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Mose in Egitto Libretto

ATTO PRIMO
Reggia. È buio dappertutto.
SCENA PRIMA
Faraone, Amaltea ed Osiride sono assisi e circondati da Grandi e damigelle. Tutti in varie attitudini di dolore.

Introduzione
CORO Ah! chi ne aita? oh Ciel! Sì tenebroso vel Quando si squarcerà?
OSIRIDE Mi opprime un freddo gel! L'alma mancando va!
AMALTEA e FARAONE A pena sì crudel Reggere il cor non sa!
TUTTI DEL CORO (esclamando) Oh Nume d'Israel! Deh cada il tuo rigor Sul capo al seduttor, Che alla promessa fé Rese spergiuro un Re.
FARAONE (Rimprovero tremendo! Non lacerarmi il petto! Ah! troppo il mio comprendo Reo, pertinace error!)
OSIRIDE (Qual di contrari affetti Sento fatal conflitto!)
AMALTEA Oh desolato Egitto! Oh giorni di terror!
GRANDI e DAMIGELLE
(prostrandosi a Faraone)
Mira a' tuoi piè, Signore, I figli tuoi dolenti! Invano a tai portenti Resiste il tuo rigor! (Dopo qualche pausa Faraone dice:)
FARAONE Venga Mosè.
OSIRIDE (Qual cenno!)
AMALTEA Fia ver!
CORO Mosè si affretti!
AMALTEA Alfin ti sei deciso?
FARAONE I torti miei ravviso.
OSIRIDE (Ti perdo, Elcìa!)
AMALTEA e CORO Di speme un lampo Sul cor mi balenò!
OSIRIDE (Per me non vi è più scampo! No.) Misero! e che farò?)
TUTTI ad eccezione di OSIRIDE O Nume d'Israel! Se brami in libertà Il popol tuo fedel,
Di lui, di noi pietà!

Recitativo dopo l’introduzione
FARAONE Mano ultrice di un Dio! tardi conosco L'immenso tuo poter, che troppo... ahi folle! A' danni dell'Egitto io provocai! I tuoi diletti Ebrei Chiamai al deserto, onde si compia il grande Sacrificio che brami? io lo prometto, Più non mi oppongo, e 'l tuo voler rispetto.
OSIRIDE (Si schiarino i miei rai, Padre, s'io sappia oppormi allor vedrai.)
AMALTEA Ma perché tanto indugia Del popolo di Giuda il condottiero?
FARAONE Al suo desio severo Più non è Faraon: venga, ed arresti Il flagello divino.
SCENA SECONDA
Mosè, Aronne e detti.
MOSÈ Quel Mosè, che chiedesti, è a te vicino. A che mi chiami? ad ascoltar novelli Sprezzi ed ingiurie al Dio, che di sua possa Tante prove ti diè?
FARAONE Purché sereno Splenda l'Egizio ciel, col popol tuo, Mosè, lo giuro, ove ti piaccia andrai.
ARONNE Oh quante volte, oh quante Promettesti così, ma poi...
FARAONE Ti accheta. Malvagio consiglier, false ragioni Mi han sedotto finor; ma questa volta Han le tenebre orrende Idee di alto terror nell'alma impresse, E fido attenderò le mie promesse.
MOSÈ Ebben, quel Dio che volentier perdona, Mentre tardi punisce, accoglie ancora La data fé. Tu all'apparir di nuova Luce, che il ciglio e i sensi tuoi rischiara, L'alto suo nome a venerare impara.
AMALTEA Oh piacer!
OSIRIDE (Oh tormento!)
CORO Oh noi felici!
OSIRIDE (Ah! che morir mi sento!)

Invocazione e Quintetto
MOSÈ Eterno! immenso! incomprensibil Dio! Ah Tu, che vegli ognora De' tuoi servi allo scampo, e ‘l popol tuo Colmi di benefizi! ah Tu, che in giusta Lance delle opre nostre osservi il peso! Ah Tu, che sei il Santo, il Giusto, il Forte, Che l'oppressor del popol tuo punisci, Glorifica il tuo Nome, Fa' pompa di clemenza, E dell'Egitto a nuova meraviglia, Il lume che sparì, rendi alle ciglia.
(Scuote la verga, ed alle tenebre succede all'istante il più luminoso giorno. Tutti pieni di gioia gridano).
TUTTI Ah!
FARAONE Qual portento è questo!
AMALTEA e CORO Oh luce desiata!
OSIRIDE (Prodigio a me funesto!)

Quintetto
ARONNE e MOSÈ Celeste man placata! Chi è mai che non comprende A pruove sì stupende La somma tua bontà?
AMALTEA, FARAONE e OSIRIDE (Stupor mi agghiaccia il core! E muto il mio labbro rende! Chi ad opre sì stupende
Resistere potrà?)

ARONNE Egizi!
MOSÈ Faraone!
ARONNE Di questa luce un raggio Vi schiari ancor la mente.
MOSÈ E il Nume onnipotente Quai figli vi amerà.
FARAONE Non più: pria del meriggio Con quanti v'ha de' tuoi Là nel deserto puoi Muover securo il piè.
OSIRIDE Ma pria rifletti.
AMALTEA Ancora Vuoi contrastarlo?
MOSÈ Ingrato!
OSIRIDE Ma la ragion di stato...
ARONNE Ceda al voler del Cielo...
AMALTEA È intempestivo il zelo...
FARAONE Luogo a pensare non v’è.
OSIRIDE (O crude smanie! É come... ahi misero! La sposa amabile Perder dovrò?)
GLI ALTRI col CORO Voci di giubilo D'intorno echeggino! Di pace l'Iride
Per noi spuntò!
(Escono tutti, il solo Osiride resta immerso ne' suoi tristi pensieri.)

SCENA TERZA Osiride, poi Mambre.
Recitativo dopo il Quintetto
OSIRIDE E avete, avverse stelle, Più fulmini per me? colei che adoro,
Che de' pensieri miei forma il primiero, Mi lascerà per sempre? ah! non fia vero! Di Osiride il potere Estinto ancor non è... Mambre! ah! non sai!
MAMBRE Tutto mi è noto: il ciurmator di Giuda, Di nuov'inganni autor, trionfa, e gode Del mio rossor, delle tue pene estreme. Da' miei consigli allontanato il Rege, Del mago Ebreo cede ai prestigi.
OSIRIDE Ah corri... L'ingegno adopra... Il mio dolor ti muova... Io ben conosco a prova Quanto puoi, quanto sai: va'... dapertutto Spargi il velen della discordia: vegga Dalla partenza ebrea Le sue perdite Egitto; infin se l'oro Basta del volgo a guadagnare i cori, Disponi a larga man de' miei tesori.
MAMBRE Tutto tentar saprò: tremi, e si prostri Al mio saper Mosè. Smentiti un giorno Fur da me i suoi prodigi. Anch'io la verga Ho trasformato in angue, E fu da me l'onda cangiata in sangue. (Esce).
OSIRIDE Ah! tutto non perdei, Se mi resta un amico... oh Ciel! che miro! Quasi fuor di se stessa Ecco l'amata Elcìa, che langue e geme!

SCENA QUARTA
Elcìa affannosa e detto.
ELCÌA Ah! mio Prence adorato!
OSIRIDE Amata speme!
ELCÌA Colsi questo momento Per involarmi a stento Dal vigile Mosè, sol per vederti, E per l'ultima volta!
OSIRIDE Oh immensa pena!
ELCÌA Già d'Israello i figli Rapidi al par del vento S’affrettano a partir.
OSIRIDE Barbara! e puoi Dinanzi agli occhi tuoi Pria vedermi spirar?
ELCÌA Qual nuova è questa Specie di tormentare un'alma oppressa? Ah! rimanti...
OSIRIDE Ti arresta!
ELCÌA Oh Dio! mel vieta Un barbaro dover... caro! che affanno! Prendi l'estremo addio... Quale istante fatal!
OSIRIDE Ferma, ben mio!

Duetto
Ah se puoi così lasciarmi, Se già tace in te l'affetto, Di tua man pria mi apri il petto, E ne squarcia a brani il cor!
ELCÌA Ma perché così straziarmi? Perché farmi più infelice? Questo pianto a te non dice Quanto è fiero il mio dolor?
ELCÌA e OSIRIDE Non è ver che stringa il Cielo Di due cuori le catene, Se a quest'alma affanni e pene Costò sempre il nostro amor! (Squillano le trombe di lontano).
ELCÌA Ah! quel suon già d'Israele Or raccoglie i fidi... addio!...
OSIRIDE
(trattenendola con impeto)
Chi sarà quell'uom, quel Dio, Che da me ti può involar?
ELCÌA Deh! mi lascia...
OSIRIDE Invan lo speri...
ELCÌA Ah paventa!...
OSIRIDE Orrendi e neri Cadan tutti sul mio capo Del tuo Dio gli sdegni e l'ire...
ELCÌA Ma funesto un tanto ardire...
OSIRIDE L'alma mia non sa tremar.

ELCÌA e OSIRIDE Dov'è mai quel core amante, Che in sì fiero e rio momento Non compianga il mio tormento, Questo barbaro penar?
(Elcìa allontana quasi afforza da Osiride, che entra disperato per la parte opposta).

SCENA QUINTA
Amaltea e Mambre, indi Faraone ed Osiride con real seguito.
Recitativo dopo il Duetto
AMALTEA Ah! dov'è Faraon? Mambre! t’affretta...
MAMBRE Che fu?
AMALTEA Cinta è la reggia Da folto stuol di Egizi, e baldanzoso Pretende ognun che l'ordine già dato Di congedo agli Ebrei fia rivocato.
MAMBRE Lo sappia il Re... (Già siamo in porto!)
AMALTEA Immune Non resti un tanto ardir; cada la scure Sul capo al sedizioso, Che del Dio di Mosè novello sdegno Osa di provocar sul nostro regno.
MAMBRE Ecco il Sovrano, e ‘l Prence è seco.
AMALTEA (Ah! troppo Di Osiride pavento! A suo talento il cor paterno ei muove, E Faraon per suo destin fatale Debole è al bene e pertinace al male.)
MAMBRE (La vittoria è per noi!)
AMALTEA Mio Re! non sai...
FARAONE Tutto mi è noto.
AMALTEA Ah! di esemplar rigore Ti arma o signor! fia doma La popolar baldanza, E ammiri Egitto ormai la tua costanza.
FARAONE Sposa, ti accheta..
OSIRIDE Alle muliebri cure, Donna, rivolgi il tuo pensier.
FARAONE La benda, Che un fattucchier maligno Pose al credulo ciglio, Gazie agli Dei! seppe squarciarmi il figlio.
AMALTEA Che sento! oh me infelice! Oh sventurato Egitto!
OSIRIDE Tanta stupidità mi muove a sdegno!
AMALTEA Ma il flagello divin?
FARAONE Son tutt'inganni.
AMALTEA E qual prova maggior...
FARAONE Non più: va', Mambre, Prence, tu stesso il piede affretta, e sappia Da voi Mosè, che rivocato è il cenno, E se da Egitto un sol partir ardisca Acerba morte il punirà.
OSIRIDE (Qual gioia!)
AMALTEA Deh rifletti o mio Re! cangia consiglio!
FARAONE Taci, Regina: ho risoluto, e basta. Ah! tremi il mio nemico, Tremi Mosè, se il voler mio contrasta.

Aria
A rispettarmi apprenda
Chi ad obbedir sol nacque,
Né seco più discenda
A patti vili un Re.
Io deggio al ben del regno
Ogni mia cura, o sposa:
È quell'affanno indegno
Del tuo bel cor, di te.
Oh quanto grato
Al tuo consiglio,
Saggio mio figlio,
È il genitor!
Se ognora a lato,
Caro, mi sei,
Nemico aguato
Non temo allor.

(Ad Amaltea)
Ti calma, e taci.
(Ad Osiride)
Miei cenni adempi, E se quegli empi Resisteranno, Destar sapranno Più il mio furor. (Parte).

SCENA SESTA
Veggonsi gli Ebrei, le loro spose, madri, figli, tutti riuniti per la partenza. Aronne ed Amenofi sono in mezzo ad essi cantando le seguenti lodi al Signore.
Finale I
Vasta pianura. A vista le mura di Tani.
UOMINI All'etra, al Ciel, Lieto Israel, Di gioia inalzi i cantici!
ARONNE Offra al suo Dio benefico In olocausto il cor, Di puro, ardente amor Devoto omaggio!
DONNE Confin non ha La sua bontà. Punì l'infido Egizio.
AMENOFI Ed al diletto popolo Col suo divin poter I lacci fe' cader Di rio servaggio.
ARONNE Di Abram, d'Isacco, Dio di Noè!
TUTTI Sian lodi a te!
AMENOFI Fattor del tutto! Signor de' Re!
TUTTI Sian lodi a te!
ARONNE ed UOMINI Per te risuonino I sacri timpani!
AMENOFI e DONNE Te i canti armonici Per sempre esaltino!
TUTTI E fin la postera Gente remota Ammiri e veneri, Stupida e immota,
Ne' gran prodigi Di questa età La tua giustizia, La tua pietà.
ARONNE e UOMINI Dio di Noè.
AMENOFI e DONNE Sian lodi a te! Signor de' Re.
TUTTI Sian lodi a te.

SCENA SETTIMA Elcìa e detti, indi Mosè, Osiride e Mambre con seguito.
ELCÌA Tutto mi ride intorno! Io sola... oh rio penar! In così lieto giorno Mi struggo in lacrimar! Gran Dio! se al tuo cospetto Fallace è un tanto ardor, Tu del tuo santo affetto Infiamma questo cor!
AMENOFI Elcìa! compagna amata!
ELCÌA Lasciami al mio dolor!
AMENOFI Dolor! ma un tale istante...
ELCÌA Fatale a un core amante!
AMENOFI Se il Nume lo condanna, Vinci un fatale amor.
ELCÌA (Questa virtù tiranna In me non sento ancor!)`

MOSÈ
(ad Osiride)
Che narri?
OSIRIDE Il ver.
MOSÈ M'inganni, Nè a' detti tuoi do fede.
MAMBRE Ma un tanto ardire eccede!
OSIRIDE Favella il padre in me.
Il cenno è rivocato, Che i ceppi tuoi sciogliea, E la partenza ebrea Per or sospende il Re.
ARONNE Ah qual perfidia!
CORO DI EBREI Oimè!
MOSÈ Superbi! Iddio lo vuole? Iddio lo esigerà.
OSIRIDE Palesi son tue fole...
AMALTEA e ARONNE Oh errore!
CORO Oh cecità!
ELCÌA Prence! ah! che fai!
OSIRIDE Ti accheta...
ELCÌA Ah! tu non sai...
MOSÈ Fra poco La grandine ed il foco Egitto struggerà.
MAMBRE Minacci!
OSIRIDE Audace! amici, Cada costui...
ELCÌA Che dici! Ti arresta!
CORO DI EBREI IL nostro sangue Prima si verserà.
OSIRIDE e MAMBRE
(a' loro seguaci)
Ferite... distruggete... AMENOFI e ARONNE
(a gli Ebrei) Mosè voi difendete... CORO
No! non fia ver...
ELCÌA Che osate!

SCENA ULTIMA
Faraone, Amaltea, guardie e detti.
FARAONE Fermate... audaci! olà!
AMALTEA, AMENOFI, ELCÌA, FARAONE, OSIRIDE e MAMBRE Alla idea di tanto eccesso... Geme il cor dolente!
Avvampa il cor fremente!
FARAONE, OSIRIDE e MAMBRE E da un vortice di affetti Combattuto in seno e oppresso, Delle stelle ognor rubelle
Sente il barbaro rigor!
MOSÈ e ARONNE Tu alla idea di tanto eccesso Fremi o Nume onnipossente! Già da un vortice di affanni Chi ti oltraggia io veggo oppresso: Provi l'empio un tristo scempio, Che punisce il grave error.

OSIRIDE Padre...
MOSÈ Signor....
OSIRIDE Costui Fu ardito a segno...
MOSÈ Io mai Credei, che i cenni tuoi Osassi rivocar.
FARAONE Vile! lo dissi e il voglio...
MOSÈ Ah! dunque è ver?
FARAONE L'orgoglio Deponi, o alle ritorte...
AMALTEA Cessa o mio Re!
OSIRIDE Di morte Degno è il fellon...
ELCÌA (Ti calma!...)
FARAONE Se nuovo ardire ostenta, Io lo farò svenar.
MOSÈ Tu del mio Dio paventa, Arresta i fulmini suoi, E il fallo tuo, che il puoi, Ti affretta ad emendar.
FARAONE Schiavo!.. ti abbassa e taci, Frena quei detti audaci, E al tuo Signore apprendi Da schiavo a favellar.
MOSÈ No, viva il Dio di Giuda, Che i figli suoi difende! (Scuote la verga, scoppia un tuono e cade impetuosa la grandine e la pioggia di fuoco). Mira se chi l'offende Sa pronto fulminar!
FARAONE Cielo! qual turbine!
AMALTEA Che! piove il foco!
OSIRIDE Ah! cade il turbine!
MAMBRE Ah! mugge il tuono!
ELCÌA Ah! dove sono!
AMALTEA, ELCÌA, FARAONE, OSIRIDE e MAMBRE Ovunque incalzami Atro terror!
MOSÈ, ARONNE e CORO Dio così estermina I suoi nemici... Tremate o perfidi,
Sue furie ultrici: È questo un segno Del suo favor.
ELCÌA Rimorsi barbari! Deh mi lasciate! Troppo una misera Voi tormentate! Troppo mi lacera Fiero dolor!
GLI ALTRI Ah! quale smania! Quale spavento! Da quante furie Straziar mi sento! Da quanti palpiti È oppresso il cor! (Tutto è confusione: si cala il sipario).


ATTO SECONDO
Appartamenti reali.
SCENA PRIMA Faraone ed Aronne, indi Osiride.

Recitativo
FARAONE Ecco in tua mano, Aronne, Il decreto real; fatale al regno Fia la vostra dimora; anzi di morte È reo chi d'Israele a Tani intorno Si aggira ancor, quando risorge il giorno.
ARONNE Dell'ultimo flagello i tristi effetti Rammenta ognora, e di Mosè alle preci Se questa volta ancora Arrise Iddio, fuggi l'insidia e l'arte Del corteggian, che a malignarti il core Fra poco tornerà. Pietoso il Nume Sempre non troverai.
FARAONE Debole tanto Faraon non sarà.
ARONNE Lo voglia il Cielo! Sia diradato alfin l'orrido nembo, E ognun respiri a bella pace in grembo. (Parte).
FARAONE Sì, covra eterno obblìo Le passate sciagure, e lieto ognora Splenda l'egizio ciel: ah! vieni, o figlio! Esulti per quell'alma! Oh quai delizie a te destina il fato!
OSIRIDE (Se mi leggessi in cor!)
FARAONE Tornò d'Armenia Ittaco ambasciador.
OSIRIDE (Che ascolto!)
FARAONE Accoglie La tua destra, il tuo cor, le offerte nozze La real Principessa.
OSIRIDE (Io moro!)
FARAONE Appena De' vili Ebrei sgombrato fia l'Egitto, Si accendano le tede, E sì augurate e amabili catene Succedano una volta a tante pene.
OSIRIDE (Che mai farò? la fiamma mia, che al padre Svelar volea, per ottener ch'Elcìa Meco restasse, e come A lui paleserò?)
FARAONE Perché dolente, Prence, ti veggo il volto! Qual grave affanno hai nel tuo seno accolto?

Duetto
OSIRIDE Parlar, spiegar non posso Quel che nel petto io sento! Ah no... del mio tormento Darsi non può maggior!
FARAONE È il Ciel per noi sereno, Se pria fu avverso e fiero: Ti calmerà, lo spero, Dolce e soave amor.
OSIRIDE No... sempre sventurato...
FARAONE Perché? qual tristo fato?
OSIRIDE Padre! ah! non sai...
FARAONE Favella...
OSIRIDE La mia nemica stella Mi vuole perverso ognor!
FARAONE È a te ragion rubella? Non ti comprendo ancor.
OSIRIDE (Non merta più consiglio Il misero mio stato; E il più fatal periglio Vo intrepido a sfidar!)
FARAONE (Palpito a quell'aspetto! Gemo nel suo dolore! Ah! qual sarà l'oggetto Del grave suo penar.) (Viano da parti opposte).

SCENA SECONDA Amaltea con seguito e Mosè, indi Aronne.

Recitativo dopo il Duetto
MOSÈ Gentil Regina, oh quanto Mi è noto il tuo bel cor! tu mia difesa, Tu scudo al popol mio presso il consorte Fosti mai sempre, a se a' consigli tuoi Ceduto avesse il Re, straziato, afflitto Da tanti affanni or non sarebbe Egitto.
AMALTEA Sperar possiamo almen che questa volta, Dal celeste rigor reso più saggio, Non si cangi il mio sposo.
MOSÈ Eh! temo ancora! Più dell'aura incostante, e di una fronda Esposta al vento è più leggier...
AMALTEA La tua Sollecita partenza i mezzi e l'armi Tolga a' nemici tuoi Di sedurre il suo cor. Qualunque istante Che inutile trascorra, è periglioso A' tuoi desiri ed al comun riposo.

Aria
La pace mia smarrita Ah! respirar vorrei! Spero che i voti miei Il Ciel seconderà.
CORO Ti calma, ti consola; Il Ciel si placherà.
AMALTEA Oh Dio! spiegar vorrei I palpiti del core! Ah il mio crudel timore Più grande ognor si fa! Chi sa se a me ritorni Bella felicità.
CORO Ah spera: ti consola, Il Ciel si placherà. (Parte col coro).

Recitativo dopo l’Aria
ARONNE Nuove sciagure, o mio german!
MOSÈ Che rechi!
ARONNE Lo sconsigliato Osiride Vidi da lungi, che traendo Elcìa Quasi per forza, a solitario calle I suoi passi volgea. Celarla ei tenta, Onde sottrarla alla partenza.
MOSÈ Oh folle! Allo sguardo di Dio chi mai s’asconde?
ARONNE Che degli amanti rei le orme seguisse Imposi ad Ismael: saprò fra poco Il loro asilo.
MOSÈ Ad Amaltea veloce Tu vanne, Aronne, e tutto A lei palesa: ella con te sorprenda La coppia contumace. A radunare Io corro i miei. S'Elcìa non vien, se ancora V'ha chi audace resiste al nostro Dio, I giorni suoi ne pagheranno il fio. (Aronne entra nella stanza di Amaltea, e Mosè esce dalla parte opposta).
Oscuro sotterraneo, a cui si scende per tortuosa scala.

SCENA TERZA Osiride dall'alto con fiaccola, conducendo a stento la timida Elcìa.
Scena e Quartetto
ELCÌA Dove mi guidi? il mio timor dilegua...
OSIRIDE Segui chi t'ama, e temi?
ELCÌA E in così mesta Tenebrosa caverna, ove giammai Luce penètra, e ’l di cui tristo aspetto Mi agghiaccia l'alma e i sensi miei confonde, Qual novella cagion me teco asconde?
OSIRIDE A' Numi ed ai mortali Ti vo' celar. Se di maschil coraggio Amor non ti arma il sen, mi perdi, Elcìa, Io ti lascio per sempre.
ELCÌA Ah! servir deggio Al dover che m'impone il Dio che adoro.
OSIRIDE Ma tutto ancor non sai, mio bel tesoro! Di Armenia la Regina a me in isposa Il padre destinò.
ELCÌA Stelle!
OSIRIDE S'è vero Che mi ami, o cara, o respirar si corra Sotto più amico ciel... fin che la notte Non distenda il suo vel, fra questi orrori Nascosta resterai...
ELCÌA Prence! ah! che dici!
OSIRIDE Mio ben! giorni felici Vivrem fralle capanne: a' boschi in seno Lieto sarò, se ignoto al padre, al mondo, Da semplice pastore Il mio trono ergerò nel tuo bel core.
ELCÌA Quale assalto! qual cimento! Chi dà lena all'alma oppressa?
OSIRIDE Deh risolvi... a che perplessa? Fausto Amor ci assisterà.
ELCÌA Principessa avventurata! Tu godrai sì caro oggetto? E di Elcìa la sventurata Giusto Ciel! che mai sarà?
OSIRIDE Se il tuo spirto è irresoluto, Se fra' dubbi ondeggi ancora, Ah! per noi tutto è perduto, Rio destin ci opprimerà.
ELCÌA Rendi a me, poter divino, Quel valor che più non sento, Se a cadere è già vicino Troppo debole il mio cor!
OSIRIDE Tu di Amor poter divino Più coraggio infondi in lei, E al periglio già vicino, Fa' che ceda ormai quel cor. (Si ode qualche rumore dall'alto. Veggonsi Amaltea ed Aronne seguiti dalle guardie egizie, che recano le faci).
ELCÌA Ah mira!
OSIRIDE Oh Ciel!
ELCÌA Siamo sorpresi!
OSIRIDE È il padre, O l'audace Mosè, che a noi sen viene... Fa' cor... teco son io...
ELCÌA Chi mi sostiene? (Giunti al basso si sorprendono a vicenda nel riconoscersi).
AMALTEA Osiride!
OSIRIDE Amaltea!
ARONNE Elcìa!
ELCÌA (Ah! che mai vedo!)
ELCÌA, AMALTEA, ARONNE e OSIRIDE Al guardo mio non credo! Mi sembra di sognar.
AMALTEA
(ad Osiride)
Involto in fiamma rea, Preda di amor non degno, Un successor del regno Io non credea trovar.
ARONNE
(ad Elcìa)
Sperai che un folle ardore In te già fosse estinto, Ma Elcìa sì grave errore Non seppe cancellar?
OSIRIDE Freno a' tuoi detti, o donna! Chiudi quel labbro... insano! Forza suprema invano Da Elcìa mi può staccar!
ELCÌA Non reo, ma sventurato Fu il mio fatale affetto... Si svelga dal mio petto Un cor che seppe amar!
ARONNE
(ad Osiride)

AMALTEA
(ad Elcìa)
Seduttrice!
OSIRIDE Oh rabbia!
ELCÌA Oh me infelice!

ELCÌA , AMALTEA, OSIRIDE e ARONNE Ah! non mi so frenar! Mi manca la voce! Mi sento morire!
Sì fiero martire Chi può tollerar?
AMALTEA Costei dal suo lato Sia tolta, o custodi...
OSIRIDE Ah prima svenato...
ARONNE Deh cedi...
ELCÌA Deh m'odi!
OSIRIDE Crudele!
ELCÌA Lo voglio...
OSIRIDE Rinunzio al mio soglio.
ARONNE Oh eccesso!
AMALTEA Che rossor!
ELCÌA No... servi allo stato, Il padre consola, E lascia me sola, Al pianto, al dolor.
OSIRIDE Ah Cielo tiranno, Spietata mia sorte, Può darmi più affanno Il vostro rigor!
ELCÌA, AMALTEA, OSIRIDE e ARONNE Fiera guerra mi sento nel seno! Vari affetti lo straziano a gara! Più la mente ragion non rischiara!
Per me tutto è tormento e dolor!

CORO Altri affanni per noi già prepara Il destino crudele, oppressor.
(Aronne s'impadronisce di Elcìa. Osiride è trattenuto da Amaltea. Tutti escono dal sotterraneo).

SCENA QUARTA Faraone, Mosè e guardie.
Recitativo dopo il Quartetto
FARAONE Che potrai dir? Di Achimelecco, il Rege Di Madian, non leggesti Testé il foglio, o Mosè? Moabbo, Ammone Co' Madianiti e i Filistei feroci Inonderan le mie campagne, il regno, Se lascerò, come indicò l'editto, I perigliosi Ebrei partir da Egitto.
MOSÈ E da misera gente Qual mal si può temer?
FARAONE Tutto: bramosa Di formarsi un asil, dalla violenza Ottenerlo saprà; quindi turbati De' vicini regnanti I domini saranno.
MOSÈ Oh debole pretesto! oh nuovo inganno! E chi sono costoro In faccia al nostro Dio? polve, che il vento Ed agita e disperde in un momento!
FARAONE Giusta ragion di stato A rivocar mi astringe, Tu il vedi ben, l'ordin già dato.
MOSÈ Oh cieco, Oh affascinato Re! nuovi flagelli Richiami sul tuo capo?
FARAONE Olà! favelli Qual dee Mosè!
MOSÈ Non è Mosè... ragiona Sul suo labbro quel Dio, che tante prove Ti diè del suo poter; quel Dio, che stanco Di più soffrirti, atroce Colpo già scaglia al tuo paterno core, Che costar ti saprà pianto e dolore.
FARAONE Superbo!

MOSÈ Il real Prence Con tutt'i primogeniti, saranno Fulminati da Dio.
FARAONE Guardie! tra' ceppi Costui sia tratto: or or vedrem, se il fulmine Abbatterà sul trono il figlio mio, O te da morte salverà il tuo Dio.

Aria
MOSÈ Dal Re de’ Regi infranta sarà la rea catena. Tu pagherai la pena Della tradita fè. Quest’empio m’incatena. Ma, o Dio, riposo in te. Paventa, o fier tiranno! Gli stral’ dal ciel cadranno. Il duol, l’estremo affano, tutto verrà da te. (È condotto via).
SCENA QUINTA
Faraone indi Mambre, poi Amaltea, in fine Osiride.
Recitativo
FARAONE Oh Nume Osiri! oh Dei ch'Egitto adora! E neghittosi un tanto ardir soffrite? Ah no... se il poter vostro oltraggia un empio, Tanti misfatti or pagherà il suo scempio. Giungi opportuno, o Mambre. Al Real Prence E a tutti i primogeniti del regno Osò pocanzi minacciare i giorni L'orgoglioso Mosè.
MAMBRE Oh qual baldanza!
FARAONE Sul tron di Egitto, e al fianco mio lo vegga Però quel vil, e di sua morte il cenno Abbia del Prence istesso, Che un suo folle presagio annunzia oppresso.
MAMBRE Eh! si svelga una volta Dal suol pianta venefica, che ognora La nostra pace infesta.
FARAONE Or tu raduna I Grandi, o Mambre: al Principe sul soglio Fedeltade ciascun giuri, e rispetto.
MAMBRE Sì bel comando ad eseguir mi affretto. (Via).
AMALTEA Un nero eccesso io vengo Di Osiride a svelarti.

FARAONE So che di colpa È Osiride incapace: Pensa a te stessa, e me pur lascia in pace.
AMALTEA (Ah! un perfido trionfa!) (Ah! tolga il Ciel, che tutto Il giubilo comun si cangi in lutto!) (Via).

SCENA SESTA Una lieta marcia annunzia l'arrivo de' Grandi seguiti dalle guardie reali; Faraone ed Osiride sono sul trono; indi Mambre, che conduce fralle catene Mosè; poi Aronne; in fine Elcìa scarmigliata ed affannosa, seco conducendo Amenofi, ed alcune donzelle ebree.
Coro, Recitativo ed Aria
CORO DI GRANDI Se a mitigar tue cure Chiami un compagno al trono, Signor, di tanto dono Grati noi siamo a te. Specchio di tue virtudi, Al popolo, alle squadre, Sarà, come già il padre, Sostegno, amico e Re.
FARAONE Sì, popoli di Egitto, io vi offro in lui Di voi degno sovrano, e in voi pur gli offro Sudditi di lui degni. Or stringi, o figlio, Questo scettro real: del regno mio Ti chiamo a parte, e teco Ne divido il poter.
OSIRIDE Se il Ciel concede A' voti miei che le paterne imprese Possa imitar, chi più di me beato? (Più Elcìa non perderò: cangia il mio stato.)
FARAONE Venga Mosè, venga, e l'opprima il peso Del tuo regio splendore, Dell'altrui fedeltà, del suo rossore.
MAMBRE Il tuo desìo prevenni, e al regio piede Io trassi già l'audace.
MOSÈ (Umana cecità! sei pertinace!)
OSIRIDE Alzami or tu la temeraria fronte. Osiride son io... son pur quel desso, Cui non ha guari, e in questa reggia osasti La morte minacciar. Gli Dei, custodi Della vita de' Re, mi alzaro al trono Per far più chiare le tue fole. Or vieni, Prostrato a questo piè, comincia, o vile, A temermi, a tremar!
MOSÈ Come tuo servo Obbedisco al comando, e Re t'inchino: Come di un Dio ministro alzo la voce, E torno a minacciar: sciogli Israele, Se te vuoi salvo, e il popol tuo; se il nieghi, A cader ti prepara: Tu ti credi sul trono, e sei sull'ara.
FARAONE E nelle offese ei più imperversa?
ARONNE
(sorpreso nel vedere Mosè fra' lacci)
Oh Cielo! Fu dunque ver quanto la fama intorno Sparse di te? ah Osiride? che tenti?
OSIRIDE Smentir falsi portenti, Domar l'audacia ebrea.
ARONNE Perché a farti tacer tarda Amaltea?
OSIRIDE Son di soffrir già stanco... Olà!
ELCÌA
(frapponendosi impetuosa, e seguita dalle donzelle ebree) Che fai? ti arresta, o Prence, e ascolta Di un cor straziato ed a mancar vicino
Gli estremi sensi...
OSIRIDE Elcìa!
FARAONE Chi è mai costei?
MOSÈ Signor, tu vedi in lei...
ELCÌA La rea cagion di tanti affanni, e tanti... Colei, che nata a Levi in sen, si rese De' genitori e del suo Nume indegna... Sì, vedi in me la vittima infelice, Che a sconsigliato ardor sciogliendo il freno, Suo consorte il tuo Prence accolse in seno.
FARAONE Che ascolto? e tu potesti!...
OSIRIDE Ah! pria la mira, Resisti pur, se puoi Di quei lumi al riflesso, E poi condanna un giovanile eccesso.
FARAONE Ma di te indegno è un tale amor.
ELCÌA Sì, Prence... Che giova più fiamma nudrir, che un Dio, Tuo padre, il tuo splendor, quel soglio offende? Cedi al dover, sciogli Mosè, felice Rendi l'Egitto, il popol d'Israele Vada al deserto; ed a placar del Cielo L'ira ben giusta, Elcìa tranquilla e forte, Saprà il fallo espiar colla sua morte.

Aria
Porgi la destra amata Alla real donzella, E ti ami il cor di quella Come ti amò il mio cor!
OSIRIDE Ah! tu sarai la bella Regina del mio cor!
MOSÈ, ARONNE e FARAONE Di una passion rubella Non senti in te rossor?
AMENOFI, CORO DI EGIZI e DI DONZELLE EBREE Di una passion rubella Vittima è l'alma ognor.
ELCÌA E ancor resisti? ancora Non cedi alla ragione?
OSIRIDE Ch'io ceda? ah quel fellone Anzi da questa mano Ora dovrà morir. (Snuda il ferro e si vuole avventare a Mosè).
ELCÌA Che fai? che tenti? insano! Ti calma...
MOSÈ Io non ti temo.
ELCÌA Odi l'accento estremo Di chi tu amasti...
OSIRIDE Eh! cada Quel mago indegno e rio.
(Mentre si scaglia contra Mosè è colpito da un fulmine, e cade morto al suolo. Tutti restano sorpresi. L'angiolo sterminatore attraversa la reggia).
TUTTI Ah!
MOSÈ Così atterra Iddio Un pertinace ardir.
FARAONE Figlio! mio caro figlio: Ei più non vive! (Sviene sul cadavere di Osiride).
AMENOFI e ARONNE Oh evento!
MOSÈ E a così gran portento Non vi arrendete ancor!
ELCÌA Oh desolata Elcìa! Oh acerbe! oh immense pene! È spento il caro bene! L'oggetto del tuo amor! Tormenti! affanni! smanie! Voi fate a brani il core! Tutto di Averno o furie Versate in me il furore... Straziate voi quest'anima, Che regge al duolo ancor!
TUTTI Oh Egitto! oh istante orribile! Giorno sterminator!
Si cala il sipario.


ATTO TERZO
SCENA PRIMA Campagna alle sponde dell'Eritrèo. Mosè ed Aronne sono alla testa del popolo Ebreo, che si avanza al suono di lieti istrumenti. Amenofi sostiene l'addolorata Elcìa, che può reggersi a stento.
Recitativo
MOSÈ Eccone in salvo, o figli. Ah! dopo Tante pene e tormenti a bella pace in grembo Dio tragge il popol suo. Securo asìlo Ne' deserti di Arabia ei ne promette, E ’l grande sacrifizio Vuol, che si compia. Ognun riconoscente Coll'ostia il cor consacri al Dio possente.
ELCÌA Ma... oh Ciel! dell'Eritrèo Non sono queste le sponde?
MOSÈ Ebben!
ELCÌA Sentiero Altro io non veggo al nostro scampo...
AMENOFI Il varco È conteso dall'onde: e dove, e come Oltre proseguirem?
MOSÈ N'è duce Iddio.
ARONNE Iddio ne guiderà.
MOSÈ Di sue promesse L'audace ov'è che dubitar sol possa?
ARONNE Di aprire al nostro piè facil camino Costa ben poco al suo poter Divino.
MOSÈ Lungi un vano timor: devoti, e proni. Fervide preci al sommo Iddio porgiamo: Dal Celeste favor tutto speriamo. (Mosè s'inginocchia, e seco tutti).

Preghiera e Finale
Dal tuo stellato soglio, Signor, ti volgi a noi: Pietà de' figli tuoi! Del popol tuo pietà!
DONNE e AMENOFI Pietà de' figli tuoi!
UOMINI Del popolo tuo pietà.
ARONNE Se pronti al tuo potere Sono elementi, e sfere, Tu amico scampo addita Al dubbio, errante piè!
DONNE e AMENOFI Pietoso Dio! ne aìta'
UOMINI Noi non viviam, che in te!
ELCÌA In questo cor dolente Scendi, oh Dio clemente, E farmaco soave Di pace rendi al sen.
DONNE ed UOMINI Il cor, che in noi già pave, Deh tu conforta appien!
TUTTI Dal tuo stellato soglio, Signor, ti volgi a noi! Pietà de' figli tuoi! Del popol tuo pietà! (Si sente lontano fragor di armi, e grida indistinte).
ARONNE Ma qual fragor!
AMENOFI Che miro!
CORO Oh Ciel!
ARONNE Dal colle Scende immensa falange!...
AMENOFI Ah! siam sorpresi! C'insegue Faraon!
CORO DI DONNE Ecco l'effetto Del celeste favor!
CORO DI UOMINI Or dove sono Le tue promesse?
MOSÈ Oh sconoscenti! osate Temer, che vi abbandoni Quel Dio, che a vostro prò tanti portenti Oprò finor?
CORO DI UOMINI Ma l'oste avanza!
DONNE CON AMENOFI Oh folle Chi prestò fede a te!
ELCÌA (Misera Elcìa!)
ARONNE Che mai sarà di noi?
MOSÈ Tacete o vili! E del gran Dio di Giuda Ammirate il poter. (Tocca colla verga il mare, le di cui onde dividendosi, lasciano in mezzo una strada).
TUTTI GLI ALTRI Oh qual portento! Oh che stupor!
MOSÈ Ciascun mi siegua. Invano, Se ne protegge Iddio, Può l'Egizio tiranno Sperar di rinnovare il nostro affanno. (Tutto il popolo Ebreo passa in mezzo alle acque divise, e giungendo all'altra riva prosegue tranquillo il suo camino).

SCENA ULTIMA Faraone, e Mambre alla testa delle schiere Egizie vengono rapidamente contra gli Ebrei, ed alla vista del Divino prodigio restano sorpresi.
FARAONE Son fuggiti... oh ciel! che miro!
MAMBRE Chi fra le onde aprì un sentiero?
FARAONE Ah! quel Mago audace, altero Alla riva omai si affretta!
MAMBRE E la giusta tua vendetta Or delusa, resterà?
FARAONE No... s'insegua quell'indegno, Che di un padre il core oppresse...
MAMBRE Traccerem quelle orme istesse...
FARAONE Del suo popolo..MAMBRE Dell'empio
FARAONE Or si faccia orrendo scempio... Mi seguite...
MAMBRE Andiamo...
MAMBRE E FARAONE Oimè! (grido).
(Tutti s'inoltrano in mezzo al mare, ma vi restano sommersi dalle onde, che tempestose, e rapidamente si riuniscono. La scena s'ingombra di dense nubi, che poi diradandosi lasciano vedere il mare reso già tranquillo, ed in distanza sull'opposto lido il popolo Ebreo, che genuflesso rende grazie al Dio degli Eserciti)

FINE