Giuseppe Verdi - I DUE FOSCARI “Dal più remoto esilio...” (Scena, aria e cabaletta)
Tenore italiano
MIRTO PICCHI
(San Mauro a Signa, Firenze 15.3.1915 - Firenze 25.9.1980)
Fante del Consiglio dei Dieci: Augusto Veronese
Direttore: Tullio Serafin
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JACOPO:
Ah sì, ch'io senta ancora, ch'io respiri
aura non mista a gemiti e sospiri.
Brezza del suol natìo,
il volto a baciar voli all'innocente! . . .
Ecco la mia Venezia! . . . ecco il suo mare! . . .
Regina dell'onde, io ti saluto! . . .
Sebben meco crudele,
io ti son pur de'figli il più fedele.
Dal più remoto esilio,
sull'ali del desìo,
a te sovente rapido
volava il pensier mio;
come adorata vergine
te vagheggiando il core,
l'esillo ed il dolore
quasi sparian per me.
FANTE:
Del Consiglio alla presenza
vieni tosto, e il ver disvela.
JACOPO:
(Al mio sguardo almen vi cela,
ciel pietoso, il genitor!)
FANTE:
Sperar puoi pietà, clemenza . . .
JACOPO:
Chiudi il labbro, o mentitor.
Odio solo, ed odio atroce
in quell'anime si serra;
sanguinosa, orrenda guerra
da costoro si farà.
Ma dei Foscari, una voce
va tuonandomi nel core;
forza contro il lor rigore
l'innocenza ti darà.