Libretto list

Assedio di Corinto Libretto

L'assedio di Corinto

Tragedia lirica in tre atti di Luigi Balocchi e Alexandre Soumet, musica di Gioacchino Rossini




PERSONAGGI

Maometto II, Imperatore dei Turchi, Basso
Cleomene, governatore di Corinto, Tenore
Pamira, sua figlia, Soprano
Neocle, giovine uffiziale greco, Contralto
Jero, guardiano dei sepolcri, Basso
Omar, confidente di Maometto, Basso
Ismene, affezionata di Pamira, Mezzosoprano
Adrasto, guerriero greco, Basso
Cori e comparse di Turchi e Greci d'ambo i sessi, ed Imani

L'azione è in Corinto.





ATTO PRIMO


 

Vestibolo del Palazzo del Senato.

SCENA PRIMA
Cleomene, Neocle, Jero, Adrasto e guerrieri
greci.

CORO
(a Cleomene, il quale è tristo, e pensieroso)
Signor, un sol tuo cenno
Ne accoglie in queste mura,
Per torre alla sciagura
De' padri nostri il suol.
(Ma!... che fia!... Non ci ode, e geme!
Qual pensier lo affanna e preme?
Qual mai duolo avvolge in cor?
Ah! per noi non v'è più scampo,
Il destin ne opprime ancor!)

CLEOMENE
Del vincitor superbo di Bisanzio
Che tutta in ogni intorno
Assedia la città , noi già  sfidammo
La feroce baldanza.
Ciascun dì del tiranno
L'ira fa provocar; ma del futuro
Io tremo!... Ohimè!... sul campo dell'onore
I più forti campioni,
Miseri! han sepoltura.
Cingon le nostre mura
Ignei bronzi di guerra;
E uniti all'inumano
Acciar del Musulmano
Mieton... che orror!... il popolo e i soldati.
Maometto udì che Grecia oppressa langue,
Né vuol ristar quell'empio cor dal sangue?
Per torne all'empio giogo,
Oh ciel!... che far potremo?
Anche pugnar... morire...
O arrenderci dovremo?
Che istante, oh Dio, crudel!... Liberi dite
Qual cura in voi più regge:
Il vostro sol pensier mi fia di legge.

CORO
In così reo periglio
Giovar che può il coraggio?
Come ad un rio servaggio
Potremo, oh Dio! fuggir?...

NEOCLE
Guerrieri, a noi s'affida
La Grecia omai, che langue:
Versando il nostro sangue
Per lei si dee perir.

Di schiavitù l'orrore
Ridesti il vostro ardore.
L'ardire de' tiranni
Da tutti noi s'inganni...
Il dì della vendetta
Pei nostri pur verrà .

JERO
Sì, combattete: il Ciel ne reggerà .

JERO e CLEOMENE
La spada omicida
Lo scudo è del forte;
Se onore gli è guida,
Se sfida la sorte,
La vita sprezzando
Va lieto a pugnar.
E dove egli cada,
Per sorte fatale,
La fronda immortale
Si seppe acquistar.

NEOCLE, CLEOMENE, JERO e CORO
Corriamo, amici, all'armi
Il barbaro a fugar. All'armi!...
Corinto Si vada a salvar.
Sa un'alma non vile
La morte sprezzar.
Il Cielo n'è guida;
Si vada a pugnar.

CLEOMENE
Il vostro ardor, prodi guerrieri, è guida
Alla vittoria, e par che a noi sorrida.
Voi consultar io volli,
Non il vostro coraggio
Di che mai temer seppi.
Tutti sul patrio altare,
Tutti giuriam di vincere o morire.
Chi mai potria soffrire
L'infamia e la vergogna?
L'onor più che la vita il forte agogna.

TUTTI
Su quest'armi, delizia del forte,
Noi di vincer giuriamo o perir;
E sfidiamo i perigli e la morte,
Affrontar de' nemici l'ardir.
Ma se fia che ogni Greco soccomba
Del destino all'avverso tenor,
Che Corinto gli serva di tomba,
Monumento di gloria ed onor.
(Adrasto ed i guerrieri partono).

SCENA SECONDA
Cleomene, Jero e Neocle.

CLEOMENE
È salva ancor la patria:
Struggeremo i nemici.
L'ebbrezza mia guerriera
Infiammerà  ogni cor. Jero, partite.

JERO
Sì: in questo dì di pianto
Preghiamo il Ciel, che ne protegga intanto.
(Parte).

NEOCLE
(a Cleomene)
Tua figlia m'è promessa;
E d'un imen di pace
In Corinto dovrà  splender la face.
La tua fé manterrai?

CLEOMENE
Sì... vien Pamira.

SCENA TERZA
Pamira e detti.

CLEOMENE
T'appressa, o figlia.
Questo giorno infausto
Forse a noi sorgerà ...
Ei dee fissar tua sorte...
Forse pugnando io sarò tratto a morte.
E questa io preferisco
Al destin d'esser vile.
A tuo sostegno io scelsi
Tra i guerrieri il più forte.
Eccol, Neocle.

PAMIRA
(Che mai sento!)

NEOCLE
Appaga
L'ardor di che m'avvampo,
E dall'ara di nozze io volo al campo.

PAMIRA
(Oh dolor!)

CLEOMENE
Vien, mi segui!...
La pompa è di già  presta.

PAMIRA
Ma in un giorno di duol!...

NEOCLE
Ciel!...

CLEOMENE
Che t'arresta?

PAMIRA
I miei giorni, se il vuoi,
O padre, saran tuoi:... ma questo imene...

CLEOMENE
Gran Dio!...

NEOCLE
Gran Dio!

PAMIRA
Me vedi
A' tuoi piè

NEOCLE
Che sarà ?

CLEOMENE
Fatal mistero!
Ed ha forse il tuo cor
Ad altri fé giurata?

PAMIRA
Almanzor in Atene
La mia fé ricevette.

CLEOMENE
Chi fia quest'Almanzor?
Chi fia, parla, l'audace?

PAMIRA
Nol tradirà  Pamira.

CLEOMENE
Ah! Sgombra dall'alma un tanto affetto:
Ché se tu non rinunzi
A questo insano amore,
L'ira su te cadrà  del genitore.

PAMIRA, NEOCLE e CLEOMENE
Destin terribile!
Oh rio dolor!...
Qual colpo orribile
M'agghiaccia il cor!
O Ciel! propizio
Mie preci intendi:
La pace all'anima
A me tu rendi.
Del cielo irato
Cessi lo sdegno,
D'avverso fato
Cangi il rigor.

SCENA QUARTA
Gli anzidetti. Guerrieri greci e diverse donne
greche entrano in disordine.

CORO
Di morte il suon - Mandò l'ostil masnada:
Per noi non han - Quegl'empi cor pietà .
Se incerta ancor - si sta la greca spada,
Il Musulman - Corinto struggerà .

PAMIRA
Qual mai dolor! - Già  vien l'ostil masnada!
Oh Ciel, in te, - Nel tuo favor fidiam!

CLEOMENE
Figli d'eroi - Su, riprendiam la spada.

NEOCLE, CLEOMENE e CORO
Corriam
Le mura difendiam.

CLEOMENE
Andiam, guerrieri, andiam!

PAMIRA
Oh padre!... Oh duolo!

CLEOMENE
Se il mio valore illudesse il destino,
Se noi spenti cadiamo
Sul campo dello scempio,
Schiava Pamira esser dovria d'un empio!

PAMIRA
Oh padre!...

CLEOMENE
(le dà  un pugnale)
Questo ferro
Mi risponda di te.

PAMIRA
Tutto comprende
La tua Pamira, o padre.

CLEOMENE
Sia dei vili ogni speme illusa appieno.
Pensa che vita a Grecia avesti in seno.

PAMIRA
La data fe' rammento,
E in quel fatal momento La figlia tua sarò.
A prevenir l'oltraggio Dell'inimiche squadre
L'esempio di mio padre Infiammerà  il mio cor.

PAMIRA e CORO DI DONNE
Oh Ciel! del tuo favore
Tutto il bisogno io sento.
Proteggi la mia patria
In sì crudel cimento,
Seconda il lor valor.

CLEOMENE e NEOCLE
Qual sorte mai funesta!
L'acciar che sol mi resta
Punisca il lor furor.
Un voto insuperabile
Infiammi il nostro cor.

CLEOMENE, NEOCLE e CORO
La gloria della patria
Infiammi il nostro/vostro cor.

PAMIRA
Destino inesorabile,
Da' fine al tuo rigor.

CLEOMENE
Mia figlia! Ti rammenta...

PAMIRA
Il ferro...

CLEOMENE
Sii degna di me.
(Partono).

Piazza di Corinto.

SCENA QUINTA
I soldati musulmani traversano la scena
inseguendo de' soldati greci: altri soldati

turchi arrivano confusamente.

CORO
Dal ferro del forte
Germoglia la morte,
La strage e l'orror.
Qual forza non cede
Al nostro valor?
Nessuno pel vinto
S'accolga dolor;
Esècri Corinto
Il proprio furor.

SCENA SESTA
Maometto con seguito e detti.

MAOMETTO
Cessi vittoria di mia voce al suono.
Guerrier, sorgete. In sen di queste mura
Sien da voi rispettati
Que' prodigi dell'arte. Io vo' scolpirvi
La mia conquista, e ne' futuri giorni
Di mie gesta serbar fama; son l'arti,
O figli della gloria,
Che immortal degli eroi fan la memoria.

CORO
Omaggio, gloria e onor
Al nostro conduttor!

MAOMETTO
Duce di tanti eroi,
Crollar farò gl'imperi,
E volerò con voi
Del mondo a trionfar.

CORO
Omaggio, gloria e onor
Al nostro conduttor!

CORO
A Maometto intorno
Venite ad esultar.

SCENA SETTIMA
Omar e detti.

OMAR
Trionfammo, signor; ma i Greci ancora
Difendono il sentier della fortezza.
Un de' lor capi in nostre man venìa.
Vuoi che s'uccida?...

MAOMETTO
(alle guardie)
A me condotto ei sia.
Vaghezza di parlargli anzi mi prende.
(Omar fa cenno ad alcuni soldati, che partono).

OMAR
Vinse Maometto, e vendicarsi or teme?

MAOMETTO
Amico! a me... deh! tu perdona. Innanzi
Ch'io v'apparissi vincitor, la Grecia
D'Almanzor sotto il nome, io tutta scorsi...

OMAR
E d'Almanzor col nome?...

MAOMETTO
Ed in Atene... oh Dio!...
Qual si offriva donzella al guardo mio!
Io movo verso Atene, e già  comincia
La mia ventura. Amico,
I suoi vezzi rammento, e al suo pensiero
Ardir più in me non sento.
Ma il prigionier vér noi volge le piante.

SCENA OTTAVA
Gli anzidetti, Cleomene fra le guardie.

MAOMETTO
Capo all'oste ribelle,
Ordina a' tuoi soldati
Di deporre la spada.

CLEOMENE
Non m'udrebber giammai. La Grecia è fida
Alla sua gloria.

MAOMETTO
Verso la fortezza
A riunirsi li spinge un folle ardore.
Difendersi sapran?

CLEOMENE
Sapran morire.

MAOMETTO
Reprimi que' trasporti
D'inutile valore.
Vuoi che porti là  dentro il mio furore?

CLEOMENE
D'uopo di ciò non hai:
Prevenirti col lor ferro vedrai.

MAOMETTO
Quale audacia!

CLEOMENE
Disfidan l'odio tuo
Essi, che morir sanno;
Né fremerai tu invano, empio tiranno:
Paventa!

MAOMETTO
Guardie! a me costui sia tolto.
Quanto io vi tema udrai fra breve, o stolto.
I ferri omai precipitin sugl'empi.

SCENA NONA
Pamira, i precedenti, Ismene e donne greche.

PAMIRA
Oh Ciel! Fermate...

MAOMETTO
Andate; m'ubbidite.

PAMIRA
Oh padre!... Ingrata sorte! Il mio dolore
Mitigar possa almen il vincitore.
(A Maometto)
Signor... io cado a' piedi tuoi...

MAOMETTO
Qual voce!...

PAMIRA
(riconoscendo Maometto)
Ciel!... che vedo!... Almanzor...

MAOMETTO
Pamira!... oh Dio!
È lei. Quel ciglio ha spento il foco mio.

PAMIRA
Ritrovo l'amante
Nel crudo nemico:
Che barbaro istante!
Che penso?... Che dico?
La morte che imploro
Deh! porga ristoro
A tanto dolor!

MAOMETTO
Quel nobile aspetto,
Quel ciglio d'amore
Riaccendon l'affetto
Che accolse il mio core.
Distrugger può solo
Quel volto, quel duolo
Dell'alma il furor.

CLEOMENE
Amante la figlia
Dell'empio tiranno!
Chi, oh Ciel, mi consiglia?
Qual barbaro affanno.
La morte che imploro
Mi porga ristoro
A tanto dolor.

ISMENE
Cleomene fra l'ira
Ondeggia e l'affanno
E geme Pamira
Pel barbaro inganno...
Quel Cielo che imploro
Deh! porga ristoro
A tanto dolor!

CORO
Il tenero aspetto
D'inerme beltà 
Ridesta in Maometto
La spenta pietà .
Qual magico incanto
Quel ciglio, quel pianto
Han mai su quel cor!

MAOMETTO
Pamira, mi sei resa...

PAMIRA
Nel giorno del terror.

MAOMETTO
Giorno sarà  di pace
Se tu mi segui all'ara:
Per te la Grecia, o cara
Fia tolta al suo dolor.

PAMIRA
Oh padre!...

CLEOMENE
Oh mio furor!
Ah fuggi un tristo imene!...

MAOMETTO Mi segui, o mio tesor.

CLEOMENE
Figlia, quel dubbio eccede:
Neocle avea tua fede.

MAOMETTO
Neocle?... Oh Ciel!

CLEOMENE
Lui solo
Disponga del tuo cor.

PAMIRA
Giammai!...

CLEOMENE
Spietata figlia!...
L'ardor che ti consiglia
Accende in me lo sdegno,
Mi rende un padre indegno:
Ti maledico.

TUTTI meno CLEOMENE
Oh!... quale orror!

PAMIRA
L'alma che geme
Non ha più speme,
Più non resiste
Al suo dolor.

CLEOMENE
Quel core ingrato
D'un padre irato
Tema lo sdegno
Vendicator.

MAOMETTO
(a Pamira)
Vien, mi segui: l'amore, il potere
Puniran di quell'alma l'orgoglio!
Un rifiuto soffrire non soglio,
E vendetta tremenda farò.

CLEOMENE
Fra i rimorsi, fra il duol e l'affanno
Sempre viva l'indegna nel pianto;
Tolga morte rossore cotanto
Ad un padre che tutto perdé!

PAMIRA, ISMENE e DONNE
Dai rimorsi, dal duol, dall'affanno
Lacerata non regge quest'alma;
Dio possente! mi/le rendi la calma,
Che il mio/suo core innocente perdé.

OMAR e CORO DI TURCHI
Non piegar di Maometto lo sdegno
Vanterebbe il potere d'un Dio;
Di vendetta lo strugge il desìo;
Fatal giorno pei Greci quest'è.



 


ATTO SECONDO


 

 

Padiglione di Maometto.

SCENA PRIMA
Pamira, Ismene e coro.

PAMIRA
Cielo! che diverrò? Destin crudele!
Oh come mai sottrarmi
Al poter d'un amante,
E più... d'un vincitor?... L'ira paterna
Mi persegue e m'opprime:
Corinto è in ceppi... Oh giorno
Di pianto e di terror!... I canti, i giuochi,
Questi fior!... quelle faci... ah! tutto, tutto
Dell'alma accresce il lutto.
Dolce per me fora un feral cipresso...
La morte è sola speme a un core oppresso.
Dal soggiorno degli estinti
Le mie preci, o madre, intendi:
Di Pamira tu difendi
L'innocenza e la virtù.

ISMENE e CORO
Ciel!... Che fia... chi mai s'avanza?
Ah! chi forza ne darà ?
Si armi il petto di costanza,
Qual si visse, si morrà .

PAMIRA
Ma se alfin, placato il nembo,
Rieda il ciel qual pria sereno,
Tanti affanni possa almeno
La mia patria, o Dio, scordar.

ISMENE e CORO
Bella pace scenda almeno
Tanti affanni a compensar.
(Ismene ed il coro partono).

SCENA SECONDA
Maometto e Pamira.

MAOMETTO
Sgombra il timor: il mio poter ti cinge.
Io depongo ai tuoi piedi
L'orgoglio del mio serto.
Venti scettri mi diè facil vittoria.
Son tuoi, Pamira!

PAMIRA
Ciel!

MAOMETTO
Onde tal pena?
Al mio fianco essere puoi lieta e serena.

PAMIRA
Ah! di Corinto in pianto
Riprendiam il cammin.
A Dio sleale... in odio al padre mio...

MAOMETTO
Si placherà , mio bene;
E secondo il vedrem al nostro imene.
Che vedo? ohimè!... tu piangi?
Deh! parla: a che quel pianto?
Qual fia di duol cotanto
Fatal sorgente in te?

PAMIRA
Ah! del dolor la piena
Al pianto mi condanna,
Legge del Ciel tiranna
Mi ricondusse a te.
(Potrei lasciar che l'alma
Gustasse amor e calma
Mentre lo vieta... oh Dio!...
Crudele... il padre mio?
Oh giuramento!... Il Cielo
M'opprime, ahi! troppo; io gelo;
Deh! vieni, o morte! In questo
Momento sì funesto
Mi giovi il tuo rigor.)

MAOMETTO
(Onde il pallor di morte
Che su quel volto è sculto?
Qual tristo affanno occulto
Opprime il suo bel cor?)
Pietosa a me sorridi
Col guardo tuo d'amor;
L'impero mio dividi
E calma il tuo dolor.

SCENA TERZA
I detti, guerrieri turchi, seguito di Maometto e Imani.

OMAR e CORO
Un fortunato Imene
Compensi il vostro ardor.
Termine avran le pene
Che sopportava il cor.

PAMIRA
Quest'alma più non dura
Del fato al rio poter,
La più fatal sciagura
Previene il mio pensier.

MAOMETTO
Mio ben, di qual sciagura
Potrai con me temer?
Deh vien; ti rassicura,
Dividi il mio poter.

Pietosa all'amor mio
Alfin t'arrendi, o cara!
Vieni, Pamira, all'ara,
Vieni a regnar con me.

PAMIRA
Fatale è l'amor mio!
Pena crudele e amara!
Vorrei seguirti all'ara,
Ma onor m'arresta il piè.

OMAR e CORO
Un fortunato Imene
Compensi il vostro ardor.
Han termine le pene
Quando sorride Amor.

MAOMETTO
Vinci, Pamira, il terror che t'arresta
Vedi? l'ara d'Imen per noi s'appresta.
(Dagli Imani viene posta un'ara
in mezzo alla scena).

ISMENE
Imen le dona
Una corona
E la circonda
Del suo splendor.
Mala sventura
Per lei congiura,
E veste al duol
Il suo bel cor.
E geme intanto
Oppressa in pianto;
L'odio d'un padre
Estingui, o Cielo,
E copra un velo
Il suo dolor.

CORO DI DONNE
Muovi, o regina,
Sicura il piede,
Qui avrà  mercede
Il tuo bel cor.
Vieni e potrai
Lunge dal pianto
Gustar l'incanto
D'un dolce amor.

CORO
Divin Profeta,
Dator di bene,
Circonda Imene
Del tuo splendor.
Da te propizio
Sia il voto accolto;
Né a noi sia tolto
Il tuo favor.

MAOMETTO
Pamira...

PAMIRA
Questo altar...

MAOMETTO
Qual mai tumulto?...

SCENA QUARTA
Neocle di dentro, poi Omar. Quindi Neocle
incatenato e detti, poi Ismene.

NEOCLE
(di dentro)
Pamira?...

OMAR
A provocarne
Fu spinto audace un greco.
Fatal disperazione
Travia la sua ragione.
(Entrato Neocle, Omar parte).

PAMIRA
(Che mai vedo!... Neocle!...)

NEOCLE
(È dessa!)

MAOMETTO
Audace
Schiavo ribelle, e quale vana speme
Ti ricondusse allarmi?...
Sol, che pretendi!...

NEOCLE
O morte, o vendicarmi.
Ecco ciò che dai Greci
Può attendersi un tiranno: ed è la pace
Che in nome lor, a qui proporti io vengo.

MAOMETTO
Stolti!... Ricusan dunque
La man che lor donai?

NEOCLE
Pugnar tu li vedesti, e dubbio n'hai?
Sai tu, ch'invide tutte
Del nostro fin, contendono la gloria
Di custodir que' muri
Di Corinto le vergini e le spose,
Dalla palma funèbre oggi orgogliose?
Tutti d'un bel morir gustan l'ebbrezza,
Intanto che Pamira,
Fra gl'inni a gioia sacri, arride lieta
Al vincitor, e sulla Grecia esangue
Adorna il crin di fior tinti nel sangue.

PAMIRA
Oh dolor!

MAOMETTO
(a Neocle)
Nessun mai
Può torti al furor mio.
Chi sei tu?

NEOCLE
Tale io son...

PAMIRA
È mio germano.

MAOMETTO
Che sento!

PAMIRA
(con circospezione a Neocle)
Io ti salvai;
Deh! siami più umano.

MAOMETTO
(Può sol quel ciglio,
Che m'incatena,
Calmar la piena
Del mio furor.
È suo germano,
Ma un suon d'amore
Dal mio furore
Lo può salvar.)

PAMIRA
È mio germano!
(Mi trema il core,
Chi a quel furore
Lo può salvar?)

NEOCLE
(Io suo germano!
Mi trema il core,
Chi a quel furore
Mi può salvar?)

MAOMETTO
Sian tolti a lui quei ferri.

NEOCLE
(Che pensa?... che fia mai?)

MAOMETTO
Tu il testimon sarai
Del mio vicino imen.

NEOCLE
Che ascolto!...

MAOMETTO
Non si tardi
Pamira, l'ara è presta.

NEOCLE
Ah no! che all'empia festa
Presente io non sarò.
No, no... la morte...

MAOMETTO
Insano!

PAMIRA
Maometto!

MAOMETTO
Vieni, o cara,
Vieni, ne attende l'ara.

PAMIRA
Oh Cielo! che farò?

MAOMETTO
De' giuri tuoi sovvienti...

NEOCLE
Deh! pensa al padre almeno...
Ah torna nel suo seno!...

MAOMETTO
Pamira mia sarà .
O sol di chi t'adora
Dolce conforto e speme,
Un cor che avvampa e geme
T'affretta a consolar.

PAMIRA
Ancor mi suona irata
Del genitor la voce;
Ma il mio destin feroce
Non posso, oh Dio, cangiar.

NEOCLE
D'amor seguace e schiava,
Dell'arti sue leggiadre,
Il Ciel, la patria, il padre
Colei poté scordar.

SCENA QUINTA
Omar e detti.

OMAR
Corinto in suon di sdegno
Diè di battaglia il segno.

MAOMETTO
Corinto?... Quand'io posso
Lanciarla nell'orror?

OMAR
Dell'armi il suon non odi?
Le vergini dei prodi
Dividono il valor. Osserva!
(S'apre la tenda, e si vede la cittadella di
Corinto coperta di donne e di guerrieri
armati).

NEOCLE
Ciel! che miro!

PAMIRA
Che orrore!...

MAOMETTO
Qual deliro!

CLEOMENE
(di dentro)
Pamira!...

PAMIRA
Ah! sì, t'intendo...
Già  l'amor mio spirò.

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO DI GRECI
Sfidiam della sorte
L'ingiusto rigor:
È bella la morte
Sul campo d'onor.

MAOMETTO
L'oltraggio m'è guida;
M'infiamma l'amor.
Si pugni, si uccida.
Sia tutto terror.

OMAR e MUSULMANI
Andiam, della morte
Si sparga il terror;
È gloria del forte
La strage, l'orror.

CORO DI DONNE MUSULMANE
Punite quell'onte
Saran dal terror,
Piegate la fronte,
Cedete al valor.

MAOMETTO
Tu sola puoi, Pamira,
Calmar la mia giust'ira;
Ad un tuo detto è avvinto
Il fato di Corinto;
Distrutti i tuoi fra poco
Saran dal ferro e il fuoco
Se a me la man non dai...

PAMIRA
Con essi io perirò.

MAOMETTO
Che ardisci dir?

NEOCLE
Respiro.

PAMIRA
La palma del martiro
Col padre acquisterò.

MAOMETTO
Ma i giuri tuoi?... La speme
Che fino ad or gustai?

PAMIRA
Un dì, Almanzor, t'amai:
Oggi co' miei morrò.

NEOCLE
Oh Pamira!

MAOMETTO
A me sei sposa.

PAMIRA
No, giammai.

MAOMETTO
Mi segui, indegna!

NEOCLE
Io trionfo!

MAOMETTO
Oh mio martir!

PAMIRA
Oh mio padre!...

NEOCLE
Qual vittoria!

MAOMETTO
Vieni all'ara!

PAMIRA
No; la morte!...

NEOCLE
Questa morte...

PAMIRA
È la mia gloria!

MAOMETTO
Più non reggo!

 

 


ATTO TERZO

Le tombe di Corinto. Si discende ad esse per
mezzo di una scala situata in prospetto.

SCENA PRIMA
Neocle solo, dall'alto.

NEOCLE
Avanziam... questo è il luogo!
E qui... bando al timore.
Salve, asil della morte,
Salve, rifugio estremo
D'un popol vinto, e non di gloria scemo!
In tempo io giungo. I Greci
Non morran senza me.

SCENA SECONDA
Adrasto e detto.

ADRASTO
Ciel!... chi vegg'io?
Quai s'offron tratti al guardo mio? Neocle
Fra noi portossi in questo asil di pianto?

NEOCLE
Col favor della notte e della pugna
Delusi i miei custodi,
Infransi i ceppi miei. Sì, sotto queste
Funebri volte, ed al baglior di faci
Funeste, io vengo a congiungere un'altra

PAMIRA
Vien, germano.

NEOCLE
Sì, partiamo!...

MAOMETTO
Ite a morir.
Ebbene, il nuovo sole
Vegga ogni Greco estinto;
E sorga di Corinto
Gli avanzi a rischiarar.

MAOMETTO, OMAR e CORO DI
MUSULMANI
Presto, all'armi!... Riaperto è il sentiero
A vendetta, alla strage, al terror,
Sarà  vittima un popolo intero,
Dell'indomito nostro furor.

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE e CORO DI
GRECI
Io sorrido al destin che m'attende;
Più non teme la morte il mio cor,
Tutta l'alma al pensier si riaccende
Di morir per la patria e l'onor.
Vittima di voi degna.

ADRASTO
Al ferro ostile
Tutto, signor, soccombe
E la patria non ha che queste tombe.

NEOCLE
Del mio tornar
Cleomene avverti, e digli
Che a lui riede Pamira;
Che Neocle la guida,
E ch'essa attende in dono
D'impetrare, piangendo, il suo perdono.
(Adrasto parte).

SCENA TERZA
Neocle solo, poi di dentro Ismene e coro.

NEOCLE
I destini tradir ogni speme;
Vinto, un popolo oppresso cadrà ,
Ma fuggendo le ostili catene
Fra gli estinti pugnando egli andrà .
(Si odono flebili cantici).
Ciel! che sarà ?

PAMIRA, ISMENE e CORO
(di dentro)
Signor, che tutto puoi,
Gli oppressi figli tuoi
Si prostrano al tuo piè.

NEOCLE
Che sento! Ella è Pamira
Che unita all'altre suore
Implora il tuo favore,
Eterno Dio, da te.

CORO
Il nembo di vendetta
Punisca l'empia setta,
Che d'oltraggiar ardisce
Gli altari della fé.

NEOCLE
E fia ver, mio Signor, chi t'adora,
Dovrà , o Ciel, la sua terra lasciar?
Nol permetter, lo chiede, lo implora,
Chi per te sa la morte incontrar.
No, ben credo al tuo detto immortale:
L'empio invan contro te sorgerà .
Noi cadrem, ma tremendo, fatale,
Al nemico il trionfo sarà .
Del tiranno sprezzar seppi l'ira.
Seppi i ferri a Pamira spezzar.
Ah! sì, è il Ciel che quell'anima ispira,
Con noi morte ella viene a incontrar.
Sei tu che stendi, o Dio,
La mano onnipossente,
E salvi l'innocente
Da ria fatalità .
Per te rinascer sento
In me la dolce speme;
Appien per te contento
Il cor alfin sarà .
Presso all'urna di sua madre,
In tal dì sì tenebroso,
Meco fugge un nodo odioso
E mai sempre il fuggirà .

SCENA QUARTA
Neocle e Cleomene.

NEOCLE
O mio Cleomene!

CLEOMENE
Oh tu, ch'io credea spento!
Al nostro estremo dì dunque sei reso?
Un figlio ancor mi resta
Onde tergermi il pianto.

NEOCLE
E ti scordi Pamira, o padre, intanto?

CLEOMENE
Disciolse l'infedele
Ogni sacro legame... Ah! viva lunge
Da un genitor che offese...

NEOCLE
Ella salvò i miei giorni.

CLEOMENE
Ma dell'infamia i miei tutti coperse...
Ah! L'onor mio perdei!...

NEOCLE
Se pentita a' tuoi piè reduce fosse?

CLEOMENE
Le figgerei questo pugnal nel seno.

NEOCLE
Il suo dolor...

CLEOMENE
Ma il mio?

NEOCLE
Tu, padre

CLEOMENE
E vuoi?
Ciel!.. che vedo?

SCENA QUINTA
Pamira e detti.

PAMIRA
Ella spira a' piedi tuoi!

CLEOMENE
Perfida! a che vieni?
Qual pensier volgi?

PAMIRA
Oh padre!

CLEOMENE
Qual è la tua famiglia?
Fui padre un giorno... oggi non ho più figlia.

PAMIRA
Padre!

NEOCLE
Pietade almeno
Del suo dolor ti prenda.

CLEOMENE
Oh vada lunge
Da questo asil di morte!

PAMIRA
Partir non posso, ed a morir qui venni!

CLEOMENE
A morirvi?... La patria
Esilia un'infedele;
Alme, per tanta morte,
Di lei voglionsi degne. E con qual fronte
D'un nemico la schiava
Divider può gli onori
Dovuti alla virtù?
L'esecrato amor tuo...

PAMIRA
Ei con la patria spira:
Essa, morendo, il cor cangiò a Pamira.

NEOCLE
Ebben?

CLEOMENE
Se vero fosse...
Se degna ancor di me... l'impura fiamma
Giuri toglier dal sen?

PAMIRA
Giuro a Neocle,
Sulla tomba materna,
Fede costante, eterna.

NEOCLE
E tu?

PAMIRA
In inganno
Sia tratto il vil tiranno.

CLEOMENE
Figli!

NEOCLE
Pamira!

PAMIRA
Senza pompa e tede,
Pria di morir, fa' ch'abbia almen tua fede.

NEOCLE
Del vincitore il carro
Passi su' nostri avelli...

CLEOMENE
O figli, entrambi
Venite al seno mio...
Meco vi benedica il sommo Iddio.

PAMIRA, NEOCLE e CLEOMENE
Celeste Provvidenza
Il tuo favore imploro:
Da' termine al martoro
D'un popolo fedel.
Pietade all'innocenza
Giammai negava il Ciel.

PAMIRA
Oh padre!

CLEOMENE
Andar conviene.

NEOCLE
Pamira!... addio, mio bene.

PAMIRA, NEOCLE e CLEOMENE
Ci rivedremo in Ciel!
(Nel partire s'incontrano con Jero che
gli arresta).

SCENA SESTA
Gli anzidetti, Jero seguito da Ismene e da
Adrasto; donne, giovanette e guerrieri greci.

JERO
Tutto percorsi il marzial recinto:
Già  feroce s'avanza
La nemica coorte,
Né speme v'ha per noi che nella morte.

CLEOMENE
E a questa morte sacra
I trecento immortali
Non si rifiutan già , né cedon loro
Cotanta gloria. Io voglio
Che il musulman orgoglio,
Innanzi a queste tombe,
Tremi di sua vittoria. Veglio eletto
Dal Ciel, le nostre insegne benedici.

JERO
I secoli futuri
Serberanno memoria
Di sì nobil coraggio.
Vendetta alle nostr'onte!...
Prodi... chinate al suol la vostra fronte.
(Tutti si prostrano).
Chiuso serbate il cor a tema indegna?

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Sì, a te tutti il giuriam!

JERO
Con l'armi, o su di quelle
Tornar giurate?

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
A te tutti il giuriam!

JERO
Morir saprete per la patria in pianto?

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Sì, a te noi lo giuriam!

JERO
Ed a nome di quel Dio che v'inspira,
Io benedico, appendendo all'insegne
La palma del martir,
La fronte dei fedeli.
Sorgete per morire... io v'apro i cieli...
(Tutti si alzano).
Andiam... ma... oh turbamento!
Oh profetica ebbrezza!... A' sensi miei
Lo stesso Iddio comanda.
Egli al mio sguardo svela
L'avvenir della Grecia...
Pria di morir, m'udite.

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Di Grecia l'avvenir
Dio palesa a' suoi sguardi: udiamo, udiamo.

JERO
Nube di sangue intrisa
Copriva il nostro cielo;
E della morte il gelo
Spandeva in ogni cor.
Un popol servo io veggio
Dormir sulle sue pene,
E il suon di rie catene
Non lo risveglia ancor?

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
E il suon di rie catene
Non lo risveglia ancor?

JERO
Ma si ridesta alfin.
Genti! tergete il pianto...

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Tergiam, tergiamo il pianto.

JERO e seco TUTTI
Oh patria!...

JERO
I figli tuoi
Si scuotono al tuo nome. Il vento apporta
La polve sui lor brandi
Di Maratona...

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Maratona!

JERO
E, come
Possente scudo, Iddio Grecia difende!
Il fertil cener nostro
Produca nuovi eroi!
L'eco delle Termopili
Di Leonida ancor favella a noi.

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Leonida!... Leonida!

JERO
Questo nome, che suona vittoria,
Scuote ogn'alma, e la guida a pugnar.
E vedrassi sul campo di gloria
Il sepolcro cangiarsi in altar.

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Questo nome, che suona vittoria,
Scuote ogn'alma, e la guida a pugnar.
Noi vedremo sul campo di gloria,
Il sepolcro cangiarsi in altar.

PAMIRA, ISMENE, NEOCLE, CLEOMENE
e CORO
Questo nome, che suona vittoria,
Scuote ogn'alma, e la guida a pugnar?
Noi vedremo sul campo di gloria,
Il sepolcro cangiarsi in altar?
(Tutti partono, tranne Pamira e le donne).

SCENA SETTIMA
Pamira, Ismene e donne greche.

PAMIRA
L'ora fatal s'appressa.
Vincer giova, o perir.
Pel nostro Dio,
Per la Grecia ne accenda egual desìo.
Vólte tranquille e tetre,
Asilo della morte,
Voi che ne proteggete, e di vostr'ombre
Ne coprite, se mai de' Greci il fato
Tradisse i sforzi lor... deh!... profondate.
Fra le vostre ruine,
Di sue vittime in cerca,
Il vile autor de' nostri mali estremi,
Non vi trovi che sangue: il vegga, e fremi!
Venite a questo sen, dilette suore,
Impetriamo dal Cielo il suo favore.
Giusto Ciel, in tal periglio
Più consiglio, più speranza
Non ci avanza,
Che piangendo, che gemendo
Implorar la tua pietà .

ISMENE e CORO
Giusto Ciel, la tua clemenza
Ponga termine al soffrir.
(Si sente strepito d'anni).

PAMIRA
Ma qual mai suona
Funebre accento?
Ah! ben lo sento,
Tutto finì!
Se i Dei pe' Greci
Pietà  non hanno,
Tremi il tiranno
Che ne avvilì.

SCENA OTTAVA
Musulmani e detti.

MUSULMANI
Feriam!... Feriam!...
L'ardir non langui:
Que' corpi esangui,
Su calpestiam!

PAMIRA, ISMENE e DONNE GRECHE
Se i Greci tutti,
Miser! fur spenti,
Di noi paventi
Il vincitor.

SCENA ULTIMA
Maometto e detti.

MAOMETTO
Anche all'orgoglio
Mercé mi resta:
Pamira io voglio:
(ai suoi)
Andate...

PAMIRA
Arresta!...
O questo ferro
Mi squarcia il sen.

MAOMETTO
Pamira!...
(Si sente scoppiare l'incendio).

MAOMETTO e CORO DI MUSULMANI
Cielo!
Che avviene?... Oh giorno!
Qual nembo intorno
S'ode muggir!...
(Profonda la parte in prospetto dell'edifizio,
e lascia vedere l'incendio di Corinto).

PAMIRA, ISMENE e CORO DI DONNE
Oh patria!...

F I N E