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Dio mi potevi scagliar tutti i mali

Opera details:

Opera title:

Otello

Composer:

Giuseppe Verdi

Language:

Italian

Synopsis:

Otello Synopsis

Libretto:

Otello Libretto

Translation(s):

English Deutsch

Aria details:

Type:

aria

Role(s):

Otello

Voice(s):

Tenor

Act:

3.06a

Previous scene: S'or ti scorge il tuo demone
Next scene: Ma o pianto o duol

Otello " Dio mi potevi scagliar " Francesco Franz Medda, tenor

Singer(s): Carlo Bergonzi Franco Corelli Mario Del Monaco Aureliano Pertile Ramón Vinay Plácido Domingo

"Dio, mi potevi scagliar" è il monologo di Otello tratto dal terz'atto dell'Otello verdiano.
Presentato alle scene il 5 Febbraio 1887 al Teatro alla Scala,l'Otello è l'opera con cui Verdi ritorna a scrivere musica dopo anni di silenzio.
Sulla spinta di Arrigo Boito, con cui scriverà ancora il Falstaff, il compositore bussetano rompe il silenzio e chiuso nella sua villa di Sant'Agata, dà alla luce un altro capolavoro.
La sua arte è matura, ed elabora con la sua personalità le tendenze e i nuovi stili ed influenze che vanno evolvendo la musca. L'Otello scelto da verdi è Fancesco Tamagno, tenore dotato di una voce squillante e grande sensibilità di interprete. Fortunatamente abbiamo alcune sue registrazioni che ci danno l'idea di quello che è stata la sua grandezza. Dizione chiarissima, proiezione del suono, legato belcantista sono le basi su cui appoggiava la sua arte.
Altri grandi interpreti di cui abbiamo la possibilità di ascolto sono Francesco Merli e Aureliano Pertile, fonte ineguagliabile di ispirazione per chiunque si accinga a cantare. La morbidezza dell'emissione, il fraseggio,l'attenzione alla parola cantata sono l'eredità della tradizione belcantista ottocentesca a cui dobbiamo fare riferimento se siamo interessati a capire l'Opera.
Altri grandi interpreti hanno vestito i panni del moro, Ramon Vinay, dalla voce brunita, John Vickers, interprete intelligente , per arrivare a quelo che è stato l'Otello di riferimento fino ai gioni nostri: Mario Del Monaco. Artista dotato di una grande personalità e di una vocalità impressionante , ha interpretato il ruolo fino a diventare un tutt'uno col personaggio.
Se analizziamo le registrazioni notiamo un grande cambiamento nella sua interpretazione.
Prendendo il film del 1958, Del Monaco è molto attento alle indicazioni verdiane, obbediente alla bacchetta del grande Tullio Serafin, che gli permette di cantare in maniera divina.
Col tempo, il declamato avrà il sopravvento, a discapito della linea del canto, puntando più sulla grandezza dell'interprete che del cantante. Fenomeno.
Placido Domingo, non possedendo le doti canore di Del Monaco, sulla scia diVickers, punta i riflettori sull'umanità di Otello, facendone un personaggio tormentato, più intimista.
Franco Corelli si era pentito di non aver mai interpretato Otello, credo per il grande rispetto che nutriva per Del Monaco.
Carlo Bergonzi, all'età di ottant'anni , ha dovuto rinunciare al suo Otello in concerto alla Carnegie Hall, che avrebbe completato così la sua galleria di personaggi verdiani da lui interpretati, almeno su disco.
Pavarotti si è cimentato in un Otello concertato a San Francisco, dove, nonostante la natura lirica della sua voce, ci ha regalato alcune pagine di gran respiro verdiano.

English
God! Thou couldst have rained upon my head
every affliction of poverty and shame,
made of my heroic battle-honours
a heap of ruination and a lie ...
and I should have borne the cruel cross
of torment and disgrace
with patience
and resigned me to the will of heaven.
But – oh tears, oh pain! –
to rob me of that vision
in which my soul was garnered joyfully!
That sun has been snuffed out,
that smile, that ray
which gives me life and happiness!
That sun has been snuffed out, etc.
Mercy, thou immortal
rose-lipped cherubin,
cover at the last thy holy face
with the horrid mask of hell!
Ah! Damnation!
Let her first confess her crime,
then die!
Confession! Confession!

Italiano
Dio! mi potevi scagliar tutti i mali
della miseria, della vergogna,
far de' miei baldi trofei trionfali
una maceria, una menzogna...
E avrei portato la croce crudel
d'angoscie e d'onte
con calma fronte
e rassegnato al volere del ciel.
Ma, o pianto, o duol! m'han rapito il miraggio
dov'io, giulivo, ~ l'anima acquieto.
Spento è quel sol, quel sorriso, quel raggio
che mi fa vivo, ~ che mi fa lieto!
Tu alfin, clemenza, pio genio immortal
dal roseo riso,
copri il tuo viso
santo coll'orrida larva infernal!
Ah! Dannazione!
Pria confessi il delitto e poscia muoia!
Confession! Confession!
La prova!
JAGO
Cassio è là!
OTELLO
Là? Cielo! O gioia!

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Libretto/Lyrics/Text/Testo:

SCENA III
Otello

OTELLO
Dio! mi potevi scagliar tutti i mali
della miseria, della vergogna,
far de' miei baldi trofei trionfali
una maceria, una menzogna…
E avrei portàto la croce crudel
d'angoscie e d'onte
con calma fronte
e rassegnato al volere del ciel.
Ma, o pianto, o duol! m'han rapito il mirraggio
dov'io, giulivo, l'anima acqueto.
Spento è quel sol, quel sorriso, quel raggio
che mi fa vivo, che mi fa lieto!
Tu alfin, Clemenza, pio genio immortal
dal roseo riso,
copri il tuo viso
santo coll'orrida larva infernal!

English Libretto or Translation:

OTHELLO
God! Thou couldst have rained upon my head
every affliction of poverty and shame,
made of my heroic battle-honours
a heap of ruination and a lie ...
and I should have borne the cruel cross
of torment and disgrace
with patience
and resigned me to the will of heaven.
But – oh tears, oh pain! –
to rob me of that vision
in which my soul was garnered joyfully!
That sun has been snuffed out,
that smile, that ray
which gives me life and happiness!
That sun has been snuffed out, etc.
Mercy, thou immortal
rose-lipped cherubin,
cover at the last thy holy face
with the horrid mask of hell!

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