Come dolci signor come soavi

Opera details:

Opera title:

L' Incoronazione di Poppea

Composer:

Claudio Monteverdi

Language:

Italian

Synopsis:

L' Incoronazione di Poppea Synopsis

Libretto:

L' Incoronazione di Poppea Libretto

Translation(s):

English Deutsch

Recitative details:

Type:

recitative

Role(s):

Poppea / Nerone

Voice(s):

Soprano / CounterTenor or Soprano

Act:

1.12

Previous scene: Son risoluto in somma
Next scene: Ad altri tocca in sorte

II.C.Monteverdi: L' incoronazione di Poppea (de Niese/Jaroussky)

Singer(s): Danielle de Niese José Lemos Max Emanuel Cenčić Philippe Jaroussky Anna Bonitatibus

'L' incoronazione di Poppea'
Dramma per musica
libretto by Gian Francesco Busenello
music by Claudio Monteverdi
premiere: carnival 1643, Venice
__________________
Poppea - Danielle de Niese
Nerone -- Philippe Jaroussky
Ottavia - Anna Bonitatibus
Ottone -- Max Emanuel Cencic
Seneca -- Antonio Abete
Drusilla -- Ana Quintans
Fortuna / Pallade / Venere -- Claire Debono
Virtú / Damigella -- Katherine Watson
Amore -- Hanna Bayodi-Hirt
Valletto -- Suzana Ograjenšek
Nutrice / Un famigliare di Seneca -- José Lemos
Arnalta -- Robert Burt
Lucano -- Mathias Vidal
Tribuno / Liberto -- Andreas Wolf
Mercurio / Littore Tribuno / Un famigliare di Seneca -- Damian Whiteley
Tribuno / Console / Un famigliare di Seneca -- Juan Sancho
Tribuno / Console -- David Webb

Director/Set and Costume Designer
Pier Luigi Pizzi

Recorded Live at the Teatro Real,Madrid,May 2010
Virgin Classics
Catalog # 70951
_____________________
Act I,scene X


POPPEA
Come dolci, signor, come soavi
riuscirono a te la notte andata
di questa bocca i baci?

NERONE
Più cari i più mordaci.

POPPEA
Di questo seno i pomi?

NERONE
Mertan le mamme tue più dolci nomi.

POPPEA
Di queste braccia mie gli stretti amplessi?

NERONE
Idolo mio, deh in braccio ancor t'avessi!

POPPEA
Dimmi signor, e come
t'arrivarono al core
tante mie tenerezze innamorate?

NERONE
O gioconde, o lascive, o delicate.

POPPEA
Tanti sospiri miei?

NERONE
Consolarli, o diletta, ognor vorrei.

POPPEA
I fervori dell'anima infiammata,
transumanta in estasi amoroso

NERONE
O graditi, mia luce, o dilettosi.

POPPEA
Languida ancora io sono,
e 'l mio spirito morto
dentro alle tue dolcezze
resuscitato per morire ancora
il mio caro Neron stringe, e adora.

NERONE
Poppea respiro appena;
miro le labbra tue,
e mirando recupero con gl'occhi
quello spirto infiammato,
che nel baciarti, o cara, in te diffusi.
Non è, non è più in cielo il mio destino,
ma sta dei labbri tuoi nel bel rubino.

POPPEA
Signor, le tue parole son sì dolci,
ch'io nell'anima mia
le ridico a me stessa,
e l'interno ridirle
necessita al deliquio il cor amante.
Come parole le odo,
come baci io le godo;
son de' tuoi cari detti
i sensi sì soavi, e sì vivaci,
che, non contenti di blandir l'udito,
mi passano a stampar sul cor i baci.

NERONE
Quell'eccelso diadema ond'io sovrasto
degl'uomini, e de' regni alle fortune,
teco divider voglio,
e allor sarò felice
quando il titol avrai d'imperatrice;
ma che dico, o Poppea!
Troppo picciola è Roma ai merti tuoi,
troppo angusta è l'Italia alle tue lodi,
e al tuo bel viso è basso paragone
l'esser detta consorte di Nerone;
e han questo svantaggio i tuoi begl'occhi,
che, trascendendo i naturali esempi,
e per modestia non toccando i cieli,
non ricevon tributo d'altro onore,
che di solo silenzio, e di stupore.

POPPEA
A speranze sublimi il cor innalzo
perché tu lo comandi,
e la modestia mia riceve forza;
ma troppo s'attraversa ed impedisce
delle regie promesse il fin sovrano.
Seneca, il tuo maestro,
quello stoico sagace,
quel filosofo astuto,
che sempre tenta persuader altrui
che il tuo scettro dipende sol da lui...

NERONE
Che? che?

POPPEA
Che il tuo scettro dipende sol da lui...

NERONE
Quel decrepito pazzo...

POPPEA
Quel, quel!

NERONE
...ha tanto ardire?

POPPEA
Ha tanto ardire.

NERONE
Olà, vada un di voi
a Seneca volando, e imponga a lui,
che in questo giorno ei mora.
Vo' che da me l'arbitrio mio dipenda,
non da concetti e da sofismi altrui;
rinnegherei per poco
le potenze dell'alma, s'io credessi
che servilmente indegne
si movessero mai col moto d'altre.
Poppea, sta di buon core,
oggi vedrai ciò che sa far Amore.

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Libretto/Lyrics/Text/Testo:


SCENA X

Poppea, Nerone, Ottone in disparte.
Poppea con Nerone discorrono de' contenti passati,
restando Nerone preda delle bellezze di Poppea,
promettendoli volerla crear imperatrice,
e da Poppea venendo messo in disgrazia di lui Seneca,
Nerone adirato gli decreta la morte,
Poppea fa voto ad Amore
per l'esaltazione delle sue grandezze,
e da Ottone, che se ne sta in disparte,
viene inteso e osservato il tutto.
Questo passaggio, si riferisce al testo finale
di Poppea non musicato.

POPPEA
Come dolci, signor, come soavi
Riuscirono a te la notte andata
Di questa bocca i baci ?

NERONE
Più cari i più mordaci.

POPPEA
Di questo seno i pomi ?

NERONE
Mertan le mamme tue più dolci nomi.

POPPEA
Di queste braccia gli stretti amplessi ?

NERONE
Idolo mio, deh in braccio ancor,
in braccio ancor t'avessi !

POPPEA
Dimmi, Signor, e come t' arrivano al' core
Tante mie tenerezze innamorate ?

NERONE
Gioconde, o lascive, o delicate.

POPPEA
Tanti sospiri miei ?

NERONE
Consolarli, o diletta, ogn' hor vorrei.

POPPEA
I fervori dell' anima infiammata,
Transhumanata in estasi amorosa ?

NERONE
O graditi, mia luce, o dilettosi.

POPPEA
Languida ancora io sono,
E' l mio spirto morto.
Dentro alle tue dolcezze,
Resuscitato per morire ancora
Il mio caro Neron stringe, et adora.
Poppea respiro appena;
Miro le labbra tue,
E mirando recupero con gl'occhi
Quello spirto infiammato,
Che nel bacciarti, o cara, in te diffusi.
Non è più in cielo il mio destino,
Ma sta dei labbri tuoi nel bel rubino.

POPPEA
Signor, le tue parole son sì dolci,
Ch'io nell'anima mia
Le ridico a me stessa,
E l'interno ridirle necessita al deliquio il cor amante.
Come parole le odo,
Come baci io le godo;
Son de' tuoi cari detti
I sensi sì soavi e sì vivaci,
Che, non contenti di blandir l'udito,
Mi passano al stampar sul cor i baci.

NERONE
Quell'eccelso diadema ond'io sovrasto
Degl'uomini, e de regni alla fortuna,
Teco divider voglio,
E allor sarò felice
Quando il titol avrai d'imperatrice;
Ma che dico, o Poppea!
Troppo picciola è Roma ai merti tuoi,
Troppo angusta è l'Italia alle tue lodi,
E al tuo bel viso è basso paragone
L'esser detta consorte di Nerone;
E han questo svantaggio i tuoi begl'occhi,
Che, trascendendo i naturali esempi,
E per modestia non tentando i cieli,
Non ricevon tributo d'altro onore,
Che di silenzio e di stupore.

POPPEA
A speranze sublimi il cor innalzo
Perché tu lo comandi,
E la modestia mia riceve forza;
Ma troppo s'attraversa e impedisce
Delle regie promesse il fin sovrano.
Seneca, il tuo Maestro,
Quello stoico sagace,
Quel filosofo astuto,
Che sempre tenta persuader altrui
Ch'il tuo scettro dipende sol da lui...

NERONE
Che ? che ?

POPPEA
Ch'il tuo scettro dipende sol da lui...

NERONE
Quel decrepito pazzo...

POPPEA
Quel, quel!

NERONE
...ha tanto ardire ?

POPPEA
Ha tanto ardire.

NERONE
Olà, vada un di voi
A Seneca volando, e imponga a lui,
Ch'in questo giorno ei mora.
Vo' che da me l'arbitrio mio dipenda,
Non da concetti e da sofismi altrui;
Rinnegherei per poco
Le potenze dell'alma, s'io credessi
Che servilmente indegne
Si movessero mai col moto d'altre.
Poppea, sta di buon core,
Oggi vedrai ciò che sa far Amore.

POPPEA
Se mi conduci, Amor,
A Regia Maestra,
Al tuo tempio il mio cor,
Voto si apprenderà
Spirami tutto in sen
Fonte d' ogni mio ben,
Al Trono innalza me,
Amor, ogni mia speme io pongo in te.
Le meraviglie, Amor,
Son opre di tua man,
Trascende gli stupor
Il tuo poter sovran.
Consola i miei sospir,
Adempi i miei desir,
Al Trono innalza me,
Amor, ogni mia speme io pongo in te.

English Libretto or Translation:


SCENE X

Poppea, Nero, Ottone aside.
Poppea with Nerone talk of past pastimes,
remaining Nerone prey of the beauties of Poppea,
promising to want her to create empress,
and from Poppea being disgraced him Seneca,
Angry Nero decrees death,
Poppea vows to Love
for the exaltation of its quantities,
and from Ottone, who is on the sidelines,
the whole is understood and observed.
This passage refers to the final text
of Poppea not musiced.

POPPEA
Like sweets, sir, how sweet you were
The night went on
Kisses from this mouth?

NERONE
The more expensive the more biting.

POPPEA
The knobs of this breast?

NERONE
Mertan the mothers your sweetest names.

POPPEA
The close embraces of these arms?

NERONE
My idol, still in my arms,
in your arms you still had!

POPPEA
Tell me, Sir, and how you get to the core
So many tenderness in love?

NERONE
Gioconde, or lascive, or delicate.

POPPEA
So many sighs of mine?

NERONE
Comfort them, or beloved, every hor I would like.

POPPEA
The fervors of the inflamed soul,
Transhumanated in loving ecstasy?

NERONE
Or welcome, my light, or dilettosi.

POPPEA
I still languid,
It is my dead spirit.
Inside your sweets,
Resurrected to die again
My dear Neron tightens, and adores.
Poppea breath just;
Miro your lips,
And aiming for recovery with the eyes
That inflamed spirit,
That in the bacciarti, or dear, in you diffuse.
My destiny is no longer in heaven
But it is your lips in the beautiful ruby.

POPPEA
Sir, your words are so sweet,
I am in my soul
I laugh at myself,
And the interior, to redeem them, requires the lover to swoon.
As words I hear them,
Like kisses I enjoy them;
They are of your dear sayings
The senses are so sweet and so lively,
That, not content to blandir the hearing,
They pass me to print kisses on my heart.

NERONE
That exalted diadem on top of me
Degl'uomini, and de reigns to fortune,
Teco divider I want,
And then I'll be happy
When the titol you will have of empress;
What am I saying, or Poppea!
Rome is too small for your merts,
Italy is too cramped for your praise,
And your beautiful face is a low comparison
Being called the consort of Nero;
And you have this disadvantage your begl'occhi,
Which, transcending the natural examples,
And for modesty, by not trying the skies,
I do not receive a tribute of another honor,
What of silence and amazement.

POPPEA
At the sublime hopes the heart rises
Because you command it,
And my modesty receives strength;
But too much is traversed and prevents
The sovereign promises of the royalties.
Seneca, your Master,
That stoic shrewd,
That clever philosopher,
Which always tries to persuade others
That your scepter depends only on him ...

NERONE
That ? that ?

POPPEA
That your scepter depends only on him ...

NERONE
That crazy decrepit ...

POPPEA
That, that!

NERONE
... does he dare so much?

POPPEA
He has so much daring.

NERONE
Olà, go one of you
In Seneca flying, and impose on him,
Ch'in this day and the blackberries.
I want my will to depend on me,
Not from concepts and sophisms of others;
I would give up for a while
The powers of the alma, if I believed
Which servically unworthy
They never moved with the motion of others.
Poppea, is of good core,
Today you will see what he knows how to make love.

POPPEA
If you lead me, Amor,
At Regia Maestra,
At my temple my heart,
Vote will be learned
Spiral everything in sen
Source of all mine well,
To the Throne raises me,
Amor, my every hope I place in you.
The wonders, Amor,
Son opre of your man,
It transcends the stupor
Your can sovran.
Consol my sighs,
Fulfill my desir,
To the Throne raises me,
Amor, my every hope I place in you.

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