
con le dolcezze e gl'impeti,
le audacie e le viltà,
pronta a immolarsi
e facile a tradir!
Ecco la donna russa,

(con un inchino galante ad Olga)

ed ecco l'ideal!

BOROFF
(a De Siriex)
Il ritratto è preciso.

ROUVEL
(a De Siriex)
Benché non troppo gaio...

OLGA
Evvia!
Eccone un altro più somigliante ancor.
Il Parigino é come il vino,
il vino della vedova,
la Vedova Clicquot.
Fragrante e perfido,
giocondo e gelido,
ci fa girar la testa ed i garretti;
ma il cuor?
Il cuore? Ohibò!
Acido e zucchero,
vapore e spirito,
ribolle, balza, crepita,
gorgoglia, freme,
e poi? e poi?
passò!
Farmaco biondo,
tossico blando,
fa troppo vano strepito,
fa troppa spuma...
perché? perché? Non so...
Svanito il fumo,
spenta l'ebbrezza,
resta il tedio, e l'emicrania.
Adunque? Dunque? Buon pro!
II Parigino é come
il vino della Vedova Clicquot!

BOROFF
Brava, Contessa!

DE SIRIEX
(inchinandosi)
Toccato!

ROUVEL
(a Olga)
Benissimo!

OLGA
(a Boleslao, investendolo quasi gelosamente)
Finalmente! vi colgo...
Con chi eravate?
Cosa faceste?
Rispondete!

(Boleslao altro non fa che inchinarsi profondamente.)

(Loris e Fedora rientrano dalla sinistra a braccetto.
ella freddamente istigante, egli sempre più inebriato,
parlando, passeggiano per l'anticamera.)

FEDORA
Ma dunque, é amore?

LORIS
(con forza)
Delirio.

FEDORA
(ironica)
Che sperate?

LORIS
Tutto.

FEDORA
(fingendosi offesa)
E s'io t'impedissi?

LORIS
Con qual dritto?

FEDORA
(insistendo nel fingere irritazione)
Amarvi per forza or dunque dovrò?

LORIS
Amor ti vieta
di non amar.
La man tua lieve,
che mi respinge,
cerca la stretta
della mia man;
la tua pupilla esprime:
T'amo! "
se il labbro dice:
"Non t'amerò!"

BOROFF
(rientrato dalla dritta, si accosta vivamente a
Fedora e Loris, ed inchinandosi a Fedora)
Principessa,
se aveste ordini
per la Russia...

FEDORA
Partite?

BOROFF
A mezzanotte.

FEDORA
Ed io domani.

LORIS
(con un grido soffocato)
voi?

BOROFF
(a Fedora, inchinandosi)
Ci rivedremo allora...

FEDORA
(porgendogli la destra)
A Pietroburgo...

BOROFF
(dopo aver baciato la mano alla Principessa,
a Loris tristemente, con un gesto di saluto)
Addio!

LORIS
Addio!

(a Fedora)

Doman?

FEDORA
(con un sospiro subdolo)
Lascio Parigi...

LORIS
Sciagurato!
ed io seguirvi la non posso!

FEDORA
(come per consolarlo)
Appena giunta,
pregherò per voi perdono...

LORIS
Vana impresa!

FEDORA
(fissandolo intensamente)
Perchè no?
Che faceste?
E cosa grave?

LORIS
(capo)
Grave.

FEDORA
Dunque sei reo?

LORIS
No.

FEDORA
(con gioia)
Innocente?

LORIS
D'un delitto...

(Fedora, ben decisa a carpire a Loris la verità,
trovandosi presso il divanetto, con dolce violenza
vi fa sedere Loris, e quindi siede al sul banco.)

OLGA
Principessa, Boleslao può cominciar?

FEDORA
(facendo con la mano un gesto di indifferenza,
e non volendo essere disturbata)
Cominci...

(Lazinski si siede al pianoforte. Assicuratasi che non ci
saranno altre interruzioni, Fedora si concentra sulla
preda. Lei e Loris sono parzialmente nascosti olla vista
degli altri invitati da un paravento ornamentale e un
gruppo di palme in vaso.)

FEDORA
(sottovoce)
Dimmi, dunque...
Di'... che fu?

LORIS
(si guarda intorno per assicurarsi di non essere udito)
Fu l'accusa d'aver teso un tranello
a Vladimiro Andrejevich.. .

FEDORA
(rabbrividendo)
E non corri a scolparti?

LORIS
Da suo padre?
Contro tutti?

FEDORA
Se innocente sei davvero, crederà...

(Lazinski comincia a suonare un notturno.)

LORIS
(tentennando il capo)
Egli?

(tutta questa scena a mezzavoce)

FEDORA
E tu qui propormi
ardisci l'amor tuo
contaminato dal terribile sospetto...
e il tuo nome...
il turpe nome d'un assassino!

LORIS
Innocente!

FEDORA
(con simulata passione)
Prova, dunque,
questa tua
grande innocenza...
e la gitta in taccia al mondo
pel tuo onor, per l'amor mio!

(lo guarda con feroce ansietà:affascinando
Loris con la persona piegata e palpitante)

Tu taci?
Rispondi... rispondi!

LORIS
(con intensità)
Fedora, m'amate?

FEDORA
(affascinandolo sempre più)
Si, t'amo... t'amo.
Ma parla... parla. . .

LORIS
(dopo uno sforzo supremo, subito con voce spenta)
Ebben... Si... l'uccisi...

FEDORA
(sorgendo in piedi di scatto, inorridita)
Eri tu?

LORIS
Fedora!

FEDORA
Assassino!

(Nel salone tutti applaudiscono Lazinski, che a finito il
notturno e é in procinto di iniziare il secondo brano.)

LORIS
T'inganni! Tu ignori...

FEDORA
(sogghignando)
Fu qualche disgrazia?

LORIS
Castigo!

FEDORA
Un agguato codardo?

LORIS
E che ne sai tu?

FEDORA
(fra sé)
Nulla io so!

(Loris si alza e manifesta chiaramente la propria
intenzione di lasciare la festa.)

Mi sfugge!

(più forte)

Ma dove ten vai?
Vuoi, dunque, lasciarmi nel dubbio?

LORIS
(fermandosi, con grande tristezza)
Che giova? Non m'ami!
T'incuto ribrezzo!

FEDORA
(sforzandosi di sorridere)
Rifletti...
la prima sorpresa...

LORIS
(con un gesto disperato)
Chiamarmi assassino potesti!

FEDORA
(accostandosi con mal repressa ripugnanza)
Fu il grido del sangue.
Ma poi, il cuore risponde:
chi sa?

LORIS
(con grande trasporto)
Che sii benedetta!

FEDORA
(procurando di farlo un'altra volta sedere)
Ma dimmi...
Perché l'uccidesti?

LORIS
(resistendo)
Parlare, in mezzo a una testa?
Vo' darti la prova...
Domani... qui stesso...

FEDORA
(fermandolo)
Stanotte! Rispondi... Verrai?

LORIS
Si, verrò...

FEDORA
(quasi amorosamente)
Lo vedi!
Non provo ribrezzo.

LORIS
(baciandole ardentemente la mano)
Oh, grazie! Fra un'ora?

(s'allontana rapidamente e scompare a sinistra.
Fedora fa l'atto di strapparsi rabbiosamente dalla
mano l'impronta del bacio)

FEDORA
(trucemente)
Infame!
Più non mi sfuggi!

(Le signore circondano il concertista per
complimentarlo)

OLGA
(con entusiasmo a una dama)
Portentoso!

ROUVEL
(a De Siriex, astutamente)
Strepitoso!

DE SIRIEX
(ridendo a Rouvel)
Schiacciante!

OLGA
(giocondamente a Fedora)
Si fanno quattro salti?

FEDORA
(distratta, e sempre intenta alla vendetta contra Loris)
Veramente, è un po' tardi.

OLGA
(chiedendo)
Un altro giro?

ROUVEL
Il ballo è il cognac dell'amor.

(Olga prende il braccio di Lazinski, un generale offre Il
suo a Fedora. Mentre le coppie si muovono verso la
pista da ballo, un lacchè reca un dispaccio su d'un
vassoio a De Siriex, che lo apre in disparte e lo legge
con crescente emozione.)

DE SIRIEX
(accostandosi rapidamente a Fedora)
Principessa! Un dispaccio ufficiale.
Vi consiglio di sospendere la festa.

FEDORA
(stupita)
Perché?

DE SIRIEX
Un attentato!

FEDORA
Contro lo Czar?

DE SIRIEX
(porgendole il dispaccio)
Leggete.

FEDORA
(leggendo)
Quei maledetti!

(il dispaccio passa di mano in mano. La costernazione
si dipinge su tutti i volti.)

DE SIRIEX
(a Fedora, con intenzione baciandole la mano)
I nichilisti!

OLGA
(prendendo il braccio di Boleslao, spensieratamente
a Fedora)
Che peccato! Il mio giro!

FEDORA
(quasi solennemente)
Dio protegga lo Czar!

(Gli invitati si congedano da Fedora. Molta confusione
nel fondo. La Principessa stringe a tutti la mano. Le
due sale si sfollano rapidamente. I servi spengono i
lumi dei lampadar e dei doppieri. un cameriere tira
un'ampia cortina di velluto cupo tra le colonne che
dividono l'antisala dal gran salone, chiudendo così
tutta l'arcata. L'antisala rimane illuminata da una
lampada sola. Fedora ridiscende nell'antisala,
siede e resta pensosa. Ad un tratio si alza, apre
la piccola scrivania Settecento e si mette a scrivere.
Dopo essersi  occupata per un po' in questa maniera,
si alza, va verso una porta al lato del salone, e chiama
il detective  russo.)

FEDORA
Gretch!

(Egli compare sulla porta, e lei lo interroga
nervosamente.)

I vostri uomini?

GRETCH
(accennando all'uscio donde è entrato)
Sono là...

FEDORA
Bene!

(ritorna alla scrivania, e ricomincia a scrivere)

GRETCH
(rispettosamente)
Sempre ho seguito Loris Ipanoff.

FEDORA
(chiudendo la lettera)
Dite!

GRETCH
(consultando il proprio taccuino)
Stasera un uom sospetto,
Giunto appena di Russia,
gli recava una lettera
del fratel Valeriano.

FEDORA
Il fratello? Anche lui!

(riapre la lettera e vi aggiunge alcune parole)

Valeriano... Null'altro?

GRETCH
Nulla.

FEDORA
(chiude la lettera e la suggella)
Ho la prova suprema... la confessione sua!

GRETCH
(meravigliato)
Confessa il suo delitto?

FEDORA
Confessa!

GRETCH
Finalmente!

FEDORA
Egli sta per tornare.
Voi scendete in giardino.
Appena pronti,
un segno!
Io lo congederò.

GRETCH
E poscia?

FEDORA
(alteramente)
Fate il vostro mestiere.
Non un grido, non un singulto!

GRETCH
Abbiamo un bavaglio.

FEDORA
Alle foce della Senna
vi attende la nave Elisabetta.
È quello suolo russo.

GRETCH
Obbedirò, signora...
O vivo o morto!

FEDORA
(porgendogli la lettera)
Questa per l'Ambasciata.
Sia spedita all'istante
a Pietroburgo...

GRETCH
Forse al generale Jariskin?

FEDORA
D'ogni cosa lo informo.

GRETCH
Sarà fatto, Eccellenza!

FEDORA
(in un sussurro improvviso)
Silenzio...

(va in fondo ad ascoltare)

È lui! È lui!

(a Gretch)

Andate.

(Gretch esce per dove è entrato. Come Loris compare
all'ingresso, Fedora, maestosamente in piedi vicino
alla scrivania, gli punta contro un dito accusatore, e
gli parla con il tono di chi siede in un tribunale.)

FEDORA
Loris Ipanoff, oggi lo Czar,
nostro signore,
venia atrocemente colpito,
come un giorno
Vladimiro Andrejevich,
dai nichilisti...
E voi siete di quelli!

LORIS
(stupito)
lo?

FEDORA
Voi!

LORIS
È falso!

FEDORA
Ma perché l'uccideste?

LORIS
(con fredda energia)
Per una donna...

FEDORA
Una donna?

LORIS
La mia...

FEDORA
(soffocata dall'emozione)
La tua

LORIS
Mia moglie...

FEDORA
(smarrita)
Dimmi tutto...

LORIS
(sedendo sul divanetto. Guardandolo quasi
spaventata Fedora siede essa pure.)
Mia madre, la mia vecchia madre,
Solinga vive,
Come in sogno di pace,
Nel suo castel lontan.
L'ultimo april, vi accolse
Una giovin lettrice,
Una sirena bionda,
Wanda era il nome suo fatal.

FEDORA
(soffocata)
Wanda!

LORIS
Cedendo alle lusinghe,
l'amai beato.
Ma la mia buona madre
L'ascosa vampa travide,
e lunge volle
l'incantatrice.
lo la raggiungo,
l'adduco al tempio,
mia la proclamo
davanti a Dio!
M'eran padrini due vecchi amici...

FEDORA
(interrompendolo)
Vladimiro?

LORIS
Vladimiro.
Nel segreto nostro asilo
tanto assiduo
egli si mostra
che il sospetto m'entra in core.

(con crescente emozione)

Un vespro,
a Natale,
partendo pel dolce castello paterno,
sovvienmi d'un dono promesso a mia
madre.
Risalgo in slitta,
E ratto ritorno.
A mezzo la via,
Discesa dall'uscio del nobile amico.
ravviso la fante di Wanda.
L'inseguo.
La donna vacilla,
balbetta,
confessa.
Di Wanda un biglietto reco
a Vladimiro,
lo salgo: egli è uscito.
II servo mi lascia un istante.
lo corro al tiretto
e trovo...

FEDORA
(interrompendolo)
La lettera infame?

LORIS
(continuando)
Che dice:
"Ti attendo stasera, alle nove!"

FEDORA
(fissandolo quasi con spavento)
lo mi domando ancora se chi mi parla
sia l'uomo più turpe
o più infelice.

LORIS
(stupito)
Come?  

FEDORA
(con la voce piena di odio)
Se tu mentissi?

LORIS
(alzandosi di scatto)
Di me dubiti ancora?

FEDORA
Chi mi da la certezza?

LORIS
Lui stesso.

FEDORA
(incredula sempre)
Vladimiro?

LORIS
Ecco la prova.

(getta sulla tavola un pacco di lettere)

Leggi!

FEDORA
(riconosce la scrittura di Vladimiro, legg)
"Anima mia!"

(fra sè, esterrefatta)

La sua scrittura.

(correndo con l'occhio alla firma)

"Vladimiro tuo che t'adora"

(guardando l'acclusa fotografia da biglietto da visita)

Il suo ritratto!
Dunque è vero?

LORIS
(porgendole un'altra lettera)
Leggi! Ed era fidanzato!

FEDORA
(leggendo)
Pensa alla mia fortuna"

(fra sé)

Alla fortuna sua!

(prende la lettura)

Colei che sposerò
non sarà tua rivale:
la sola donna mia,
sei tu, Wanda adorata!"

(straccia la lettera)

Vile! Vile!

FEDORA, LORIS
Vile!

FEDORA
(guardando il ritratto)
Essere abbietto!
Cuore di fango!

(straccia il ritratto e se getta via i pezzi. poi, agitata
fin quasi alla frenesia, fissa l'attenzione su Loris.)

Ed or narra il castigo...

LORIS
La fante mi svela
l'immondo ritrovo.
All'ora fissata
vi penetro armato.
Deserta è la prima stanzetta.
Vi ascolto.
Un'onda di risa...
Un'onda di baci!

FEDORA
Avanti!

LORIS
II mio nome!
Cieco di rabbia!
Un urto alla porta e mi slancio.

FEDORA
(afferrando con le mani il tavolino)
Avanti... avanti!

LORIS
Ella balza.
lo l'afferro,
e l'atterro.
"Lascia quella donna"
grida il vile.
Mi rivolgo furibondo:
al vedermi armato ei s'arma.
Spara... al fianco mi ferisce...
lo rispondo... ma l'uccido.

FEDORA
(come un grido di gioia selvaggia)
Ah! anche lei!

LORIS
(calmo)
Ella fuggi...
ma inferma cadde...
langui... si spense.

(fieramente)

Ma chi m'accusa?
Chi dunque mi spia?
Conosci tu gl'infami?

FEDORA
(presto)
Nulla io so!

LORIS
Vedi, io piango...
ma, se piango,
no, non è per la mia vita.
A mia madre penso,
e piango per il suo gran dolor.
Non sarò nella mia casa
a implorare il suo perdono,
e quei dolci occhi morenti
socchiuder non potrò!
Vedi, io piango,
ma, se piango, no,
non è il piango mio viltà!

FEDORA
(dolcemente, con passione, tentando di consolarlo)
Lascia che pianga io sola
e pianga di vergogna:
pianga L'infame accusa,
pianga il profondo inganno.
T'avea creduto un vile
schiavo dell'odio altrui
ed eri un forte,
un nobile,
un santo punitor.

LORIS
(sconsolatamente)
Vana pietà!
Vana pietà, se parti!
lo patria e tetto e nome
e madre più non ho!
Vana, vana pietà!

FEDORA
Loris,
non parto più,
non parto più!
Un'altra madre tra
le mie braccia avrai!

LORIS
(alzandosi, risoluto)
Addio!

(lontano fischio interno)

FEDORA
(fra sè)
Il segnale!

LORIS
(dirigendosi all'uscio di destra)
Addio! a domani...

FEDORA
(sbarrandogli il passo)
Dove ten vai?

LORIS
Rincaso... È tardi.

FEDORA
No, non partire!

LORIS
Perché?

FEDORA
(cercando di prendere tempo)
Le spie che ti circondano?

LORIS
(sfiorandola mentre le passa accanto)
lo non le temo!

FEDORA
(cercando ancora di prendere tempo)
Ben io le temo!

(tra sè)

L'uccideranno!

LORIS
Non vo' recarti sventura...
Addio...

FEDORA
(frapponendosi tra lui e l'uscio)
Ah! rimani!
Ho paura.
Tu corri a un agguato...
Fors' anche alla morte.

LORIS
(cercando di allontanarla)
Diranno che sono il tuo amante!

FEDORA
(fissandolo amorosamente)
Che importa?

LORIS
Se t'amo!

FEDORA
Non m'ami!

LORIS
Io t'amo!

FEDORA
No, tu non m'ami,
non m'ami!

LORIS
(abbracciandola con passione)
Fedora,
io t'amo,
il tuo sguardo m'inebria!

FEDORA
Nè patria,
Nè madre
Rimpiangi per me?

LORIS
Più nulla!

(Tranquillamente, senza togliere gli occhi da Loris,
Fedora si sposta indietro verso la porta del salone,
la tira, e la chiude a chiave.)

Fedora, ti perdi!

FEDORA
Ti salvo!
Ma ripeti ancor
Che m'ami...

LORIS
(avvicinandosi lentamente a lei, le mani tese,
fissandola negli occhi)
T'adoro!

FEDORA
(con gioia profonda)
E dunque, rimani!

FEDORA, LORIS
(avvicinandosi l'uno all'altra al centro della
stanza, nella felicità più intensa)
T'amo!

(Dopo quest'ultima dichiarazione, i due amanti
s'incontrano in un abbraccio appassionato, mentre
cala lentamente il sipario.)

ATTO III


La villa di Fedora nell'Oberland.

(Ampio giardino fiorito. Da una parte, l'ingresso al
giardino dello chalet di Fedora. Dietro una terrazza a
balaustra, che dà sopra un vallone, donde si scorge in
lontananza la cittadina di Thun in riva al piccolo lago.
Nello sfondo le Alpi. All'alzarsi del sipario, un gruppo
di contadine passa cantando davanti allo chalet)

CONTADINE
Dice la capinera:
Vien primavera!
e dice l'alta neve:
II verno è breve!
e dice la ghironda:
Destati, o bionda,
e dice il vecchio monte:
Amami, o fonte!

(Fedora viene dallo chalet e coglie fiori.
Loris é con lei.)

LORIS
Quanto sei bella!

FEDORA
E tu sei buono tanto!

(corre dall'uno all'altro cespo fiorito e si riempie la
gonna rimboccata di fiori; indi li depone nel paniere
sul tavolino.)

Oh, che bel fior!
Oh quanti!

(a Loris, rendendosi conto che egli presta poca
attenzione alle sue fatiche botaniche)

Non ami, dunque, i fior?

LORIS
(con grande anima)
Te sola io guardo,
o tu mano fior,
o fior perfetto,
o fior di giovinezza,
fior di passione,
o fior dei fiori,
o fior d'amor!

(si baciano lunghissimamente. Mentre lo sta facendo,
entra la contessa Olga, di umore irritabile, e si ferma
di botto.)

OLGA
Ancora!

FEDORA, LORIS
(sempre abbracciati, e guardandosi negli occhi)
Sempre!

OLGA
Avete una gran fede!

LORIS
E voi?

OLGA
(teatralmente)
Non credo più.
Ho rinunciato al mondo!
Tutto mi viene a noia!

LORIS
Che! la bella natura?

OLGA
(annoiata)
Sempre lo stesso verde!
sempre l'azzurro istesso!
gli stessi agnelli candidi!
gli stessi bimbi sudici!
la sinfonia dei grilli,
il regno delle mosche!
Cugino, grazie!
Basta...

LORIS
Anche la bicicletta?

OLGA
Se amor ti allena,
se amor ti guida,
gioia dei muscoli!
dei nervi ebbrezza!
vola, precipita,
scivola, sdrucciola,
cadi, rialzati,
ricadi ancor.
Ma quando sola ti lascia amor,
che gioia correre,
se niun t'insegue?
Se niun ti regge, perché cader?
Meglio, all'antica,
andar a pie.

LORIS
Cercate dunque un tandem.

OLGA
Non mi ci colgon più!

(Suona un campanello elettrico.)

FEDORA
(sorpresa)
Una visita?

LORIS
Io scappo.

FEDORA
Dove vai?

LORIS
Alla Posta.
Attendo alcune lettere
direttemi a Parigi.

FEDORA
Loris, ritorna presto.

LORIS
Subito.

(ad Olga)

A rivederci.

(Accompagnato da Basil entra De Siriex, indossando
un soprabito di Norfolk, calzoni alla zuava dello stesso
tweed, e un berretto da cacciatore.)

OLGA
(lietamente)
Chi vedo? De Siriex!

FEDORA
(lietamente)
Oh, la bella sorpresa!

(De Siriex bacia la mano a Fedora e ad Olga.)

DE SIRIEX
Son disceso all'Albergo d'Inghilterra...
Odo parlar di voi.
Salgo in biciclo...
Chieggo, ricerco...
Trovo... ed eccomi.

FEDORA
Siete molto gentile.

OLGA
(ironica)
Un fior di cortesia!

(Marka, la cameriera di Fedora, appare al someto
della gradinata recando un servizio di thé. Olga sta
fiutando i fiori colti da Fedora. De Siriex le si accosta,
mentre Fedora versa il thé deposto da Marka sul
tavolino.)

DE SIRIEX
(insinuante)
E voi più non tubate?

OLGA
(facendosi fresco con un manipolo di fiori)
Riposo.

DE SIRIEX
(con enfasi)
E il grande artista?

OLGA
Lazinski?

DE SIRIEX
Boleslao!

OLGA
(con un sospiro)
Ah, non me ne parlate!

DE SIRIEX
(stranito)
Perché?

OLGA
(giungendo le mani)
Amico mio,
un altro disinganno!

DE SIRIEX
(con falsa pietà)
Di già?

OLGA
È il mio destino!

FEDORA
(offrendo una tazza a De Siriex)
La tazza dell'arrivo?

DE SIRIEX
(fa un inchino)
Come una volta in Russia.. .

(Seduto, beve a centellini la tazza, tra Olga e
Fedora, che gli offrono ciascuna dei dolci.)

OLGA
Era carino.

DE SIRIEX
(sorseggiando)
Chi?

OLGA
Boleslao...

DE SIRIEX
(accettando da Olga una fetta di pone  
imburrato)
Un vero arcangelo...

FEDORA
(ridendo)
Fin troppo biondo...

OLGA
(con rimpianto)
E delicato quanto una donna...

DE SIRIEX
(strizzando l'occhio a Fedora, e chiaramente
divertito dallo scherzo)
Una mimosa!

OLGA
(infervorandosi)
Ma un cuor di foco.

FEDORA
(ridendo sempre)
L'Etna!

DE SIRIEX
(masticando)
L'incendio...

FEDORA
(masticando)
di Mosca!

OLGA
E poi geloso!

FEDORA
Otello!

DE SIRIEX
Jago!

OLGA
Dovunque volea seguirmi.

FEDORA
Un paggio!

DE SIRIEX
Un ussero!

OLGA
Leggeva sempre.. .

DE SIRIEX
Le vostre lettere!

OLGA
(stupita)
Ve l'hanno detto?

DE SIRIEX
(con uno sguardo divertito verso Fedora)
No, l'indovino...
E allora?

FEDORA
E allora?

OLGA
Un giorno che lo sgridai,
mi lasciò sola...

FEDORA
(tragicamente)
Infame!

DE SIRIEX
(tragicamente)
Mostro!

OLGA
E la dimane...

DE SIRIEX
Ricominciava?

OLGA
Era partito!

DE SIRIEX
(fingendo stupore, e avanzando questo parere come se
esso potesse contribuire al comportamento di Lazinski)
Suonava troppe fughe...

FEDORA
(perseverando vello scherzo)
Di Bach.

OLGA
Più tardi seppi ch'era a Ginevra.

DE SIRIEX
(finendo di bere ti thé)
Ginevra?

(facendosi serio)

È grave!

OLGA
Grave...
Perché?

(Fedora, presa la tazza di De Siriex, va a deporta sul
tavolino: poi dispone i fiori nei vasi e nelle giardiniere.
Frattanto De Siriex si è alzato e insiste nello scherzo.)

DE SIRIEX
(ad Olga, con intenzione)
Contessa, siete forte?

OLGA
(fieramente)
Io? son tutta d'acciaio!

DE SIRIEX
Non cadrete in deliquio?

OLGA
(lavandosi la fronte con un fazzoletto inumidito
in un bicchiere d'acqua)
Una doccia...
Son pronta!

DE SIRIEX
(inchinandosi perfidamente)
Allor, senza riguardi?
Il maestro polacco,
Nipote e successore di Chopin,
il poeta del pianoforte,
eccetera...

(avvitandosi il monocolo)

OLGA
(impaziente)
Su, sbrigatevi... avanti!

DE SIRIEX
Non sarebbe un agente...

OLGA
(colpita)
Eh?

DE SIRIEX
(dolcemente)
Segreto?

OLGA
(rabbrividendo tutta)
Una spia?

DE SIRIEX
(sempre più machiavellico)
Dall'imperial governo
al vostro fianco messa...

OLGA
(smarrita)
Santo cielo! Perché?

DE SIRIEX
Per farvi chiacchierar!

(Olga vacilla, si piega e cade riversa tra le braccia
di De Siriex, il quale la depone sulla sedia vicina.
Fedora mentre mette la sua boccettina di sali sotto
le nari di Olga svenuta, De Siriex le sventola sul viso
il fazzoletto.)

DE SIRIEX
(con eleganza e comicità facendole vento)
Fatevi cor, Contessa!
Quaggiù tutto finisce,
e tutto ricomincia.
Non è la prima volta,
nè l'ultima sarà.
L'amore è augel di passo:
sen viene per andarsene,
sen va per ritornar.

FEDORA
(ad Olga)
Passa?

DE SIRIEX
(a Olga)
Passa?

OLGA
(alzandosi di scatto)
È passata...

(Tutti scoppiano a ridere.)

Non parliamone più...
Il meglio è cancellare
questo bruto ricordo...

DE SIRIEX
(cogliendo la palla al balzo)
Con un altro miglior...

OLGA
Per esempio?

DE SIRIEX
Che so?
Un rapimento...

OLGA
Come?

DE SIRIEX
In bicicletta...

OLGA
(battendo le mani)
Bravo! L'idea è original!
Corro a vestirmi...

FEDORA
(ridendo ancora, dietro Olga)
Testolina sventata!

DE SIRIEX
(subitamente grave)
Principessa, non son venuto qui per lei.

FEDORA
(colpita dal tono)
Per me?

DE SIRIEX
L'amate molto?

FEDORA
(con un sussulto)
Loris? Più della vita!

DE SIRIEX
Siete dunque Felice?

FEDORA
Come in un sogno...

DE SIRIEX
(dolorosamente)
Ebbene, io vengo a risvegliarvi...

FEDORA
(guardandolo stupita)
Conte, mi fate quasi paura...

DE SIRIEX
Quel truce sgherro...

FEDORA
(interrompendolo)
Jariskin?

DE SIRIEX
Lui!
Cadde per L'empia sua crudeltà...

(movimento di Fedora)

II vecchio tigre,
mortogli il figlio,
orrendamente era assetato
d'umano pianto,
di sangue uman.
Ad un suo cenno vien carcerato
un baldo giovane
qual nichilista,
presunto complice
dell'assassinio di Vladimiro.

(movimento di Fedora in cui l'ansietà viene crescendo)

Egli è gettato nella fortezza,
la sulla Neva,
ed une notte
per l'improvviso crescer del fiume,
lento affogo.

FEDORA
(raccapricciando)
Orrenda morte!

(con ansia e terrore)

Ed il suo nome?

DE SIRIEX
Valeriano Ipanoff...

FEDORA
(grido soffocato. Fedora si copregli occhi
inorridita.)  
Cielo! Egli... il fratello di Loris?

DE SIRIEX
Si!

(più sommessamente ancora)

Alla tremenda nuova,
la vecchia lor madre inferma...

FEDORA
(piegandosi tremante su De Siriex, con un rantolo)
Morta?

DE SIRIEX
Di colpo!

FEDORA
(vacillando)
Anche la madre!

(schiacciata)  

Sua madre!

DE SIRIEX
(sommessamente)
Si!

FEDORA
(smarrita, atterrita, l'occhio fisso nel vuoto)
Che feci!

DE SIRIEX
Che dite?

FEDORA
Son io che li uccisi!

(Olga entra di corra nel giardino, pronta ad uscire per
una gita in bicicletta. De Siriex cerca di deviare la sua
attenzione da Fedora.)

OLGA
(pavoneggiandosi nel costume)
Son pronta...
Che vi sembro?

DE SIRIEX
(cercando di far buon viso al fatto che Olga ha scelto
il momento peggiore)
Deliziosa...

OLGA
Grazie...

(va a staccare la sua bicicletta)

Io vi sfido a raggiungermi.

DE SIRIEX
(forzando un sorriso)
Siete così leggera!

OLGA
(vezzeggiando)
Volete tre chilometri di vantaggio?

DE SIRIEX
E la posta?

OLGA
Un bacio.

DE SIRIEX
(facendo il difficile)
Avara!

OLGA
(con una smorfia)
Due?

FEDORA
(vedendo esitare De Siriex)
Andate, andate pure.

OLGA
Ritornerem pel pranzo.

DE SIRIEX
Principessa, coraggio!

OLGA
Fedora, addio!

FEDORA
(con voce spenta)
Addio!

(Olga e De Siriex partono per la loro gitarella.
Fedora resta seduta, soprappensiero. Il sole del
pomeriggio comincia a calare, e un piccolo
savoiardo si lente cantare in lontananza,
accompagnandosi con la concertina.)

PICCOLO SAVOIARDO
La montanina mia...
non torna ancor!

FEDORA
Dio di giustizia
che col santo ciglio
scruti le angoscie
e noveri i rimorsi,
Dio di pietà,
che non ricusi ascolto
a chi t'implora
per l'altrui salute,
non indulgere a me,
che sono indegna,
ma salva Loris, salva l'amor mio!

(Stravolta dal planto, a tutta prima non si avverte
dell'arrivo di Loris. Quando lo nota, si asciuga in
fretta gli occhi e lo guarda timidamente. Egli
cammina piano, evidentemente turbato.)

Di già?

LORIS
Muta è mia madre,
muto è il fratello...

(Basilio entra con un fascio di giornali, di lettere
e un telegramma su carta azzurra, li depone sulla
tavola, indi esce. Loris sfoglia il pacchetto e apre il
telegramma.)

LORIS
Ecco un dispaccio,
È di mio fratello al certo...

(guardando la firma)

No, di Boroff!

(leggendo)

"Hai la grazia..."

FEDORA
(di soprassalto)
La tua grazia?

LORIS
(con impeto di gioia)
Si, la mia.
O bianca madre,
O buon fratello,
O dolce casa abbandonata,
O patria!
Risalutarvi mi è concesso alfin!

(a Fedora)

E tu mi seguirai fino all'altare.

(Fedora non dice niente.)

Ma, Fedora mia, tu taci?

FEDORA
(mestamente)
Della sorte ancor diffido.

LORIS
(porge il dispaccio a Fedora che lo percorre
febbrilmente. Con gioia)
Boroff ieri era a Parigi;
oggi stesso qui sarà.
Forse é giunto.

(fa per andar via)

FEDORA
Te ne vai?

LORIS
(tornando)
Smemorato!
Mi scordavo delle lettere...

(Fedora ha già afferrato le tre lettere per nasconderle,
ma Loris ritorna, e credendo che l'abbia fatto per
porgerle a lui, gliele ritoglie di mano lievemente, indi
osservatone il francobollo ne lascia cadere due nel
vassoio, e apre l'ultima proveniente da Pietroburgo.)

LORIS
(riconoscendo il carattere)
È di Boroff...
Precedette questa lettera il dispaccio...

(scorre la lettera: poi si turba, ne legge saltuariamente
alcuni brani ad alta voce. Mentre Fedora ascolta, il
suo terrore aumenta visibilmente.)

"Jariskin recò all'Imperatore
la prova trionfal
del tuo delitto...
la confession tua stessa
insieme al nome dei complici..."

(guardando in su, perplesso)

I miei complici!
Chi sono?

(continuando a leggere e a commentare,
con crescenti contusione e sconforto)

Valeriano..."
Mio fratello!
Lui! Oh, quale infamia!

(riprende la lettura senza notare il turbamento
di Fedora)

"Quella lettera e scritta
da una russa
dimorante a Parigi...
Segnò col nome di battesimo;
ma la scopriremo...
Ti recherò la lettera"

(a Fedora)

Conoscerò la mia nemica alfin!

(riprende la lettura in preda alla più cruda e
crescente emozione)

"Jariskin l'arresto comandò
di tuo fratello..."
Valeriano arrestato!

(Fedora è sorta in piedi convulsa: Loris
continua a leggere scorrendo rapidamente
il resto della lettera.)

"La fortezza... il fossato...
nella notte...

(con un urlo)

affogato!"
Mia madre! Mia madre! Madre mia!

(cade tramortito sulla seggiola. Fedora corre a lui e lo
circonda delle sue braccia. Si odono i suoi singhiozzi.)

FEDORA
Loris, mio Loris!
Amor mio santo!

(Loris sconsolatamente piange, Fedora lo bacia e gli
asciuga gli occhi; indi scoraggiata si fascia cadere in
ginocchio al suoi piedi, tergendosi gli occhi in silenzio)

LORIS
(tra le lagrime)
Morti per me!
Morti innocenti!

(sorgendo di scatto)

E quella donna! La maledetta spia,
che mi segue sempre ovunque!
Ma l'avremo colei, per Dio!

(Fedora balza in piedi e indietreggia
spaventata. Calmo)

Perché, Fedora, da me ti scosti?
Oh! non lasciarmi...
Sola mi resti...
Dammi la mano...
piangi con me!

(Stanno i piedi un momento, uniti nel profondo dolore.
BasilIO scende dal villino con un vassoio e lo presenta
a Loris Fedora, più ratta, ne toglie un biglietto.)

LORIS
Boroff?

FEDORA
Lui!

LORIS
(di scatto, risolutamente)
Fedora, quella donna è a Parigi...
Partiam per rintracciarla...

(con forza)

O spia, la maschera le strapperò!

FEDORA
(cercando disperatamente una via di scampo)
È, veramente, quella una spia?

LORIS
Tu la difendi?

FEDORA
(affettuosamente)
Se quella sciagurata
perdutamente avesse amato
Vladimiro?
Tu le uccidi il suo diletto.
T'odia;
e l'odio non perdona,
e non ragiona amor.

LORIS
Ma che le avevan fatto
Mia madre e mio fratello?

FEDORA
(pietosamente)
Forse con te li piange,
forse per essi prega.
Nella sua cieca rabbia,
nel suo fatale inganno,
alle innocenti vittime
la stolta non pensò!

LORIS
(sente un rumore nella strada e risale
impaziente verso il fondo)
Una carrozza!
È Boroff.

FEDORA
(tremando tutta, fra sè)
Dio! Lui!

LORIS
(ritornando)
No, non ancora...

FEDORA
(supplichevole)
Ascoltami!
Se fosse pentita,
o cuor generoso,
pietà non avresti?

LORIS
(volendo sfuggirle)
Pietà? No, giammai!

FEDORA
(lo trattiene e lo fa sedere, indi lo abbraccia
abbandonandosi tutta su di lui. Con fervore)
Se quell'infelice
qui stesse al tuoi piedi,
di lagrime intrisa,
languente, morente,
perdono invocando,
chiedendo pietà,
gridandoti:
grazia, grazia!

(con trasporto)

Loris, io ben ti conosco,
mio dolce, mio buono,
mio grande fanciullo:
clemente saresti.
Non dire di no...
non dire di no.
Dimmi che tu le perdoni.

LORIS
(alzandosi sdegnoso)
Perdono?

(Fedora lo guarda, facendo censo di si con la testa,
con sguardo implorante. Ma egli stringe i due pugni
e fa un ovvio gesto di violenza.)

Dopo averla
strozzata così...

FEDORA
(schiacciata, fra sè)
Son perduta!

LORIS
(sentendo un nuovo rumore di carrozza che si
avvicina, e alzandosi per andarvi incontro)
Boroff... È lui!

FEDORA
(spaventata, corre al riparo dietro la tavola, mentre
Loris si fa visiera della mano alle ciglia per meglio
vedere. In atto disperato)
M'ucciderà!

(ricordandosi di scatto)

Ah, non lui!

(si strappa dal collo la Croce bizantina, l'apre
vivamente e ne versa il contenuto nella sua tazza di thè)

LORIS
È qui, finalmente!

(si slancia per uscire, ma senza muoversi dal
posto Fedora lo ferma con un gesto)

FEDORA
Aspetta... Non ancora... te ne prego!

LORIS
(fermandosi stupito)
Perché?

FEDORA
Una parola... l'ultima...

LORIS
(accostandosi spazientito)
Che vuoi?

FEDORA
Perdona quella donna.

LORIS
(con un'ombra di sospetto)
Ancora lei?

FEDORA
(cingendogli il collo)
Fallo per me...
ti supplico.

LORIS
(sciogliendosi a mezzo)
Colei molto ti preme?

FEDORA
(spossata)
Si.

LORIS
(tenendola afferrata per le mani)
La conosci dunque?

FEDORA
Si.

LORIS
(incalzando)
La conosci... ed osi?

(la trae a sé violentemente, e la fissa negli occhi,
esprimenti terrore e supplicazione insieme. Con
un grido)

Ah! L'infame eri tu?

FEDORA
(rantolando)
Pietà! Perdono!

LORIS
Sei tu che uccidesti mia madre e il fratello?

FEDORA
Pietà!

LORIS
(ferocemente)
Per vendetta del tuo Vladimiro...

FEDORA
Pietà!

LORIS
... del drudo tuo vile?

FEDORA
Ero pazza...

LORIS
Ed ecco il tuo amore,
sirena da forca...
spiarmi e tradirmi!

FEDORA
Ah, non è vero!

LORIS
Serpente, ti schiaccio...
con l'odio tuo insiem.

FEDORA
(grido disperato)
Ah! non uccidermi!
Guarda, è la morte!

(Si stacca da lui, corre verso il carrello da thé e manda
giù in fretta il contenuto velenoso della propria tazza.
All ultimo sorso, getta via la tazza, e si stringe le mani
alla gola con dolore. Boroff, introdotto da Basilio,
entra rapidamente, inconsapevole dell'accaduto.)

LORIS
(correndo verso di lui)
Boroff... questa donna... il veleno...

(Boroff, guarda Fedora e rientra di corsa in casa,
per chiamare aiuto.)

So tutto...
Salvala...

(Mentre Loris lancia grida frenetiche, Boroff compare
sulla porta e dà alcune istruzioni a Basil, il quale parte
di corsa. Marka accorre per aiutare la padrona, ma
Fedora, lottando per mantenersi in piedi, dolcemente
la spinge da parte.)

FEDORA
È vano! È vano!
La morte è qui...

(attraversa faticosamente la scena sorreggendosi ai
mobili, e va a cadere con un rantolo al piedi di Loris)

(supplichevole)

Loris... Ed ora... perdonami!
Io muoio...

LORIS
(Inginocchiatosi per raccogliere nelle braccia Fedora,
egli guarda con disperazione Boroff, il quale osserva
impotente)
Non voglio che muoia,
non voglio che muoia!
Soccorrila, Boroff,
in nome del ciel!

OLGA
(di dentro)
Ho vinto la scommessa!

(rientra saltellando, seguita da De Siriex, ma si
ferma di colpo appena si rende conto di ciò che sta
succedendo. Sta per correre da Fedora, ma De Siriex
la trattiene dolcemente. Boroff, esaminata la
Croce raccolta da terra, crolla il capo. Fedora
avverte quest'atto. Loris comincia a piangere.)

FEDORA
(sommessamente)
Troppo tardi!
Tutto tramonta...
tutto dilegua...
ma non rimpiango,
Loris, la vita...
L'amore è ingiusto...
buona è la morte!
Vivente ancora,
m'hai maledetta...
Forse, all'estinta
Perdonerai...

(Mentre le ombre si allungano, il piccolo savoiardo
si lente di nuovo cantare in lontananza.)

PICCOLO SAVOIARDO
La montanina mia...

FEDORA
(rabbrividendo tutta)
Ho freddo... quanto freddo!
Loris, riscaldami tu...

(Loris la stringe al suo seno, sorridendo d'amore,
Fedora lo trae a sè, e lo guarda nel profondo degli
occhi.)

Vorrei... ancora un pò...
del tuo amor...

(vaneggiando)

Ecco il sonno...
la gran notte...

(brancicando)

Loris, dove sei?

LORIS
Son qui, vicino a te...

(con anima)

per darti il mio perdon...

FEDORA
Le tue labbra adorate...

(Ella gli prende il capo con le mani tremanti
e cerca con la bocca la sua.)

T'amo!

(Con un tremito finale, ricade indietro, morta. Loris
se la stringe al petto in un silenzio attonito. Boroff
pone una mano consolante sulla spalla di Loris e si
volge verso il fondo scena, in contemplazione dello
strazio creato da questa situazione. Olga si appoggia,
piangente, a De Siriex. Marka e Basil si inginocchiano
e si fanno il segno della croce. Mentre il piccolo
savoiardo lontano termina la propria canzone, il
sipario cala piano sol quadro.)

PICCOLO SAVOIARDO
... non torna più!