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Giustino Libretto

Giustino

Musica di

George Frederich Handel

HWV 37

Libretto da
Niccolò Berengani e Pietro Pariati

Ouverture

Atto Primo

Scena I

Sala maestosa, apparecchiata per la Coronazione di Anastasio, ed Arianna assisi sopra il Trono imperiale.
Corteggio di cavalieri, e dame, guardie e popolo.
Coro d’Instrumenti sopra la scena, e poi Amanzio.

Recitativo
Arianna

Tema il nemico,
e ‘l nostro Imper sol goda
Or che di sacro allor cinge le chiome Al suo Cesare, e mio la Nuova Roma.

(Mentre Arianna incorona con Lauro Imperiale Anastasio, si canta il Coro)

Coro

Viva Augusto eterno Impero Goda il mondo un secol d’oro Ne mai splenda astro severo.

(viene Amanzio)

Recitativo
Amanzio

Ah! Mio sovrano Augusto; il grande impero Mentre vacilla, e sin Bisanzio teme
Di Vitaliano i ceppi,
tu qui tra molli amori
vuoi cangiar in cipressi i sacri allori?
Anastasio
Corriamo all’armi....
(Vuol levasi ma Arianna lo trattiene) Amanzio
Il barbaro nemico
Un messagger t’invia

Anastasio
Venga, ed esponga

Scena II
Polidarte con seguito, e detti.

Recitativo
Polidarte

Vitaliano,
il di cui nome vola
d’Alcide oltre le mete
a te, l’armi deposte, offre la pace se la bella Arianna

al suo letto real ceder ti piace.

Arianna

Oh iniquo!

Anastasio

Oh scellerato!
Odi, o messaggio,
riedi a quell’empio
e digli che un vil pirata
un sangue oscuro e basso
non è degno d’Augusta;
e che a momenti esangue in sull’arena mi pagherà del folle ardir la pena.
(Polidarte parte con seguito)

Arianna

Frena il nobile ardir, sposo adorato Anastasio
Fa’, che d’un caro sguardo
Io parta armato.

Aria di Anastasio

Un vostro sguardo, o luci arciere, di mille, e mille aste guerriere più forza avrà.
Da sì bel dardo

S’io fui piagato, care pupille
Qual seno armato resisterà.
Un vostro sguardo, o luci arciere, etc.
(Parte con Amanzio)

Scena III Arianna sola

Recitativo
Arianna

Arianna, che pensi?
Va il tuo sposo, al cimento E tu qui resti.

Ah no! Non temo servitude, o morte Vo’ del Cesare mio corrier la sorte.

Aria di Arianna

Da tuoi begl’occhi impara
Labbro vezzoso, volto amoroso L’arte di ben ferir questo mio core. Della mia fede, o caro
Bella prova avrai
Allor che mi vedrai
A punir l’empietà d’un traditore. Da tuoi begl’occhi impara, etc.
(parte)

Scena IV
Campagna con alberi fruttiferi. Giustino con l’aratro.

Aria di Giustino

Può ben nascer tra li boschi Nobil alma, e regio core. Dà il natale la Fortuna
Sol ‘l ciel dona il valore. E’ felice chi nell’alma Prova lieto il bell’ardore. Può ben nasce, etc.

Recitativo
Giustino

Ah! Perché non poss’io
Cangiar l’Aratro in un guerrier usbergo! Poiché sento nel core
Un glorioso e marziale ardore.
Ma già un dolce Morfeo
Mi chiama a riposar. Franger le Glebe Questa per me è sol l’arte.
Seguir Cerere io devo, e non già Marte.
(Si addormenta sull’aratro)

Aria di Giustino

Bel ristoro dei mortali
Su quest’occhi spiega l’ali Dolce sonno vieni a me!

Scena V
Il suono di allegra sinfonia s’illumina la Scena, e scende in una maestosa Machina la Fortuna assisa sovra una ruota che gira, e col seguito di Geni, che portano nelle mani scettri, corone e tesori.

Aria della Fortuna

Corri, vola, a’ tuoi Trofei Prestan plausi Homini e Dei Va’ pur lieto invitto cor.

Recitativo

Giustin, lascia i riposi: in Campo ostile Va’ a raccoglier le palme.
Or la Fortuna
Al merto tuo, regni, e Tesori aduna;

e cangia al tuo valore
in Reggia la capanna
in soglio il prato
Sorgi, lascia il sopor, segui il tuo Fato.

Coro della Fortuna

Corri, vola, a’ tuoi Trofei

Prestan plausi Homini e Dei Va’ pur lieto invitto cor.

(Sparisce la Fortuna, e Giustino si sveglia, e si leva con impeto)

Recitativo
Giustino

Chi mi chiama alla gloria?
Ubbidiente il mio destin ascolto,
e già men corro a coglier Palme...
e dove?
Ah! Che vaneggio!
Pure il Fato mi trae: seguirlo io deggio. Capanna, Boschi, addio
Spezzo l’aratro mio.
Già al cor rimbomba
Or la guerriera tromba
Il timpano feroce udir già parmi Giustino, andiamo alle Vittorie, all’armi.

Aria di Giustino

Se parla al mio cor Intrepido valor
Voce è del Fato
Né degg’io disprezzar Ma lieto io vo’ ascoltar Suono sì grato.

Se parla, etc.

Scena VI
Leocasta inseguita da un orso, e Giustino

Recitativo
Leocasta

Cieli! Numi soccorso! Giustino
Cessi ‘l vano timor. Cedi a’ mia possa.
In van ti scuoti, invano.

Sinfonia

Recitativo
Leocasta

Oh! Eterni Numi!
Quanto devo al tuo braccio!
Giustino
E’ mia la gloria.
Leocasta
Ma dimmi? Chi sei tu?

Giustino

Uom, ch’è sol vago
D’eroiche imprese.

Leocasta
(ha un nobile sembiante
anco in rustiche spoglie
e parmi aver per lui l’anima amante) Io suora son del Cesare regnante Verrai meco alla Reggia.

Giustino

Illustre donna,
ti seguo.

Leocasta
E al tuo valore
Ivi ritroverai sorte migliore.

Aria di Leocasta

Nacque al Bosco
Nacque al Prato
Pria che fosse coltivato Ogni fior, ch’oggi si vede Pompa far di sua beltà.
Così ancora il tuo valore
Se dal Bosco uscirà fuore Delle Palme un giorno erede Pien di fasto anch’ei sarà. Nacque al Bosco, etc.
(Partono)

Scena VII
Arianna, ed Amanzio

Recitativo
Arianna

Amanzio!
Amanzio
Alta regnate!
Arianna
Ormai t’affretta.
Teco, o Duce sovrano
Del mio sposo guerrier seguir vuol’orme Io ti precedo.

(Parte Arianna)
Amanzio

Ubbidirò. Ben degno
Di grand’opre è il mio core.
Deh! Seconda, o Fortuna, il mio disegno.

Aria di Amanzio

E’ virtute insin la frode Per il prode

Quando è fatat per regnar. Se il natal mi nega il soglio Io lo voglio
Cor bell’arte m’acquistar.
E’ virtude insin la frode, etc.

Scena VIII Anastasio e Giustino

Recitativo
Anastasio

Leggo nel tuo sembiante
Ziffre d’alto valor.
Molto ti deggio:
mio cavalier sarai. Va, impugna il brando per ritorre Arianna.
Fatta preda, oh! Destin! Di turba infame. Vendica i torti miei.

Giustino
Secondi, nel mio braccio, il Ciel tue brame. Spera Signor, ch’a vendicar l’oltraggio
Io con anima forte
In tua difesa incontrerò la morte

Aria di Giustino

Allor ch’io forte avrò
Orno di Palme il trono
Festante dir potrai quell’è mio dono. Allor tu dir potrai quello è mio dono. Che semai caderò
A te mio Augusto amante
Spirante il cor dirà, fedele io sono. Allor ch’io forte avrò, etc.

Scena IX Anastasio solo

Recitativo
Anastasio

Sia fausta ognor la sorte A sì nobil valore
Per sostener l’impero,
e anch’il mio amore.

Aria di Anastasio

Non si vanti un’alma audace D’involare a’ un regio core L’adorata beltà.
Per punir quel contumace Furie in me desta l’amore Sdegni in me la maestà.

Non si vanti, etc.

(parte)

Scena X
Vasta pianura sotto Costantinopoli, ingombrata da militare accampamento di Vitaliano. Vitaliano e Polidarte

Aria di Vitaliano

All’armi, o Guerrieri Bisanzio vi aspetta.

Recitativo
Polidarte

Signor, ti arrise il Fato.
Il greco Augusto
Recò notturno assalto al nostro campo Ma fu respinto; ei si salvò fuggendo Io in quel contrasto orrendo
Predai Donna sublime
Questa in atto di fede
Qui traggo umil di Vitaliano al piede.

Scena XI
Arianna con guardie, e detti

Recitativo
Vitaliano

Amor! Cieli! Che miro?
Ah! Son pur queste
Le bramate sembianze d’Arianna
Che adoro?

Arianna
Non ti vantar, superbo
Che sia base al tuo piè la mia sventura
Che d’un empio il gioir passa, e non dura.
Vitaliano
T’offro una man, che ti dà un Mondo in dono. Arianna
Rendimi al caro sposo, io son contenta Vitaliano
I miei preghi?
Arianna
Non gli odo
Vitaliano
La mi forza?
Arianna
La sprezzo
Vitaliano
Pensa che sono...
Arianna
Un empio:

e sarò di costanza eterno esempio

Aria di Vitaliano

Vanne sì, superba, và
Che per te non ho pietà
Se per me non senti amor. Aspe sordo, e duro scoglio Essr voglio
Per punir il tuo rigor. Vanne sì, etc.

(Si ritira in disparte)

Scena XII
Polidarte, Arianna, e Vitaliano in disparte.

Recitativo
Polidarte

Dunque si poco temi
D’un vincitor lo sdegno?
Eh! Cangia brame

Arianna
Taci, d’empio signor, ministro infame (Vitaliano si presenta fremendo) Vitaliano
Olà! Costei s’esponga
Alle fauci temute
Di quel mostro vorace
Ch’empie di folte stragi i campi intorno. Polidarte eseguisci.

(Ad Arianna)
Ora sii forte
(parte)
Arianna

Pria che d’amare un vile, amo la morte

Aria di Arianna

Mio dolce amato sposo Morir saprò contenta Poiché morrò fedel, morrò costante

e tutto il dolor mio
E’ sol, che tu non senta
L’ultimo caro addio del core amante. Mio dolce amato sposo, etc.

(Viene condotta via dalle Guardie)

Sinfonia

Atto Secondo

Scena I
Bosco aperto con veduta di Mare, agitato da tempesta, con scogli e dirupi. Si vede di lontano una nave, che si rompe sul lido, dalla quale escono Anastasio e Giustino.

Recitativo
Giustino

A dispetto dell’onde
Pur calchiam quest’arene

Anastasio
Ah! Iniqua sorte!
Giustino
Nel periglio è più ardita un’alma forte Confida in questa destra...
Anastasio
(Quanto è invitto costui! Col suo valore risveglia in me l’ardire) Giustino
Signor, andiamo a prender conforto Anastasio
Nel mar del mio dolor mi trovo assorto (Vanno in una capanna)

Scena II
Polidarte con guardie, ed Arianna

Recitativo
Polidarte

Questa è la cruda spiaggia
Ove il Mostro vorace
Sazierà nel tuo sen l’ingorda fame
Bella, cangia desio...

Arianna
Ministro infame,
Non temo i mostri; e al Sposo mio adorato Fedel, costante e forte
Aborrendo il tiranno andrò alla morte.
Polidarte
S’incateni a quel sasso; e alfine pera

Lacerato da un mostro, un cor di fera.

(Le guardie incatenano Arianna, mentre Polidarte canta l’aria)

Aria di Polidarte

Ritrosa bellezza
O poco s’apprezza
O sorte non ha.
Vago volto, ch’innamora S’è crudele a chi l’adora Merta sdegno, e non pietà Ritrosa bellezza, etc.

Scena III
Si vede da lontano a poco a poco sorgere dal mare spaventoso mostro, che nuotando riavvicina allo scoglio.
Arianna incatenata allo scoglio, e Giustino che sopravviene.

Recitativo
Arianna

Numi! Che ‘l Ciel reggete
Con destra onnipotente
Per pietà soccorrete un’innocente.

(Il mostro va per ascendere lo scoglio)
Giustino

Ma qual strida funeste, e quai lamenti
Fra quest’orride balze
Mi feriro l’udito!?

Arianna
Per me dunque il Ciel
Non ha una stilla di pietà?

Eco 1
Una stilla di pietà
Eco 2
Pietà .....
Giustino
Che ascolto?
Oh! Dei! Con replicate voci
Mi vien chiesto soccorso! Ah!
Qual orrendo mostro crudel vedo sortir dall’onde?
Arianna
Ah! Signor donami aita.
Eco 1
Donami aita
Eco 2
Aita
Giustino
In tua difesa
Esporrò a mille morti ora la vita.

(attacca il mostro)
In van te stesso vibri
Raddoppia il furore;

Alma forte non sa che sia il timore

Sinfonia

Recitativo
Arianna

Respiro: e tutto deggio al tuo valore Giustino
Ma chi tu sei, che a satollar la fame Del mostro reo trasse l’iniqua sorte! Arianna
D’Anastasio l’Augusto io son consorte. Giustino
Felice me!
Son grandi i fasti miei
Se per il mio favor salva tu sei

Scena IV Anastasio e detti

Recitativo
Anastasio

Traveggo? Sogno? Oh! Dei!
Non è quello il sembiante del bell’idolo mio?
Arianna
Sì, adorato mio ben
Quella io sono.

Duetto
Arianna

Mio bel tesoro!
Anastasio
Mia dolce speme!
A due
Caro mio bene
Tornami in sen

(Si abbracciano) Anastasio
A me, mio ben, per te Arianna
Per te, mia vita, a me
A due
Riede il seren.
Arianna mio bel tesoro! Etc.

Recitativo
Anastasio

Ma quale orrido mostro Colà estinto rimiro? Giustino
E’ il trofeo del mio braccio

Arianna

Il suo valore
Mi trasse dalla morte
E s’oppose al furor d’empio tiranno
Anastasio
Tutto deggio al tuo merto, anima forte. (Abbraccia Giustino)

Sceana V
Amanzio, che sbarca sul lido, e detti

Recitativo
Amanzio

Signor!...
Anastasio
Qual fausta sorte
Ti guida in questo lido?
Amanzio

Nel cercar le tue navi Quivi mi trasse il vento
E ‘l mare infido
Eccelsa Augusta io godo...
Arianna

Ecco il mio eroe!

(Additando Giustino)

Non più, fuggiamo questo infame lido.

Tutti

E nocchieri saran Gloria e Cupido

(S’imbarcano mentre canta il coro de’ marinai)

Coro

Per voi soave e bella Ogn’aura scherzi in mar Per voi brilli ogni stella Già lieto il Cielo appar Lontana ogni procella Non possa in voi turbar: che vuol la sorte ancella in porto voi guidar

Per voi, etc.

Scena VI Vitaliano e soldati

Recitativo
Vitaliano

Troppo fosti, o mio core
Precipitoso all’ira! Arianna è morta
Ma che miro? ecco al suol l’orrido mostro! Forse vive Arianna. Or corro a volo
A rintracciar di lei qualche contezza

Chi sa? Placherò un dì la sua fierezza.

Scena VII Giardino Leocasta sola

Recitativo
Leocasta

Ah! Quai crudeli pene
Prova l’anima amante in lontananza! Giustino è il caro bene:
Ma nascoso il mio amore
Si nutre sin’ad or sol di speranza

Aria di Leocasta

Sventurata navicella
Teme sempre la procella
E lo scoglio in mezzo al mar. Così entra l’amor mio
Tra la speme e ‘l timor rio Agitato adesso appar. Sventurata navicella, etc.

Scena VIII
Anastasio coronato d’alloro, Amanzio, e poi Giustino con Vitaliano incatenato.

Aria di Anastasio

Verdi Lauri, cingetemi il crine Folte palme, crescete per me

Recitativo
Giustino

Vieni, barbaro, altero
E ti veda il mio Augusto
Sconfitto, vil, depresso e prigioniero.

Vitaliano
Mi vinse il Fato...
Giustino
Menti. Il mio valore
Domò il tuo orgoglio...

Anastasio
O nobil guerriero
(Abbracciando Giustino)
per sì degna vittoria
tutta ti dee la Gloria il Greco Impero.

Amanzio
(Che sento; oh! Ciel! Fia ver ch’a un vil bifolco tal vittoria s’ascriva?)
Giustino
Eccelso Augusto
Vegga Arianna, se vuoi

La sua pompa, i miei fasti, e le tue Glorie Nel prigion contumace.
Anastasio
Traggasi a piè d’Augusta

(Le guardie conducono via Vitaliano) Giustino
E a me concedi
Che de’ nemici tuoi gli ultimi avanzi

A dissipare io vado.

Anastasio

Va, vinci! È mio Nume la tua spada

(Parte Anastasio, con Amanzio, mettendo le mani sopra la spada)

Aria di Giustino

Sull’Altar di questo Nume
Si vedranno mille rai balenar Di Trionfi e di Vittorie. Cento, poi con bel costume Nelle etadi che verranno Sentiranno raccontar
I miei fasti e le mie glorie. Sull’Altar, etc.

Scena IX
Arianna, poi Vitaliano incatenato, ed accompagnato da guardie.

Recitativo
Arianna

Già il valor di Giustino ha vinto
E domò il tiranno ribelle; e trionfante
Il caro sposo amato
Lo invia stretto in catene alle mie piante.
(Siede)
Vitaliano

Donna eccelsa, e sublime, ecco a’ tuoi piedi Vitaliano oppresso, e pure amante
Per spirare al tuo piè
L’alma costante
(Ho l’anima confusa)

Arianna
Ah! Traditore!
Vitaliano
Augusta è ver t’offesi:
or le tue brame
colla tua man nella mia morte adempi.
Arianna
A carnefice infame
Quella si serba...

Vitaliano
Almen pria di morire
Voglimi un dolce guardo

(Accostandosi ad Arianna si leva sdegnata, e dice alle guardie) Arianna
Ah! Mostro! Ah! Ardire!
Olà! Costui si chiuda

Entro profonda torre
Ivi ‘l tuo Fato...

Vitaliano
Morirò col piacer d’averti amato. (Lo conducono via)

Aria di Arianna

Quel torrente che s’innalza Sulla sponda e fuor ne balza La sua tomba ha poi nel mar. Così un barbaro desio, Dentro il mar del sdegno mio Deve al fin precipitar,

Quel torrente, etc.

(parte)

Sinfonia

Atto Terzo

Scena I
Bosco suburbano con torre. Si vede Vitaliano discendere dalla torre per una corda, aiutato da un truppa de’ suoi vestiti da contadini, e che si tenevano nascosti nel bosco.
Anastasio ed Amanzio

Recitativo
Vitaliano

Amici, tutto devo a vostra fedeltà.
Già salvo io sono
Ora corriamo a vendicar l’oltraggio.
Col mio valor, col vostro, io non dispero Distruggere Anastasio
E nel soglio seder del greco Impero.

Aria di Vitaliano

Il piacer della vendetta
Già mi chiama già m’alletta

Per placar l’offeso cor.
Sento al sen l’onor che dicembre vanne, vinci e più felice Splende armato il tuo valor.
Il piacer della vendetta, etc.

(Parte)

Recitativo
Amanzio

Signor, a’ tuoi trionfi
Applaude questo cor. Ma che un bifolco La vittoria si usurpi; e Vitaliano
Si dia ad Augusta, e a Cesare si tolga Ah! Che Amanzio il tuo fido
Soffrir nol puote: e temo
Che abbattuto un ribelle
Non sorga un altro ad usurparti il regno. (S’egli mi crede, andò lo strale in segno).
(Anastasio sta sospeso)
Anastasio

(Politico timore
già mi tormenta il core!)

Amanzio
Queste figlie del sol gemme lucenti
Che al superbo nemico
Formar cinto reale io t’offro in dono!
(Gli dà un cinto di gioie)
Anastasio

Lo accetto, e tu fedele
Vanne pronto alla reggia
E di Giustino
Rintraccia ogni pensiero.

(Amanzio parte)
Timor di regno, e amor quanto sei fiero!

Aria di Anastasio

O fiero e rio sospetto
Taci per poco ancora
E lascia che favelli
Di solo amante il cor. Quel bel, che mi innamora Segui ad amar costante Ne creder che ribelli

Sian gl’atri a un fido amor. O fiero, etc.
(Partono tutti)

Scena II
Camera
Arianna, Giustino ed Amanzio in disparte

Recitativo

Arianna

Generoso Giustino, oh! Quanto ammiro Il tuo valor guerriero;
poiché le tue vittorie
fregian di nuove glorie il nostro impero.
Giustino

Per me grand’è l’onor.

Arianna

E sei degno
Di posseder una corona, un Regno

Giustino
Or permeti, o Regina
Che a Cesari ritorni.

Arianna
Vanne famoso eroe. Sian queste gemme
Del tuo merto guerrier poca mercede.

(Gli dà il cinto di gioie che aveva avuto in dono da Anastasio) Amanzio
(D’una donna real questa è la fede?)
(Amanzio parte)
Giustino

Bacio l’augusto dono. Ora il livore
(Parte Arianna)
Non offuschi la gloria a’ un tanto onore
(Appende il cinto al suo seno)

Aria di Giustino

Zeffiretto, che scorre nel prato Con muto lamento
Sen va lento, lento
Scuotendo ogni fiore.

Così un’aura di cieco sospetto Che nasce nel seno
Con fiero veleno
Precipita al core.

(Parte)

Scena III
Anastasio, Amanzio; poi Arianna, Giustino e Leocasta

Recitativo
Anastasio

E fia ver, che infedele
L’onor de’ doni miei profani Augusta?
Amanzio
Pegno d’amor quel nobil cinto ottenne
Da lei Giustino, e più superbo il rese.
Anastasio
Vendicar mi saprò di chi m’offese
Ma sen vengon i rei

(Vengono Arianna, Giustino e Leocasta)

Giustino

Vincesti Augusto.
Ma se ancor resta a vincer sulla terra Or che ti arride il ciel, segui la guerra.
Anastasio
Dal tuo brando fatal....
Arianna
Sposo....
Leocasta
Germano....
Arianna
Giustino il forte....
Leocasta
Ecco l’invitto....
Anastasio
Intesi
(A Giustino:)
D’onde avesti quel cinto?
Giustino
Augusta...
Arianna
Sposo amato...
Anastasio
(Ad Arianna)

Empia, ammutisci.
(A Giustino)
Deponi il brando
E ad Amanzio il rendi.

Giustino
Solo al tuo piè depongo il fido acciaro. (Depone la spada a’ piedi d’Augusto) Anastasio
Olà! Per mano infame
Perda il capo costui.

Giustino
Morrò felice
(Conducono via Giustino)
Arianna

Odi le mie discolpe, o sposo amato. Anastasio
Togliti, ingrata, al mio reale aspetto Indegna del mio trono, e del mio letto.

Aria di Anastasio

Di Re sdegnato l’ira tremenda
Fa che s’accenda l’offeso onor.
Parto; ma intanto
Fiero spavento, d’un ingrato tormento Ti affligga il cor.

Di Re sdegnato, etc.

(Parte)

Scena IV
Arianna e Leocasta

Recitativo
Arianna

Qual’infernal veleno Giunse d’Augusto al core? Leocasta

Temo che non sia Amanzio il traditore.

Aria di Arianna

Il mio cor già più non sa Raffrenar sospiri, e affanni Pene, pianti, e lacrimar
Ma non vuol, che in libertà Scopra in fronte il suo dolore: E se piange in sen il core Toglie al labbro il sospirar.

Il mio cor, etc.

(Parte)

Scena V Leocasta sola

Recitativo
Leocasta

Giustino, anima mia!
Appena del tuo core
Scopro la fiamma amante
Che un barbaro furore
Mi ti toglie dinnante!
Sorte crudel! Ma no: bell’idol mio E vita, e libertà darti vogl’io.
Mi salvò il tuo valore.
Ora ti vuol salvar fido il mio core.

Aria di Leocasta

Augelletti garrulletti Amoroso il vostro canto
Voi spiegate all’aura amica
E quest’aura par che dica Amiam pur, che peno anch’io. Ma infelice l’amor mio
Tiene il bene, e pur non l’ha; Di salvarlo ha sol desio
E più pace aver non sa. Augelletti garrulletti, etc.
(Parte)

Scena VI

Amanzio solo

Recitativo
Amanzio

Riuscì il bel disegno
Che formò nel mio cor desio di regno: Pera Anastaso, Arianna e pera il forte Giustino. Arride all’arti mie la sorte.

Aria di Anastasio

Dall’Occaso in oriente Ogni gente
Al mio Nome applaudirà. Il mio fasto, e la mia forza Daran lustro all’empietà. Dall’Occaso, etc.

(Parte)

Scena VII
Orrida Montuosa Giustino solo.

Recitativo
Giustino

Fortuna! M’hai tradito!
Dove son i tesori, grandezze e Regni? Per favor di Leocasta idolo mio
Schivai na morte infame, ed or mi trovo Esule, fuggitivo
Ah! Che breve riposo
Cerca il piè stanco, e ‘l cor languente! Amore, tu almen dà pace all’agitato core!
(Si addormenta sopra un sasso)

Scena VIII
Vitaliano, e Giustino che dorme

Recitativo
Vitaliano

Prima che splenda in oriente il sole
A Bisanzio si vada. Oh! Dei! Che miro!

(Osserva Giustino che dorme )
Non è questi costui che là nel campo
Di catene mi cinse? Al braccio forte
L’offre in vittima adesso amica sorte.

(Mentre va per ferirlo, al colpire di un fulmine s’apre il Monte entro il quale si vede il sepolcro di Vitaliano senior, e si ode una voce di dentro al sepolcro)

Recitativo
Voce di dentro

Trattien l’acciar. Contro il fraterno sangue

Vibri ‘l colpo fatal. Salva il guerriero Che solo ti può dar vita, ed impero.

Recitativo
Vitaliano

Quale voce ascolto?
E’ il mio german costui?
Ma s’egli è di mia stirpe, avrà una stella
Nel braccio manco: testimon verace
De Vitaliani illustri. Ah! Ch’è pur desso!

(Gli osserva il braccio manco, e poi lo sveglia) Sorgi, non più dormir
Giustino
Chi sei? Che vuoi?
Vitaliano
Vitaliano son io
Tuo nemico sin’or, ma tuo germano.

Giustino
Io di sì nobil germe?
Vitaliano
Sì, t’abbraccio
(Si abbracciano)
Giustino

Cessi la gioia.
E tu germano illustre
Ascolta i detti miei. L’alto d’onore
Impulso, che de’ Vitaliani augusti
E’ sol retaggio, vuole
Che meco vengo a vendicar gli oltraggi
Del tradito Anastasio; ed Amanzio infame
Paghi il suo crime.

Vitaliano
Andiam; e ‘l mondo scopra
Degna de’ Vitaliani un’opra.

Aria di Giustino

Sollevar il mondo oppresso Opra è sol d’un alto cor.
E assembra a giove istesso Chi a giovar pronto è ogn’or. Sollevar il mondo, etc.

Scena IX
Deliziosa con machina in prospetto, che rappresenta il Tempoi della Fama, e Trono dove Amanzio va a sedere.

Aria di Amanzio
Or che cinto ho il crin d’alloro
Or che prendo ad Augusto il trono
Lieta l’alma sento in me.

Recitativo

Anastasio

E dove mi traete empi, inumani? Amanzio
A quell’orrida pena
Che de’ tiranni è il fine.

Scena Ultima
Si sente di dentro suoni di trombe, e tamburi e strepito d’armi.
Giustino e Vitaliano con soldati, e Polidarte tutti con spada sgua inata e detti.

Recitativo
Amanzio

Qual marzial fragor? D’onde deriva?
Voci di dentro
Viva Giustino, viva
Amanzio
Ah! Dove da Giustin avrò lo scampo
Anastasio, Arianna, Leocasta
Il tuo fasto fellon, sparì qual lampo.
(Mentre Amanzio vuol fuggire, Giustino gli presenta al petto la spada, e lo ferma).

Recitativo
Giustino

Olà! Renditi a me! Fra duri lacci
Quel perfido s’annodi, e a scure infame
Spettacolo del volgo abbassi il capo.

(I soldati incatenano Amanzio)
Vanne fellon. Vatene Infame, indegno
Tradisti Augusto, e breve fu il tuo Regno.

(I soldati menano via Amanzio, e Giustino scioglie Anastasio, Arianna e Leocasta che volendo inginocchiarsi inanzi Anastasio questo lo abbraccia e lo solleva).
E tu Cesare invitto a un innocente
Volgi benigno un sguardo.

Arianna
Ecco al tuo piede.
La tua sposa, il mio amor, e la mia fede.

(S’inginocchia, ed Anastasio la solleva)
Anastasio
(Ad Arianna)

m’ingannò l’altrui frode, o cara
(A Giustino)
o amico

Aria di Arianna

Ti rendo questo cor Che ti serbò l’amor Costante e forte. Ritorna a noi ‘l gioir Sen va da noi’l martir! Con fausta sorte.

Ti rendo, etc.

Recitativo
Giustino

Signor, se vile intercessor non sono
Al fratel Vitaliano

(Presentandogli Vitaliano)
imploro dal tuo cor pace, e perdono. Anastasio
Tu di sangue così chiaro?
Ambo vi abbraccio.

(A Vitaliano)
ogni trascorso oblio.
Vitaliano
Fede ti giuro
(Gli bacia la mano)
Anastasio

Giustino, io meco in soglio
Cesare ti chiamo, e a me compagno.
E per dare al tuo merto
Della rela fede pegno maggiore
Vo’ ch’a Leocasta oggi ti unisca amore.

Tutti
Arianna e Anastasio

In braccio a te la calma
Del cor, del sen, dell’alma

Anastasio
Mia cara! Al fin godrò!
Arianna
Mio caro! Al fin godrò!
Giustino
In braccio a te, mia vita, già lieto amor m’invita Leocasta
In braccio a te, mia vita, già lieta amor m’invita Vitaliano
Chi più bel dì mirò?
Arianna
Mi rese il tuo valore
Giustino
M’accumulò l’onore
Arianna
Tutta la pace del cor
Giustino
Tutta la gloria al cor
Anastasio
Rinasce il Secol d’or
Arianna e Giustino
Rinasce il Secol d’or

Coro

Siam lieti in questo giorno

E sparga il suon d’intorno Che dopo oscuro velo Risplende chiaro il cielo E dà pace al cor.

Cessate le procelle Amiche abbiam le stelle Del Fato abbiam la Palma Godiam felice calma Rinasce il Secol d’or. Siam lieti, etc.

Fine dell’opera