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Lombardi Prima Crociata Libretto

I Lombardi alla prima crociata
Personaggi:
ARVINO (Tenore) e
PAGANO (Basso), figli di Folco, signore di Rò
VICLINDA, moglie di Arvino (Soprano)
GISELDA, sua figlia (Soprano)
PIRRO, scudiero d'Arvino (Basso)
PRIORE della città di Milano (Tenore)
ACCIANO, tiranno d'Antiochia (Basso)
ORONTE, suo figlio (Tenore)
SOFIA, moglie del tiranno di Antiochia, fatta celatamente cristiana (Soprano)
Un EREMITA

CORO e COMPARSE:
Claustrali, Priori, Sgherri, Armigeri nel palazzo di Rò, Ambasciatori Persi, Medi, Damasceni e Caldei, Cavalieri e Guerrieri Crociati, Pellegrini, Donne Lombarde, Donne dell'Harem, Vergini.



ATTO PRIMO - La vendetta

SCENA I
La Piazza di Sant'Ambrogio.
S'ode lieta musica nel tempio.


Preludio ed Introduzione

CORO DI CITTADINI
Oh nobile esempio!
Vedeste? nel volto
A tutti brillava la gioia del core.
Però di Pagano nell'occhio travolto
La traccia appariva del lungo terrore.
Ancor nello sguardo terribile e cupo
La fiera tempesta dell'animo appar;
Sarà, ma ben raro le furie del lupo
Nei placidi sensi d'agnel si mutâr.

DONNE
Nell'ora dei morti perché dal gran tempio
Diffondesi intorno festevole suono?
Oh dite! … che avvenne?

UOMINI
Quest'oggi sull'empio
Dal cielo placato discende il perdono:
Qui deve prostrarsi Pagano il bandito,
Che torna alle gioie del suolo natal!

DONNE
Narrate! … narrate! dal patrio suo lito
Qual mai lo cacciava destino fatal?

UOMINI
Era Viclinda - gentil donzella,
Vaga e fragrante - d'aura amorosa;
La gioventude - più ricca e bella
Ambiva, ardea - nomarla sposa,
Ma di Viclinda - l'alma innocente
D'Arvin si piacque, - sposo il chiamò;
Pagan spregiato - nel sen furente
Vendetta orrenda - farne giurò.
Un dì (dei morti - l'ora gemea)
Ivano al tempio - gli avventurati:
Quando improvviso - quell'alma rea
Fere il fratello - da tutti i lati;
Quindi rammingo - solo, proscritto,
Ai luoghi santi - corse a pregar.
Già da molt'anni - piange il delitto,
Ora gli è dato - fra i suoi tornar.

DONNE
Or ecco! … son dessi! … vedete? sul volto
A tutti sfavilla la gioia del core.

UOMINI
Però di Pagano nell'occhio travolto
Appare la traccia del lungo terrore.

TUTTI
Ancor nello sguardo terribile e cupo
La fiera tempesta dell'animo appar;
Sarà, ma ben raro le furie del lupo
Nei placidi sensi d'agnel si mutâr.


SCENA II
Pagano, Arvino, Viclinda, Giselda, Pirro dal tempio, preceduti dai Priori della Città e da Servi che recano torcie, ecc., e detti.


PAGANO
prostrato al suolo
Qui nel luogo santo e pio,
Testimonio al mio delitto,
Perdon chiedo al mondo e a Dio,
Umilmente e in cuore afflitto.

ARVINO
Vieni! Il bacio del fratello
Del perdon ti sia suggello.

Si baciano

CORO
Viva Arvino!... oh nobii cor!...

VICLINDA, GISELDA, PIRRO, CORO
Pace! … Pace! …

PAGANO
(Oh mio rossor!)

GISELDA, VICLINDA, TUTTI
ad Arvino
Padre,
T'assale un tremito! … - sposo, che fia?
Tinta la fronte - hai di pallore.
Di gioia immensa - ho pieno il core,
E tu dividerla - non vuoi con me?

ARVINO
(L'alma sul labbro - a me venia,
Ma ratto un gelo - mi scese al core;
In quegli sguardi - certo è il furore;
Destasi orrendo - sospetto in me)

PAGANO
a Pirro
Pirro, intendesti! - Cielo non fia
Che li assicuri - dal mio furore!
Stolti!... han trafitto - questo mio core,
Ed han sperato - pace da me!

PIRRO
a Pagano
Signor, tuo cenno - legge a me fia.
Cento hai ministri - del tuo furore;
Di questa notte - nel cupo orrore
Siccome spettri - verremo a te.

CORO
S'han dato un bacio! - Quello non sia
Onde tradiva - Giuda il Signore!
Oh l'improvviso - silenzio al core
Di certa pace - nunzio non è!

UN PRIORE
Or s'ascolti il voler cittadino!
Tutti, al grido di Piero infiammati,
Te proclamano, o nobile Arvino,
Condottier dei Lombardi Crociati.

ARVINO
Io l'incarco difficile accetto,
Per lui dolce m'è il sangue versar;
Oh fratello! stringiamoci al petto;
Terra e ciel nostri giuri ascoltâr!

VICLINDA, GISELDA, PIRRO, CORO
All'empio che infrange la santa promessa,
L'obbrobrio, l'infamia sul capo ricada:
Un'ora di pace non venga concessa,
Si tinga di sangue la luce del dì.

ARVINO, PAGANO
Or basta! … né d'odio fra noi si ragioni.
Per dirci fratelli brandiamo la spada;
Voliamo serrati, siccome leoni,
Sugli empi vessilli che il Ciel maledì.


SCENA III
Coro interno di Claustrali.


CORO DI CLAUSTRALI
dentro le scene
A te nell'ora infausta
Dei mali e del riposo,
Dal fortunato claustro
Sorge un pregar pietoso:
Alle tue fide vergini
Apri ne' sogni il ciel.
Tu colle meste tenebre
Pace nell'uom infondi;
Sperdi le trame ai perfidi,
L'empio mortal confondi,
E suonerà di cantici
Più lieti il dì novel.


SCENA IV
Pagano e Pirro


PAGANO
Vergini! … il ciel per ora
A vostre preci è chiuso;
Non per esse men certa in questa notte
Di vendetta fatale,
La lama colpirà del mio pugnale!
O Pirro, eppur quest'alma
Al delitto non nacque! Amor dovea
Renderla santa o rea!
Sciagurata! hai tu creduto
Che oblïarti avrei potuto,
Tu nel colmo del contento,
Io nel colmo del dolor?
Qual dall'acque l'alimento
Tragge l'italo vulcano,
Io così da te lontano
Crebbi agli impeti d'amor.

PIRRO
Molti fidi qui celati
Pronti agli ordini già stanno.

PAGANO
Ch'io li vegga...
Pirro accenna verso il giardino
In tutti i lati
Essi il fuoco spargeranno


SCENA V
Coro di Sgherri e detti.


PAGANO
Di perigli è piena l'opra! …
Molti servi Arvin ricetta;
Ma per me chi ben s'adopra
Largo è ilpremio che l'aspetta.

SGHERRI
Niun periglio il nostro seno
Di timor vigliacco assale;
Non v'è buio che il baleno
Non rischiari del pugnale;
Piano entriam con pie' sicuro
Ogni porta ed ogni muro;
Fra le grida, fra i lamenti,
Imperterriti, tacenti,
D'un sol colpo in paradiso
L'alme altrui godiam mandar.
Col pugnal di sangue intriso
Poi sediamo a banchettar!

PAGANO
O speranza di vendetta,
Già sfavilli nel mio volto;
Da tant'anni a me diletta
Altra voce non ascolto;
Compro un dì col sangue avrei
Quell'incanto di beltà;
Or alfine, or mia tu sei,
Altri il sangue spargerà.

SGHERRI
Comandare, impor tu dei,
Ben servirti ognun saprà.


SCENA VI
Galleria nel Palazzo di Folco che mette dalla sinistra nelle stanze di Arvino, dalla destra in altri appartamenti. La scena è illuminata da una lampada.
Viclinda, Giselda, poi Arvino.


VICLINDA
Tutta tremante ancor l'anima io sento …
No … dell'iniquo in viso
D'ira nube apparia, non pentimento.
Vieni, o Giselda! … un voto
In tal periglio solleviamo a Dio;
Giuriam, s'ei copre di suo manto pio
Tuo padre, il mio consorte,
Giuriam, che, nudo il pie', verremo al santo
Sepolcro orando.

ARVINO
dalle sue stanze
O sposa mia, ricovra
In quelle stanze omai, ma non corcarti.

GISELDA
Oh ciel … quale periglio?

ARVINO
È teco il padre mio.
Rumor di molti passi
Parvemi udir! dell'agitata mente
Esser potrebbe un gioco.
Va, sposa mia.

Parte

GISELDA
Te, Vergin santa, invoco!
Inginocchiandosi con Viclinda
Salve Maria - di grazia il petto
T'empie il Signore - che in te si posa;
Tuo divin frutto - sia benedetto,
O fra le donne - l'avventurosa!
Vergine santa - madre di Dio,
Per noi tapini - leva preghiera,
Ond'Ei ci guardi - con occhio pio
Quando ne aggravi - l'ultima sera!

Partono


SCENA VII
Pirro e Pagano.


PIRRO
Vieni! … già posa Arvino
Nelle sue stanze … un servo il disse.

PAGANO
Oh gioia!
Spegni l'infausta lampa …
La luce delle fiamme
Il trionfo schiarar di mia vendetta
Dovrà fra pochi istanti …
Attendi! -

Entra cautamente nelle stanze di Arvino


SCENA VIII
Pirro solo, indi Giselda, infine Pagano con pugnale insanguinato, e Viclinda.


PIRRO
Eppure le fibre egli ha tremanti!
Vedesi nell'interno chiaror di fiamme
Ma gli sgherri han sparso il foco! ….
Qual rumore di spade ascolto!
Accorriam... nel duro giuoco
Ben cambiar saprò di volto.

Parte sguainando la spada. Giselda attraversa la scena rapidamente

VICLINDA
trascinata da Pagano
Scellerato! … - Oh sposo …

PAGANO
Il chiedi
Alla punta d'un pugnale …
Taci e seguimi.

VICLINDA
A' tuoi piedi
Pria morir! …

PAGANO
E chi mai vale
Per salvarti in queste soglie?
Niuno ormai da me ti scioglie;
Solo ai pianti, ai mesti lai
L'incendio interno va estinguendosi
Può risponderti lo sgherro.
Chi t'ascolti qui non hai …


SCENA IX
Arvino, Giselda, Pirro, Armigeri, Servi con torcie, e Detti.


ARVINO
Io l'ascolto.

PAGANO
O mio stupor!!!
Pur di sangue … è intriso il ferro …
Chi 'l versava?

VICLINDA, GISELDA
Il padre! …

TUTTI
con Pagano, che lascia cadere il ferro
Orror!!! Mostro d'averno orribile,
Nè a te (me) si schiude il suolo?
Non ha l'Eterno un fulmine
Che t'abbia (m'abbia) a incenerir?
Tu fai (Farò) col nome solo il cielo inorridir!

ARVINO
Parricida! … E tu pure trafitto
Sulla salma del padre morrai.

GISELDA
frapponendosi
Deh non crescer delitto a delitto!
Altra scena risparmia d'orror.

PAGANO
ad Arvino
Che? … ti fermi? … coraggio non hai? …
Mira … io stesso aprirò la ferita.

Fa per uccidersi colla spada, ma vien fermato dagli Armigeri

CORO
Sciagurato! … la vita, la vita
Ti fia strazio di morte peggior.

TUTTI
Va! sul capo ti grava (Ah! sul capo mi grava) l'Eterno
La condanna fatal di Caino;
Più che il foco e le serpi d'averno
Le tue (mie) carni il terror struggerà!
Va! (Ahi!) fra i fiori di lieto cammino,
Nelle grotte, fra i boschi sul monte.
Sangue ognor verserai (verserò) dalla fronte,
Sempre al dosso un demon ti (mi) starà.

ATTO SECONDO - L'uomo della caverna

SCENA I
Sala nel Palazzo d'Acciano in Antiochia.
Acciano è seduto sul trono, dinanzi a lui stanno gli Ambasciatori, Soldati e Popolo.


I AMBASCIATORI
È dunque vero?

ACCIANO
Splendere
Vid'io le inique spade!

AMBASCIATORI
Audaci! … a che le barbare
Lasciar natie contrade?
Di Maometto al fulmine
Noi li vedrem sparir!

ACCIANO
Forti, crudeli, esultano
Di stupri e di rapine;
Lascian dovunque un cumulo
Di stragi e di ruine …

AMBASCIATORI
Deh scendi, Allah terribile.
I perfidi a punir!

TUTTI
Or che d'Europa il fulmine
Minaccia i nostri campi,
Vola per noi sui turbini,
Pugna per noi fra i lampi,
E sentirem nell'anima
Scorrere il tuo valor.
Giuriam!... Noi tutti sorgere
Come un sol uom vedrai,
Scordar le gare e accenderne
Un'ira sola omai;
Quale fia scampo ai perfidi,
Se tu ne infiammi il cor?

Partono


SCENA II
Oronte e Sofia velata.


ORONTE
O madre mia, che fa colei?

SOFIA
Sospira,
Piange, i suoi cari chiama …
Pur l'infelice t'ama.

ORONTE
Mortal di me più lieto
Non ha la terra!

SOFIA
(Oh voglia, oh voglia Iddio
Schiarar così la mente al figlio mio!)

ORONTE
La mia letizia infondere
Vorrei nel suo bel core;
Vorrei destar coi palpiti
Del mio beato amore
Tante armonie nell'etere,
Quanti pianeti egli ha;
Ir seco al cielo ed ergermi
Dove mortal non va!

SOFIA
Oh! ma pensa che non puoi
Farla tua, se non ti prostri
Prima al Dio de' padri suoi.

ORONTE
Sien miei sensi i sensi vostri!

SOFIA
Oh mia gioia!

ORONTE
O madre mia!
Già pensai più volte in cor
Che sol vero il Nume sia
Di quell'angelo d'amor.
Come poteva un angelo
Crear sì puro il Cielo,
E agli occhi suoi non schiudere
Di veritade il velo?
Vieni, m'adduci a lei,
Rischiari i sensi miei;
Vieni, e nel ver s'acquetino
La dubbia mente e il cor!

SOFIA
Figlio, t'infuse un angelo
Per tua salute amor


SCENA III
Prominenze di un monte praticabili in cui s'apre una caverna.
Un Eremita.


EREMITA
E ancor silenzio! - Oh quando,
Quando al fragor dell'aure e del torrente
Suono di guerra s'unirà? …
Quest'occhi,
Sempre immersi nel pianto, oh non vedranno
Balenare dai culmini del monte
I crociati vessilli?
Dunque il lezzo a purgar del gran misfatto
Mai non potran mie mani
L'empie bende squarciar dei Mussulmani?
E ancor silenzio! - Oh folle!
E chi son io perché m'arrida all'alma
Iri di pace? E giusto Iddio soltanto:
Sia per lui benedetto il duolo e il pianto:
Ma quando un suon terribile
Dirà che Dio lo vuole,
Quando la croce splendere
Vedrò qual nuovo sole,
Di giovanil furore
Tutto arderammi il core,
E la mia destra gelida
L'acciaro impugnerà:
Di nuovo allor quest'anima
Redenta in ciel sarà.
Ma chi viene a questa volta?
Mussulman la veste il dice.
Ritiriamoci …


SCENA IV
Pirro e detto.


PIRRO
Oh! ferma! … ascolta
Per pietade, un infelice!
Già per tutto è sparso il suono
Delle sante tue virtù!
Dimmi, ah dimmi, qual perdono
Ottener poss'io quaggiù!
Io son Pirro, e fui Lombardo,
Prestai mano a un parricida;
Qui fuggendo, da codardo
Rinnegata ho la mia fe';
Il terrore, il duol mi guida
Supplichevole al tuo pie'.

EREMITA
Sorgi e spera! …

PIRRO
A me fidate
D'Antiochia son le mura.

S'odono suoni in lontananza

EREMITA
Qual rumor!

PIRRO
Son le crociate
Genti sparse alla pianura.

EREMITA
Ciel … che ascolto! il ver tu dici?
Al colmo dell'entusiasmo
Va, con me sei perdonato!
Dio, gran Dio degli infelici,
Niun confine ha tua pietà.
Pirro! … Ebbene! pel tuo peccato
Offri al ciel la rea città.

PIRRO
Uomo santo, a te lo giuro,
Questa notte, io stesso, io stesso
Schiuderò per l'empio muro
Al mio popolo un ingresso!

EREMITA
Ma il rumor cresce, s'avanza …
Ciel! Lombardi!

PIRRO
Ah! sì, Lombardi.

EREMITA
Va! … ti fia secura stanza
La caverna.


SCENA V
L'Eremita entra nella Caverna con Pirro, ed esce con un elmo e con una spada.
Intanto si schierano sul monte i guerrieri Crociati preceduti da Arvino.


EREMITA
Altuo guerrier
Oh sfavilla ancora ai guardi,
Brando antico, o mio crinier!

Si pone l'elmo e cala la visiera

ARVINO
Sei tu l'uom della caverna?

EREMITA
Io lo son; da me che vuoi?

ARVINO
Le tue preci! Ah l'ira eterna
Tu placar per me sol puoi!

EREMITA
Oh! sai tu qual uomo invochi?

ARVINO
Tutti parlano di te;
Narran tutti in questi lochi
Dio si mostri alla tua fe'!
Odi! … un branco mussulmano
Ha la figlia a me rapita;
Io tentai seguirli invano,
Giàla turba era sparita.

EREMITA
Dimmi! gente hai tu valida e molta?

ARVINO
Sì …

EREMITA
Vedrai la tua figlia diletta.

ARVINO
Tutta Europa là vedi raccolta,
Conducendolo sull'altura
Al voler di Goffredo soggetta!

EREMITA
Oh mia gioia! … la notte già scende! …
Me seguite, o Lombardi fratelli;
Questa notte porrete le tende,
Io lo giuro, nell'alta città!

ARVINO
Santo veglio, che a gloria ci appelli,
Le tue fiamme in noi serpono già!

TUTTI
Stolto Allah … sovra il capo ti piomba
Già dell'ira promessa la piena;
Santa voce per tutto rimbomba,
Proclamante l'estremo tuo dì.
Già la Croce per l'aure balena
D'una luce sanguigna, tremenda;
È squarciata la barbara benda.
L'infedele superbo fuggì.


SCENA VI
Recinto dell'Harem.
Coro di donne che accompagnano Giselda, la quale si abbandona mestamente sopra un sedile.


CORO
La bella straniera che l'alme innamora!
Venite, venite, danziamole intorno;
Perché sempre gli occhi di lagrime irrora,
Se tutte ha le gioie di questo soggiorno?
D'Oronte ella sola nell'animo impera …
La bella straniera, la bella straniera!
Perché tu lasciasti le case dei padri?
Mancavano amanti là forse al tuo core?
Veggiamo, veggiamo quegli occhi leggiadri,
Che son d'Oriente novello splendore.
Noi siamo d'ancelle vilissima schiera …
Qual brama servigio la bella straniera?
Oh stolta! Oh superba! Quegli occhi, che il foco
Acceser nel prence d'amor scellerato,
Vedran dei parenti la morte fra poco,
Il turpe vessillo nel sangue bruttato.
Partiamo, ella forse vuol sciorre preghiera …
La bella straniera! … la bella straniera!


SCENA VII
Giselda


GISELDA
sorgendo impetuosamente
Oh madre, dal cielo soccorri al mio pianto,
Soccorri al mio core, che pace ha perduto!
Perche mi lasciasti? … d'affetto non santo
M'aggravan le pene! … Deh porgimi aiuto!
Se vano è il pregare che a me tu ritorni.
Pregare mi valga d'ascendere a te.
Un cumulo veggo d'orribili giorni,
Qual tetro fantasma, piombare su me!

CORO DI DONNE
Chi ne salva!

GISELDA
Quai grida! … quai grida! …

DONNE
Oh fuggiamo! …

CORO D'UOMINI
S'uccida, S'uccida!


SCENA VIII
Soldati turchi inseguiti dai Crociati, indi Donne dell'Harem e Sofia.


DONNE
Chi ne salva dal barbaro
Se il Profeta i suoi fidi lasciò?

GISELDA
I Crociati! …

SOFIA
O Giselda, un indegno
Tradimento i nemici guidò!
Sposo e figlio mi caddero ai piedi.

GISELDA
Ahi che narri?

SOFIA
Il furente, oh lo vedi
Che li uccise!


SCENA IX
Arvino, l'Eremita e Cavalieri Lombardi.


GISELDA
Mio padre! … egli stesso! …

EREMITA
additando Giselda
Ecco, adempio a' miei detti, o signor.

ARVINO
Mia Giselda! ritorna all'amplesso
Di tuo padre! …

GISELDA
retrocede inorridita
Qual sangue!

SOFIA
Oh dolor!

GISELDA
quasi colpita da demenza
No! … giusta causa - non è d'Iddio
La terra spargere - di sangue umano;
È turpe insania - non senso pio
Che all'oro destasi - del mussulmano!
Queste del cielo - non fûr parole …
No, Dio nol vuole - No, Dio nol vuole!

EREMITA E CORO
Che ascolto!

ARVINO, SOFIA
O misera!

GISELDA
Qual nera benda
Agli occhi squarciami - forza divina!
I vinti sorgono - vendetta orrenda
Sta nelle tenebre - d'età vicina!
A niuno sciogliere - fia dato l'alma
Nel suoi 've l'aure - prime spirò!
L'empio olocausto - di umana salma
Il Dio degli uomini - sempre sdegnò. -

ARVINO
Empia! … sacrilega! -

GISELDA
Gioco dei venti
Già veggo pendere - le vostre chiome;
Veggo di barbari - sorger torrenti,
D'Europa stringere - le genti dome!
Ché mai non furono - di Dio parole
Quelle onde gli Uomini - sangue versâr.
No, Dio nol vuole - No, Dio nol vuole;
Ei sol di pace - scese a parlar!

EREMITA
Ah taci, incauta.

ARVINO
cavando il pugnale
Possa tua morte
Il detto sperdere - del labbro osceno!

EREMITA
fermandolo
Che fai? La misera - duolo ha sì forte
Che, ben lo vedi, - ragion smarrì! -

GISELDA
Ferisca... oh squarci - questo mio seno
La man che Oronte pur or ferì!

CORO
Lasciam l'indegna - che il vergin core
Ad empio amore - schiudere ardì.

ATTO TERZO - La conversione

SCENA I
La Valle di Giosafat sparsa di varii colli praticabili, fra i quali primeggia quello degli Ulivi.
In lontananza vedesi Gerusalemme.
Cavalieri Crociati, Donne, Pellegrini, che escono in processione a capo scoperto.


CORO
di dentro
Gerusalem … Gerusalem … la grande,
La promessa città!
Ho sangue bene sparso... le ghirlande
D'Iddio s'apprestan già!
Escono
Deh per i luoghi che veder n'è dato,
E di pianto bagnar,
Possa nostr'alma coll'estremo fato
In grembo a Dio volar!

PELLEGRINI
Gli empi avvinsero là fra quei dirupi
L'Agnello del perdon:
A terra qui cadean gli ingordi lupi
Quand'Ei rispose: Io son!
Sovra quel colle il Nazarén piangea
Sulla città fatal;
È quello il monte, onde salute avea
Il misero mortal!

TUTTI
Deh! per i luoghi che veder n'è dato,
E di pianto bagnar,
Possa nostr'alma coll'estremo fato
In grembo a Dio volar!
O monti, o piani, o valli eternamente
Sacri ad uman pensier!
Ecco arriva, ecco arriva il Dio vivente
Terribile guerrier!

S'allontanano per la valle


SCENA II
Giselda


GISELDA
sola
Dove sola m'inoltro?
Nella paterna tenda
Mi mancava il respir! … d'aura m'è duopo,
D'aura libera - tutto è qui deserto …
Tacquero i canti... sol mia mente al cielo
Non vola … Ah l'alma mia
Non ha pensiero, che d'amor non sia!


SCENA III
Oronte in costume lombardo e Detta.


ORONTE
Giselda!

GISELDA
Oh ciel! … traveggo?

ORONTE
Ah no! … d'Oronte
Stai fra le braccia!

GISELDA
Ah sogno egli è! … la fronte
Ch'io t'innondi di lagrime!

ORONTE
Oh Giselda!
Dunque di me non ti scordasti?

GISELDA
Ahi come
Ti piansi estinto!

ORONTE
Dal nemico brando
Sol fui gittato al suolo;
Speranza di vederti anco una volta
Vile mi fe' … presi la fuga … errante
Andai di terra in terra,
Veste mutai, seguendo il mio desire
Di vederti una volta, e poi morire.

GISELDA
Oh non morrai!...

ORONTE
Thtto ho perduto! amici,
Parenti, patria … il soglio …
Con te la vita! …

GISELDA
No! seguirti io voglio.
Teco io fuggo!

ORONTE
Tu? … che intendo!

GISELDA
Vo'seguire il tuo destino.

ORONTE
Infelice! … è un voto orrendo.
Maledetto è il mio cammino.
Per dirupi e per foreste
Come belva errante io movo;
Giuoco ai venti e alle tempeste
Spesso albergo ho un antro, un covo!
Avrai talamo l'arena
Del deserto interminato,
Sarà l'urlo della jena
La canzone dell'amor!
Io, sol io sarò beato
Nell'incendio del mio cor!

GISELDA
Oh t'affretta! … ad ogni istante
Ne sovrasta fier periglio!

ORONTE
Ben pensasti?

GISELDA
Il core amante
Più non ode altro consiglio.

ORONTE
Oh mia gioia! or sfido tutto
Sulla terra, il male, il lutto! … Vien! … son teco!

GISELDA
Ah sì! tu sei
Patria, vita e ciel per me!

ORONTE
Ah del regno che perdei
Maggior bene or trovo in te!

GISELDA
O belle, a questa misera,
Tende lombarde, addio!
Aura da voi diffondesi
Quasi di ciel natio! …
Ah! … più divino incanto
Da voi mi toglie in pianto!
Madre, perdona! … un'anima
Redime un tanto amor!

ORONTE
Fuggi, abbandoni, o misera,
L'amor de' tuoi pel mio!
Per te, lombarda vergine,
Tutto abbandono anch'io …
Noi piangerem d'un pianto
Avremo un cor soltanto!
Lo stesso Dio che veneri
Avrà mie preci ancor!

VOCI INTERNE
All'armi!

ORONTE
Che ascolto!

GISELDA
Prorupper le grida
Dal campo lombardo … Pavento per te!

A DUE
Fuggiamo! … sol morte nostr'alme divida …
Né cielo, né terra può toglierti a me!


SCENA IV
Tenda d'Arvino.
Arvino.


ARVINO
solo
Che vid'io mai? … Furor, terrore a un tempo
M'impiombarono al suol! … Ma sui fuggenti
Via portati dall'arabo corsiero
L'uom si gettò della caverna! … A un lampo
Tutti agli sguardi mi sparîr. Ahi vile!
Empia! all'obbrobrio di mia casa nata!
Fossi tu morta in culla,
Sacrilega fanciulla,
Sorgente rea di guai!
Oh non t'avessi generata io mai!


SCENA V
Cavalieri Crociati e Detto.


ARVINO
Qual nuova?

CORO
Più d'uno - Pagano ha notato
Discorrer le tende - del campo crociato.

ARVINO
Per Dio! …

CORO
Chi lo guida - per santo cammino?
L'infame assassino - chi venne a tradir?
Fra tante sciagure - non vedi la mano
Del cielo sdegnato - per l'empio germano?
Vendetta feroce - persegua l'indegno,
Di tutti allo sdegno - non puote sfuggir.

ARVINO
al colmo dell'ira
Sì! … del ciel che non punisce
Emendar saprò l'errore;
Il mio brando già ferisce,
Già trafigge all'empio il core;
Spira già l'abbominoso,
Io lo premo col mio piè!
Se in Averno ei fosse ascoso,
Più sfuggir non puote a me.


SCENA VI
Interno di una grotta. Da un'apertura in fondo vedonsi le rive del Giordano.
Giselda che sostiene Oronte ferito.


GISELDA
adagiandolo sopra un masso
Qui posa il fianco! … Ahi lassa!
Di qual ferita l'hanno offeso i crudi!

ORONTE
Giselda! io manco! …

GISELDA
A qual mercede orrenda
Alla mia fe' tu dai …

ORONTE
Io manco! …

GISELDA
Ah taci! … oh! taci!
Tu sanerai … le vesti mie già chiusa
Han la crudel fenta …

ORONTE
Invano, invano
Pietosa a me tu sei.

GISELDA
Or tu m'ascolta, o Dio de' padri miei!
Fuori di sé
Tu la madre a me togliesti,
M'hai serbata a dì funesti …
Sol conforto è al pianto mio
Questo amore e il togli a me …
Tu crudel …


SCENA VII
L'Eremita, e Detti.


EREMITA
Chi accusa Iddio? …
Questo amor delitto egli è!

GISELDA
atterrita
Qual mi scende al cor favella!

ORONTE
Chi sei tu?

EREMITA
Son tal che vita
Annunciar ti può novella,
Se ti volgi a nostra fè.

GISELDA
Dio l'inspira!

ORONTE
Ah sì … compita,
O Giselda, hai l'opra … Omai!
Io … più volte il desiai.
Uom d'Iddio … t'appressa a me!

EREMITA
Sorgi! … il ciel non chiami invano
Le sue glorie egli ti addita;
L'acque sante del Giordano
Sian lavacro a te di vita!

GISELDA
Or non più dinanzi al cielo
È delitto il nostro amor!
Vivi … ah vivi …

ORONTE
Al petto … anelo
Scende insolito … vigor!
Qual voluttà trascorrere
Sento di vena … in vena!
A Giselda
Più non mi reggo … aitanti …
Io ti discerno appena!
T'accosta! … oh nuovo incanto!
Bagnami col tuo pianto …
In ciel ti attendo … affrettati …
Tu … lo schiudesti a me.

GISELDA
Deh non morire! attendimi,
O mia perduta speme!
Vissuti insiem nei triboli,
Noi moriremo insieme.
Donna che t'amò tanto
Puoi tu lasciar nel pianto?
Perché mi vietan gli angeli
Il ciel dischiuso a te?

EREMITA
L'ora fatale ed ultima
Volga le menti a Dio;
Si avvivi il cor d'un palpito
Solo celeste e pio;
Se qui l'amor di pianto
Ebbe mercé soltanto,
Sperate! … un dì fra gli angeli
Di gioia avrà mercé!

ATTO QUARTO - Il Santo Sepolcro

SCENA I
Caverna.
Giselda è abbandonata sopra un sasso. Entrano l'Eremita ed Arvino.


EREMITA
additando Giselda
Vedi e perdona!

ARVINO
Oh figlia mia!

EREMITA
Nell'aspro
Cammino a stento io qui la trassi; agli occhi
Tuoi paterni tre giorni io la celai
Temendo l'ira tua. Vedi! l'afflitta,
Arsa e consunta dall'orrenda sete,
Ond'ha flagello il campo tutto, or solo
Chiuse gli occhi al riposo.

ARVINO
Oh noi turbiam! … Ma tu chi se', pietoso?
Deh noto alfin mi sia
Chi tanto vegli sovra me! Sovente
Io ti vidi combattermi vicino,
E usbergo farmi del tuo petto.

EREMITA
O Arvino,
Tu lo saprai! … Ma di Giselda solo
Or ne prema l'affanno;
Vieni, cerchiam per ogni dove stilla
Che torni ad avvivar la sua pupilla.


SCENA II
Giselda sola; ella è sorpresa in sogno da una visione di Spiriti celesti.


CORO DI CELESTI
Componi, o cara vergine,
Alla letizia il viso.
Per te redenta un'anima
S'indiva in paradiso;
Vieni, che il ben dividere
Seco fia dato a te.

GISELDA
alzandosi e continuando a sognare
 Oh! di sembianze eteree
L'antro splendente io scerno;
Ah sì … t'affretta a sorgere,
Alba del giorno eterno.
Oronte! … Ah tu fra gli angeli?
Perché non parli a me?

ORONTE
In cielo benedetto,
Giselda, per te sono! …
Il mio pregar accetto
D'Iddio già sale al trono!
Va, grida alla tua gente,
Che afforzi la speranza,
Del Siloe la corrente
Fresch'onde apporterà.

Sparisce la visione

GISELDA
svegliandosi per la grande agitazione
Qual prodigio! … Oh in nera stanza
Or si muta il paradiso? …
Sogno ei fu? … ma d'improvviso
Qual virtude in cor mi sta?
Non fu sogno! … in fondo all'alma
Suona ancor l'amata voce,
De' beati ancor la palma
In sua man vegg'io brillar.
O guerrieri della croce,
Su Correte ai santi allori!
Scorre il fiume già gli umori
L'egre membra a ravvivar.


SCENA III
Le Tende Lombarde presso al Sepolcro di Rachele.


CROCIATI, PELLEGRINI E DONNE
O Signore, dal tetto natio
Ci chiamasti con santa promessa,
Noi siam corsi all'invito d'un pio,
Giubilando per l'aspro sentier.
Ma la fronte avvilita e dimessa
Hanno i servi già baldi e valenti!
Deh! non far che ludibrio alle genti
Sieno, Cristo, i tuoi fidi guerrier!
O fresc'aure volanti sui vaghi
Ruscelletti dei prati lombardi!
Fonti eterne! purissimi laghi! …
O vigneti indorati dal sol!
Dono infausto, crudele è la mente
Che vi pinge sì veri agli sguardi,
Ed al labbro più dura e cocente
Fa la sabbia d'un arido suol! …

VOCI INTERNE
Al Siloe! al Siloe!

CORO
Quali voci!


SCENA IV
Giselda, Eremita, Arvino e Detti.


GISELDA
Il cielo
Ha le preghiere degli afflitti accolto!
Tutte le genti stanno all'acque intorno
Che il Siloe manda!

CORO
Oh gioia! … Oh gioia! …

ARVINO
Udite
Or me, Lombardi! Dissetato il labbro,
Ultimi certo non sarete voi
A risalir le abbandonate mura!
Noi prevedono gli empi …
Ecco! … le trombe
Squillano del Buglion! La santa Terra
Oggi nostra sarà.

TUTTI
Sì! … Guerra! Guerra!
Guerra! guerra! s'impugni la spada,
Affrettiamoci,empiamo le schiere;
Sulle bende la folgore cada,
Non un capo sfuggire potrà.
Già rifulgon le sante bandiere
Quai comete di sangue e spavento;
Già vittoria sull'ali del vento
Le corone additando ci va!


SCENA V
Le Tende d'Arvino.
Dopo lungo rumore di battaglia entra l'Eremita sorretto da Giselda ed Arvino.


ARVINO
Questa è mia tenda …
Qui tue membra puoi,
Sventurato, adagiar … Ma tu non parli?

GISELDA
Ahi vista! in ogni parte
Egli è ferito … Sulle mura ei primo
Correa gridando.

EREMITA
Via da me! … Chi siete?

ARVINO
Guarda! sovvienti! Presso
D'Arvin tu sei.

EREMITA
guardandosi le mani
D'Arvin? Qual nome! … Ah taci!
Taci! … D'Arvin questo è pur sangue! Oh averno!
Schiuditi a' piedi miei! … Sangue è del padre.

ARVINO
Che parli tu?

GISELDA
Ti calma!
Vedi, tu se' fra noi … presso l'afflitta
Che tu salvasti.

EREMITA
Oh voce! … Oh chi rischiara
La mente e m'apre il cor! Tu sei, tu sei
L'angelo del perdono!

ARVINO
Favella … Chi sei tu? …

EREMITA
Pagano io sono.

ARVINO E GISELDA
Ciel! … Che ascolto!

PAGANO
Un breve istante
Solo resta a me di vita...
O fratello! … a Dio davante
Dee quest'alma comparir!
La mia pena … è omai compita!
Non volermi … maledir!

GISELDA
Padre, in Dio lo vedi estinto;
È sua colpa in ciel rimessa.

PAGANO
Oh fratello! …

ARVINO
abbracciandolo
Hai vinto, hai vinto,
Anche l'uom ti assolverà.

PAGANO
Me felice! … or sia … concessa …
A' miei sguardi la città.


SCENA ULTIMA
S'apre la tenda e vedesi Gerusalemme; sulle mura, sulle torri sventolano le bandiere della Croce illuminate dai primi raggi del Sole oriente.
Pellegrini, Donne e Guerrieri Crociati.


PAGANO
Dio pietoso! … di quale contento
Degni or tu … l'assassino … che muor!
Tu sovvieni … all'estremo momento
L'uom che il mondo … copriva d'orror!

ARVINO
O Pagano! … Gli sguardi clementi
A miei falli rivolga il Signor,
Come a te negli estremi momenti
Il fratello perdona in suo cor.

GISELDA
Va felice! Il mio sposo beato,
La mia madre vedrai nel Signor:
Di' che affrettino il giorno bramato
Che col loro si eterni il mio cor.

CORO
Te lodiamo, gran Dio di vittoria,
Te lodiamo, invincibil Signor!
Tu salvezza, tu guida, tu gloria
Se' de' forti che t'aprono il cor!