Libretto list

Un Giorno di regno Libretto

N. 1 - Sinfonia

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA
Galleria.
Camerieri e vassalli del Barone.


N. 2 - Introduzione

CORO
Mai non rise un più bel dì
Per la Casa di Kelbar.
Un sovrano alloggia qui,
Due sponsali s'han da far …
Quante feste, quanti onori! …
Quante mance ai servitori! …
Che banchetti sontuosi …
Che festini strepitosi! …
Più bel dì non può brillar
Per la Casa di Kelbar.

N. 3 - Duettino
Entrano il Barone ed il Tesoriere.

BARONE
Tesoriere garbatissimo,
Una perla or tocca a voi:
Ella è un ramo preziosissimo
D'un grand'albero d'eroi;
E son certo, a voi sposandola,
Che non abbia a tralignar.

TESORIERE
Sì, Baron; felice e prospero
Sarà sempre il nostro innesto,
E germogli illustri ed incliti
Ne vedrete uscir ben presto,
Che le nostre due famiglie
Faran chiare in terra e in mar.

BARONE
Bravo genero!

TESORIERE
Gran suocero!

BARONE
Io mi sento a consolar.

BARONE e TESORIERE
Per sì fausto matrimonio
Già ciascun le ciglia inarca:
Esso avrà per testimonio
Di Polonia il buon monarca.

CORO
Quante feste, quanti onori! ecc.

BARONE e TESORIERE
E In dorata cartapecora
Noi l'abbiamo da segnar.


N. 4 - Scena e Cavatina

Entra Delmonte.

DELMONTE
Sua Maestà, signori,
È alzata, e qui s'invia;
Ei salutar desia
Il nostro albergator.

CORO
Di così nobil ospite,
Risuoni il nome intorno;
Quest'umil soggiorno
Ottien da lui splendor.

Entra il Cavaliere.

CAVALIERE
Non fate cerimonie,
Signori, io vi ringrazio:
Dell'etichetta solita
Sono annoiato e sazio.

Del vostro accoglimento,
Barone, io son contento! ...
Oggi alla Corte scrivo ...
Di voi le parlerò.
Ah, se in Polonia arrivo
Quel che ho da far saprò!

BARONE
Sire, che dite mai?
lo son premiato assai.

TUTTI
Sì preziosa visita
Assai ci compensò.

CAVALIERE
da sè
(Compagnoni di Parigi,
Che si matto mi tenete,
Qua venite e decidete
Se v'è an saggio al par di me.
L'ufficiaI più dissipato
Dell'intero reggimento
Prese l'aria in un momento
Di filosofo e di re.)
forte
Finchè con voi soggiorno,
Signori, io vel ridico,
Come privato e amico
M'avete da trattar.

Verrà pur troppo il giorno
De' miei pensier più gravi;
Pur troppo in me degli avi
Lo scettro ha da pesar.

GLI ALTRI
Sire, a voi siamo intorno
Pieni di meraviglia:
In quell'auguste ciglia
L'anima bella appar.


N. 5 - Recitativo

BARONE
Al doppio matrimonio
Che nel castello si farà domani
Assisterete, o Sire?

CAVALIERE
E le spose chi sono?

BARONE
Una è mia figlia
Col Tesoriere ... mia nipote è l'altra.
La Marchesa del Poggio ...

CAVALIERE
Ella ... (Che ascolto!)

BARONE
La conoscete voi?

CAVALIERE
Di fama ... e molto! …
Or vi prego lasciarmi in libertà.

BARONE
Leviamo il tedio a Vostra Maestà!

Parte col Tesoriere ed il Coro.

CAVALIERE
Non c'è tempo da perdere ... Scriviamo
Immantinente a Corte … lo son scoperto
Se giunge la Marchesa,
Scrive.
“La meditata impresa
È forse riuscita, ed a quest'ora
Il vero Stanislao, giunto in Varsavia,
Del favor della Dieta è già sicuro.
Altezza, io vi scongiuro
Di balzarmi dal trono sull'istante;
Se ancor regnassi perderei l'amante."


N. 6 - Recitativo, Scena e Duetto

Entra Edoardo.

EDOARDO
Sire, tremante io vengo
Al vostro regio piede!

CAVALIERE
Ebben? … l'amante
Voi siete della figlia del Barone,
E v'è rival lo zio … he far poss'io,
Buon giovane, per voi?

EDOARDO
Conceder solo
Ch'io vi segua in Polonia! Ah! permettete
Ch'io v'accompagni ove l'onor m'invita,
E per voi spenda quest'inutil vita.

Proverò che degno io sono
Del favor che vi domando;
Proverò per voi pugnando
Che un ingrato non sarò.

CAVALIERE
O guerrier, la patria, il trono
Vi daranno eterna lode;
In tal guisa un'alma prode
Sempre il fato disprezzò.

EDOARDO
Dunque, o Sire, concedete
Di far pago il voto mio?

CAVALIERE
Sì, al mio fianco pugnerete,
Se giammai pugnar degg'io.

EDOARDO
prostrandosi
Ah! la mia riconoscenza!

CAVALIERE
alzandolo
No, amicizia e confidenza,
Mio scudiere infin d'adesso
State sempre a me d'appresso.

EDOARDO
Come! (Oh gioia!) e qui dovrei
Alloggiar, veder colei?

CAVALIERE
Perchè no? ci vuoi coraggio,
Vi dovete rassegnar.

EDOARDO
Maestà, non ho linguaggio
Per potervi ringeaziar.
Ricompensi amica sorte
Sì magnanimo sovrano,
E confonda e renda vano
De' nemici il congiurar.

CAVALIERE
(Quando in fumo andrà la corte
Non avrà ricorso invano;
Per burlar quel vecchio insano
Anche un dì saprò regnar.)

EDOARDO
Infiammato da spirto guerriero
Scorrerò della gloria il sentiero:
Me vedrete contento per voi
I perigli di morte sfidar.

CAVALIERE
Sì!... vicino, mio giovin guerriero,
Mi sarete nell'aspro sentiero!
Le ghirlande serbate agli eroi
Fôra bello alle chiome intrecciar.

Partono.

N. 7 - Scena e Cavatina

La Marchesa entra cautamente e guarda al Cavaliere che parte.

MARCHESA
Ah, non m'hanno ingannata! ... È desso! … è desso!
Inosservata io giunsi, e qui l'arcano
Squarciar saprò. La mano
Fingasi dare al vecchio comandante …
Vedrem se allora si scoprirà l'amante …

Grave a core innamorato
È frenar l'ardente affetto!
Mal si poote in caldo petto
Vero palpito celar.
All'amore che m'ha guidato
Perdonar saprà lo zio;
È impossibile al cor mio
Per un altro sospirar.

Se dee cader la vedova
Non rada in peggio imbroglio;
Io sprezzo il fasto inutile,
Viver non so d'orgoglio;
Io cerco sol amore,
Amore e gioventù;
Ma s'è infedel Belfiore,
Amar non vo' mai più.


SCENA SECONDA
Giardino.
Contadine e cameriere recano frutti e fiori.
Giulietta è seduta mestamente sovra un sedile.


N. 8 - Coro e Cavatina

CORO
Sì festevola mattina
È di gaudio ad ogni cor.
Aggradite, o signorina,
Queste frutta: e quest fior.
O mortale avventurato
Cui fra poro si darà
Questo giglio immacolato,
Questo incanto di beltà.

GIULIETTA
alzandosi
Care fdanciulle, è grato
Al core il vostro affetto!
(Non san quant'io nel petto
Soffra mortal dolor!
Vieni, Edoaido amato,
O morirò d'amor!)

CORO
Perchè nel volto angelico
Sta nube di dolor?

GIULIETTA
Stupite a tal mestizia?
Amiche, io v'apro il cor.

Non vo' quel vecchio, non son sì sciocca;
Ben altro palpito il cor mi tocca;
Un vago giovine io vo' sposar.
Oh, venga subito sì bel momento!
E ai primi gaudi ritorna amor.

CORO
Il ciel vi liberi d'ogni tormento,
E torni in gaudio tanto penar.

Le cameriere e contadine partono.


N. 9 - Recitativo

Entrano il Barone ed il Tesoriere.

BARONE
Ebben, Giulietta mia,
Quand'hai da presentarti ad un sovrano,
E il tuo sposo è vicino,
Ti par tempo d'asconderti in giardino?

GIULIETTA
Papà, voi lo sapete:
Sono inclinata alla malinconia.

TESORIERE
Via, bricconcella, via;
Sappiam da che proviene la tristezza
Di una bella ragazza innocentina;
Ma sarete più gaia domattina.

Entrano il Cavaliere ed Edoardo.

CAVALIERE
Avanti, avanti, io stesso
Vi presento allo zio.

TESORIERE
(Chi vedo mai?)

GIULIETTA
(Edoardo! oh piacere!)

CAVALIERE
Io volli, o Tesoriere,
Una grata sorpresa prepararvi,
Presentandovi io stesso nel nipote
Il mio primo scudiero.

TESORIERE
Sire ... vostro scudier! … Nipote, è vero?

EDOARDO
Signore, il Re si degna
D'accordarmi un favor così distinto.

CAVALIERE
Dovunque io lo ritrovo amo il talento.
Diffatto estrema io sento
Simpatia per voi due …
al Barone ed al Tesoriere
Tanto vi stimo
Che consultar vi bramo intorno a cosa
Che vuol discussion molto analitica,
Voi molto esperto in guerra, egli in politica.

BARONE
Sire, vostra bontà …

TESORIERE
Non fo per dire,
Ma in certi affari, o sire,
Ho tatto molto fino.

CAVALIERE
ad Edoardo
In quanto a voi,
State in disparte; ancor non siete in grado
Di penetrar segreti d'importanza.
Tenete compagnia
Alla futura zia.

TESORIERE
di mal umore
(Vicino a lei,
Cospetto, io non vorrei ...)

CAVALIERE
Voi qua sedete.
Li fa sedere su di un banco in modo che volgano le spalle a Giulietta.
Osservate la carta e decidete.

Mentre il Cavaliere spiega una carta topografica, gli altri due stanno intenti ad osservarla. Edoardo e Giulietta parlano fra di loro. Il Cavaliere di tanto in tanto sorride dell'imbarazzo del Tesoriere.


N. 10 - Sestetto

EDOARDO
Cara Giulia, alfin ti vedo!
Di parlarti è me concesso!

GIULIETTA
Dolce amico, appena il credo
Del mio giubilo all'eccesso.

BARONE
Maestà, la posizione
È difesa dal cannone.

CAVALIERE
osservando gli amanti
Baron mio, per quanto miro
Il nemico è fuor di tiro.

GIULIETTA
ad Edoardo
Spero assai da mia cugina.

TESORIERE
(Ahi! che troppo si avvicina.)

CAVALIERE
Tesorier, voi non badate.

TESORIERE
Bado, si, non dubitate.

EDOARDO
a Giulietta
Tu mi colmi di speranza.

TESORIERE
come sopra, smaniando
(Traditor! … come si avanza!)

CAVALIERE
obbligandolo ad osservare la carta
Ma cospetto, attento bene.

TESORIERE
Vedo e sento, Maestà.

BARONE
sempre intento alla carta
II nemico sopravviene …

TESORIERE
per correre a Edoardo
(E sugli occhi ce la fa.)

CAVALIERE e BARONE
No, cospetto, in questo lato
Può spuntar l'artiglieria;
Il nemico è bersagliato
Da quest'altra batteria:
Sbigottito in pochi istanti
Alla fuga si darà.

TESORIERE
Sire, è ver ... (Com'è infocato!)
Molto può l'artiglieria …
(Ah! nipote scellerato!)
Non vedea la batteria …
(Il briccon va sempre avanti …
Dell'ardir si pentirà.)

GIULIETTA ed EDOARDO
Questo bene inaspettato
Tanto a noi conteso pria,
Rassicura il cor turbato,
Rende lieta l'alma mia;
E la fin dei nostri pianti,
Idol mio, sperar mi fa.

Il Cavaliere si alza, gli amanti si dividono.

CAVALIERE
Basta per or: l'impresa
Meglio studiar conviene.

TESORIERE
(Respiro.)

Entra un servo.

SERVO
La Marchesa
In questo punto viene.

GIULIETTA e BARONE
Si corra ad incontrarla.

CAVALIERE
(Ahimè, vorrei schivarla!)

GIULIETTA
Eccola: è già vicina.

CAVALIERE
(Non posso più scappar.)

Entra la Marchesa. Il Barone e Giulietta corrono ad abbracciarla; il Tesoriere ed Edoardo gentilmente la salutano. Il Cavaliere procura di stare in disparte, e di nascondere il suo imbarazzo.

BARONE
Nipote!

MARCHESA
Zio! cugina!
Lasciatevi abbracciar.
al Barone
Mio signor, voi io vedete
S'io son donna di parola.
(Mia Giulietta, per te sola
Così presto io venni qua.)

BARONE
Zitto, zitto, chiacchierona:
Di Polonia al Re ti prostra.

MARCHESA
Come! il Re!

BARONE
Il Re in persona...

GIULIETTA
Alloggiato in casa nostra.

MARCHESA
verso il Cavaliere chi si trattiene col Tesoriere e con Edoardo, fingendo indifferenza
La mancanza involontaria
Perdonate, o Maestà.
Non credea d'aver presente
Così illustre personaggio.

CAVALIERE
(Sù, coraggio). Non è niente.

MARCHESA
(Cielo! è inganno o verità?
Pur dell'amante
Quello è l'aspetto!
Come nel petto
Mi batte il cor!
Forse l'immagine
Dell'incostante
n tutto pingere
Gode l'amor.)

GIULIETTA, EDOARDO, BARONE e TESORIERE
(lo non comprendo
Il suo stupor.)

CAVALIERE
(Io ben comprendo
Il suo stupor.)

Madamine, il mio scudiere
Compagnia vi può tenere.
Ho bisogno, miei signori,
Della vostra abilità.
(Se alla meglio n'esco fuori
È un prodigio in verità.)

MARCHESA
(Agli accenti, alle maniere
È il briccon di Cavaliere;
Ma mio zio qual re l'onora,
Ei da re parlando va.
Contenermi io vo' per ora,
Poi vedrò quel che sarà.)

GIULIETTA ed EDOARDO
(Il buon Re, senza volere,
Ci procura un gran piacere;
In tal guisa i nostri amori
Favorisce e non lo sa.
Senza questi seccatori
Parleremo in libertà.)

BARONE e TESORIERE
D'un sovrano consigliere!
Qual favore! ... qual piacere! …
Ci sorprende, ci confonde
Tanto eccesso di bontà …
(Ah! noi siam due teste tonde,
E gran prova il Re ne dà.)

Il Cavaliere parte col Barone e Tesoriere.


N. 11 - Recitativo

I due amanti vanno sollecitamente intorno alla Marchesa. Ella passeggia su e giù sopra pensieri.

GIULIETTA
I In te, cugina, io spero.

EDOARDO
Il mio destino
Ripongo in vostra mano.

GIULIETTA
Ma rispondi una volta!

MARCHESA
scuotendosi
Piano, piano!!
Cugina, veramente
È quegli Stanislao?

GIULIETTA
Bella domanda!
Ma pensa un poco a me …

MARCHESA
sbadatamente
Ci ho già pensato!

GIULIETTA
Ah! davvero? Fa dunque
Ch'io sappia il tuo pensiere.

MARCHESA
(Ingrato Cavaliere!
Quel che soffro non sai.)

EDOARDO
Pronto son io.
A regolarmi come voi bramate.

GIULIETTA
Ma rispondi, crudel.

MARCHESA
Eh! mi seccate.

Breve silenzio. La Marchesa segue a parla fra sè, i due amanti si guardan mortificati.


N. 12 - Terzetto

GIULIETTA ed EDOARDO
(Bella speranza invero.
Un bel sostegno abbiamo.
Caro (Cara), perduti siamo:
Anch'essa a noi mancò.)

MARCHESA
(Non so che cosa io spero,
Non posso dir che bramo:
So che tuttora io l'amo,
E ch'egli m'ingannò.)

EDOARDO
Perdono se abusai
Della pazienza vostra.

GIULIETTA
Che amor per me non hai
Il tuo trattar dimostra.

per partire

MARCHESA
ricomponendosi e fermandoli
Fermatevi ... scusate …
Voi mi mortificate;
Ho cosa per la testa
Che alquanto mi molesta:
Ma quel che vi ho promesso,
Miei cari, eseguirò.

GIULIETTA
contenta
Ah! ti conosco adesso.

EDOARDO
Ah! grato a voi sarò.

GIULIETTA
Pensa che quel vecchione ...

MARCHESA
Sarà ben corbellato.

EDOARDO
Se il padre suo s'oppone …

MARCHESA
Sarà capacitato.
V'affidi appien l'intendere
Che anch'io conosco amor …

MARCHESA, GIULIETTA ed EDOARDO
Noi siamo amanti e giovani,
Abbiamo spirto e core;
Se il fato è a noi contrario
È dalla nostra amor:
Col suo favor combattere
Si può col fato ancor.

partono.


SCENA TERZA
Galleria come prima.
II Cavaliere ed il Tesoriere.



N. 13 - Recitativo

CAVALIERE
Quanto diceste mostra un gran talento
Che dev'essere al mondo manifesto.

TESORIERE
Sire, di mia natura io son modesto;
Ma in fatto di finanza
Ci pretendo davvero.

CAVALIERE
Ah! se non foste
Col Barone obbligato, io vi direi …
Tesoriere, accettate il ministero,
La principessa Ineska, e insiem con essa
Un gran podere che renderavvi assai.

TESORIERE
Ah Sire! io corro subito
A liberarmi da qualunque impegno.

CAVALIERE
Siamo intesi.

Parte.

TESORIERE
Ah, degg'io tutto all'ingegno!

Or dunque si ritiri la parola.
Cerchiam qualche pretesto col Barone ...
Chi sa s'ei voglia intender la ragione!
Oh! cospetto ... un sovrano ...
La principessa Ineska ... le finanze ...
Son tutti impegni di tanta conseguenza
Ch'ei dovrà finalmente aver pazienza.


N. 14 - Duetto buffo

BARONE
entrando con una carta in mano
Diletto genero, a voi ne vengo;
Contento ed ilare io vi prevengo,
Che la minuta del matrimonio
Di mia man propria è stesa già;
Allegro, o genero, leggete qua.

TESORIERE
Baron degnissimo ... (ormai ci sono)
La vostra Giulia degna è d'un trono,
Ed io fastoso … esserle sposo
Sarei cotanto … che dir non so;
Ma d'un gran raso v'informerò.

BARONE
Per or da parte lasciamo il caso:
Presto ponetevi gli occhiali al naso …
Ecco gli articoli del matrimonio:
"Io sottoscritto Gaspare Antonio"…

TESORIERE
Barone, è inutile, lasciate star.

BARONE
Certi amminicoli convien sapere ...
La dote, eccetera ... il dare e avere,
Pria che la cedola s'abbia a firmar.

TESORIERE
Io uno la firmo ...

BARONE
Rider volete.

TESORIERE
Parlo sul serio.

BARONE
Eh! via, prendete.

TESORIERE
Non prendo niente.

BARONE
Che? siete matto!

TESORIERE
Barone, udetemi ... Questo contratto …

BARONE
Che sofferenza!

TESORIERE
Non si può fare.

BARONE
Per qual ragione?

TESORIERE
Perché ... perché …
(Eh! via, sputiamola.)

BARONE
Sto ad ascoltare.

TESORIERE
Il prender moglie disdice a me.

BARONE
Che! La mia figlia voi ricusate?

TESORIERE
Non la ricuso.

BARONE
Dunque accettate!

TESORIERE
Nemmeno questo.

BARONE
Parlate presto.

TESORIERE
Ministro e principe mi vuole il Re.

BARONE
(Che sento? o nobili atavi miei!
Sì grave ingiuria soffrir dovrei?
Il sangue al cerebro montar mi sento,
Le man mi prudono ... lo scanno qua.)

TESORIERE
Prole magnanima di semidei
Siete, o Barone, sì voi che lei;
Ma lo stranissimo avvenimento
Mi leva d'obbligo, scusar mi fa.


N. 15 - Finale primo

BARONE
Tesorier! io creder voglio
Che sia questo un qualche gioco:
minaccioso
Altrimenti! ...

TESORIERE
spaventato
(Ahimè, che imbroglio!
Come polve ei prende fuoco!)

BARONE
Rispondete, o giuro a Giove …

TESORIERE
schivandolo
Or non posso; ho impegni altrove.

BARONE
fermandolo
Alto là ... fuori la spada.

TESORIERE
Tornerò, convien ch'io vada.

BARONE
Mancatore, disgraziato!
Uom villano, mal creato,
Qui con me ti devi battere
O dal sen ti strappo il cor.

Lo insegue pet afferarlo.

TESORIERE
spaventato
Ahi, ahi, ahi, soccorso! aiuto!
Ah! son morto.

Giulietta, la Marchesa, Edoardo e servitori accorrono tutti da varie parti.

TUTTI
Qual rumor!
Che fu mai? Cos'è accaduto?
D'onde nasce un tal furor?

TESORIERE
Ah! nipote, io son perduto
Se non sei mio difensor.

BARONE
A' miei pari un vil rifiuto!
Vo' amazzarti, o traditor.

MARCHESA
Ascoltate.

GIULIETTA
Oh Dio! che fate?

EDOARDO
Dite almen cos'è successo.

BARONE
Fremerete, se udirete
Del briccone il nero eccesso.
Ei mi manca di parola …
Ei rifiuta mia figliuola …
Ti rifiuta, o mia Giulietta! …

GIULIETTA
con gioia
Non mi vuole?

BARONE
No. Vendetta!

MARCHESA
La vendetta più sicura
E sposarla addirittura
Ad un giovine ch'io so.

GIULIETTA
Si, papà, se lo approvate,
Il nipote prenderò.

EDOARDO
Signor mio, non v'adirate,
lo lo sbaglio emenderò.

BARONE
No ... che vile a questo segno
De' Kelbar non è la schiatta:
Non accetto il cambio indegno;
Sangue io voglio … si combatta ...

TUTTI
Piano piano …

Entra il Cavaliere.

CAVALIERE
sulla porta
Olà, fermatevi.

TUTTI
Il sovrano!

CAVALIERE
con gravità
Che si fa?

Tutti restano mortificati. Intanto il Cavaliere si avanza lentamente osservandoli ad uno ad uno.

BARONE
(In qual punto il Re ci ha colto!
Io non oso alzar il volto.
Litigare dov'è un sovrano
È oltraggiar la maestà!

TESORIERE
(Or che il Re ci mette mano
Spero bene d'uscirne sano.
Per l'onor di sua finanza
Il Baron disarmerà.)

MARCHESA
(Quest'amica circostanza
Vi ricolmi di speranza.
Interporre il Re vedrassi
La sua regia autorità.)

GIULIETTA ed EDOARDO
(Quest'amica circostanza
Ci ricolma di speranza.
Interporre il Re vedrassi
La sua regia autorità.)

CORO
(In qual punto il Re ci ha colto,
lo non oso alzar il volto.)

BARONE e CORO
(Litigare dov'è un sovrano
È oltraggiai la maestà!)

CAVALIERE
(Questa tiene gli occhi bassi …
Quei non osa far due passi.
Or capisco: il Tesoriere
La disdetta dato avrà.)


N. 16

CAVALIERE
Olà, spiegatemi tosto, o Barone;
Di questa disputa chi fu ragione.

BARONE
Sire, un'ingiuria ...

TESORIERE
Sire, un affronto ...

MARCHESA, GIULIETTA ed EDOARDO
Sire, un diverbio di nessun conto …

BARONE
Una ripulsa …

TESORIERE
Una minaccia …

BARONE
Egli m'offende …

TESORIERE
Mena le braccia.

MARCHESA, GIULIETTA ed EDOARDO
Interponetevi … Sire, impedite …

CAVALIERE
con forza
Zitti ... calmatevi: voi mi stordite.
A mente fredda, ad uno ad uno
Le sue ragioni dirà ciascuno ...

BARONE
Sire, la gloria della usia schiatta ...

TESORIERE
Sire, la disputa così fatta ...

BARONE
Voglio prontissima soddisfazione ...

TESORIERE
Vo' che il Barone ...

CAVALIERE
sdegnosamente
Tacete là.
Freno alla collera, di qua partite;
Chiunque attentasi rinnovar lite
Pria che l'origine sappia del male
L'ira reale incorrerà.

TUTTI GLI ALTRI
Deh! perdonateci, o Maestà.

TUTTI
Affidate (affidiamo) alla mente reale
Il giudizio di questa questione,
Ella tronchi lo scandalo e il male,
Ella dica chi ha torto o ragione,
E componga cotanta discordia
Come vuole giustizia, equità.
Sveglierò (sveglierà) la primiera concordia,
Desterò (desterà) la primiera amistà.



ATTO SECONDO

SCENA PRIMA
Galleria.
I servi del Barone.


N. 17 - Coro ed Aria

CORO
1° GRUPPO
Ma le nozze non si fanno?

2° GRUPPO
Tutto in fumo s'è disciolto.

1° GRUPPO
Chi fu causa del malanno?

2° GRUPPO
Perchè tutti han mesto il volto?

TUTTI
Sempre questo lo lo stile
Del gran mondo signorile;
Come cambiano di veste
Così cambiano d'umor.
Noi felici, noi contenti,
Benchè rozzi servitori!
Non facciamo complimenti
Nelle nozze e negli amori:
Niun segreto è in noi rinchiuso,
Parla sempre aperto il muso;
Siam ne' giorni della festa
Pari ai giorni di lavor,

Entra Edoardo.

EDOARDO
Buoni amici! … Voi sapete
Come fu crudel mio fato.

CORO
Ma, signore, che volete?
Tale il mondo ognora è stato.
Non virtudi, ma denari
Comperare or ponno amor.

EDOARDO
Dunque tutto, amici cari,
Dunque tutto non sapete?
Io v'apro il cor.

Pietoso al lungo pianto
Alfin m'arride amore;
Quella che m'arde il core
Mia sposa alfin sarà.
Avrò per sempre accanto
Il ben che già perdea!
Questa amorosa idea
Scordare il duol mi fa!

CORO
Finì la sorte rea? …
Godiamo in verità.

EDOARDO
Deh, lasciate a un'alma amante
Di speranza un solo istante,
Sì che al gaudio un sol momento
S'abbandoni il mesto cor!
Ah! se il debile contento
A noi manca della spene
Non è meta d'ogni bene,
È uno spasimo l'amor.

CORO
Ah sì, del contento
Ritornano i giorni,
E ancora ritorni
La pace del cor.

I servi s'allontanano.
Entrano il Cavaliere, Giulietta ed il Tesoriere.



N. 18 - Recitativo

CAVALIERE
Bene, scudiero, vi ritrovo in tempo.
Qui Baronessa, e voi ministro! ... Dite:
Perchè nega il Baron con tal fermezza
Sposar la figlia ad Edoardo?

GIULIETTA
Ah Sire!
Perchè ei non ha fortuna,
E il Tesorier nuota nel denaro.

CAVALIERE
Se la cosa è così, v'è il suo riparo.

EDOARDO
Sire, in qual modo?

CAVALIERE
Il Tesorier vi cede
Un suo castello, e cinque mila scudi
Di rendita per anno …

TESORIERE
Un piccolo riflesso …

CAVALIERE
Eh! non è tempo adesso
Di perdersi in riflettere; convien
Decider su due piè.

TESORIERE
Sire ... va bene.

Partono, tranne il Tesoriere.


N. 19 - Recitativo e Duetto

TESORIERE
Un mio castello! cinque mila scudi! …
E il ministero?... Ahimè, veggo il Barone!
Egli è sdegnato ancora.

Entra il Barone.

BARONE
Ebben, signore!
Siam soli e vo' raggione
Di tanta villania.

TESORIERE
(Coraggio!) Ella vuoi guerra ... e guerra sia.

BARONE
Tutte l'armi si può prendere
De' due mondi e vecchio e nuovo,
Me lo bevo come un ovo,
Me lo voglio digerir.

TESORIERE
Ciarle, ciarle: pria di scendere
Al fatal combattimento
Lasci detto in testamento
Dove s'abbia a seppellir.

BARONE
Seppellirmi?

TESORIERE
È inevitabile.

BARONE
Morir io?

TESORIERE
Non c'è da dir.

BARONE
(Del suo colpo ci par sicuro,
Se la passa da spaccone;
Non credea in quel buffone
Tal fermezza e tanto ardir.)

TESORIERE
Un boccone molto duro
Par la morte anche al Barone:
Ci vuoi core da leone
Se si tratta di morir.)

BARONE
Via, si spieghi finalmente,
Di qual arme pensa usar?

TESORIERE
Vuol saperlo?

BARONE
Certamente.

TESORIERE
Mi stia dunque ad ascoltar.
Si figuri un barilone
Pien di polve da cannone,
Ella ed io così bel bello
A cavallo andiam di quello;
Fieri al par di due Romani
Colla miccia fra le mani,
Ci auguriam la buona notte,
Diamo fuoco alla gran botte …
Bum! si salta ... qua la testa,
Là le gambe, un braccio qua …
Mio signor, la strada à questa
Per cui voglio andar di là.

BARONE
Eh! che miccie? che barili?
Son pretesti indegni e vili.
Un suo pari vada e trotti
A cavallo delle botti;
A lei solo, ad un villano
Starà ben la miccia in mano.
Un guerrier qual io valente
Sol la spada ha da trattar:
E conn questa immantinente
Noi ci abbiam da misurar.

TESORIERE
La mia moda è assai più spiccia:
Quella io voglio …

BARONE
sbuffando
Puf … che bile!
Venga meco.

TESORIERE
Colla miccia …

BARONE
Colla spada …

TESORIERE
Col barile …

BARONE
Va, codardo: più coll'armi
Non vo' teco cimentarmi;
Ti farò con no bastone
Da' miei servi castigar.

TESORIERE
Al servizio ho anch'io persone
Che san bene bastonar.

BARONE
(Sudo, avvampo, smanio, fremo,
Il mio petto è un Mongibello …
Se più resto, il mio cervello
Incomincia a rivoltar.)

TESORIERE
(Per uscir dal passo estremo
Il rimedio è stato bello.
Dilettanti del duello,
Che ne dite, che vi par?)

Partono.


SCENA SECONDA
Atrio terreno chiuso da invetriate che mette nel giardino.
La Marchesa, il Cavaliere in disparte.


N. 20 - Duetto

MARCHESA
(Ch'io non posso il ver comprendere?
Ch'io mi lasci corbellar?
Cavaliere, non lo pretendere,
Vo' ridurti a confessar.)

CAVALIERE
in disparte
(La Marchesa è molto in collera,
Tenta invan di simular;
Cavaliere, sta fermo e tollera,
Bada ben di non cascar.)
avanzandosi
Così sola, o Marchesina?

MARCHESA
salutando, con indifferenza
Sire ... io sto co miei pensier.

CAVALIERE
con disinvoltura
Facilmente s'indovina,
Voi pensate al Cavalier.

MARCHESA
Si, pensava alla maniera
Di punir quell'incostante.

CAVALIERE
Nol farete; è passeggiera
L'ira in cor di donna amante.

MARCHESA
Anzi, o Sire, ho stabilito
Non volerlo per marito.

CAVALIERE
Non lo credo.

MARCHESA
Perdonate:
Risoluta mi trovate.

CAVALIERE
(Ella finge ... Eh! ti conosco.)

MARCHESA
(A cascar vicino egli è.)

MARCHESA E CAVALIERE
(Io so l'astuzia
Fin dove giunga;
Ma la so lunga
Al par di te.)

CAVALIERE
Dunque voi siete? ...

MARCHESA
Decisa sono.

CAVALIERE
Perdonerete?

MARCHESA
Non v'è perdono.

CAVALIERE
(La scaltra simula.)

MARCHESA
(Parla fra sè.)

MARCHESA E CAVALIERE
(lo so l'astuzia
Fin dove giunga;
Ma la so lunga
Al par di te.)


N. 21 - Recitativo

Entra il Barone.

BARONE
frettoloso
Nipote, in quest'istante
Mi scrive il comandante;
Egli stesso fra poco
Al castello verrà.

Parte premurosamente.

MARCHESA
Son grata al Conte!
M'ama davvero, ed oggi io vo' sposarlo.

CAVALIERE
E il Cavaliere?

MARCHESA
Il Cavalier si prese
Di me giuoco abbastanza; egli mi lascia
In preda al suo rival.

CAVALIERE
No: lo vedrete
Venir a disputar la vostra mano
A quanti conti ha la Bretagna intera.


N. 22 - Aria

MARCHESA
Perch dunque non vien? Che fa? che spera?
Si mostri a chi l'adora,
Implori il mio perdono.
Parli, se irata or sono,
Posso placarmi ancor.
(Se non si scopre adesso,
Se vinto ancor non è,
Risorse del bel sesso,
Siete impotenti, affè.)

Ma voi tacete, o Sire?
Dite …

CAVALIERE
fingendo
Non so che dire.

MARCHESA
Ah, dunque al Conte io dono
La mia mano, la mia fe'.

Entrano servi del Barone.

CORO
Presto, presto, il Conte arriva,
Il suo seguito si appressa.

CAVALIERE
(Forte, o core!)

MARCHESA
Vado io stessa
Il mio sposo ad incontrar.

Sì, scordar saprò l'infido,
Fuggirò la sua presenza,
Così fredda indifferenza
Cara assai gli costerà.
(Scaltro ingegno del bel sesso,
M'hai servito come va.)

CAVALIERE
(Ora sì che son perplesso:
Or davver tremar mi fa.)

CORO
Presto andiamo: il Conte è presso,
Incontrarlo converrà.

La Marchesa parte coi servi, il Cavaliere pel lato opposto.


N. 23 - Scena e Duetto

Entra Giulietta.

GIULIETTA
Oh me felice appieno! …
Oh Re pietoso! ... Per te solo il padre
Concede ch'io mi sposi ad Edoardo …

Entra Edoardo.

EDOARDO
affanato
Ah, mia Giulietta … Il Re fra pochi istanti
Parte di qua.

GIULIETTA
Lascia ch'ei parta.

EDOARDO
Ed io
Deggio partir con lui.

GIULIETTA
Partir con lui?
Sei matto?

EDOARDO
Ei lo comanda.

GIULIETTA
Ed io comando
Che tu resti con me.

EDOARDO
L'onore, o cara,
Esige il sacrifizio;
Scudier del Re son io.

GIULIETTA
Che scudiere, che Re, sei sposo mio!

EDOARDO
Giurai seguirlo in campo,
Pugnar per, lui giurai;
Nè tu, ben mio, vorrai
Farmi scordar l'onor.

GIULIETTA
Io nulla so di campo,
Io non m'intendo d'aimi ...
So che tu dêi sposarmi,
So che mi devi amor!

EDOARDO
Rifletti almen ...

GIULIETTA
Riflettere?
Io non rifletto mai.

EDOARDO
Vuoi che il miglior de' Principi …

GIULIETTA
Io son migliore assai.

EDOARDO
Dunque, che far degg'io?

GIULIETTA
Soltanto a modo mio.

EDOARDO
Cara, non è possibile.

GIULIETTA
Oh, possibile sarà.

Corro al Re: saprò difendere
I miei dritti incontro a' suoi;
Ei m'udrà; vedremo poi
Se involarti a me potrà.

EDOARDO
Altro in testa ha il Re che intender
Le tue ciance, i dritti tuoi.
Credi a me, cambiar non puoi
La sua regia autorità.

GIULIETTA
Ei m'udrà; vedremo poi
Se involarti a me potrà.

Spera almen ...

EDOARDO
Sperar vorrei?

GIULIETTA
Lascia far: tentar conviene.

EDOARDO
L'onor mio … rifletti bene …

GIULIETTA
L'onor tuo non soffrirà.

GIULIETTA ed EDOARDO
Ah! non sia, mio ben, fallace
La speranza del mio (tuo) core:
Sarò lieta (Ti prometto) che l'amore
Col dover combinerà.
A sì dolce e fido ardore
Sorte amica arriderà.

Partono.


SCENA TERZA
Galleria.
Il Conte Ivrea, il Barone, la Marchesa ed il Tesoriere.


N. 24 - Recitativo e Settimino

BARONE
Sì, caro Conte! la Marchesa istessa
Ve l'assicura: ell'è cambiata affatto;
Più non pensa a quel matto,
L'odia quanto l'amava.

MARCHESA
Io son disposta
A sposarvi, o signor, ma con un patto
Che richiede la mia delicatezza …

CONTE
Comandate, signora …

MARCHESA
Quando non torni il Cavaliere fra un'ora.

Entrano il Cavaliere, Edoardo e Giulietta.

CAVALIERE
Signori!

CONTE
inchinandosi
Maestà!

BARONE
Sire!

CAVALIERE
Barone,
Importante cagione
Impon la mia partenza.

MARCHESA
Vicina ad esser moglie
Del Conte Ivrea, sperai che alle mie nozze
Vi sareste degnato esser presente.

CAVALIERE
Madama, alta cagion non lo consente.

MARCHESA
Delle nozze il contratto
Dunque tosto s'estenda.

CAVALIERE
Assai men duole.
Ma un ordine della Corte impone al Conte
Che per segreta mission di stato
Accompagnar mi debba.

MARCHESA
mortificata
Egli!

BARONE
Peccato!

Sorpresa generale

MARCHESA
(A tal colpo preparata
lo non era, o Cavaliere;
Si confonde il mio pensiere,
Ripiegarci, oh Dio! non sa.)

CAVALIERE
(Ella è appien mortificata,
Ciò non giunse a prevedere;
Questa poi la vo' godere,
Gliel'ho fatta come va.)

CONTE, BARONE, GIULIETTA, TESORIERE, EDOARDO
(L'incombenza è capitata
Veramente a far spiacere:
Io non posso (Non può il Conte) ritenere
Il dispetto che mi (gli) fa.


N. 25 - Finale secondo

Entra Delmonte.

DELMONTE
Sire, venne in quest'istante
Un corriere della Corte:
D'una lettera importante
Ei si dice messager.

CAVALIERE
Porgi, porgi …
leggendo
(Oh lieta sorte!
Tu coroni il mio pensier.)
agli altri
Lieta novella arrivami,
Or or dirò l'arcano;
Ma prima doni Giulia
All'ufficial la mano;
Faran da testimone
Il Tesoriere e il Re.

EDOARDO e GIULIETTA
Del nostro ben cagione,
Nostro sostegno egl'è.

BARONE
Che dir oss'io? Sposatevi ...
Lo vuoi, l'impone il Re.

TUTTI
Vivan gli sposi! …
CAVALIERE
Uditemi,
Questo si scrive a me.
Apre la lettera e legge:
"Finalmente in Varsavia
È giunto Stanislao. S'è dichiarata
In suo favor la Dieta, e voi potete
La corona abdicar quando volete.
La perdita d'un trono
Non v'incresca però, perchè vi acquista
Di maresciallo il titolo e l'onore."

BARONE
E voi chi siete?

CAVALIERE
Il cavalier Belfior …

TUTTI GLI ALTRI
Belfior?

MARCHESA
Ah sì!

CAVALIERE
abbracciando la Marchesa
Fedele al primo amore!

TESORIERE
Conte!

CONTE
Barone!
BARONE
Fui stolido;
Ed or come si fa?

CONTE, TESORIERE, BARONE
Facciamo l'uom di spirito …
Tacere converrà.

TUTTI
Eh! facciamo da buoni amici,
Non si memori il passato!
Viva, viva il Re salvato,
Sacro a lui fia questo dì.
Due sponsali assai felici
Oggi compiansi frattanto;
A sparmiare sospiri e pianto
Forse il gioco riuscì.

ZWEITER AKT

ERSTE SZENE
Galerie
Die Diener des Barons.



Nr.17 - Chor und Arie

CHOR
1. GRUPPE
Und die Hochzeit findet nicht statt?

2. GRUPPE
Alles hat sich in nichts aufgelöst?

1. GRUPPE
Und was war der Grund?

2. GRUPPE
Warum machen alle so traurige Gesichter?

ALLE
Das was schon immer
der Stil der feinen Herrschaften;
wie sie die Kleider wechseln,
ändert sich auch ihre Stimmung.
Wir sind glücklich und zufrieden,
wenn auch nur einfaches Dienstpersonal!
Wir machen keine Umstände,
weder bei der Hochzeit noch in der Liebe:
wir verbergen kein Geheimnis,
unsere Mienen verhehlen nichts;
wir sind an Festes-
grad' so wie an Arbeitstagen.

Edoardo tritt auf.

EDOARDO
Liebe Freunde ... Ihr wisst,
wie grausam mein Geschick war.

CHOR
Aber Herr, was wollt Ihr?
So ist die Welt schon immer gewesen.
Nicht mit Tugenden, sondern mit Geld
kann man heute Liebe erreichen.

EDOARDO
Teure Freunde, dann wisst
ihr alles noch nicht?
Ich will es euch eröffnen.

Nach langem Klagen endlich
lächelt mir huldvoll die Liebe.
Die, welche mein Herz entzündet,
wird meine Verlobte sein.
Immer wird an meiner Seite
die Geliebte sein, die ich schon verloren hatte!
Dieser liebliche Gedanke
lässt mich allen Schmerz vergessen!

CHOR
Die Schicksalschläge haben ein Ende?
Wir freuen uns wirklich darüber.

EDOARDO
Ach, lasst einer liebenden Seele
einen Augenblick der Hoffnung,
damit das traurige Herz für einen Moment
sich der Freude hingeben kann!
Ach! wenn es uns selbst noch
am schwächsten Hoffnungsschimmer fehlt,
wird alles sinnlos,
wird Liebe zum Schrecknis.

CHOR
Wartet ab, die Tage des Glücks
kehren zurück;
und auch der Friede des Herzens
kehre Euch wieder!

Die Diener gehen ab.
Der Chevalier, Giulietta und der Schatzmeister treten auf.



Nr. 18 - Rezitativ

CHEVALIER
Schildknappe, ich treffe Euch zur rechten Zeit.
Und auch euch, Baronesse und Minister... !
Sagt: warum sperrt sich der Baron so entschieden
gegen die Vermählung seiner Tochter mit Edoardo?

GIULIETTA
Ach, Hoheit!
Weil jener nichts hat
und der Schatzmeister im Geld schwimmt.

CHEVALIER
Wenn das so ist, muss man Abhilfe schaffen.

EDOARDO
Hoheit, in welcher Weise?

CHEVALIER
Der Schatzmeister gibt Euch
eines seiner Schlösser
und 5'000 Scudi Jahresrente.

SCHATZMEISTER
Das wäre zu überlegen …

CHEVALIER
Ach! jetzt ist keine Zeit
für Überlegungen; es muss
auf der Stelle entschieden werden!

SCHATZMEISTER
Hoheit ... ich willige ein.

Alle ab, ausser dem Schatzmeister


Nr. 19 - Rezitativ und Duett


SCHATZMEISTER
Eines meiner Schlösser! 5.000 Scudi …!
Und das Ministerium?...
Weh mir, ich seh' den Baron!
Er ist noch immer wütend.

Der Baron kommt herein.

BARON
Nun, mein Herr!
Wir sind unter uns, und ich will
Rechenschaft für soviel Schurkerei.

SCHATZMEISTER
(Mut!) Er will Streit ... und Streit soll er haben.

BARON
Zwischen Waffen aller Art kann er wählen,
aus welchem Teil der Welt sie auch seien.
Ich mache kurzen Prozess mit ihm,
ich will ihn austilgen!

SCHATZMEISTER
Langsam, langsam! Ehe wir
uns in den verhängnisvollen Zweikampf stürzen,
lasse er testamentarisch festlegen,
wo er begraben werden will.

BARON
Begraben? Ich??

SCHATZMEISTER
Es wird unvermeidlich sein.

BARON
Ich soll sterben?

SCHATZMEISTER
Ohne Zweifel.

BARON
(Seines Sieges scheint er sicher,
führt sich als Prahlhans auf;
bei diesem Narren rechnete ich nicht
mit solcher Entschlossenheit und Dreistigkeit.)

SCHATZMEISTER
(Auch für den Baron scheint der Tod
ein schwerer Brocken zu sein;
da braucht es Löwenmut,
wenn es auf Leben und Tod geht.)

BARON
Nun erklär er endlich,
an welche Waffen denkt er?

SCHATZMEISTER
Er will es wissen?

BARON
Sicher.

SCHATZMEISTER
Dann höre er doch endlich zu!
Ich denke an eingrosses Fass,
gefüllt mit Schiesspulver,
und er und ich, wir setzen uns recht artig
rittlings auf das Fass:
stolz wie zwei Römer,
mit der Lunte in der Hand;
wir wünschen uns eine gute Nacht,
halten die Lunten ans grosse Fass…
Bumm! wir gehn in die Luft ...
dort der Kopf, hier die Beine, dort ein Arm …
mein Herr, das ist der Weg,
auf dem ich die Erde verlassen will.

BARON
Ach was! Lunten? Fässer?
Unwürdige und feige Ausflüchte!
Seinesgleichen trabe und trotte
statt zu Pferde auf Fässern;
zu einem Unwürdigen allein
passt die Lunte in der Hand.
Für einen Kämpfer von meinem Format
geziemt sich nur das Schwert:
und mit dem werden wir
uns sogleich messen.

SCHATZMEISTER
Meine Methode ist viel weniger umständlich:
die wähle ich …

BARON
schnaubend
Pah! welcher Unsinn!
Folgt mir!

SCHATZMEISTER
Mit der Lunte …

BARON
Mit dem Schwert …

SCHATZMEISTER
Mit dem Fass …

BARON
Geh, du Feigling! Waffen sind
zu schade für dich,
ich lasse dir von meinen Dienern
eine Tracht Prügel verabreichen.

SCHATZMEISTER
Auch ich habe Leute,
die zu züchtigen verstehn.

BARON
(Ich schwitze, glühe, rase, bebe,
mein Herz ist ein Vulkan …
Wenn ich länger bleibe,
verliere ich noch den Verstand!)

SCHATZMEISTER
(Um das Ärgste zu vermeiden,
ist das Mittel gut gewählt.
Ihr Anfänger im Duellieren,
was sagt ihr dazu, wie findet ihr das?)

Sie gehen ab.


ZWEITE SZENE
Vorhalle im Erdgeschoss, deren Glastüren in den Vorgarten führen.
Die Marquise; der Chevalier im Hintergrund.


Nr. 20 - Duett

MARQUISE
(Ob ich nicht die Wahrheit
herausbekommen kann?
Ob ich mich blamieren lassen muss?
Chevalier, bilde dir nichts ein,
ich zwinge dich zum Geständnis.)

CHEVALIER
beiseite
(Die Marquise ist sehr aufgebracht,
vergebens versucht sie, das zu verbergen;
Chevalier, bleibe fest und halt' es aus,
gib gut acht, dass du nicht fällst!)
nach vorn kommend
So allein, Marquise?

MARQUISE
grüssend, mit gespielter Gleichgültigkeit
Hoheit ... ich bin grade in Gedanken.

CHEVALIER
mit betonter Unbefangenheit
Leicht kann man's erraten,
Ihr denkt an den Chevalier.

MARQUISE
Ja, ich denke daran,
wie man den Treulosen bestrafen kann.

CHEVALIER
Tut es nicht! Zorn im Herzen
einer liebenden Frau ist nicht von Dauer.

MARQUISE
Doch, Hoheit, ich bin entschlossen,
ihn nicht zum Gatten zu wählen.

CHEVALIER
Ich glaube es nicht.

MARQUISE
Verzeiht, ich meine es ernst.

CHEVALIER
(Sie tut nur so ... oh, ich kenne dich!)

MARQUISE
(Gleich fällt er aus seiner Rolle.)

BEIDE
(Ich weiss,
was List vermag,
aber deine
ist nicht grösser als meine.)

CHEVALIER
Dann seid Ihr also ...

MARQUISE
Ich bin entschlossen.

CHEVALIER
Ihr werdet verzeihn?

MARQUISE
Nichts wird verziehn!

ChEVALIER
(Die Listige tut nur so.)

MARQUISE
(Er spricht mit sich.)

BEIDE
(Ich weiss,
was List vermag,
aber deine
ist nicht grösser als meine.)


Nr. 21 - Rezitativ

Der Baron kommt herein.

BARON
in Eile
Nichte, soeben hat mir
der Kommandant geschrieben:
er selbst wird in kurzer Zeit
im Schloss eintreffen.
geht schnell ab

MARQUISE
Ich bin dem Grafen dankbar!
Er liebt mich wirklich,
und heute werde ich ihn heiraten.

CHEVALIER
Und der Chevalier?

MARQUISE
Der Chevalier hat mich lange genug
and der Nase herumgeführt;
er lässt mich dem Rivalen zur Beute.

CHEVALIER
Nein, Ihr werdet sehn,
er wird kommen, um Ihre Hand allen Grafen
der ganzen Bretagne streitig zu machen …


Nr. 22 - Arie

MARQUISE
Warum kommt er jetzt nicht?
Was tut, was erhofft er?
Er offenbare sich der, die ihn liebt,
erflehe meine Vergebung
und spreche mit mir, obwohl ich zornig bin.
Ich kann mich noch nicht beruhigen
(Wenn er jetzt nicht Farbe bekennt,
wenn er noch nicht besiegt ist,
dann, weibliche Raffinesse,
taugst du zu gar nichts.)

Doch Ihr schweigt, Hoheit?
Sagt doch …

CHEVALIER
verstellt sich
Ich weiss nicht, was ich sagen soll.

MARQUISE
Ach, dann gebe ich dem Grafen
Herz und Hand.

Diener des Barons treten auf.

CHOR
Schnell, schnell, der Graf kommt,
sein Gefolge ist schon nahe.

CHEVALIER
(Bleibe stark, o Herz!)

MARQUISE
Ich selbst gehe
meinem Bräutigam entgegen.

Ja, vergessen will ich den Treulosen,
seine Gegenwart meiden;
soviel kalte Gleichgültigkeit
wird ihn teuer zu stehen kommen.
(Weibliche List,
so hast du mir gedient!)

CHEVALIER
(Nun bin ich wirklich unsicher,
ich habe tatsächlich Angst.)

CHOR
Wir machen uns auf, der Graf ist nah,
wir wollen ihm entgegen gehn.

Die Marquise und die Diener gehen zur einen, der Chevalier zur andern Seite ab.


Nr. 23 - Szene und Duett

Giulietta kommt herein.

GIULIETTA
Nun bin ich sehr glücklich!
O verständnisvoller König! Deinetwegen allein
erlaubt mein Vater, dass ich Edoardo heirate ...

Edoardo kommt herein.

EDOARDO
bekümmert
Ach, meine Giulietta ...
Der König reist in wenigen Augenblicken ab.

GIULIETTA
Lass ihn doch reisen!

EDOARDO
Und ich soll also
mit ihm abreisen?

GIULIETTA
Mit ihm abreisen?
Bist du toll?

EDOARDO
Er befiehlt es.

GIULIETTA
Und ich befehle,
dass du bei mir bleibst!

EDOARDO
Die Ehre, o Teure,
erfordert dies Opfer.
Ich bin Schildknappe des Königs!

GIULIETTA
Was heisst Schildknappe, König!
Du bist mein Verlobter!

EDOARDO
Ich schwor, ihm ins Feld zu folgen,
schwor, für ihn zu kämpfen;
auch du, Geliebte, kannst nicht wollen,
dass ich meine Ehre vergesse!

GIULIETTA
Ich weiss nichts von Feld,
versteh' mich nicht auf Waffen ...
weiss nur, dass du mich heiraten sollst,
dass du mir Liebe schuldig bist!

EDOARDO
Überleg doch nur …

GIULIETTA
Überlegen?
Ich überlege niemals!

EDOARDO
Willst du, dass der beste aller Fürsten …

GIULIETTA
Ich bin doch viel besser!

EDOARDO
Was soll ich denn nun machen?

GIULIETTA
Nur das, was ich will.

EDOARDO
Liebes, es ist nicht möglich.

GIULIETTA
Es wird möglich sein.

Ich eile zum König und werde meine Rechte
gegen die seinen zu verteidigen wissen;
er wird mich anhören, dann werden wir sehn,
ob er dich mir wegnehmen kann!

EDDARDO
Der König hat anderes im Sinn,
als auf deine Worte und deine Rechte achtzugeben.
Glaube mir, du kannst gegen königliche Autorität
nichts ausrichten.

GIULIETTA
Er wird mich anhören, dann sehen wir,
ob er dich mir wegnehmen kann!

Hoffe wenigstens ...

EDOARDO
Hoffen sollte ich?

GIULIETTA
Ach, lass das doch! Man muss es versuchen.

EDOARDO
Meine Ehre … überlege es gut ...

GIULIETTA
Deine Ehre wird nicht darunter leiden.

BEIDE
Ach, Geliebte(r), hoffentlich täuscht mich (dich)
nicht mein (dein) hoffnungsfrohes Herz.
Ich wäre so froh, wenn ich wüsste (ich verspreche),
dass Liebe und Pflicht sich miteinander vertragen.
Ach, über so beständiger Liebesglut
wird ein freundliches Schicksal lächeln.

gehen ab


DRITTE SZENE
Galerie.
Graf Ivrea, der Baron, die Marquise und der Schatzmeister.


Nr. 24 - Rezitativ und Septett

BARON
Wirklich, teurer Graf, die Marquise selbst
wird es Euch versichern: sie hat ihre Meinung geändert
und denkt nicht mehr all diesen Narren,
ja, hasst ihn so sehr, wie sie ihn liebte.

MARQUISE
Ich bin bereit, mein Herr,
Euch zu heiraten, aber unter einer Bedingung,
die meine Taktgefühl mir auferlegt …

GRAF
Nennt sie, Marquise …

MARQUISE
Wenn der Chevalier nicht innerhalb einer Stunde hier ist.

Der Chevalier, Edoardo und Giulietta treten auf.

CHEVALIER
Meine Herren!

GRAF
sich verneigend
Majestät!

BARON
Hoheit!

CHEVALIER
Baron,
gewichtige Gründe
machen meine Abreise erforderlich.

MARQUISE
Ich werde die Frau
des Grafen Ivrea, und ich hoffte,
Ihr würdet bei meiner Hochzeit zugegen sein.

CHEVALIER
Madame, die wichtige Angelegenheit
duldet keinen Aufschub.

MARQUISE
Dann kann der Heiratskontrakt
bald geschlossen werden.

CHEVALIER
Es schmerzt mich um so mehr:
aber ein Befehl des Hofes verpflichtet den Grafen,
mich bei dieser geheimen Staatsmission zu begleiten.

MARQUISE
betroffen
Ihn!

BARON
O Gott!

Allgemeine Bestürzung

MARQUISE
(Auf diesen Schlag war ich
nicht vorbereitet, o Chevalier!
Meine Gedanken kommen durcheinander,
o Gott, ich finde keinen Ausweg.)

CHEVALIER
(Sie ist ganz durcheinander, das has sie nicht vorhergesehn; das will ich auskosten; ich habe es ihr zurückgegeben.)

GRAF, BARON, SCHATZMEISTER, EDOARDO und GIULIETTA
Der Befehl ist wirklich
zur Unzeit gekommen;
der Graf (ich) kann den Ärger nicht verbergen,
den der Befehl ihm (mir) bereitet.


Nr 25 - Finale II

Delmonte tritt auf.

DELMONTE
Hoheit, eben jetzt
kam eine Botschaft des Hofes;
ein wichtiger Brief,
so sagt' es der Bote.

CHEVALIER
Gebt her, schnell
Er liest.
(O glückliche Fügung!
So erfüllen sich meine Hoffnungen!)
zu den anderen
Ich erhielt eine gute Nachricht,
sogleich werde ich eine Geheimnis verraten;
aber zuerst soll Giulia
meinem Offizier die Hand reichen:
der Schatzmeister und der König
sollen die Zeugen sein!

EDOARDO UND GIULIETTA
Ihm verdanken wir
all unser Glück!

BARON
Was soll ich sagen? Heiratet ...
Der König will es, verlangt es ja.

ALLE
Ein Vivat dem Hochzeitspaar!

CHEVALIER
Hört mich an!
Dies schrieb man mir:
Er öffnet den Brief und liest vor:
"Stanislaus ist nunmehr in Warschau
eingetroffen. Das Parlament
hat sich für ihn erklärt - und damit
könnt Ihr abdanken, wann immer Ihr es wollt.
Damit Euch der Verlust der Königswürde
jedoch nicht allzu schwer falle, sollt Ihr hiermit
Titel und Ehre eines Marschalls empfangen."

BARON
Und wer seid Ihr?

CHEVALIER
Der Chevalier Belfiore …

ALLE
Belfiore?

MARQUISE
Aber ja doch!

CHEVALIER
umarmt die Marquise
Meiner Liebe von Anfang an treu!

SCHATZMEISTER
Graf!

GRAF
Baron!

BARON
Ich war verblendet …
Was ist jetzt zu tun?

ALLE DREI
Geben wir uns als Männer von Geist:
schweigen wir!

ALLE
Ja! Wir wollen wieder Freunde sein,
das Vergangene vergessen!
Es lebe der errettete König,
heilig sei ihm dieser Tag.
Zwei sehr glückliche Paare
fanden sich heute;
diese Täuschung hat vermutlich
viele Seufzer und Klagen vermieden.