AUFIDIO Signor, duolmi vederti Ai rifiuti, agl'insulti Esposto ancor. Ale preghire umili S'abbassi un cor plebeo. Ma Silla, il fiero Terror dell'Asia, il vincitor di Ponto L'arbitro del Senato, e che si vide Un Mitridate al duo gran piè sommesso, S'avvilirà d'una donzella appresso?
SILLA Non avvilisce amore Un magnanimo core, o se 'l fa vile, Infrai gli Eroi, che le provincie estreme Han debellate, e scosse, Un sol non vi saria, che vil non fosse. In questo giorno, amico, Sarà Giunia mia sposa.
AUFIDIO Ella sen viene. Mira in quel volto espresso Un ostinato amore, Un odio interno, un disperato duolo.