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Rodelinda Libretto

Attori del Drama:
Rodelinda, Regina de’ Longobardi è moglie di Bertarido
Bertarido, scacciata del sogl io da Grimoaldo
Grimoaldo, Duca di Benevento e promesso sposo di Eduige
Eduige, Sorella di Bertarido
Unulfo, Signor Longobardo, Consigliere di
Grimoaldo, ma segreto Amico di Bertarido
Garibaldo, Duca di Turino, Rubello di Bertarido ed Amico di Grimoaldo

La Scena si finge in Milano nel Palazzo Reale

Atto I
Scena I

Appartamenti di Rodelinda.
Si vede Rodelinda a sedere piangente; e poi
Grimoaldo, e Garibaldo con guardie.


Rodelinda
Ho perduto il caro sposo,
e qui sola alle sventure
vie più cresce il mio penar.
Che faro? Morir non oso,
che a me resta ancor il figlio,
e periglio è lo sperar.

Grimoaldo
Regina?

Rodelinda
Grimoaldo, nel mio presente stato ingiurioso
m'è il nome di Regina
da te, che m'involasti e regno e sposo.

Grimoaldo
E sposo e regno appunto a renderti vengh'io.

Rodelinda
(si leva da sedere)
Come?

Grimoaldo
Fin tanto che visse Bertarido,
il tuo consorte, ti celai, Rodelinda, il foco mio;
or, che la di lui morte giustificò le mie
speranze, aperte vedi le fiamme mie.

Rodelinda
Che sento? A te non basta,
regno e sposo involarmi, insidi ancora,
perfido, la mia gloria?

Grimoaldo
E che, Signora
oscuran la tua gloria i mie sponsali?

Rodelinda
Se lo scettro rapito
a tal prezzo mi rendi,
tu non m`l doni no, ma tu m`l vendi.
Serbato a mia cognata; a lei giurasti
con la sede di sposo i danni miei.

Grimoaldo
Per Eduige, e vero
io ti tolsi l`impero, o per te amore,
a lei toglie, ed a me, l`impero e il core.

Rodelinda
No Grimoaldo, io già rifuto il dono,
lascia mi la mia glor
ia, e tienti il Trono.
Aria di Rodelinda
L'empio rigor del fato
vile non potrà farmi,
se misera mi fè;
E tu, crudo tiranno,
in van tenti placarmi,
se m'hai legato il piè.
L'empio...
(parte)

Scena II
Grimoaldo e Garibaldo

Grimoaldo
Duca, vedesti mai più bel disprezzo?

Garibaldo
Io della tua non vidi, oh mio Signore,
sofferenza maggiore.

Grimoaldo
Temo irritarla;
la pace del mio seno
Eduige combatte, e Rodelinda;
questa con l' odio e quella con l'amore.

Garibaldo
L'una e l'altra domar puoi col rigore.

Grimoaldo
Come?

Garibaldo
Il noioso affetto disprezza d'Eduige;
e Rodelinda ti paventi e ti adori a suo dispetto.

Grimoaldo
Io non ho tanto core.

Garibaldo
A me l'impresa ne lascia,
e in breve spera
di vederla men fiera.

Grimoaldo
Ecco Eduige.

Garibaldo
Da lei comincia intanto
a porre in opra il mio consiglio.

Scena III
Eduige e detti

Eduige
E tanto
da che sei Re, sei divenuto altiero,
infido Grimoaldo?

Grimoaldo
Da che son Re, son divenuto infido
per esser giusto.
Tu l`ire accendesti
che per la morte pur di Gundeberto
il cielo aveà fra tuoi germani estinte.
Per te chiamate le nostr`armi, e spinte
fur contro a Bertarido; e per te il soglio
fu da me tolto a Rodelinda; amore,
che di lei m`invaghì, veder l`orrore
mi fe del tuo superbo ingiusto orgoglio.

Eduige
Ma di sposo la fe, che a me giurasti?

Grimoaldo
T'offersi la mia mano, e la sdegnasti;
m'offri adesso la destra, e la rifiuto:
ora soffrilo in pace!
Al trono io vò chiamar,
chi più mi piace.
Io già t'amai, ritrosa,
sdegnasti esser mia sposa
sempre dicesti no.
Or ch'io son Re, non voglio
compagna nel mio soglio,
aver chi mi sprezzò.
Io già t'amai...
(parte)

Scena IV
Eduige e Garibaldo

Eduige
E tu dice d'amarmi? Hai core, hai brando,
e intanto odi, e sopporti
i miei scherni, i miei torti?

Garibaldo
Signora, in questo istante io volo
ad ubidirti, e la vendetta
col teschio del fellon...
(vuol partire)

Eduige
No, ferma! Aspetta:
a che pentito
vederlo a piedi miei,
Garibaldo, il vorrei più che punito.

Garibaldo
A me cosi faveli? E serbi ancora
amor per chi ti sprezza?

Eduige
No no, Duca, e tu credi
cosi vil questo core
che tornasse ad amar quel traditore?
Supplichevole in atto a me davante
chieda il perdono, e non l'ottenga mai.

Garibaldo
E pensi di poterlo: e lo farai?
Eduige
Lo farò, dirò spietato,
porta altrove un cor sì ingrato
sì spergiuro e traditor.
Ed a te rivolta poi
ti dirò su gli occhi suoi:
tu sei'l core del mio cor.
Lo farò...
(parte)

Scena V
Garibaldo solo

Garibaldo
Eduige, t'inganni;
io della tua corona amante sono,
e sol con le tue nozze cerco
un pretesto per salire al trono.
Di Cupido impiego i vanni
per salire al regal soglio,
mentre ei solo alletta il cor.
Copro amor d'ascosti inganni
perché a me sarebbe scoglio
ogni affetto adulator.
Di Cupido...
(parte)

Scena VI
Bosco di cipressi in cui si vedono i sepolcri
de' Rè de' Longobardi, e tra essi ultimamente
eretta l'urna di Bertarido.
Bertarido vestito all'ungara, e poi Unulfo.


Sinfonia

Bertarido
Pompe vane di morte!
Menzogne di dolor,
che riserbate il mio volto e'l mio nome,
ed adulate del vincitor superbo il genio altiero:
voi dite, ch'io son morto;
ma risponde il mio duol,
che non è vero.

(legge l'iscrizione)

"Bertarido fu Re; da Grimoaldo
vinto fuggì, presso degli Unni giace.
Abbia l'alma riposo, e'l cener pace".
Pace al cener mio?
Astri tiranni!
Dunque fin ch'avrò vita,
guerra avrò con gli stenti, e con gli affanni.

Aria di Bertarido
Dove sei, amato bene!
Vieni, l'alma a consolar!
Sono oppresso da' tormenti
ed i crudeli miei lamenti
sol con te posso bear.
Dove sei...

Bertarido
Ma giunge Unulfo; oh Dio!
Deh! Mio fedel consenti,
(vuol abbracciarlo)
che queste braccia avventi...

Unulfo
(non lo permette)
Ah, mio Signore!
Se del fato il rigore a te
rapì lo scettro, a me non tolse
quel rispetto, che deve un suddito fedele
al suo sovrano;
ferma e sol mi concedi,
che pegno del mio ossequio
in questa mano un um
il bacio imprima,
(gli bacia la mano)
e l'antica mia fede e'l mio nuovo servaggio
in esso esprima.

Bertarido
Se un sì fedele amico
trovo tra le sventure,
l'istesse mie sciagure io benedico.
Ma dimmi! La mia sposa
Rodelinda, che fa?
Che fa il mio figlio?

Unulfo
Ciò che sorte sdegnosa
non puotè mai, puotè del suo bel ciglio
trar due rivi di pianto
il falso avviso di tua morte.

Bertarido
Oh Dio! Nè le scopristi,
Unulfo, il viver mio?

Unulfo
Io vo'che'l tuo dolore
accrediti l'inganno, e a te conviene
celarti ancora.

Bertarido
Amante cor, che pene!
Pensa, con qual rigore
la tratta il vincit
ore, e l`orgogliosa
mia sorella Eduige, or ch`e regina.

Unulfo
Regina? No, di Grimoaldo sposa
ancora ella non e.

Bertarido
Per qual cagione?

Unulfo
L`amor di Grimoaldo
rivolto a Rodelinda ciò s`oppone.

Bertarido
Ciel! Perche non son io morto da vero?

Unulfo
Perche?

Bertarido
Sciolta d`impegno
Rodelinda potea
ricuperar la sua grandezza, e `l regno

Unulfo
Troppo fida e costante
nel suo primiero amore
disprezza il vincitor,
benché regnante.

Bertarido
Cara. Ma che veggio?
Unulfo, ecco la sposa e'l figlio mio!
Lascia amico, ch'io stringa...

Unulfo
Oh Dio! Signore, non voler ch'il tuo
amore tradisca la tua sorte.

Bertarido
Ah! Lascia almeno
dopo sì lungo esiglio,
lascia, che a questo se
no stringa la sposa,
e porga un bacio al figlio.

Unulfo
Per goderti un momento,
vuoi perderti per sempre?

Bertarido
Ah! Che tormento!

Unulfo
Ritirati mio Re!

Bertarido
Tu vuoi, ch'io mora.

Unulfo
No, ti nascondi,
e soffri un poco ancora.
(Si ritirano dietro l'urna)

Scena VII
Rodelinda, che tiene per mano Flavio,
e detti in disparte.

Rodelinda
Ombre, piante, urne funeste!
voi sareste
le delizie del mio sen.
Se trovassi in voi raccolto,
come il volto
anche il cener del mio ben.
Ombre, piante...(etc.)

Rodelinda
Ombra del mio bel sol,
che più d'intorno all'immagine sua forse
t'aggiri
della sposa e del figlio,
mira il pianto fedel, odi i sospiri...

Bertarido
(Più resister non so)

Unulfo
(Frena l'amore!)

Rodelinda
Raccogli i nostri baci.
(bacia l'urna e la fa baciare al figlio)

Bertarido
Deh, lascia!

Unulfo
No, Signor, osserva, e taci.

Scena VIII
Detti, e Garibaldo con parte delle guardie

Garibaldo
Baci inutili e vani
porgi alle tombe,
oh Rodelinda, e pure
tu puoi con essi ricomprarti il regno.

Bertarido
(Garibaldo, il fellon!)

Unulfo
(Frena lo sdegno!)

Rodelinda
Hai delle mie sventure, perfido,
tanto ardir favellarmi?

Garibaldo
Grimoaldo ti chiede
pronta obbedienza, e non contrasto;
o stringi con le sue nozze il crine alla tua sorte,
o ti prepara...

Rodelinda
A che? Forse la morte?
Non ho più che temer, n'è che sperare.

Garibaldo
Non hai più che temer?
Lascia quel figlio!
(Le toglie il fanciullo)

Bertarido
(Ah scellerato!...)

Unulfo
(Ferma!)

Garibaldo
E'l suo periglio ti renda men superba,
e più prudente.
Grimoaldo consente di riporre in tua mano
or la tua sorte;
pensa ed in breve eleggi
o'l trono pel tuo figlio, o pur la morte.

Rodelinda
Perfido, sì t'intendo:
questo è sol tuo consiglio;
or via rendimi il figlio,
(si ripiglia il fanciullo)
Ritorna al tuo signor, dì, ch'io mi rendo,
e ch'io con le sue nozze accetto il soglio.

Bertarido
(Misero, ohimè! Son morto.)

Unulfo
(Oh ciel, che sento!)

Rodelinda
Ma tu per lo spavento trema,
vil consiglier, ministro indegno!
Me delle colpe tue giudice avrai;
io regnerò fellon, ma tu morrai!

Aria di Rodelinda
Morrai sì, l'empia tua testa
già m'appresta
un gradin per gire il trono.
Che del mio sposo novello,
né più bel dono
sò bramar.
Morrai (etc.)
Parte

Scena IX
Bertarido , e Unulfo, nascosti; Garibaldo,
Grimoaldo, e guardie


Grimoaldo
E ben, Duca, poss'io
all'ardor del cor mio
sperar dall'opra tua qualche conforto?

Garibaldo
Sì, Rodelinda è tua.

Grimoaldo
Mi narri il vero?

Garibaldo
Tu sei felice, ed io, Signor, son morto.

Grimoaldo
Morto? Perché?

Garibaldo
S'ella racquista il regno,
giurò tutto il suo sdegno
scagliar contro di me.

Grimoaldo
Scaccia il timore,
che questo lauro mio
sarà in difesa tua, contro il più crudo
fulmine del suo sdegno, un forte scudo.

Aria di Grimoaldo
Se per te giungo a godere,
puoi temer di chi? di che? (ne sai perche?)
Io d'Astrea do moto al brando,
io commando, io son Re.
Se...etc.
(parte con Garibaldo)

Scena X
Bertarido ed Unulfo

Bertarido
Unulfo oh Dio! Qella è costanza?
E vivo?
misero! e quella è fede?
Alle prime minaccie, al primo assalto
ella si rende, e cede?

Unulfo
Converrà farle noto,
signor, che vivo sei.

Bertarido
No, no.

Unulfo
Dunque vuoi tu...?

Bertarido
No, che costanza in lei
è allor necessita, non è virtù.

Unulfo
Ah signor, ti confesso
ch'io son fuor di me stesso:
spera conforto! E intanto
lascia, ch'io vada così mesto,
e solo a procurar conforto al tuo gran duolo.

Aria di Unulfo
Sono i colpi della sorte
per un alma invitta e forte
aspri, si, ma non mortali.
Ma se poi gli avventa amore,
quanto è più nobile il core,
più le piaghe son fatali.
Sono i colpi ...etc.
(parte)

Scena XI
Bertarido solo

Bertarido
Sì, l'infida consorte,
mi creda estinto ancora;
porga al novello sposo
la fè, che a me serbò, lieve qual fronda,
e sappia allor ch'io vivo, e si confonda.

Aria di Bertarido
Confusa si miri
l'infida consorte,
che in faccia di morte
così mi deride.
Con finti sospiri
e s'agita, e s'ange,
e morto mi piange,
e vivo m'uccide.
Confusa ...etc.



Atto Secondo

Scena I
Sala
Eduige e Garibaldo


Garibaldo
Già perdesti, oh signora,
il nome di Regina, e quel di sposa.

Eduige
Non più, che il mio cordoglio
troppo s’avvanza, oh Dio! Ma tu per me
che fai? Che pensi?

Garibaldo
Eduige, assicura
le mie speranze, e l’amor mio ti giura
di sostener le tue ragioni al soglio.

Eduige
Prometto d’esser tua.

Garibaldo
A me la fede
porgi di sposa, e -

Eduige
Come?
Dunque pria di servir
, vuoi la mercede?

Garibaldo
Con titolo sì bello
perdo di traditore, e di rubello
l’infame traccia; or via risolvi?

Eduige
Oh Dio!
Se vedessi il cuor mio...

Garibaldo
Lo vedo, ingrata,
ami chi ti tradì, alma spietata.
(Parte)

Scena II
Eduige, Rodelinda e Flavio

Eduige
Rodelinda, sì mesta
ritorni a posseder talamo e trono?

Rodelinda
O mesta, o lieta, io sono
tua Regina se’l voglio.

Eduige
E credi a Grimoaldo? E credi a quello
che spergiuro, e rubello
mancò di fede a G
undeberto, e a me?

Rodelinda
Grimoaldo era duca, ed ora è re.

Eduige
Io che gliel diedi, io saprò torgli il regno.
Sovra quel capo indegno
il fulmine vedrai del mio cordoglio,
cangiar nel tempo istesso
il suo lauro in cipresso, in tomba il soglio.
De’ miei scherni per far vendette
il mio amore in furor cangerò.
Ed accesi gli sguardi in saette
fiero scempio dell’empio farò.
De’ miei... etc.
(parte)

Scena III
Rodelinda, e Flavio, Grimoaldo, Unulfo,
Garibaldo e guardie


Grimoaldo
Rodelinda, è pur ver? –

Rodelinda
Si, Grimoaldo,
si ch’io mi rendo.

Unulfo
(Oh ciel!)

Rodelinda
Tu pria m’osserva
un patto solo, e poi
sarò qual più mi vuoi, o sposa, o serva.
Garibaldo
(a Grimoaldo)
Ella vuol la mia testa.

Grimoaldo
Il tutto chiedi,
fuor che la morte di –

Rodelinda
Di Garibaldo?

Grimoaldo
Appunto.

Rodelinda
Alma sì vile
del mio nobile sdegno in van paventa.

Grimoaldo
Compisci dunque, oh cara, i miei contenti!
Giuro tutto eseguir.

Rodelinda
Vò che tu prenda,
nome di scellerato, ed inumano;
che sveni di tua mano
sugli occhi miei questo mio figlio; e resti
sepolta in un delitto
tutta la gloria tua.

Unulfo
(Che ascolto!)
Grimoaldo
E questi?

Rodelinda
Si, questi sono i se
ntimenti miei.

Grimoaldo
Tu scherzi?

Rodelinda
No, non scherzo, e non t’inganno;
io non potrei essere madre in un tempo
del legittimo Re, moglie al tiranno,
e a questo sen pudico
stringere insieme il figlio, e’l suo nemico.

Grimoaldo
Ah! Duca, in questa guisa
divien mia Rodelinda?

Rodelinda
A questo patto
io t’offro la mia man; pensaci, e vedi,
ch’essendo tu mio sposo, io tua consorte,
io sposo la vendetta, e tu la morte.

Unulfo
(Quanto accorta, e fedel oggi è costei)

Garibaldo
(Quanto s’oppone a’ gran disegni miei)

Aria di Rodelinda
Spietati, io vi giurai,
se al mio figlio il cor donai
di serbarvi e duolo e affanno.
Non potrebbe la mia mano
Stringer mai quel’inumano
Ch’è cagion d’ogni mio danno.
Spietati...
(parte)

Scena IV
Grimoaldo, Unulfo, Garibaldo e guardie

Grimoaldo
Unulfo, Garibaldo, in questo seno
muor la speranza, ch’alimenta amore,
e seco amor non muore, e non vien meno.

Unulfo
In difesa del core
deh richiama, Signor, la tua virtude!

Grimoaldo
Ah! La grande fedeltà, che in lei risplende,
più m’innamora, Unulfo, e più m’accende.

Unulfo
Ama dunque in colei
dell’alma la beltà, non del sembiante!

Grimoaldo
Che far di più poss’io?

Garibaldo
Non ti stupire
d’una vana apparenza;
accetta il patto, e la vedrai disdire!

Unulfo
E col sangue Reale
d’un fanciullo innocente
Macchiar vorrai?

Grimoaldo
Non più!
Le voci di virtù
Non cura amante cor, o pur non sente.

Aria di Grimoaldo
Prigioniera ho l’alma in pena,
ma si bella è la catena,
che non cerca libertà.
Mesto, infermo, il cor sen’giace,
ma il suo mal così gli piace,
che bramar pace non sa.
Prigioniera...etc.
(Parte)

Unulfo
Massime così indegne,
consigli così re tu porgi, o duca,
a chi sostien la maestà reale?

Garibaldo
Lascia che chi è tiranno opri da tale.

Unulfo
Vorrai? –

Garibaldo
Sì, che spergiuro
tradisca la sua fè.

Unulfo
Vorrai? –

Garibaldo
Che impuro
insidi l’onestà.

Unulfo
Vorrai? –

Garibaldo
Che crudo
con massime spietate, ingiuste ed empie –

Unulfo
Sparga il sangue Reale?

Garibaldo
Così d’usurpatore il nome adempie.
Tirannia gli diede il regno,
gliel conservi crudeltà.
Del regnar base e sostegno
è il rigor, non la pietà.
Tirannia... etc.
(parte)

Unulfo
Si, si fellon, t’intendo, e non m’inganno;
come al tuo vero Re fosti rubello,
così cerchi tradire anche il tiranno.
Perché consoli intanto
l’afflitto mio Signor l’anima amante,
intenda quanto sia fida la sposa sua,
quanto costante.
Fra tempeste funeste a quest’alma
foriera di calma
gia spunta una stella.
E disgombra ogn’ombra di pene
la fè del suo bene,
che splende più bella.
Fra tempeste...

Scena V
Luogo delizioso.
Bertarido, poi Eduige e poi Unulfo


Aria di Bertarido
Con rauco mormorio
piangono al pianto mio
ruscelli e fonti.
E in tronchi, e mesti accenti
fann’eco a miei lamenti;
e gli antri e monti.

Eduige
(entra per un'altra parte)
Dell’estinto germano
mi sembrano gli accenti,
se’l desio non m’inganna.

Bertarido
(rientra)
Con rauco ... etc.
Eduige
Ah, no; che non m’inganna
la voce e’l volto. Oh ciel! Vive il fratello
sotto spoglie straniere, ed esso è quello.

Bertarido
Son scoperto!

Eduige
Germano! Oh Dio! Che miro?
Tu vivi?

Bertarido
E la mia vita già ti costa un sospiro?
Ma no, non sospirar, quello non sono:
Bertarido ebbe il trono,
ebbe amici, e vassalli; ebbe congiunti,
ebbe una sposa, oh Dio!
Idea di fedeltade e di costanza;
e a me di tutto ciò rimasta è sola,
per giunta del mio duol
la rimembranza.

Eduige
Accidentale sdegno
rallentar può, ma non disciorre i nodi,
che tenaci formò natura in noi;
pur s’io ti tolsi il regno,
vendicò Rodelinda i danni tuoi.

Bertarido
Non è, sorella, il regno
l’oggetto di mie brame, e del mio inganno;
mi finsi estinto, e fu sol mio disegno
d’involare al tiranno
i pegni a me più cari, e sposa e figlio,
e delle mie sventure
condurli a parte in un penoso esiglio.

Unulfo
(Pur lo trovai...ma che veggio? Tradito
è già l’arcano, egli è scoperto.)

Bertarido
E pure
ancor questo contento
mi niega invida sorte;
misero io torno, e sento,
che l’infida consorte
tradisce la mia fè.

Unulfo
Questo è un inganno,
Rodelinda è fedel.

Bertarido
Che dici? Unulfo,
mi narri il ver?

Eduige
(Respira anima amante)

Unulfo
No, che bramar non puoi
di lei più fida sposa e più costante.

Eduige
Liberar Rodelinda, e flavio seco,
dunque È l’unico tuo giusto desio?

Bertarido
Non altro.

Eduige
Or io m’impegno
di rendere al tuo cor la pace, e al mio
(parte)

Unulfo
Vieni, Signor, non è più tempo adesso
di celar, che tu vivi,
alla fedel tua sposa.

Bertarido
Vengo; che in te quello mio cor riposa.
(parte Unulfo)
Sfoga gli sdegni tuoi,
toglimi, irato ciel, vassalli e trono!

Rendi a miei casti affetti
Rodelinda fedele, e ti perdono.

Aria di Bertarido
Scacciata dal suo nido
Sen vola in altro lido,
né sparge mai querelle,
la rondinella.
Del fato non si lagna,
se ha seco la compagna
chi gli è sempre fedele,
e sempre è bella.
Scacciata...etc.

Scena VI
Galleria nell’appartamento di Rodelinda.
Rodelinda e Unulfo.


Rodelinda
Vive il mio sposo?

Unulfo
Si, vive, oh Regina,
anzioso d’abbracciarti.

Rodelinda
A tanta sorte
per la gioia dovria mancarmi il core;
e pure, Unulfo, io sento –

Unulfo
Importuno timore
invidia al tuo bel sen –

Rodelinda
Deh! Non tardare
a miei sguardi il contento, ed al cor mio;
venga a me Bertarido!

Unulfo
Or tel’invio.

Rodelinda
Con quai risalti, oh Dio!
Dentro del petto mio palpita il core,
non so, se per la gioia, o pel dolore.
Ritorna oh caro e dolce mio tesoro,
a dar conforto e speme a questo cor!
Tu renderai al seno mio la calma,
se refrigerio sei d’ogni dolor.
Ritorna...etc.


Scena VII
Rodelinda, poi Bertarido, e poi Grimoaldo
con guardie.


Rodelinda
Ah! Sì, ecco lo sposo. Ah caro pegno!
Mio tesoro! Mio ben!...
(va per abbracciarlo)

Bertarido
(l’arresta)
Ferma, che degno
de’tuoi pudichi amplessi ancor non sono,
se potei dubitar della tua fede.
Lascia pria ch’al tuo piede
(si inginocchia)
de’falsi miei sospetti umil perdono
io ti domandi almeno;
m’assolvi, oh cara, e poi mi stringi al seno!

Rodelinda
De’nostri affetti a intepidir l’ardore
di fredda gelosia, il gel non basta;
se l’alma mia tu sei...
(l’abbraccia)

Grimoaldo
Che vedete, occhi miei! Questa è la casta...

Bertarido
(Oh cieli!)

Rodelinda
(Oh ingiusta sorte!)

Grimoaldo
Questa è la fè costante,
che all’estinto consorte
tu serbi, oh Rodelinda? E un rege amante,
che t’offre col suo cor la destra e’l regno,
orgogliosa disprezzi, e prendi a sdegno?

Rodelinda
(Non sa, che sia lo sposo; oh amore, aita!
Si salvi la tua vita,
e a torto l’onesta rimanga offesa)

Grimoaldo
Impudica, non parli? E qual difesa
e qual scusa rivolgi entro al pensiero?
Porgi a drudo straniero,
forse ignobile e vile
Ciò che ricusi ad una monaca?

Rodelinda
E’ vero.

Bertarido
(E soffrirò, che per timor servile
resti offeso il candore
di sua bella onestà? Ah no, si muora,
pur che viva l’onore)
No Grimoaldo, a torto
si taccia d’impudico un cor sì fido;
casti fur quegli amplessi,
il consorte abbracci
ò, son Bertarido.

Grimoaldo
Bertarido?

Rodelinda
E’ mendace.

Grimoaldo
Bertarido morì.

Rodelinda
Per salvar l’onor mio finge così.

Bertarido
Per prova che non fingo, e che son io,
vedi, come a lei preme
più dell’onestà propria il viver mio!

Grimoaldo
Costui si custodisca; e tu m’ascolta;
o tuo drudo, o tuo sposo, ancor una volta
lo stringi al sen, te lo consento anch’io;
sien legittimi o no,
gli dian gli amplessi
tuoi l’ultimo addio.
(a Rodelinda)
Tuo drudo è mio rivale,
tuo sposo è mio nemico,
e morte avrà.
(a Bertarido)
L’amplesso tuo fatale,
legittimo o impudico,
or reo ti fa.
Tuo drudo... etc.
(parte)

Rodelinda
Non ti bastò, Consorte,
trafiggermi da lungi
Con l’avviso crudel della tua morte;
se per dar al mio sen pena maggiore
non ti guidava amore
a morir su’miei lumi?

Bertarido
Ah! Sposa, e pure
son tra mie sventure e or sì contento,
che dal destin tradito
mi giunge anche gradito il tradimento.

Rodelinda
Ah sposo, ingrato sposo, e questo adesso
il premio, e la mercede,
della costanza mia, della mia fede?

Bertarido
Hai combattuto, hai vinto; or vuole il cielo
premiar col morir mio la tua virtù.
Di due lacrima appena
bagna, adorata sposa,
il cener mio,
dona quindi all`oblio
la memoria di me, qu`io tel perdono;
stendi poscia festante
la destra amante, a chi ti rende il trono.

Rodelinda
Io stringerlo consorte,
potrei reo di tua morte
e baciar quella mano
tinta del sangue tuo? Se tal mi brami,
Bertarido, non m`ami,

Bertarido
Merito ogni rigor dal di lui sdegno
che giusto il fa la gelosia del regno.

Rodelinda
Il cielo e giusto, odia i tiranni, e sente –

Bertarido
Ah, che se fosse giusto, a te dovea
sposo dar più felice, e più possente.

Duetto di Rodelinda e Bertarido
Io t’abbraccio
E più che morte, aspro e forte,
è pel cor mio questo addio,
che il tuo sen dal mio divide.
Ah mia vita,
ah mio tesoro,
se non moro,
è più tiranno quell’affanno,
che dà morte, e non uccide.
Io t’abbraccio... etc.

Atto Terzo

Scena I
Galleria,
Eduige ed Unulfo


Eduige
Del german nel periglio
ritorna a naufragar ogni mia speme;
sangue, amor, gelosia,
cieli, consiglio!

Unulfo
L’ostinato furor di Grimoaldo
condanna Bertarido, e vuol, ch’ei mora.

Eduige
Al suo fato involarlo, e alle ritorte,
non sa il tuo zelo?

Unulfo
E come?
Eduige
Alla tua fede è il prigionier commesso.

Unulfo
Libero Grimoaldo a me concede
nel carcere l’ingresso,
è vero; ma che prò?

Eduige
Questa è la chiave,
che nel carcer disserta la via,
che per sotterra
guida nascosta entro al real giardino;
là ne verrò con Rodelinda anch’io;
per quel cieco camino
quivi lo scorgeremo, e sia mia cura
che trovi aperto il varco,
per libero sortir fuor delle mura.

Unulfo
Col tuo aiuto e consiglio
non difficil si rende a me l`impresa,
a morte il sottrarrà quest`alma ardita,
e fia troppo ben spesa,
per salvarla al mio re, questa mia vita.
Un zeffiro spirò
Che serenò quest’alma,
e calma vi portò.
S’io salvo il mio signore
Altro non brama il core,
e pace allor avrò.
Un zeffiro...etc.
(parte)

Eduige
Con opra giusta io cancellar disegno
l’enormità del fallo,
a cui mi spinse cieco amor di regno;
e di salvar confido Rodelinda,
il suo figlio, e Bertarido.

Aria di Eduige
Quanto più fiera
tempesta freme,
tanto più speme
prendendo io vò.
Già lusinghiera, per mio conforto,
dice che in porto
io giungerò.
Quanto più fiera...etc.

Scena II
Grimoaldo, Garibaldo e guardie

Garibaldo
O falso è Bertarido, o fu mendace
del Re degli Unni il foglio;
chiede la morte sua
la gelosia del soglio.

Grimoaldo
Agitato è il cor mio;
muove il pensiero
or sospetto, or amore,
or speranza, or timore,
or bella gloria, or gelosia d’impero.

Garibaldo
Questa ad ogn’altro affetto,
questa prevaglia; o siasi finto, o vero,
uccidi in Bertarido il tuo sospetto!

Grimoaldo
Ma sia vero, o mendace,
se Bertarido uccido, e come spero
d’ottener mai da Rodelinda pace?

Garibaldo
E come averla puoi,
vivo il consorte, o sia mendace, o vero?

Grimoaldo
Oh Dio!

Garibaldo
Sospiri? E degli scherni tuoi
pur ancor non t’avvedi?
Rodelinda, Eduige,
uniscono a tuoi danni il loro sdegno;
o dai morte al fellone, o perdi un Regno
(parte)

Grimoaldo
Tra sospetti, affetti, e timori
sento il seno ripieno d’affanni.
Or mi rendo, or m’accendo in furori
or mi pento, or pavento d’inganni.
Tra sospetti...etc.
(parte)

Scena III
Carcere oscurissima.
Bertarido, e poi Unulfo.


Bertarido
Chi di voi fu più infedele,
cieco Amor, Sorte crudele?
Chi di voi più m’ingannò?
Mi scacciò spietata sorte
pria dal soglio, e alle ritorte,
crudo Amor, poi mi guidò.
Chi di etc.
Chi di voi - ma non so che
(cade nella prigione una spada gettatavi da
Eduige)

dal remoto balcon mi cade al piè.
Qui l’aere oscuro e fosco
vieta ogni oggett
o al guardo
(cerca col tatto per terra)
pur lo trovai – da mano amica
certo mi viene il ferro, e par che dica:
son teco in ogni impresa,
stringimi in tua difesa,
d’ogni incontro funesto
ti sottrarrò se vuoi,
lascia agli amici tuoi
cura del resto!
Dunque ti stringo oh caro,
(snuda la spada),
d’amico più fedel,
fedele acciaro.
Ma già s’apron le porte
del carcere fatale, ecco di morte
il ministro di crudel; giusti furori
già m’accendono il sen. Perfido, mori!
(tira un colpo,e ferisce Unulfo, che era
appunto entrato)


Unulfo
Bertarido? Mio re –

Bertarido
Che feci? Unulfo? Ohimè!

Unulfo
Ben poco il sen t’accende
desio di libertade, oh mio Signore,
se ferisci la man, che a te la rende.

Bertarido
Ah destra scellerata! Ah insano core!
Ah caro amico! Ah Bertarido ingrato!
Ciechi orrori e funesti!
E tu, ferro mal nato,
getta la spada
in mal punto spietato a me giungesti.

Unulfo
Non più, questi momenti
troppo, ah troppo son cari
per spenderli in lamenti;
più della mia ferita
preme la tua salvezza, e la tua vita.
Queste già note spoglie
(gli fa lasciar la sopraveste),
abbandona, Signor, e a miglior’uopo
ripiglia il brando
(gli ripone la spada in mano),
ah molto
esserci può fatale ogni dimora,
andiamo!

Bertarido
Amico, allora
che più son reo, mi vuoi da lacci sciolto?

Unulfo
Oh Dio! Parmi udir gente, ah partiam, pria
che il geloso custode
s’accorga della frode.

Bertarido
Ohimè! Che tanto
è spietato il mio piè
quanto fu contro te la man; se questa
il tuo sangue versò, quello il calpesta
(partono per una via segreta della prigione)

Scena IV
Eduige, che guida per la mano Rodelinda, e Flavio

Eduige
Non temere, Signore. Germano!
Alcun non sento;
oscuro è il luogo.

Rodelinda
Ah! Che a ragion pavento.

Eduige
Prendo una luce!
(Eduige sorte della prigione)

Rodelinda
Oh Dio!
Bertarido, cor mio, tu non rispondi?
Dormi forse? Dove sei? Dove t’ascondi?
(Eduige torna con una luce)

Eduige
Germano?

Rodelinda
Ah! Fui presaga; ecco le spoglie,
ecco di fresco sangue asperso il suolo!
Che più cerco, infelice?
Questo sangue m’addira, e questo manto,
che il caro sposo mio - -
ah! Che più dir non mi consente il pianto!
(piange)

Eduige
Ah, Rodelinda! Oh Dio! E qual conforto
può darti il mio dolor?

Rodelinda
Eduige, è morto
il tuo german; è morto, orfano figlio,
il Re tuo genitore, il mio consorte.

Eduige
Ah! Tarda mia pietà, che in van d’acciaro
provvedesti sua mano!

Rodelinda
Or chi mi rende
il freddo busto almeno,
onde in quel caro seno un bacio imprima,
e sul corpo adorato,
prevenendo il mio fato, il duol m’opprima!
Se’l mio duol non è si forte,
chi trafigge, oh dio! chi svena
per pietà questo mio cor?
Ah! Che un duol peggior di morte
Involare a un sen che pena,
e pietà, non è rigor.
Se’l mio duol...etc.
(partono)

Scena V
Giardino Reale
Bertarido, che va sostenendo Unulfo ferito

Bertarido
Amico, ah, che a me duole
Più che la sorte mia la tua ferità !

Unulfo
Signor, la destra solo
Fu scopo al tuo valor: lieve è la piaga.
(Bertarido si toglie una benda, e fascia il
braccio di Unulfo)

Bertarido
Lascia che man pietosa
chiuda al sangue la strada.

Unulfo
Mio re confuso io sono.
Ormai convien ch'io vada
In traccia di tua sposa e del tuo figlio.
Là, tra quelli virgulti
Célati fin ch'io torni al tuo perielio.
(parte)

Bertarido
Mi celerò; ma questo cor non teme
più d'un tiranno il perfido comando.
Giacché pietoso il ciel sciolto mi rende
altro più non domando;
ch`or dal mio braccio il fato dipende.
Se fiera belva ha cinto
Fra le catene il piede
Col fremito richiede
La tolta libertà.
Ma poi da lacci sciolta
In fuga ognun rivolta
Ché, offesa, tosto apprende
A non usar pietà.
Se fiera, etc.
(si ritira)

Scena VI
Grimoaldo solo

Grimoaldo
Fatto inferno è il mio petto;
di più flagelli armate ho dentro il core
tre furie: gelosia, sdegno ed amore;
e da più gole io sento,
quasi mastin crudele,
il rimorso latrar per mio tormento,
chiamandomi infedele,
spergiuro, usurpator, empio e tiranno.
Ma pur voi lusingate
le stanche mie pupille
ad un breve riposo, aure tranquille!
Sì, dormi Grimoaldo, e se ritrovi
pace tra i fonti e l’erbe,
delle regie superbe
le mal sicure soglie in abbandono
lascia; che prezioso
è dell’alma riposo al par del trono.

Aria di Grimoaldo
Pastorello d’un povero armento
Pur dorme contento,
sotto l’ombra d’un faggio o d’alloro.
Io, d’un regno monarca fastoso,
non trovo riposo,
sotto l’ombra di porpora e d’oro.
Pastorello... etc.
(seguitando la sinfonia, si addormenta)

Scena VII
Grimoaldo che dorme, e Garibaldo.

Garibaldo
Che miro? Amica sorte
seconda i miei disegni.
Con la propria sua spada,
per questa istessa mano
che già lo coronò, per questa or cada.
(toglie a Grimoaldo la spada del fianco, e
Grimoaldo svegliandosi dice)


Grimoaldo
Quali insidie?

Garibaldo
(si desta)

Grimoaldo
E quale inganno –
chi’l ferro m’involò?

Garibaldo
Muori tiranno!

Scena VIII
Grimoaldo, Garibaldo, Bertarido, poi
guardie, poi Rodelinda con Flavio per la
mano


Bertarido
Tu morrai, traditor! Muori, rubello.
(incalzando Garibaldo nella scena)

Grimoaldo
Oh ciel! Soldati, o là!...chi mi difese?
Oh Dio! Chi mai fu quello?
Fu Bertarido?
(vengono le guardie)

Rodelinda
Si, fu Bertarido,
colui che tu svenasti, oh core indegno!
(Bertarido torna)

Bertarido
Grimoaldo ecco il ferro!
(getta la spada a piè di Grimoaldo)

Rodelinda
Oh ciel! Che miro?
Veglio? Sogno, o deliro?

Bertarido
Miralo, egli è macchiato
del sangue d’un tuo caro;
cadde trafitto, esangue,
chi a te fu traditore, a me rubello;
vendica il sangue suo pur col mio sangue!

Aria di Bertarido
Vivi tiranno!
Io t’ho scampato
Svenami, ingrato,
sfoga il furor.
Volli salvarti
sol per mostrarti
ch’ho di mia sorte
più grande cor.
Vivi tiranno...etc.

Grimoaldo
Dunque sei Bertarido?

Rodelinda
E qual maggiore prova ne vuoi
di quell’invitto core?

Grimoaldo
Ma chi dalle ritorte
ti sciolse il piede?

Scena Ultima
Unulfo, poi Eduige e detti

Unulfo
Eccoti innanzi il reo.

Eduige
Rimirar senz’ orrore anch’io non seppi
languire il mio german così tra ceppi.

Grimoaldo
Se amici siete a Bertarido, anch’io
per amici vi accolgo,
che a lui deggio la vita,
Eduige mia sposa, al sen ti stringo;
e di Pavia sul trono a te dovuto
regnando, ogn’altro regno ormai rifiuto.
(prendendo Bertarido per mano)
Milano ecco il tuo Re, rendi gli omaggi
al tuo primo signor.

Bertarido
No, Grimoaldo,
altro da te non voglio –

Grimoaldo
Prendi il figlio, la spos
a, e prendi il soglio!

Bertarido
Cara, fuori siam di periglio.

Rodelinda
Sposo, ti stringo al sen;
abbraccia al figlio!
Mio caro bene!
Non ho più affanni e pene
no ho più pene al cor.
Vedendoti contento,
nel seno mio già sento,
che sol vi alberga amor.
Mio caro bene...etc.

Bertarido
Sposa, figlio, sorell
a, amici, oh Dio!
Vi stringo al seno; oh quanto
a tutti, a tutti voi deve il cor mio!
Si festeggi fra tanto
dì questo regno in ogni parte, e sia
al passato martire
in sì felice dì di pari il gioire!
Rodelinda e Bertarido
D` ogni crudel martir
il torbido pensier
s’ immerga nel piacer,
e sol felicità brilli nel alma.
Cangiano alfin le sorti del alme forti,
e sorgono al par che opressa palma.

Coro
Dopo la notte oscura
più lucido,
più chiaro,
più amabile,
più caro
nel spunta il sol quaggiù.
Tal dopo ria sventura,
figlio d’un bel soffrire,
più stabile gioire
nasce dalla virtù.
Dopo...etc.

FINE