Mozart: Lucio Silla, K.135 / Act 1 - 5. "Ah te dell'amor mio" - Recitativo · Peter Schreier · Helen Donath · Werner Krenn · Mozarteum-Orchester Salzburg · Leopold Hager
Mozart: Lucio Silla
â„— 1975 Deutsche Grammophon GmbH, Berlin
Released on: 1977-01-01
Composer: Wolfgang Amadeus Mozart Author: Giovanni de Gamerra
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SCENA 3 Appartamenti destinati a Giunia, con statue delle più celebri Donne Romane. Silla, Celia, Aufidio, e Guardie
Recitativo
SILLA A te dell'amor mio, del mio riposo Celia, lascio il pensier. Rendi più saggia L'ostinata di Mario altera figlia. E a non aprezzarmi alfin tu la consiglia.
CELIA German sai, che finora Tutto feci per te. Vuò lusingarmi Di vederla cangiar.
AUFIDIO Quella superba Colle preghiere, e coi consigli in vano Sia che si tenti. Un dittator sprezzato, Che da Roma, e dal Mondo inter s'ammira, S'altro non vale, Usi la forza, e l'ira.
SILLA E la forza useró. La mia clemenza Non mi fruttò che sprezzi, E ingiuriose repulse D'una femmina ingrata. In questo giorno Mi segua all'ara, e paghi Renda gli affetti miei. O 'l nuovo sol non sorgerà perlei.
CELIA Ah Silla, ah mio germano Per tua cagione io tremo, Se trasportar ti lasci a questo estremo. Pur troppo, ah sì pur troppo La violenza è spesso Madre fatal d'ogni più nero eccesso.
SILLA Da tentar che mi resta, Se ostinata colei mi fugge, e sprezza?
CELIA Adoprar tu sol devi arte, e dolcezza. S'è ver, che sul tuo core Vantai finor qualche possanza, ah lascia, Che da Giunia men corra. Ella fra poco Da te verrà. L'ascolta Forse sia che una volta Cangi pensier.
SILLA Di mia clemenza ancora Prova farò. Giunia s'attenda E seco parli lo sposo in me. Ma non s'abusi Dell'amor mio, di mia bontade, e tremi, Se Silla alfine inesorabil reso Favellerà da dittatore offeso.
CELIA German di me ti fida. Oggi più saggia Giunia sarà. Finora Una segreta speme Forse il cor le nutrì. Se cadde estinto Lo sposo suo, più non resta omai Amorosa lusinga. I preghi tuoi Cauto rinnova. Un amator vicino Se d'un lontan trionfa, il trionfare D'un amator, che già di vita è privo, È più agevole impresa a quel, ch'è vivo.