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La Testa di Bronzo Libretto

ATTO 1.

SCENA PRIMA.

Sala nel Palazzo di Adolfo che mette a diversi appartanti; di fronte gran porta, da cui si vedono i giardini della Corte; lateralmente grandi busti di bronzo.
Coro di Giardirlieri, e Giardiniere che stanno addobbando la Sala con ghirlande, festoni, e vasi di fiori; indi Tollo.

Coro
Su, compagni, non v'incresca
La fatica di brev'ora.
Per l'amabile Floresca
Volontieri si lavora;
Quanto è buona, e generosa
Abbastanza ognun lo sa:
Or che al Principe si sposa
Più cortese ancor sarà.

Tollo
(esce, ed esaminando l'apparato corre malcontento di quà, e là)
Asinacci, animalacci!
Infingardi! mascalzoni!
Sono sporchi quei visacci,
Pendon troppo quei festoni,
La ghirlanda va più sciolta,
Questi vasi un po' più in là...
Me meschino! questa volta
La mia gloria se ne va.

Coro
Meno foco... a poco a poco
Tutto bene si farà.

Tollo
Piano, piano. Il complimento
S'è studiato?

Coro
Signor sì.

Tollo
Replicatelo un momento.

Coro
Sì signore: egli è così.
(si dispongono tutti in atto di sottomissione, e s' imbrogliano)
Oh! del sole ardente stella
Bella, bella...

Tollo (arrabbiato)
Come? che?

Coro
Oh! d'amore...

Tollo
Bestie!

Coro (più imbrogliato)
Ardore.

Tollo
No: bestiacce... attenti a me.
O sola al par del sole,
O stella infra le stelle,
Prole di nobil prole,
Bella dell'altre belle,
Che l'amoroso amore
Arde d'ardente ardore,
Or che lo sposo sposi
Splende splendore a te.
Bestie, è questo il complimento,
Ripetetelo qual'è.
(suono di tromba)

Coro e Tollo
Ma già s'aprono le porte
Del maggiore appartamento.
Ecco il Principe che sorte,
Ritorniamo a lavorar.
E pensiamo/pensate al complimento
Che alla sposa si ha da far.
(Tollo parte col Coro verso i Gardini)

SCENA II.


Adolfo seguitato da Ermanno, e Guardie.

Adolfo
Non mi parlar d'Elisa,
Levati a me d'intorno;
Io non l'amai che un giorno,
E ne ho vergogna ancor.

Ermanno
Quell'infelice io porto
Sempre nel cor scolpita.
Io la mirai tradita,
Morir per voi d'amor.

Adolfo
Libero dunque io sono.

Ermanno
Se avesse un figlio avuto...

Adolfo
Mai non avria saputo
Qual era il genitor.

Ermanno
O mio segreto antico
Stammi sepolto in cor.

Adolfo
Pensier d'affetto antico
Non funestarmi il cor.
Sol di Floresca parlami,
Del tenero amor mio.

Ermanno
Negò la destra porgervi:
Che altro dir poss'io?

Adolfo
Or non sa più resistere:
Oggi la man mi dà.

(a 2)

Ermanno
Divido il giubilo
Che avete in seno:
Possa risplendervi
Giorno sereno:
(Ah! per quel misero
Non vi è speranza;
La mia costanza
Mancando va.)

Adolfo
Dividi il giubilo
Ch'io sento in seno:
Alfin risplendemi
Giorno sereno:
Amor che all'anima
Mi diè costanza
La mia speranza
Coronerà.
(Adolfo parte colle Guardie)

SCENA III.


Ermanno e Riccardo.

Riccardo
Sempre sì mesto Ermanno?

Ermanno
Io gemo, amico,
Del mio buon Federico
Sul crudele destin.

Riccardo
Pietà ne sento,
Somma pietade anch' io: ma qual potea
Speme nutrir che rispondesse un giorno
Floresca al suo desir?

Ermanno
Anzi FIoresca
L'ama, o Riccardo, del più vivo amore.

Riccardo
Ma sposa aI suo Tutore
Oggi pure ne andrà.

Ermanno
Compite ancora
Non son le nozze sue: molto dal tempo
Resta a sperar.

Riccardo
Che speri mai?

Ermanno
Perdona,
Dirlo non posso: il saprai forse un giorno.
Allor del tuo soccorso
D'uopo avrà l'amistà!

Riccardo
Mostrarti io bramo
Se amico io sono.

Ermanno
E n'avrai campo: andiamo.

SCENA IV.


Floresca, indi Tollo, e Coro di Giardinieri.

Floresca
Tutto è già pronto: oggi la destra istessa
Che a Federico io diedi
Porger mi è forza al mio Tutor tiranno:
Pur mi consiglia Ermanno
A fingere, e a sperar. Dolente, e sola
Mi abbandona frattanto, e il tempo vola.
Ah! non credere al consiglio
Che la speme, o cor, ti dà;
Ci addormenta sul periglio,
E più miseri ci fa.
(siede pensosa, e col capo appoggiato: intanto esce Tollo col Coro)

Tollo
Piano, piano: è addormentata;
Voi di quà... voi altri là...

Floresca (da se)
Federico!

Coro
È già svegliata.

Floresca
Gli importuni son già quà.
Si nasconda il turbamento,
E si finga ilarità.

Tollo
Avanzate, e il complimento
Recitate come va.
(il Coro la circonda, e le presenta de' mazzi di fiori, intanto si recita il complimento. Tollo gira dall'uno all' altro suggerendo)

Coro
O fra le stelle...

Tollo
No: prima il sole.

Coro
O fra le belle...

Tollo
Prima la prole.

Coro
Ardente ardore...

Tollo
Bestie! l'amore.

Coro
O sposa amabile
Risplenda a te.

Tollo
Dite spropositi
A tre a tre.

Floresca
A così tenere -- prove d'amore,
Come rispondere -- non sa il mio core;
Solo il mio giubilo -- ne faccia fè.
(Amor che tacita -- coll' alma imploro,
Pietoso guidami -- a lui che adoro:
Compì la Speme -- d'un cor che geme,
La tua promessa -- mantieni a me.)
(Il Coro, e Tollo replicano le medesime parole di sopra.)

SCENA V.


Ermanno, e detta.

Ermanno
Contessa!

Floresca
Ermanno! ebben?

Ermanno (a Tollo, e al Coro)
Tornate amici,
Ai vostri usati ufficj,
Quì non vi trovi il Principe che viene.
(il Coro, e Tollo partono)
Eccoci soli

Floresca
Ebbene
Che facesti per me?

Ermanno
Tutto ho disposto
Onde fuggir securi
Appena il dì s'oscuri.

Floresca
E dello sposo
Qual mi rechi novella?

Ermanno
I giorni suoi
Sono in periglio: egli è vicino a voi.
Appena udì che sposa
Oggi al Principe andreste
Le insegne abbandonando a me quì venne;
Potete immaginar com'io tremai.

Floresca
E che facesti allor?

Ermanno
Io lo celai.

Floresca
Dove?

Ermanno
Sotterra.

Floresca
A lui mi guida.

Ermanno
Estrema
Prudenza usar conviene: un sol momento
Seco restar.

Floresca
Sì, lo prometto: andiamo.

Ermanno
Fermate: non abbiamo
Quindi ad uscir.

Floresca
Come?

Ermanno
Silenzio! è questa
L'unica ascosa via.
(corre ad una testa di bronzo: le pone in bocca una chiave, la gira, apre un trabocchello, e n'esce Federico: il tutto si deve fare rapidamente.)

SCENA VI.


Federico, e detti.

Federico
Floresca!

Floresca
Federico!

Federico
Oh sposa mia!
Pur ti abbraccio!

Floresca
Pur ti vedo!

Federico
Oh! contento!

Floresca
Appena il credo!

(a 3)

Federico e Floresca
Ah! compensa un sol diletto
Mille giorni di martir.

Ermanno
Moderate il vostro affetto;
Non vi fate oh! Dio sentir.

Floresca (tutto ciò con somma premura, e sotto voce )
Appena il fosco velo
Spieghi la notte in cielo,
La preparata fuga
Da noi si compirà.

Federico
Prima che spunti il giorno,
Il rustico soggiorno
Della nutrice mia
Asilo a noi darà!

Ermanno
Domani, al nuovo lume,
Pronti varchiamo il fiume,
Tosto siam fuor di Stato,
E respiriam colà!

Federico, Floresca ed Ermanno
Più dell usato affrettati
O notte, per pietà!
(suono di trombe)

Ermanno
Oh! Dei! qual periglio!
Finito è il Consiglio.

Federico
Lasciarci conviene.

Floresca
Deh! fuggi mio bene
Ti torna a celar.

(a 3)

Federico e Floresca
Addio! ti consola!
Coraggio! speranza!
Per poco ci avanza
Ancora a penar.

Ermanno
Nasconditi, vola;
Prudenza! costanza!
Per poco ci avanza
Ancora a penar.
( Floresca si ritira: Ermanno spinge frettoloso Federico sotterra; rinchiude il trabocchello, e mentre vuol ritirare la chiave dalla testa di bronzo esce Tollo. Ermanno parte sollecitamente.)

SCENA VII.


Tollo, indi Federico.

Tollo
Come il Signor Ermanno
Parte di quà ingrugnato!
Forse non ha trovato
Addobbata la stanza a suo piacere.
Tollo, Tollo, fa tosto il tuo dovere.
Oh! guardate per bacco
Mi scordai di spazzar quelle testacce.
Sbrighiamoci... Oh! che facce!
Mai non mi accosto a lor senza paura,
(alla statua del trabocchello)
Massime a te, bruttissima figura.
(accostandosi alla medesima si accorge della chiave lasciata da Ermanno)
Ma, che veder mi tocca? Porta una chiave in bocca,
Ed io buffone, non me n'era accorto!
(volge la chiave, si apre il trabocchello, e n'esce come prima Federico)

Federico
Ermanno!
(si accorge di Tollo)
Ah! son perduto.

Tollo
(vedendo uscir di terra Federico trema ec.)
Ahimè! son morto.

Federico
(correndo a lui che vorrebbe gridare, e fuggire)
Ferma: taci: o ch'io t'ammazzo;
(impugna una pistola)
Non ti movere di là.

Tollo
Son dieci anni che vi spazzo,
Statua mia, pietà, pietà.

Federico
(Ha paura: approfittarne
opportuno a me sarà.)

Tollo
(Qual paura! il bronzo in carne
S'è cambiato in verità.)

Federico
Dimmi: ove vai?
Chi sei? che fai?

Tollo
Pei fatti miei
Andar vorrei.

Federico
Vanne.

Tollo
Son presto.

Federico
Fermati.

Tollo
Resto.

Federico
Yieni.

Tollo
Son quà.

(a 2)

Federico
(Costui m'impaccia:
Quel ch'io ne faccia
Il mio pensiero
Trovar non sa.)

Tollo
(Che brutta faccia!
Come minaccia!
Sudar davvero,
Gelar mi fa.)

Federico
Gente arriva: scoperto son io.

Tollo
Vi coprite di bronzo di nuovo.

Federico
(Ho deciso: altra strada non trovo.)

Tollo
(Pensa al modo che m'ha da scampar.)

Federico
Il tuo manto mi dona, e il cappello.

Tollo
Tutto quello -- Signor che vi par.

Federico
Non mi scappi: venire dei meco:
Non aver, se mi segui, spavento.
Se resisti, se gridi un momento,
Le cervella ti faccio saltar.

Tollo
Io non scappo: ombra grande son teco;
Di seguirti son proprio contento.
Solo il tempo di far testamento
Io ti prego a volermi accordar.
(Federico vestito col mantello ec. di Tollo, chiude questi a forza nel trabocchello, e fugge via per la gran porta rapidamente)

SCENA VIII.


Adolfo, Floresca, Ermanno con gran seguito, e Coro.

Coro
Viva, viva il nostro Principe
Nostra gloria, e nostro amor:
Come il presente
Giorno ridente
Mille giorni a lui risplendano,
E a colei cui dona il cor.

Adolfo
Questo, amabil Floresca,
È il fortunato istante in cui promessa
La bella man m'avete:
Spero che al par di me lieta sarete.

Floresca
(E fingere dovrò?)

Adolfo
Voi non parlate?
I begli occhi abbassate?
Ah! quel pudor che in voi ravviso, e quella
Modestia sì gentil vi fan più bella.

SCENA IX.


Riccardo, e detti.

Riccardo
AItezza; questo foglio
Ha recato un corrier, e a quanto appare
Novella annunzia a voi di sommo affare.

Adolfo
Leggiamo...
(legge, e si turba)
Ermanno: mira:
Il giovine guerrier che proteggevi,
E che avrebbe, dicevi,
Stima, ed amor da tutti noi mertato;
Federico...

Floresca
(Infelice!)

Adolfo
Ha disertato.

Ermanno
Forse colpevol meno
Di quel che sembra ei fia, forse...

Adolfo
Che dici ?
Nulla scusar potria sì grave errore.

Floresca
(Come mi trema il cor.)
(si sentono due colpi sotto il pavimento)

Adolfo (sorpreso)
Ma, qual rumore?
(ripetono i colpi)

Floresca
(Incauto sposo.)

Ermanno
(Ei si è tradito.)

Adolfo (insospettito)
Ermanno,
Voi sol la chiave di quel loco avete...
Tosto a veder correte...

Ermanno (indeciso)
Ah!... Signor...

Floresca
Per pietà, fermate, udite...

Adolfo
Qual sospetto!

Ermanno
(È perduto!)

Adolfo
Andate; aprite .
(si apre il trabocchello, e n'esce Tollo spaventato; sorpresa generale)

(Tutti.)

Floresca ed Ermanno
Ah! respiro: non è lui,
È fuggito si è salvato;
Grazie, o Ciel, che l'hai guidato,
Lo accompagni il tuo favor.

Riccardo e Coro
Chi mai vedo? quì costui?
Come mai là dentro è andato?
Gran sospetto è in lui destato,
E mi par che cresca ognor.

Adolfo
Chi mai vedo? quì costui?
Come mai là dentro è andato?
Il sospetto in me destato
S'incomincia a far maggior.

Tollo
Dove sono? ov'è colui?
Son davver risuscitato?
Non ho voce, non ho fiato,
D'esser morto io temo ancor.

Adolfo
Parla: audace!

Tollo
Sì Signore.

Adolfo
Chi ti fece entrar colà ?

Tollo
Uno spettro.

Adolfo
Mentitore!

Tollo
Un fantasma in verità.

Floresca ed Ermanno
(Ah! nel sen mi trema il core
Ogni cosa scoprirà.)

Adolfo
Parla, o trema...

Tollo
Sì Signore,
Ecco il fatto come sta.
Io spazzava le teste di bronzo
Quando in bocca alla testa piu grave
Spuntar vidi, e girarsi una chiave,
E repente apparire quì sù...

Floresca
Taci, taci...

Adolfo
Chi venne?

Tollo
Un gigante.

Adolfo
Con qual veste?

Tollo
Era simile a questa.

Adolfo
E che fece ?

Tollo
Mi prese pel collo
Come un pollo -- e mi spinse là giù.

Adolfo
Basta: intesi: conosco l'inganno:
So ch'Ermanno -- l'autore ne fu.

(a 4)

Floresca ed Ermanno
Ah! che non giova il fingere
È tutto ormai scoperto:
Mi accusa il core incerto,
Mi scopre il mio timor.

Adolfo
Tace confuso il perfido,
È di pallor coperto:
Il tradimento è certo,
Mel dice il suo terror.

Tollo
Ermanno! e fia possibile!
Un uom di tanto merto!
Bravo! commercio aperto
Tiene coll'ombre ancor.

Adolfo
Fellone! a me palesa
Gli empj disegni tuoi.

Ermanno
Altro disegno, Altezza
Non ho che il ben di voi.

Adolfo
Quel disertore?...

Ermanno
È un misero.

Adolfo
In mio poter cadrà.
Olà, soldati, inseguasi.

Floresca
Deh! per pietà, fermate.

Ermanno
(Non vi tradite, e a fingere,
Contessa seguitate.)

Adolfo
De' miei nemici complice
Floresca ancor si fa ?

Floresca
Se aver pietà dei miseri
Colpa da voi si appella,
(nobilmente, e coraggiosa)
Son rea, nè so pentirmene,
Di colpa così bella,
E chi ripon suo vanto
In crudeltà soltanto
Odio da me si merita
E in odio a me sarà.

Adolfo
Tutte io so ben le trame...

Floresca
Norma da lor prendete.

Adolfo
So che d'amore infame...

Floresca
Signor, non mi offendete.

Adolfo
Tremate omai...

Floresca (con forza)
Tremar!
I vostri schiavi tremino:
Tal non son io fin'ora:
Libera posso ancora
Gli oltraggi vendicar.

Adolfo
Sì, tremerai: correte.
Si arresti il disertore:
Questa fatal struggete
Pompa d'infausto amore
Armata solo or mostrisi
L'offesa maestà.

Floresca
Ah! fermate.

Adolfo
No; volate.

Floresca
Deh! sentite.

Adolfo
Offeso io sono.
No: non merita perdono
Chi ribelle a me si fa.

Floresca
Sventurata appieno io sono,
Vano è chiedere pietà.

Tutti
Questo giorno di sciagura
Promettea brillar sereno:
D'improvviso il sol s'oscura,
Di tempeste il cielo è pieno:
E di lagrime cagione,
Non di gioja a noi sarà.
 

FINE DELL' ATTO PRIMO.

ATTO 2.

SCENA PRIMA.


Vasta Campagna. In fondo alla scena s'innalza una gran rupe scoscesa che s'avanza sul Danubio, il quale scorre in prospetto. Da un lato un grande albero, e un avanzo di rovine, dall'altro una capanna.
È sera.
Scendono da dirupi i Giardinieri armati, Tollo li conduce.

Coro
Già la notte si avvicina;
Si fa il cielo tenebroso;
Un momento di riposo
Quì si prenda, e poi si andrà.

Tollo
Dite bene: si riposi:
Grondo tutto di sudore.
Maledetto disertore!
Come correre ci fa!
Ma iI promesso pagamento
Ogni stento addolcirà!

Tutti
Di cent'ungheri la somma
A chi'l prende o vivo, o morto,
Un bonissimo conforto
Certamente apporterà.

SCENA II.


Tollo, indi Anna.

Tollo
Gacchè son capitato alla capanna
Della buona mia zia
Con un bicchiere voglio ristorarmi;
Meglio così darò di piglio aIl'armi.
Anna! Anna!

Anna (dall'uscio)
Chi chiama?

Tollo
Son io, mia cara zia.

Anna
Tu quì!

Tollo
Pur troppo.
Correre di galoppo
Per un buon pajo d'ore
Ci ha fatto un disgraziato disertore.
Ma guai! già in traccia d'esso
Corre il Principe istesso.

Anna
Un qualche grande
Certo sarà.

Tollo
Sì: un grande... È un malandrino,
Un ladro, un assassino,
Un che faceva il morto, ed era vivo,
Per rubarmi il vestito,
E per farmi morir dalla paura:
Se lo trovo lo ammazzo a dirittura.

Anna
Ma come? io non t'intendo.

Tollo
Ah! m'intendo ben io.

Anna
Narrami almeno.

Tollo
Udite, e aI mio periglio
Inarcherete per sorpresa il ciglio.
Figuratevi una festa,
Una sala prodigiosa...
Una chiave ad una testa
Grossa, brutta, e rugginosa...
Me che ardito più dell'uso,
Sto guardando quel gran muso,
E quel muso guarda me.
Quando a un tratto -- di soppiatto
Lunga, lunga, e ritta in piè
Si presenta, e colle braccia
Mi minaccia... (*) Ahimè! ahimè!
(*) (colpi di tuono: Tollo è spaventato)

Anna
Non è niente: è stato un tuono.

Coro e Tollo
Ci mancava la tempesta.

Anna e Coro
Segui, segui.

Tollo
Mentre io sono
con quell'ombra a testa a testa;
Una spada, una pistola...
(colpo di tuono)
Ahi!.. mi manca la parola...
(altro colpo)
Ahi!.. non posso seguitar...
(principia la burrasca)
Ah! mia zia, per quel ch'io sento
Di spavento -- ho da crepar.

Tutti
Via fuggiamo, via lasciamo
La tempesta terminar.
(si disperdono per gli scoglj ec. Tollo, Anna, e molti altri entrano nella capanna. La burrasca è al colmo. Comparisce dalla rupe Federico smarrito. Notte oscurissima)

SCENA III.


Federico solo dalla rupe.
Ove mi aggiro ? ove son io ? Natura
Contro di me congiura;
Avversi ho gli elementi, e all'aer bruno
Non discerno sentier, nè asilo alcuno
Ah! serbami a Floresca,
Serbami all'idol mio, Cielo pietoso
Sono infelice, sono amante, e sposo.

Cessate, oh Dio! cessate
Smanie che m'agitate,
Lasciate, che respiri
Almen per poco il cor.
Ridotto presso a morte
M'opprimono i martiri,
Ma contro irata sorte
Mi darà forza amor.
(la tempesta va scemando)
Che veggo! oh speme amica!
(guarda intorno, e ravvisa il luogo)
Il nembo terminò.
Nella capanna antica
In salvo alfin sarò.
Cara valle solitaria
Ove al giorno apersi i rai,
Ti conosco ai dolci palpiti,
Che destando in cor mi vai,
Sento l'aura pura, e placida,
Che mi venne ognor da te.
Breve istante di conforto,
Dolce porto -- accorda a me.

Aperto è l'uscio... entriam... odo rumore .
Che sento?... disertore!
Più voci han proferito il nome mio.
Ah! perduto son io se quì mi arresto.
Calpestío di cavalli
Sembrami udir vicino, e fragor d'armi.
Ah sì, qualcun si appressa: ove celarmi?
(si nasconde dietro le rovine)

SCENA IV.


Tollo con seguito di Montanari esce dalla capanna, e detto in disparte.

Tollo
Sì, sì, lo troveremo.
Voi lungo il fiume andate, e voi per l'erto.
Attenzione, e silenzio: il colpo è certo.

Federico
(Cielo! costui chi fia?)
(I montanari si disperdono)

Tollo
Ha ragione mia zia.
Cosa mi ha fatto mai quell'infelice?
Sento che il cor mi dice
Che merita pietà: se quì venisse
Ben volontier gli accorderei perdono.

Federico
Salvami dunque: in tuo potere io sono.

Tollo (gridando forte)
Ajuto, amici, ajuto:

Federico
Taci... pietà...

Tollo
Compagni, abbasso, abbasso;
Il disertore è in nostra man caduto.

SCENA V.


Mentre Tollo si allontana per chiamare i compagni esce Floresca con degli amici travestiti da soldati: essa pure è in abito militare.

Floresca (vede Federico)
Fermati... arresta.
(È desso)

Federico
(si abbandona su d'un sasso)
Io son perduto.

Floresca
Compagni a voi consegno
Il disertor : tosto in prigion sia tratto:
Tu vanne, e narra il fatto: omai bisogno
Non vi è dell'opra tua.

Tollo
(Mi sembra un sogno)

Floresca
(Si allontani costui.)

Tollo
Ma la mercede...

Floresca
L'avrai.

Tollo
Mi fido a voi.

Floresca
Vanne in Malora.

Tollo
Vado... una cosa ancora.
Chi siete ?

Floresca
Delle guardie capitano.

Tollo
Va bene: ungheri belli io v'ho già in mano
(parte)
(Appena Tollo è partito Floresca e i compagni vanno spiando alcun poco d'intorno. Tutto è tranquillo. Floresca corre a Federico che è sempre rimasto appoggiato sul sasso, e afflittissimo)

Floresca
Federico! mi ravvisa . . .

Federico
Tu Floresca! o gioja estrema.

Floresca e Federico
Lascia, oh Dio! che al sen ti prema,
Incomincio a respirar.

Floresca
Sarem fra poco
Fuor di periglio:
Pronto è il naviglio,
Non può tardar.

Federico
La tua presenza
Mi dà valore:
Soltanto amore
Mi può salvar.
(il battello si appressa)

Floresca e Federico
Ecco il naviglio.
Corraggio andiamo.
Mio ben consolati,
In salvo siamo.
Più non ci resta
Da palpitar.
(Floresca e Federico si avvicinano al battello, d'onde scende Ermanno)

Ermanno (sotto voce)
Floresca...

Floresca
Ermano amico...

Ermanno
Son io... ma Federico?..

Floresca
È questi presso a me.

Ermanno
Oh fortunato istante!
Oh ben premiato zelo!
Deh tu corona, oh Cielo,
L'opra della mia fè.
(nell'atto che Floresca, Federico ed Ermanno si dispongono a montar sul battello si veggono coprir le rupi da' Soldati, e Montanari guidati da Riccardo)

Riccardo e Coro
Arrestate -- invan tentate,
Traditori, di fuggir.

Ermanno, Floresca e Federico
Ci abbandona il Ciel tiranno,
Ci tradisce avversa sorte.
Si combatta almen da forte:
Pria che cedere, morir.

Coro
Arrestate -- invan tentate,
Traditori, di fuggir.
(Scendono i Soldati ec., si sviano combattendo.)

SCENA VI.


Adolfo, e Riccardo con Seguito, indi Tollo.

Riccardo
Non vi esponete, Altezza, un disperato
Potria tutto tentar.

Adolfo
Di rabbia io fremo.

Riccardo
Tosto in poter 1'avremo,
Custodito è da' nostri ogni contorno,
Nè puo tardar a comparire il giorno.
Quella capanna intanto
Di ritiro vi serva, e di riposo.

Adolfo
Inquieto, smanioso
&Egtave; talmente il mio core,
Che ogni riposo mi verria conteso.

Tollo (accorrendo)
Altezza... il disertore...

Adolfo (con premura)
&Egtave; preso?

Tollo
&Egtave; preso.

Adolfo
Vanne, vola, Riccardo; al mio cospetto
Il fellone conduci.
(Riccardo parte)
Alfin vendetta
Piena io farò di così rea baldanza.

Tollo
(Ora sì che sta fresco.)

Adolfo
Egi si avanza.

SCENA VII


Adolfo, Riccardo, indi Floresca.

Adolfo (a Floresca da lui creduto Federico)
Avvicinati.

Floresca (che si tiene coperta)
(Ardir: fuor di periglio
A quest'ora è lo sposo.)

Adolfo
Alzarmi in fronte
Tu non osi lo sguardo! Or via ti appressa,
E del tuo fallo enorme
Ragion mi rendi: chi a tradir ti spinse
Principe, patria, onore ?
Perfido, parla; qual cagione?

Floresca (scoprendosi)
Amore.

Adolfo (sommamente sorpreso)
Voi Contessa! in quel!e spoglie
Come osate a me mostrarvi?
Trema il labbro in domandarvi
Perchè mai vi trovo quà.

Floresca
Io non tremo: amor di moglie
Mi sostenne, e ardir mi porse:
Il mio sposo in salvo corse,
Più timore il cor non ha.

Adolfo
Moglie voi!

Floresca
Di Federico
La consorte in me vedede.

Adolfo
Traditrice! più nol siete;
I suoi giorni io troncherò.

Floresca
Non potete: il fatto amico
In sicuro lo guidò.

SCENA VIII.


Riccardo, Ferederico in mezzo a' Soldati, e detti.

Riccardo
V'ingannate: Federico
Prigioniero alfin restò.
(appena esce Federico Floresca si precipita nelle sue braccia)

Federico
Sposa! tentammo invano
Sottrarci all'empia sorte:
Dolce mi fia la morte
Se moro in seno a te.

Floresca
Sposo! tentammo invano
Sottrarci all' empia sorte
No, non potrà la morte
Dividermi da te.

Adolfo
Fuggir tentasti invano
Alla tua giusta sorte.
Fra poco avrai la morte
Lieve supplizio a te.

Adolfo
Il Consiglio sia tosto raccolto:
Voi serbate in catene l'indegno.

Federico
Pria ch'io mora, Signor...

Adolfo
Non ti ascolto.

Floresca
Il mio pianto...

Adolfo
Più accende il mio sdegno.

Floresca
Trema o barbaro: un giorno vendetta
Del suo sangue tremenda farò.

Adolfo
Dividete, Soldati, costoro

Federico e Floresca
Deh! fermatevi: ancora un amplesso.

Federico
Ti rammenta, che sol per te moro.

Floresca
Ah! mi sia di seguirti concesso.

Federico e Floresca
Dove forza i crudeli non hanno
Píù felice, ben mio, ti vedrò.
Non è vero che uccida l'affanno,
Se pur tanto soffrire si può.

Adolfo
Sento in cor, che pietade mi fanno,
Ma servire alla legge saprò.
(partono da parti opposte in mezzo ai Soldati)

SCENA IX.


Tollo, indi Anna.

Tollo
In casa nostra il Principe!
E mia zia non si trova?

Anna
Ah! Tollo, Tollo!.. che cattiva nuova!

Tollo
Come! Che avvenne mai?

Anna
Meschina me! non sai...
Quel disertor...

Tollo
Ebben ?..

Anna
Quel poveretto...
Io lo vidi, è Giorgetto,
Il misero orfanello
Ch'io nutrii col mio latte...

Tollo
È quello?

Anna
È quello.
Vieni, corriamo, andiamo
Ai piedi del Sovrano.

Tollo
A che far ?

Anna
Lo vedrai, seguimi... Oh! Dio!..
Perdo il cervello.

Tollo
Ei se n'andrà col mio.
(partono)

SCENA X.


Interno della casa di Anna: la porta d'ingresso, e due grandi finestre aperte lasciano vedere la campagna. Tanto il grand'uscio, quanto le porte laterali che mettono ad altre stanze sono circondate dalle sentinelle.
Riccardo, poi Anna, indi ToIlo.

Riccardo
Fra poco il gran Consiglio
Decide del destin di Federico,
Nè pensa Ermanno di salvar l'amico?
A palesar l'arcano,
Onde la vita d'ambedue dipende,
Qual maggior uopo il neghittoso attende?

Anna
Ah! Signor Uffiziale,
Ditemi per pietà dov'è il Sovrano?

Riccardo
Voi tentereste invano
Di favellargli. Ordine abbiam che niuno
Ardisca di venire in sua presenza.
(parte)

Tollo
Ah! mia Zia, proferita è la sentenza.

SCENA XI.


Floresca trattenuta da Adolfo, e detti.

Floresca
Lasciatemi.

Adolfo
Fermate.

Floresca
Io voglio il fato
Udir del mio consorte.

Tollo
È condannato.
(tutti s'inginocchiano a' piedi di Adolfo)

Floresca, Anna e Tollo
Così barbara sentenza
Non lasciate oh! Dio compir.

Adolfo
Non mi è dato -- usar clemenza.
È segnato -- il suo morir.

Floresca
Non vi lascio.

Adolfo
Invan pregate.

Tollo
Perdonate.

Adolfo
Far nol posso.

Tollo e Floresca
In non ho più sangue addosso,
Io mi sento oh! Dio mancar.

Adolfo
Da quel pianto io son commosso,
Nè mi lice perdonar.

SCENA XII.


Ermanno frettoloso ed agitato, e detti.

Ermanno
Altezza, a voi mi prostro,
Salvate il figlio vostro.
Del condannato giovine
Voi siete il genitor.

Adolfo
Come? che sento?

Floresca
Oh! gioja.

Adolfo
Spiegati.

Ermanno
La tradita
Elisa a lui diè vita,
E a me lo consegnò.

Adolfo
Oh Elisa! o figlio mio!
Presto, volate, oh! Dio!
(si ode una scarica di Moschetti)

Ermanno
Non e più tempo.

Floresca (sviene)
Io moro.

Adolfo (con tutto il dolore)
Il figlio mio spirò!

Tutti
Giorno orrendo! iniqua sorte!
chi mi regge ? chi mi ajta?
Mi circonda orror di morte,
Trema l' anima smarrita.
Quanto io miro, quanto io sento
Mi ricolma di terror.

Tollo
Anche questa come il morto
Par che voglia uscir di vita.
Manca il polso, il viso è smorto,
È già lesta, è già spedita.
Ah! Signori, in un momento
Ella è morta di dolor.
(Adolfo, Ermanno partono disperati; Anna, e Tollo rimangono in ajuto di Floresca)

SCENA XIII.


Tollo, Anna, Floresca, indi Coro di Soldati, e Giardinieri.

Anna
Infelice Signora!

Tollo
È certo andata
A raggiunger lo sposo all'altro mondo.

Anna
Taci, taci, respira.

Tollo
Move i labbri, si gira.

Floresca
Ah! sventurata!

Anna
In se ritorna.

Tollo
Ell'è risuscitata.

Floresca
Dove sono? vivo ancora?
Voi chi siete? che ascoltai?
L'ho perduto, oppur sognai?
Dite, oh Dio! la verità!

Anna
Deh! calmatevi, Signora.

Tollo
Forse anch'ei risorgerà!

Floresca
Ah! tacete: il vero intesi.
Sono al colmo i mali miei...
Ah! che piangere vorrei,
E più lagrime non ho.
Dolor sì barbaro
Del pianto mio
La fonte, oh Dio!
Già consumò.

Coro (di dentro)
Viva! viva!

Floresca
Oh! Ciel! quai grida!

Coro (c. s.)
Viva il padre, il figlio viva.

Tollo
Vado, e torno.
(parte)

Anna
Gente arriva.

Coro (in scena)
Non è morto, si salvò.

Floresca
E fia vero? oh! gioja estrema!

Anna
Deh! parlate, come andò?

Tollo
(che ritorna frettoloso,e informa rapidamente)
Che Giorgetto era figlio del Principe
Informato Riccardo da Ermanno;
Si servì di un bellissimo inganno,
Dai moschetti le palle levò.

Coro
Ed il Principe lieto, e contento
Sul momento -- gran festa ordinò.

Floresca
Al petto stringerlo!..
Uniti vivere!
Chi può il mio giubilo
Immaginar.
Se ai lunghi pianti
Dei veri amanti
Amor concede
Egual mercede,
Lieta è quest'anima
Del suo penar.

Coro
Salvo lo sposo
Alfin vedrai:
Più non avrai
Da palpitar.
(parte accompagnata da Anna, e dal Coro)

SCENA ULTIMA.


Campagna amenissima: in fondo un filare di alberi intrecciati di ghirlande di fiori.
Gran folla di Villani, e Soldati.
Tutti i personaggi.

Coro generale
Di lieti suonino
Canti le sponde,
E li ripetano
Le aurette, e l'onde
Di questa terra
Sacra ad amor.

Adolfo
Copra un eterno oblio
Ogni passato affanno;
Come gioisce il mio ,
Gioisca il vostro cor.

Federico
Padre, consorte, amici,
Vi abbraccio, al sen vi premo.
Al par di me felici
Sempre vi renda amor.

Floresca
Fra tanti cari oggetti
Quest'anima divisa
È in prada a mille affetti,
Che esprimere non sa.

Coro ed Ermanno
Gli esprime il tuo bel ciglio,
E il tuo gentil sembiante,
In cui dell'alma amante
Dipinta è la bontà.

Floresca e Federico
Oh! padre!

Adolfo
Oh! figli!

Floresca e Federico
Oh! sposo/sposa!
Oh! amici! oh! lieto giorno!
(a 5)
Tutto festeggi intorno
La mia felicità.

Tutti
E la memoria tenera
Di così dolci istanti,
Fra padri, amici, e figli,
In cor di sposi, e amanti,
Faranno eterni vivere
L'amore, e l'amistà.


FINE DEL MELODRAMMA.