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Dalibor Libretto

Dalibor
Opera tragica in tre atti su libretto tedesco di Josef Wenzig, traduzione ritmica in ceco di Ervín Spindler.


Personaggi
DALIBOR
Cavaliere al servizio del re di Boemia. Tenore
MILADA
Soprano
WLADISLAW
Re di Boemia. Baritono
JITKA
Fanciulla del villaggio, protetta da Dalibor. Soprano
BENESˇ
Carceriere capo. Basso
BUDIVOJ
Comandante delle guardie del castello. Baritono VÍTEK    
Mercenario di Dalibor. Tenore
Tre Giudici. Bassi-Baritoni

Mercenari, guardie, popolo, monaci.     [la scena, secondo la leggenda, si svolge a Praga nel 1498, presso il castello del re Ladislao II]    

La traduzione italiana qui proposta è quella pubblicata in Dalibor, programma di sala della "Stagione lirica e di balletto 1999" del Teatro Lirico di Cagliari, Cagliari: Scuola Sarda, 1999, pp. 59-95.


 ATTO I
     
Cortile del castello, occupato da guardie. Sullo sfondo, il trono reale. Folla di popolo, tra cui Jitka.     
 
SCENA I
Popolo, Jitka.
POPOLO    Oggi la sentenza verrà proclamata
ed il colpevole alla giustizia consegnato!
Dalibor! Dalibor!
Ma, pur grave la sua colpa,
un valoroso eroe, e glorioso, lui era un tempo.
Dalibor! Dalibor!

JITKA     [in disparte, persa nei suoi pensieri]
Piccola orfanella abbandonata,
tra vecchie rovine mi ha trovata,
m'accolse e da lui protetta
entrai in una splendida vita da sogno.
Uno sposo voleva portarmi,
che fosse il più grande tesoro della mia anima,
e farmi conoscere la gioia più grande:
nella mia casa con un caro marito.
Ed ora, ed ora, ahimè!
Cade nelle mani dei nemici,
e presto, forse, ahimè!
la notte nella tomba lo accoglierà.     
POPOLO    Oggi la sentenza verrà proclamata
ed il colpevole alla giustizia consegnato!
Dalibor! Dalibor!
JITKA     Ma forse no! Ma forse no!
Dalla prigione lo libererò!
Volo, volo sulle ali del vento, lontano,
e nella notte oscura
i suoi amici si uniscono a me:
insieme lo libereremo,
lo libereremo dalle pietre sepolcrali!
Trombe suonano dietro la scena, annunciando l'arrivo del re e dei giudici.
     Marcia.    
     
SCENA II
Gli stessi, il re Wladislaw.
     Le guardie ristabiliscono l'ordine. Il re sale sul trono. I giudici prendono posto al suo fianco.

WLADISLAW    Voi già sapete come questa bellissima reggia
sia rimasta vittima di passioni sfrenate,
e da quanto tempo Dalibor si ostina
a turbare quella pace che ho tanto cercato,
ed ora ha commesso un nuovo crimine.
Coi suoi uomini ha assalito il castello di Ploskovice,
distrutto le mura, uccisone il signore.
Ma ora, finalmente, è stato sconfitto dall'esercito,
l'esercito che io ho mandato,
spronato da Milada, che dell'ucciso era la sorella.
Solo là, dopo una terribile battaglia sanguinosa,
Dalibor si è arreso.
Egli ora è in mio potere, lo giudicherà il re!
Ma, perché il vostro verdetto sia giusto,
prima di Dalibor ascoltate Milada!    
     
SCENA III
Gli stessi, Milada.

WLADISLAW    A voi la parola, raccontateci;
qui è riunito il consiglio dei giudici
per rendervi giustizia.     
MILADA    Il mio animo è atterrito,
oppresso è il mio cuore,
quel che vi dico è il pianto,
il pianto per una perdita crudele.
POPOLO    Con le lacrime spegne la sua rabbia!
JITKA    [tra sè] La paura mi fa rabbrividire!
MILADA    [raccogliendo i suoi scudieri]
Ascoltatemi! Ascoltatemi!
Oh, abbiate pietà, ascoltate il pianto afflitto!
Pietà! Misericordia!
Ormai il giorno era spento,
ed il castello riposava nel sonno.
Nessuno sospettava del tradimento,
ma sotto le mura già lo si preparava.
Ed ecco, d'improvviso, dei colpi terribili
ho udito, là, dalle foreste vicine,
fui scossa nel sonno da molte grida:
Dalibor! Dalibor!
Cozzavano le spade
in quella battaglia di sangue
lontano, vicino.
Nel fuoco e nel fumo
le truppe lottavano già,
là sotto le mura.
Vagavo laggiù e, ai piedi del castello,
chiamavo il mio caro fratello,
lo vidi, lontano, barcollava,
si avvicinava col paggio fedele.
Da una ferita aperta, terribile
sgorgava il sangue dalle vene vermiglie,
schiuse la bocca,
si accasciò, esanime, cadde.
In lacrime, il paggio fedele
con sè mi portò per la foresta vicina,
così per sentieri segreti
sfuggii ai nostri nemici.
Ed ora qui davanti a voi
chino la testa, io, di tutto derubata.
Lo accuso, è colpevole di un delitto,
poiché per la sua vendetta,
io sono ora distrutta.
Dalibor! Dalibor!     
POPOLO    Che pena questa creatura!
JITKA    [tra sè] La paura mi fa rabbrividire!
WLADISLAW    Rallegratevi, o Milada,
chi vi ha ferita è mio prigioniero.
Benedice le mie armi il Signore
e con esse voi, e questa terra.
Che entri ora Dalibor e confessi!
MILADA    Devo forse vederlo?
L'assassino del mio caro fratello,
il sangue dentro mi ribolle!
JITKA    Oh, Signore, stammi ora vicino
e salva la mia anima!
Non posso svelare
la voce del mio cuore!
MILADA    Il sangue dentro mi ribolle!
Devo forse vederlo?
L'assassino del mio caro fratello!
 
SCENA IV
Gli stessi, Dalibor.
Dalibor entra, con le mani legate, e si avvicina, silenzioso ma fiero, al trono del re.     
MILADA    [stupita nel vederlo]
Quale visione!
I miei occhi non potevano immaginare.
POPOLO    [tra sè] Per grande che sia la sua colpa,
lui guarda sereno il suo destino.

WLADISLAW    Rispondi a questa accusa!
Hai assalito il castello di Ploskovice,
l'hai distrutto, il suo signore assassinato.
Scagionati, se puoi, fallo subito,
dinnanzi a noi!     
DALIBOR    Non voglio negare,
non è mio uso mentire.
Giurai vendetta,
e da uomo d'onore la compii.
Alla seduzione delle donne ho sempre resisitito.
Un amico è quel che il mio animo ha più desiderato.
Poi il mio desiderio potè esaudirsi,
il sogno dell'amicizia avverarsi,
e in Zdenek trovai un amico.
Quando il mio Zdenek, in estasi sacra,
suonava con fervore la sua musica celeste,
in un dolce desiderio mi scioglievo,
e mi elevavo lassù, dove brillano le stelle più luminose.
Ma ascolta!
Da lungo tempo ormai ero in contrasto
coi superbi consiglieri di Litomerice
e andai a combatterli
ancora e ancora una volta,
Zdenek al mio fianco,
il mio caro Zdenek, inseparabile amico!
La battaglia s'infuocava con la rabbia,
il nemico catturava il mio Zdenek,
con odio crudele gli mozzava la testa,
e per la mia umiliazione la issava
su di un palo sopra le mura.
Quale orrenda visione dovevo sopportare,
non so se son desto, per il terrore!
Le lacrime amare furono inutili,
il dolore non riuscirono a sedare!
MILADA    Questa accusa trafigge il mio cuore!
DALIBOR    Allora giurai vendetta,
una terribile vendetta!
Ploskovice aveva aiutato Litomerice,
perciò vi ho appiccato il fuoco.
Ecco, era la fiaccola del sepolcro di Zdenek!
E il signore di quel castello
col suo sangue ha pagato
per la testa di Zdenek!

WLADISLAW    Così con un delitto aiutasti te stesso!     
DALIBOR    Un uomo non rinuncia a questo diritto!
WLADISLAW    Ti sei ribellato al tuo re!
DALIBOR    Forza contro forza, così comanda il mondo!
Io dichiaro, se qui non morirò,
che per la vita di Zdenek farò pagare Litomerice.
E se tu, o re, me lo vorrai impedire,
così sicuro, sul trono, non potrai più salire!
MILADA    Cosa dice?
POPOLO    Con queste parole
la spada su di sè ha alzato!
GIUDICI    Per te la sentenza da solo hai formulato!
DALIBOR    Della mia vita ormai non m'importa
da quando il mio Zdenek morì,
per la mia morte non ho interesse,
fosse domani oppure quest'oggi!
MILADA    Cosa dice? Cosa dice?
DALIBOR    Fino al fondo si è svuotato
il calice della gioia,
dalle labbra ho già allontanato
quella coppa illusoria!

UN GIUDICE    Ecco dunque, Dalibor,
la sentenza unanime:
soffrirai in una cella oscura,
fino alla morte!     
POPOLO    Il volto del sole non potrà più vedere,
il perdono non sfiora più il suo viso!
DALIBOR    Lo senti, amico, lassù in cielo?
La strada che porta a te mi preparano,
già mi sento elevare su in alto!
Già ti vedo tra le nuvole,
già sento la tua voce!
Già m'immergo, di nuovo m'immergo
nei suoni magici delle tue corde!
La tua canzone, lassù
risuona con più gloria che quaggiù.
POPOLO    Che uomo! Che uomo!
DALIBOR    Portatemi, dunque, nel buio e nello strazio della prigione,
per questa strada io corro su in cielo!
Esce.
POPOLO    Che uomo! Che uomo!
Un valoroso eroe, e glorioso, lui era un tempo.
 
SCENA V
Milada, Jitka, Wladislaw, i giudici, popolo.

MILADA    [non riuscendo più a dominarsi, si avvicina al re e ai giudici]
Mi getto ai vostri piedi!
Perdonatelo, come io stessa ho fatto!
Quegli occhi possono fare solo il bene,
dategli libertà, vogliatelo perdonare!     
GIUDICI    Ha osato minacciare il vecchio re,
e questa la dovrà pagare cara!
MILADA    Ai vostri piedi io mi getto!
Quegli occhi possono fare solo il bene,
perdonatelo, come io stessa ho fatto!
Dategli libertà, vogliatelo perdonare!
GIUDICI    Ha osato minacciare il vecchio re,
e questa la dovrà pagare cara!
MILADA    Grazia, grazia, dategli la libertà,
perdonatelo, come io stessa ho fatto!
WLADISLAW    La legge e l'ordine devono regnare,
il paese ha dovuto soffrire già troppe pene,
perciò la legge s'impone
e non daremo ascolto al cuore.
Il crimine non può estinguersi diversamente
se non dando alla sentenza
esecuzione coerente.
Escono tutti, eccetto Jitka e Milada.
 
SCENA VI
Milada, Jitka.

MILADA    [senza guardare Jitka]
Quale tempesta mi riempie il cuore
il sangue nelle vene non riesce a fluire!
Lui ha ucciso il mio caro fratello,
eppure, qualcosa mi attira a lui.
Oh, non odiarmi, oh, non odiarmi, fratello!
E per mia causa l'ho perso per sempre.
Adesso, per colpa mia, lui deve morire
in una prigione, in una prigione,
nelle torture del corpo, per colpa mia!     
JITKA    Ecco, è l'amore!
L'amore ti saprà consigliare,
comincia subito ad agire!
MILADA    Chi sei?
JITKA    Di più ti dirò un'altra volta!
MILADA    Che cosa vuoi?
JITKA    Ringraziarti con un gesto!
Dalla prigione lo libereremo,
allora volo, volo sulle ali del vento, lontano.
MILADA    E dalla tomba della prigione lo libereremo,
allora volo, volo sulle ali del vento, lontano.
MILADA
e JITKA    E nella notte oscura
i suoi amici si uniscono a me,
insieme lo libereremo,
lo libereremo dalle pietre sepolcrali!
 
 ATTO II
 
Una strada periferica della città e una taverna.     

SCENA I
Mercenari, poi Jitka e Vítek.
MERCENARI    Sì, è il più allegro dei mondi, questo,
quando vagabondiamo da un regno all'altro.
Tralala, tralala...
E chi si rompe il cranio ben gli sta,
se lo incide bene nella memoria.
Tralala, tralala...
I mercenari entrano nella taverna.

JITKA    [entrando mentre cantano]
Da questa canzone li riconosco sempre.
Vítek esce dalla taverna.
Sei qui, finalmente!     
VÍTEK    Jitka, bambina mia!
Non parlare, non parlare, tesoro mio,
del perché da tanto tempo non torno a casa.
Ho il mio esercito, ora, che non teme
né tuoni né lampi!
JITKA    [mostrando un altro lato della città]
Perché non sei venuto subito
dalla vecchietta che mi ha dato riparo, amore mio?
VÍTEK    Proprio adesso, proprio adesso volevo venire,
ma sei arrivata tu da me, tesoro mio!
JITKA
e VÍTEK     [guardandosi con amore]
Quest'anima, questo desiderio,
questo cuore, questo mistero,
sono i grandi doni del mio amore...
Non lo cambierei per tutto l'oro del mondo!

JITKA     Conosci la sorte di Dalibor?     
VÍTEK     Sento di lui ovunque!
JITKA     Allora, senti questo!
Alla sua accusatrice Dio ha messo nel cuore un sentimento,
piange adesso il suo gesto, e arde d'amore!
Con la lira fra le mani, travestita da mendicante,
è entrata di nascosto nel castello del re,
ingannando il guardiano con fare gentile e lusinghiero.
Ora passeggia fra le guardie,
sta suonando per loro, cercando e spiando,
e, con cautela, chiedendo di lui!
JITKA
e VÍTEK     Ora passeggia fra le guardie,
sta suonando per loro, cercando e spiando,
e, con cautela, chiedendo di lui.
Quando ci dà un segnale
stanotte stessa passiamo all'azione
e andiamo ad aiutarla!
 
SCENA II
Mercenari, Jitka, Vítek

MERCENARI    Sì, è il più allegro dei mondi, questo,
quando vagabondiamo da un regno all'altro.
Escono dalla taverna, ridendo.    
VÍTEK    Avvicinatevi, compagni, e salutate Jitka,
col suo aiuto siamo più vicini al traguardo!
MERCENARI    Gloria a te, gloria a te,
cara fidanzata di Vítek,
sulla quale, come su una rosa primaverile,
lo sguardo si posa con piacere!
JITKA    Gloria a voi, gloria a voi,
uomini d'armi, fedeli alla bandiera,
sui quali, come sulle querce del bosco,
lo sguardo si posa con piacere!
VÍTEK e MERCENARI    Gloria a te! Gloria a te!
Ordunque, in questo felice momento,
eccoci qui riuniti di nuovo,
un gruppo fedele alla stessa causa,
pieno di entusiasmo.
Oh, cielo, accordaci il successo,
anche se il fallimento minaccia.
Dobbiamo essere valorosi, dobbiamo essere valorosi,
così saluteremo la vittoria!
VÍTEK    Adesso accompagno Jitka verso casa,
voi restate qui a bere fino a notte,
non svelate i nostri piani,
mangiate, bevete, ma pagatelo,
gioite, cantate, ridete a crepapelle!
Esce con Jitka.
MERCENARI    Guardate, se ne vanno, vedete, come camminano!
Sono una bella coppia!
Alla loro salute alzate i calici,
finché le botti non saranno vuote, non saranno vuote!
Ritornano in taverna.
 
Interno del castello con alloggio di Benesˇ. In fondo, pattuglia di guardie.     

SCENA I [III]
Budivoj, Benesˇ.
BUDIVOJ    Occorre una forte vigilanza,
perché le truppe di Dalibor sono numerose,
e se si trascurano le cose importanti
la morte dalle cento mani ci prenderà!
BENESˇ    Signore, fidatevi di me,
credete al mio giuramento!
Nel mentre passa Milada, in abiti maschili, con un sacco e un cesto di viveri. Entra nell'alloggio.
BUDIVOJ    Chi è quel ragazzo che vedo uscire?
BENESˇ    Non temete, signore, vi dirò tutto.
Questo ragazzo è un povero mendicante,
che con la sua lira melodiosa
e con i canti della sua giovane voce
è stato accolto dalle guardie.
Non ho nè moglie, nè bambini, nè fratelli,
e per la vecchiaia mi gela il sangue nelle vene,
così ho preso con me questo ragazzo,
perché mi allieti col suo canto.
E, dovete credermi, signore, è un abile servitore,
e mi vuol bene; scommetto che nessuno,
proprio nessuno ha un servo come il mio!
BUDIVOJ    Ma non ti adagiare troppo, vecchio,
perché l'esercito di Dalibor è numeroso,
e se si trascurano le cose importanti
questa battaglia finirà tristemente!
Esce, solennemente.
     
SCENA II [IV]
Benesˇ.     

BENESˇ    [solo] Oh, la vita di carceriere è così dura e triste!
Le porte cigolano, le catene si muovono con fragore,
i muri sono solo ombre grigie.
Io stesso mi sento un carcerato,
poiché vedo intorno a me solo miseria,
e anche se avessi il cuore triste,
dovrei mostrarmi fatto di pietra.     
 
SCENA III [V]
Benesˇ, Milada.

MILADA    [uscendo di corsa dall'alloggio]
Tutto è pronto, sedete qui!
Le salsicce abbondano,
c'è carne buona,
burro, pane, formaggio
e birra per tutti,
mangiate, bevete,
servitevi di tutto!     
BENESˇ    Mi riempio di una enorme gioia,
ragazzo mio, quando ti vedo fare così.
Comportati sempre correttamente,
ed io sarò per te un padre premuroso.
MILADA    E' tutto pronto, sedete qui!
BENESˇ    Le salsicce abbondano,
c'è carne buona,
burro, pane, formaggio
e birra per tutti!
MILADA    Mangiate, bevete,
servitevi di tutto!
BENESˇ    Ma ho ancora qualcosa da fare,
prima di sedermi a tavola!
MILADA    La notte ha già spiegato le sue ali
sul cielo e sulla terra!
BENESˇ    Anche se le mie gambe sono stanche,
questo lo devo fare.
MILADA    Forse potrei andare io al vostro posto?
Non risparmio le mie gambe giovani.
BENESˇ    [con gioia] Oh, ragazzo mio, saresti così gentile?
MILADA    Con piacere!
BENESˇ    Forse il regolamento lo permette...
MILADA    Budivoj è già andato via da tempo,
deve solo dirmi di che si tratta,
ed io ci andrò con piacere!
BENESˇ    Ascolta!
Scendi settanta gradini,
là si trova Dalibor!
MILADA    [celando la sua gioia] Chi, Dalibor?
BENESˇ    Conosci quel cavaliere?
MILADA    L'ho visto solo una volta.
BENESˇ    Mi fa pena.
Spesso, disperato, mi ha chiesto un violino,
per poter suonare e accorciare il suo lungo tempo.
Quale cèco non ama la musica?
Da giovane ho suonato il violino anch'io,
e credo che fra le mie vecchie cianfrusaglie ci sia ancora.
Vado a prenderlo subito. Tu glielo dovrai portare.
MILADA    Va bene, glielo porterò.
Benesˇ esce dalla guardiola.
     
SCENA IV [VI]
Milada.    

MILADA    Come mi sento? Oh, è arrivato così presto quel momento,
da tempo chiesto al cielo nelle preghiere,
in cui mi sarà concesso di vederlo, di parlargli!
Di gioia immensa mi si appanna la vista,
il cuore batte forte, adesso resta con me, mio Dio!
Oh, Cielo, Cielo, fà che sia così!
Se riesci a sentire il grido del cuore umano,
fa' che la mia voce si elevi a te, oh Signore.
Concedigli la libertà per mano mia!
Se senti il grido del cuore umano,
oh, Cielo, Cielo, concedigli la libertà, per mano mia la ottenga!     
     
SCENA V [VII]
Milada, Benesˇ.    
     Benesˇ rientra.    
BENESˇ    Eccoti il violino!
Prendi anche una lampada, perché sono bui gli scalini laggiù.
Io chiudo solo il primo cancello alle tue spalle, e ti aspetto qui!
Poi troverai altri cancelli chiusi con le sbarre,
tirali indietro, ma fai presto!
Vorrei già banchettare con i miei compagni.
Tu però stai tremando!
MILADA    Mi riempie la gioia
che sentirà il cavaliere Dalibor!
BENESˇ
e MILADA    Sì, sarà felice,
perché il suo sogno si avvererà,
la sua anima si rafforzerà
e così saprà accettare meglio il suo destino.
Escono.
 
La prigione oscura. In fondo, una porta chiusa. Dalibor sonnecchia. Di fronte a lui, la luce illumina d'un tratto il fantasma di Zdenek che suona il violino.     

SCENA I [VIII]
Dalibor.

DALIBOR    [la visione scompare, si sveglia]
Non era forse lui? Non era di nuovo Zdenek?
Non ho udito forse il suono delle corde d'oro?
Dove sei, Zdenek? Mostrati a me, amico mio!
Viene a consolarmi, nel sonno mi si avvicina,
non potrebbe raggiungermi altrimenti.
Oh, Zdenek, solo un abbraccio
e la prigione diventerà il Paradiso.
Dimentico tutto, la libertà,
se il tuo sguardo illuminerà questo posto!
Ma le ombre sepolcrali ci dividono,
tu sei su un trono, là, ed io sto morendo, qui, in una cella.
Oh, Zdenek, vorrei che la tua immagine
si fissasse nella mia mente,
per qualche miracolo, per l'eternità!
Oh, Zdenek, oh, Zdenek!
Oh, se solo avessi qui un violino,
per sentire quei suoni meravigliosi che sogno giorno e notte,
anche se non so suonarlo bene! Senti!
La porta scricchiola? Che significa questa visita così tardi?     
     
SCENA II [IX]
Dalibor, Milada.     
     Entra Milada col violino e la lampada.    
MILADA    [dando a Dalibor il violino]
Accetta questo dono dalle mie mani.
DALIBOR    [prende il violino dalla mano di Milada senza guardarlo]
Finalmente ho qui il violino che ho tanto desiderato!
Oh, Zdenek, Zdenek, Zdenek!
Ma, chi sei tu? Dimmelo ragazzo,
non ti avevo prestato attenzione, prima.
MILADA    Tu mi chiedi chi sono?
Ahimè, non hai notato prima il mio viso?
Allora sappi che sono quella donna miserabile,
che per vendetta ti ha accusato
e con te ha ascoltato la sentenza!
E' colpa mia se adesso stai morendo in prigione!
DALIBOR    Milada! E' mai possibile?
MILADA    Sono Milada!
Ma è bastato vederti solo una volta,
in quell'attimo sacro,
per farmi ora dire con sincerità,
che mi pento amaramente,
ardentemente, per quell'azione,
questa è la legge del Signore nei Cieli!
Vestita da suonatore di lira,
mi sono introdotta nel castello,
senza pensare alla mia vita, alla mia libertà,
e mi sono fatto amico il guardiano,
che mi ha mandata qui con il violino.
Ma di nascosto ho portato anche
ciò che servirà per farti scappare,
per abbattere le sbarre e aprirti la strada della libertà!
Ti prego, Dalibor, perdonami,
perdonami ti prego quella vendetta feroce.
Nel mio cuore porto un dolore profondo,
riconciliati con questa miserabile!     
DALIBOR    Oh, Zdenek caro, adesso capisco perché eri venuto,
con quel suono meraviglioso
volevi annunciare l'arrivo della mia salvatrice
che a te dovrà sostituirsi nel mio cuore!
Alzatevi, Milada!
Voi siete la donna che ha vinto su di me.
Io ho ucciso il vostro fratello,
adesso voglio essere io, per voi, fratello, amico, tutto!
Qui nel mio cuore, nell'eterna unione delle anime!
MILADA    Dalibor!
DALIBOR    Milada!
MILADA    Sei mio, adesso!
DALIBOR    Sì, sono tuo! Voglio esserlo, costi quel che costi!
MILADA    Voglio essere tua costi quel che costi!

MILADA
e DALIBOR    Oh, l'inesprimibile felicità dell'amore,
quando due anime sono unite dal sentimento,
e nel mezzo di una vita desolata, pazza,
trovano unione, fedeltà reciproca!
Oh, l'inesprimibile felicità dell'amore,
non s'affievolisce mai per colpa della rabbia, della tristezza,
fiorisce come la ghirlanda della gioia,
sì, anche nelle tenebre della prigione,
riluce la beatitudine del Paradiso!     
MILADA    Dalibor!
DALIBOR    Milada!
MILADA    Sei mio adesso!
DALIBOR    Sì, sono tuo!
Voglio esserlo, costi quel che costi!
MILADA
e DALIBOR    Adesso sei mio!
Sì, sono tuo/tua!
 
 ATTO II
 
La sala reale. Wladislaw. Intorno a lui i giudici; al suo cospetto Budivoj e Benesˇ, quest'ultimo in ginocchio: in mano tiene un borsello pieno di danaro e un foglio.     

SCENA I
Wladislaw, Budivoj, Benesˇ, i giudici.
BUDIVOJ    Nobilissimo re, illustri signori,
è così come vi dico.
La rivolta, la rivolta, ribolle nella città,
aizzata solo da agenti segreti,
che agiscono di notte,
per raccogliere gente in favore di Dalibor.
Alcuni sono già nelle mani dei guardiani.
Non solo; anche in questo castello,
vicino al trono regale,
ha osato arrivare il bieco tradimento.
Ascoltate voi stesso, o mio re,
il rapporto di questo vecchio!     

BENESˇ    Svolgo fedelmente il mio servizio
ormai da quarant'anni,
ma mai, in tutta la vita,
ho visto un tradimento simile.
Ho preso con me per pietà
un giovane suonatore di lira,
sembrava povero, innocente,
da commuovere i sassi.
Ma rabbrividii di orrore
quando udii la terribile verità,
che era un traditore, una spia,
quando volle parlare con Dalibor.
Questa sera è sparito,
senza lasciar traccia, nel nulla;
solo questo borsello ho trovato,
ed una lettera su cui è scritto: "Prendi e taci!".
Ma quel borsello del tradimento
non voglio prenderlo, è sleale!
Preferirei morire nella fame e nella miseria,
ho terrore di una simile ricompensa!
A un cenno di Wladislaw, Budivoj e Benesˇ si mettono da parte.    
     
SCENA II
Wladislaw, i giudici, poi Budivoj.     

WLADISLAW    In questa tarda ora vi ho chiamati qui,
poiché l'azione urge
e il tradimento minaccia la nostra rovina,
ed il mio animo è inquieto e senza posa.
Adesso sapete tutto, allora date un consiglio! Decidete!
[a parte, mentre i giudici discutono]
Che bellissimo traguardo, per un sovrano,
quando la sua vita scorre pacifica,
ed è libero di compiere il suo dovere!
Così può rendere felice il suo popolo,
può ornare con allori la sua fronte,
diventarne il pastore amato da tutti!
Ma, se deve vivere in tempi selvaggi,
e dedicarsi alle vendette,
e avere sulle labbra la maledizione,
la condanna della Morte,
oh, allora la sua vita può dirsi penosa,
insonne di notte, e il giorno gli porta nuove pene,
e nessuno gli invidia la corona!
Che bellissimo traguardo, per un sovrano,
quando la sua vita scorre pacifica,
ed è libero di compiere il suo dovere!     
     [ai giudici]
Avete terminato? Qual è la vostra decisione?     
GIUDICI    Poiché aumenta in ogni istante
la forza del tradimento,
allora muoia Dalibor, subito, stanotte!
WLADISLAW    Avete, però, considerato bene
il carisma di quest'uomo?
Una fiamma nobile e soprannaturale arde in lui.
Io stesso una volta, facendolo arrestare,
volevo graziarlo, malgrado il delitto commesso.
GIUDICI    La pace in questa terra non tornerà
finché non darai l'ordine
di far cessare la sua vita, al più presto!
WLADISLAW    Quali orribili parole!
Devo pronunciare la sentenza?
Ciò che accade quaggiù
sarà giudicato in Cielo.
Dio decida sul suo destino,
lui saprà dove e quando,
non potrà più risollevarsi,
se pronuncerò la sentenza di morte.
GIUDICI    La pace in questa terra non tornerà
finché non darai l'ordine
di far cessare la sua vita, al più presto!
WLADISLAW    Riconosco che la misericordia
parrebbe debolezza!
Che sia così! Chiamate Budivoj!
Budivoj entra.
Che Dalibor muoia sotto la sua spada!
L'esecuzione sia compiuta oggi stesso!
Ma che sia trattato come si addice ad un cavaliere!
Questo c'impone l'uso, ed il suo rango,
che lo accompagni un corteo fin nella tomba!
Wladislaw e i giudici escono lentamente, seguiti da Budivoj.
 
Di nuovo la prigione di Dalibor.     

SCENA III
Dalibor.
DALIBOR    [vicino alla finestra con inferriata, senza catene]
E' giunta la terza notte, di cui lei mi ha parlato;
spezzate le catene, rompo le ultime sbarre
con facilità, poiché sono già mezze segate.
Fa cadere alcune sbarre.
E adesso...
Oddio, mi aspetta la libertà!
Ah, per quale miracolo, per quale miracolo,
oh, tu, libertà, mi ardi dinnanzi,
e mondi splendenti
apri ai miei occhi!
La vita nel mio corpo riprende forza,
per nuove azioni
io alzerò la spada affilata! Che bellissimo traguardo, per un sovrano,
quando la sua vita scorre pacifica,
ed è libero di compiere il suo dovere! Trema, adesso, Praga superba,
perché, oh diabolica,
hai ucciso il mio compagno!
Fra poco varcherò le tue porte,
per compiere la vendetta
che ho giurato.
E tu, su quel tuo trono,
non credere di poter fermare
la mia rabbia feroce!
Io, come la tempesta,
piomberò su di voi con orrore,
e in polvere ridurrò ogni resistenza!
Ora devo mandare un segnale col mio violino,
poi appendo lo strumento e corro via!
Prende il suo violino, si avvicina alla finestra. Al primo colpo d'archetto, una corda si spezza.
Accidenti! Si è spezzata una corda del violino!
Sarà forse un brutto segno?
A quel punto entra improvvisamente Budivoj, seguito dagli scudieri.
     
SCENA IV
Budivoj, Dalibor, soldati.     

BUDIVOJ    Oh, cielo! E' senza catene?
Cosa vedo? Le sbarre rotte? Sì, è così!     
DALIBOR    Sì, è così!
Se solo aveste ritardato di un istante
l'aquila fiera sarebbe volata via,
librandosi nell'aria, col vento delle ali
avrebbe fatto tremare le sale del castello.
BUDIVOJ    Di qui è passato il tradimento!
Il guardiano della prigione!
DALIBOR    Credete alla mia parola di cavaliere!
Lui è senza colpa.
Non mi ha dato altro che questo violino,
con cui spezzare il tempo troppo lungo.
BUDIVOJ    E' così. Oh, ma perché l'ho lasciato qui così a lungo!
Quel ragazzo, quel traditore,
è sfuggito alla mia vendetta!
DALIBOR    E' fuggito, mio Dio, che dici?
Ti ringrazio per questa notizia!
Lo so, era quel giovane che mi voleva salvare!
Oh, che gioia provo,
sapendo che è volato via.
Dopo la morte di Zdenek,
era lui il mio compagno fedele,
e solo a lui mi lega
un forte legame d'amicizia.
Presso il mio popolo fedele
la vostra rabbia non potrà trovarlo,
ti saluto, fratello mio,
e con la vendetta rendi giustizia al mio sangue!
BUDIVOJ    Non esultare! Non impazzire di gioia!
Io ti porto un grave messaggio dal re.
Ascoltalo come un vero uomo.
Questa è la volontà del re:
Dalibor deve morire sotto la spada!
L'esecuzione sia compiuta
oggi stesso,
ma che sia trattato come si addice ad un cavaliere!
Questo c'impone l'uso,
ed il suo rango,
che lo accompagni un corteo
fin nella tomba!
MILADA    Così, all'improvviso?
Proprio adesso? Perché mai?
BUDIVOJ    Non chiedermelo!
Non si può appellare questa condanna
a morte, inutile nutrire speranze,
è vana ogni resistenza,
con la spada o con le parole.
DALIBOR    Che cambiamento improvviso!
Solo un attimo fa la vita mi pareva beata,
leggiadra, e ora,
la copre un drappo nero,
la trasforma in notte oscura,
come l'ombra della tomba.
BUDIVOJ    Il prete vi attende, per prepararvi
alla morte.

DALIBOR    Allora, che sia così!
Sono pronto per la tomba!
Anche se prima avete visto il mio volto sbiancare,
mi torna di nuovo la forza ostinata,
che nella tomba si era indebolita.
Lo sento, il mio destino comanda di morire,
la fede nel Destino lega la mia volontà,
ma voglio morire da uomo, da eroe!
Anche se non ebbi mai vita facile,
fin dalla giovinezza
mi sono ben destreggiato nelle tempeste,
e nelle tentazioni,
e guardo sereno alla vita passata.
Lui mi ha colmato di doni,
che distribuisce fra quelli che han subito dei torti,
mi ha dato l'amicizia e l'amore.
Arrivo presto, Zdenek, arrivo presto,
ed anche Milada, fra poco, tornerà da te,
quella fanciulla santa, per la quale ho vissuto.
Allora avanti, avanti!
La morte non spaventa la mia anima,
l'ho conosciuta nelle battaglie!
Zdenek mi sta aspettando!
Il sangue lava tutto,
tutte le colpe di cui mi sono macchiato.     
     Marcia.     
 
Davanti alla torre. Di notte.     

SCENA V
Jitka, Vítek e i mercenari di Dalibor, Milada in abiti femminili, il popolo.
MILADA    Ancora non udite il suono del violino?
CORO    Muta è la notte, e silenziosa!
MILADA    Non riesco più ad aspettare,
vorrei stringerlo al cuore
e, dopo tutte queste pene,
riposerò finalmente con lui.
JITKA    Calmati, calmati, anima cara,
spunterà presto, spunterà presto
la splendida stella, che per tutta la vita
illuminerà la tua fronte.
MILADA    Che silenzio! Nulla si muove?
CORO    Muta è la notte, e silenziosa!
MILADA    Ah, forse la mano vendicatrice
del destino lo ha raggiunto!
La notte aiuta il crimine
e la mano del tradimento sorregge!
JITKA    Scaccia quegli orrori dal tuo animo,
una notte luminosa ci avvolge,
è il rifugio dell'amore e protegge il tuo sposo!
Risuona la campana a morto.
MILADA    Oh, perché il suono delle campane?
JITKA
e CORO     Silenzio! Ascolta!
CORO DI MONACI    [nel castello]
La vita non è che vanità ed illusione
e nulla vale la bellezza del corpo,
a quelli che sono giunti alla vecchiaia,
a quelli spetta la salvezza eterna!
MILADA    Oh, è stato tradito!
Strappa la spada a uno dei soldati.
Orsù, coraggio, andiamo!
[a Vítek e ai soldati]
All'assalto, all'assalto, uomini!
La morte sia il nostro motto!
Assaliamo con forza quelle mura,
conquistiamo quella fortezza!
Sono una donna, eppure,
nel mio corpo c'è un cuore impavido,
là ci attende la vittoria.
Avanti! Avanti, grido!

VÍTEK e MERCENARI    Urrà, urrà!
CORO DELLE DONNE    Come leoni si gettano nella fiumana della lotta,
questi eroi assetati di vendetta,
chissà se quella fiumana, oh, misericordia,
non li coprirà con il mantello della Morte?
Dalle porte del castello precipitano le armate,
le spade cozzano nell'orrenda battaglia!
Quale esito avrà questa battaglia,
da che parte si schiererà la Vittoria?     
JITKA    Ecco Milada! Dalibor la conduce!
     
SCENA VI
Gli stessi, Dalibor, Milada.     

DALIBOR    [conduce Milada ferita] Milada!     
MILADA    [come in un sogno] Dove mi trovo?
Oh, come mi sento beata!
La mia anima si libera
della pesantezza del corpo!
Su nuvole leggere sto salendo, in alto,
e bacio le splendide stelle dorate!
Ed ecco, là, cammina lui, Dalibor!
DALIBOR    Non mi abbandonare, cara anima mia,
mio tesoro prezioso!
Rimani, rimani con me!
non mi abbandonare, tu, cara vita mia!
Rimani con me!
MILADA    Dalibor!
DALIBOR    Oh, rimani!
MILADA    Dalibor!
Muore.
DALIBOR    Milada!
Cade in ginocchio davanti al suo corpo.

JITKA
e DONNE    Guardate questa splendida rosa primaverile!
Il gelo ha bruciato i suoi boccioli!
Oh da quel cuore pieno di amore
il battito è sparito per sempre!     
     
SCENA VII
Gli stessi, Budivoj e i soldati.
BUDIVOJ    La folla dei nemici è sconfitta e uccisa.
Lasciate andar via queste donne impaurite.
Noi abbiamo vinto!
SOLDATI    Noi siamo i vincitori!
BUDIVOJ    [guardando Dalibor]
Che cosa vedo qui? Arrenditi, Dalibor!
DALIBOR    Siete i benvenuti!
Ormai sarà dolce, per me, la morte!
Zdenek e Milada mi stanno aspettando!
Si getta nella mischia con Budivoj, cade trafitto e muore.
FINE